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  • Discografia

    Discografia per chitarra

    British-American Composers (of the XXth century)

    Dopo alcuni mesi dall'uscita ufficiale per l'etichetta Dotguitar su Amazon e altri e-stores, finalmente è disponibile anche su ITunes il mio cd per chitarra sola dedicato a compositori britannici e americani (doveroso omaggio agli "alleati" dopo il cd che tanti anni fa dedicai ai compositori austro-tedeschi).
    La scelta dei brani è stata dettata dal desiderio di dare vita e risalto a lavori di un certo spessore, ingiustamente trascurati (o, comunque, poco eseguiti) che meritavano, per le qualità formali, estetiche, timbriche ed espressive, una  registrazione (una prima assoluta per quanto riguarda Kerr, Wills, Persichetti, e J.Franco).
    Nel caso specifico, il punto di partenza è stato un programma per chitarra sola (incentrato su compositori famosi per le musiche da film) che, su invito di Angelo Gilardino, preparai anni fa. Ne facevano parte esclusivamente brani originali per chitarra di Arnell, Morricone, Rosza, Bennett, Arnold e Goldsmith. Proprio il brano scritto da quest’ultimo (Toccata) è stato l’unico “sopravvissuto”  in questa nuova selezione. Ne è nato un recital di compositori contemporanei britannici ed americani, alcuni dei quali mi furono segnalati ugualmente da Angelo Gilardino. 
    Un filo conduttore lega, a mio avviso, queste musiche dall’impianto formale molto diverso: “Lo studio sul suono effettuato non tanto (o non solamente) in funzione della varietà timbrica, ma che piuttosto va alla ricerca del cuore sonoriale stesso dello strumento”, come dice Gianni Nuti a proposito del “Tenebrismo” nel suo Manuale di Storia della Chitarra (ed.Bérben).  Ciò mi ha spinto, dopo una serie di tentativi e ripensamenti, a disporre i brani secondo un ordine che, al di là degli specifici aspetti compositivi, porti idealmente l’ascoltatore a vivere un’esperienza ricca di suggestioni e stati d’animo diversi (sogno, irrequietezza, stupore, sgomento, quiete ecc.) nel segno della continuità ad un livello profondo di percezione.
    Qui la track list completa:  Copertina cd def.pdf
    1.  Jerry Goldsmith  Toccata (1950s)  2:36
    2. Harrison Kerr  Variations “The Tower of Kel” (*1971) 8:13
    3. John McCabe Canto (1968) 10 :13
        Arthur Wills Moods and Diversions (*1982)
    4.           Variations 7:42
    5.           Fugue 9:03
    6.           Passacaglia 6:55
    7. Vincent Persichetti Parable XXI (*1979) 11:40
        Thomas Wilson Three Pieces (1961)Copertina cd def.pdfCopertina cd def.pdf
    8.           Allegro 2:23      
    9.           Lento 1:58
    10.        Moderato 1:47
    11.Thomas Wilson Coplas del Ruiseñor (1971)  11:28
        Johan Franco Suite of American Folk Songs (*1970)
    12.        Cindy 1:12
    13.        When I was single 2:43
    14.        All the pretty little Horses 1:15
    15.        Haul away Joe  1:43 
     
    (*world premiere)                 Tot. Time 80:51
     
     

    Guitarra Clásica - Eugenio della Chiara

    Nel mese di Gennaio del 2018 la casa discografica Decca pubblica il nuovo CD del chitarrista italiano Eugenio Della Chiara: Guitarra Clásica. Si tratta di un prodotto discografico dedicato alle trascrizioni per chitarra della musica di Haydn, Mozart e Beethoven di Francisco Tárrega, Miguel Llobet e Andrés Segovia.
    Più dettagliatamente la tracklist è così articolata:
    Franz Joseph Haydn (1732 - 1809)
    1. Minuetto (Allegretto) dalla Sinfonia Hob.I:96 *** 
    2. Andante [orig. Minuetto] dal Trio Hob.XI:87 *
    3. Minuetto (Presto) dal Quartetto Hob.III:76 n. 1 ***
    4. Largo assai dal Quartetto Hob.III:74 n. 3 ***
    Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791)
    5. Minuetto II dalla Serenata K 375 *** °
    6. Andante cantabile dalla Sonata K 330 **
    7. Minuetto (Allegretto) dal Quintetto K 593 *
    Ludwig van Beethoven (1770 - 1827)
    8. Adagio sostenuto dalla Sonata “Quasi una fantasia” op. 27 n. 2 *
    9. Minuetto (Moderato) WoO 10 n. 2 *** °
    10. Minuetto (Moderato e grazioso) dalla Sonata op. 31 n. 3 *** °
    11. Andante dalla Sonata op. 14 n. 2 **
    Bonus tracks
    Wolfgang Joseph Lanz (1797 - 1873)
    12. Rondino in Re maggiore op. 9 n. 1 °°
    Carlo Galante (1959)
    13. Cammeo di Joseph Haydn (in forma di minuetto) °°
    * Tr. F. Tárrega
    ** Tr. M. Llobet
    *** Tr. A. Segovia
    ° Prima registrazione della trascrizione per chitarra
    °° Prima registrazione assoluta
    Chitarra: Domingo Esteso 1935
    Corde: Aquila Seta (cantini) / Aquila Rubino (bassi)
    Tr. 1 – orig. per orchestra
    Tr. 2 – orig. per viola di bordone, viola e violoncello
    Tr. 3 & 4 – orig. per quartetto d’archi
    Tr. 5 – orig. per ensemble di fiati
    Tr. 6, 8, 9, 10 & 11 – orig. per pianoforte
    Tr. 7 – orig. per quintetto d’archi
    Concerto alla Chiesa dell'Annunziata di Pesaro - 27/06/2017
    MU.N / Music Notes in Pesaro
    Franz Schubert - Sonata in La minore D 821 "Arpeggione"
    I. Allegro moderato (0:15)
    Revisione di Eugenio Della Chiara
    Video: Richard Nacinelli
    Audio: Lunik Recording Studio
    Editing e mixaggio: Federico D'Ascola

    Song Book for Guitar, Alberto Mesirca

    L'etichetta discografica Kairos inizia la distribuzione del nuovo cd del chitarrista italiano Alberto Mesirca dal titolo "Claudio Ambrosini - Song Book for Guitar" contenente i lavori più importanti del compositore veneto Claudio Ambrosini (1948) scritti dal il 1973 e il 2013.
    La tracklist:

    In allegato il bookleto in formato PDF: Booklet.pdf
    Link al prodotto sul sito dell'editore: https://www.kairos-music.com/cds/0015012kai

    Segovia, Alberto la Rocca

    Il nuovo disco del chitarrista italiano Alberto La Rocca è dedicato alla musica originale per chitarra sola scritta da Andrés Segovia (1893 - 1987). Pubblicato dalla casa discografica olandese Brilliant Classics, il CD include i seguenti brani:

    Da questo video è possibile ascoltare in anteprima alcune tracce:
    Sito internet del chitarrista: http://albertolarocca.weebly.com

    La guitarra callada

    Il chitarrista italiano Stefano Grondona pubblica il suo nuovo CD intitolato "La guitarra callada" con l'etichetta discografica Stradivarius.
    Il disco raccoglie le composizioni di Federico Mompou (1893 - 1987), per chitarra:
    Suite Compostelana for guitar (1962; composed for Andrés Segovia) Cançó i dansa No. 13 (Cançó: El cant dels ocells; Dansa (El bon caçador)) for guitar (1972)[8] Cançó i dansa No. 10 (Sobre dos Cantigas del Rei Alfonso X), originally for piano (1953), transcribed for guitar by the composer (undated manuscript)
    La scheda del CD completa sul sito dell'editore: http://www.stradivarius.it/scheda.php?ID=801157037087700

    Cold Dark Matter

    Il disco della MSR Classics "Cold Dark Matter" raccoglie la musica per cello e chitarra di Dušan Bogdanović, Radames Gnattali, Stephen Goss e Jaime Mirtenbaum Zenamon. Gli interpreti sono Kimberly Patterson (violoncello) e Patrick Sutton (chitarra)
    Dalle linernotes:
    This album is unique in that all of the pieces are originally composed for cello and guitar. Each piece takes the listener on a tour of the myriad textual and sonic possibilities that exist between these two instruments. Our recording seeks to illuminate underplayed pieces in an as-yet undeveloped genre. On both, we shed new light. The title, Cold Dark Matter, serves as a metaphor: Cornelia Parker's work depicts a garden shed and its contents held in suspended animation after an explosion. Familiar objects are seen in an unfamiliar circumstance, and from a new perspective, much like the combination of our two very familiar instruments.
    The Patterson/Sutton Duo has been applauded for their bravura performances, consummate musicianship and illuminating mixed-media lectures. The Duo explores the landscape of music for violoncello and guitar, and seeks to broaden its horizons through recording, performing and working closely with a range of contemporary composers.
    Described by the Chicago Sun Times as a superb cellist, Dr. Kimberly Patterson has earned recognition for her artistry as a solo and chamber musician. She has concertized extensively throughout North America, Europe, Asia and Australia, giving chamber recitals in Weill Recital Hall at Carnegie Hall, Wigmore Hall in London as well as Alice Tully Hall in Lincoln Center. Patterson gave the world premiere performance of Cayetano Soto's ballet for solo cello, Uneven, with the Aspen Santa Fe Ballet and subsequently toured throughout the United States. She is the founding cellist of the Tesla Quartet, gold medal winners of the Fischoff Chamber Music Competition and a prizewinner of the London International Quartet Competition. Dr. Patterson's festival appearances include the Verbier Festival in Switzerland, Miyazaki Festival in Japan, Sarasota Music Festival, the Aspen Music Festival, Holland Music Sessions in the Netherlands and Strings Music Festival. She is also an avid proponent for educational outreach and has received numerous fellowships to bring music to many communities. Graduating with academic honors from the Cleveland Institute of Music, Dr. Patterson earned a Master of Music degree at The Juilliard School and a Doctor of Musical Arts degree at the University of Colorado at Boulder, where she was the graduate assistant to the Takacs Quartet. She performs on a Joseph Rashid cello, generously loaned to her by the Rashid family.
    Patrick Sutton began playing guitar at the age of 11 in Evergreen, Colorado. He completed his Bachelor and Master of Music Degrees in classical guitar performance at the Lamont School of Music, studying with Ricardo Iznaola, Masakazu Ito and Jonathan Leathwood. While at the Lamont School, he received several honors, including First Place in the 2009 Lamont Chamber Music Competition, three Recital of Distinction awards, and induction into the Pi Kappa Lambda national music honor society. Sutton has been a prizewinner at several solo and chamber music competitions, and has twice been the John D'Addario Performing Assistant at the Bowdoin International Music Festival in Brunswick, Maine, where he performed at its Gamper Festival of New Music. He has given numerous world and US premieres of pieces by important guitar composers, such as Stephen Goss, Gilbert Bibarian, Ricardo Iznaola and Richard Boukas. Currently on the music faculty of the Community College of Denver and Naropa University, Sutton is pursuing a Doctor of Musical Arts degree at the University of Colorado at Boulder.
    La tracklist è composta dalle seguenti opere originali:
    DUŠAN BOGDANOVIC (b. 1955)
    QUATRE PIÈCES INTIMES (1997)
    Prière
    Mouvement
    La Harpe de David
    Chant
    RADAMÉS GNATTALI (1906 - 1988)
    SONATA FOR CELLO AND GUITAR (1969)
    Allegro comodo
    Adagio
    Con spirito
    STEPHEN GOSS (b. 1964)
    PARK OF IDOLS (2005)
    Jump Start
    Cold Dark Matter
    Fractured Loop
    Malabar Hill
    The Raw
    Sharjah
    JAIME MIRTENBAUM ZENAMON (b. 1953)
    REFLEXÕES NO. 6 (1986)
    Fluido
    Doloroso
    Vivissimo
    Dal sito internet ufficiale del duo è possibile ascoltare alcune anteprime e procedere all'acquisto su iTunes.

    Canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UC0MnEcoIw1TRLkrChYLHvXw
     

    Bogdanović: Guitar Music

    Il CD del chitarrista italiano @Angelo Marchese interamente dedicato alla musica del compositore serbo Dušan Bogdanović (1955). 
    La tracklist del CD è così articolata:
    Sonatas Nos 1 & 2 Raguette No. 2 Cinque Pezzi di Mare Introduction, Passacaglia and Fugue for the “Golden Flower” Quatre Bagetelles Polyrhythmic and Polymetric Studies Dal sito dell'editore:
    With sonatas, bagatelles, studies and dances, this disc forms a comprehensive introduction to the classically oriented section of the diverse oeuvre of the guitarist/composer Dusan Bogdanovic. Serbian by origin, long based in the US, Bogdanovic (b.1955) has made artistic collaborations with jazz, classical and ‘world’ musicians throughout his career. His distinguished pedagogical work has resulted in the publication of various method-books for guitarists and is represented here by five of his Polyrhythmic and Polymetric Studies (1990). 
    The two sonatas are more substantially through-composed works. As Bogdanovi himself remarks in a useful booklet note, the first sonata (1978) betrays the influence of Bartok upon his early compositions, while the second, written seven years later, admits a much wider frame of reference, disciplined by the classical sonata model. The resulting work has nothing of the generically Spanish flavour that is evident in so much guitar music, but takes its cue from the composer’s own mastery of the instrument to move between whimsical reflection and punchy, rhythmic momentum with some technical innovations that produce new sounds and tone-colours. The second Raguette pursues these innovations more single-mindedly: a brief introduction to the Indian raga tradition ‘meant for nervous Westerners’, melodically based on a work of John Dowland. 
    There is also a first recording, of a work commissioned by Angelo Marchese, and inspired by the soloist’s native Sicily. In Cinque pezzi di Mare (2013), a romantic spirit of expression grows from material based on modes rather than standard diatonic harmony, enclosing a waltz which consciously evokes the idiom of the jazz pianist Bill Evans. This is an important addition to the extensive Brilliant Classics library of guitar music. 
    Dusan Bogdanovic, born in 1955 in former Yugoslavia, is one of the foremost guitar composers and guitarists of today. A pupil of Alberto Ginastera and winner of the prestigious Geneva Competition he successfully toured the world’s continents as performer and composer. 
    Bogdanovic’s style may be described as a fusion of classical, jazz and ethnic, a unique and personal style of strong expression and feelings. 
    Guitarist Angelo Marchese is “an profound performer of supreme technical mastery” (Guitart magazine). His recording of Gilardino’s guitar concerto for Brilliant Classics (BC94747) was widely praised in the press. 
    The booklet contains extensive and authoritative liner notes written by the composer.

    Easy Studies for Guitar Vol.2

    Oggi 5 Dicembre 2017 Brilliant Classics avvia la distribuzione in oltre quaranta paesi del nuovo CD dedicato alla musica originale per chitarra.
    Si tratta del secondo volume della collana Easy Studies for Guitar, ideata allo scopo di registrare composizioni originali per chitarra del XX e del XXI secolo con scopi prettamente formativi e didattici.
    Il secondo volume include musica di @Franco Cavallone (1957) Stephen Dodgson (1924 - 2013), Ivan Patachic (1922 - 1993), Manuel Maria Ponce (1882 - 1948), Alexandre Tansman (1897 - 1986).
    La tracklist dettagliata è la seguente:

    I "Ten Progressive Studies" di @Franco Cavallone sono inediti. Ne curerò personalmente la pubblicazione nel corso del 2018.
    Una preview di alcune tracce:
    Nella sezione Articoli sul Repertorio di questo Forum è possibile trovare articoli dedicati ai brani contenuti in questo CD
    Info e dettagli:
    http://www.cristianoporqueddu.com/discography/

    Regondi Complete Solo Guitar Music, Alberto Mesirca

    L'etichetta discografica olandese Brilliant Classics pubblica il CD Set "Regondi Complete Solo Guitar Music" del chitarrista italiano @Alberto Mesirca. 
    Il cofanetto raccoglie l'integrale delle composizioni per chitarra del compositore italiano Giulio Regondi (1822 - 1872). Nel dettaglio, la tracklist include i seguenti lavori per chitarra sola:
    CD 1:
    Feuille d’album. Ad libitum (first recording) Rêverie - Nocturne, Op. 19 (Larghetto – Più mosso) Fête villageoise, Op. 20 (Rondo caprice. Allegretto giusto) Premier Air varié, Op. 21 Deuxième air varié, Op. 22 Introduction et caprice, Op. 23 (Adagio – Allegretto scherzando) CD 2:
    Air varié de l’opéra de Bellini "I Capuleti e i Montecchi" Solo on Don Giovanni 10 Etudes Tecnico del suono: Andrea De Marchi

    La recensione della release discografica a cura di Gianluigi Giglio per l'e-magazine dotGuitar:
    Di Giulio Regondi serbiamo un’immagine serafica: seduto su una seggiola, con i suoi boccoli biondiriversi sulle sue docili spalle, mentre imbraccia una chitarra. Questa è l’icona più emblematica  che abbiamo del Regondi bambino, che alla chitarra fu legato nel bene e nel male. 
    Nato a Ginevra nel 1822, poco si conosce della madre; alcuni aneddoti, ci aiutano meglio a conoscere la sua fragile figura, segnata dai soprusi di un padre aguzzino, che sfruttò le sue doti di enfant prodige per trarne bieco profitto, abbandonandolo, dopo averlo lasciato senza un soldo, in quella Londra ottocentesca dei bassifondi, permeata ancora da quell’atmosfera del romanzo Dickensiano “Oliver Twist”, che il regista Roman Polański è riuscito a ricreare efficacemente, nel suo film omonimo. 
    Quando il padre usciva di casa, chiudeva a chiave il figlio per costringerlo a studiare cinque ore al giorno. Il bimbo se ne restava solo, per tutto il tempo, controllato di sottecchi da un vicino di casa; “a seconda di quanto veniva riportato, doveva starsene a fianco del letto del padre per recuperare tutto il tempo che avesse perso durante il giorno” .1
    Era stato il dottor George Young, noto medico londinese - in un suo breve soggiorno a Lione, ospite del padre che gli impartiva lezioni di italiano - a consigliargli di portare il fanciullo a Londra, avendolo sentito suonare la chitarra.  Così lo descrive: “dotato di una notevole intelligenza, d’aspetto fine e delicato, con mani forti e più sviluppate rispetto al resto. Giulio non ricordava di essere uscito di casa neanche quando era venuto un uomo a prendergli le misure per un abito di velluto con ornamenti dorati e un cappello, anch’esso di velluto, con piume bianche.  Al concerto, non appena ebbe finito di suonare, il pubblico si alzò in piedi applaudendo e chiedendo un bis, al che Giulio allarmato fuggì di corsa dal palcoscenico. Ci volle parecchio tempo per riprenderlo e farlo suonare ancora”.2
    Se Regondi fosse nato nel ‘900, sarebbe sicuramente ricorso allo psicanalista, per le coercizioni e angherie subite. Invece decise – da un certo momento in poi – di dedicarsi alla concertina, strumento simile al bandoneon, per il quale compose un gran numero di opere, abbandonando la chitarra che, a livello inconscio, era legata ai patimenti e ai tormenti di un’infanzia tradita. Tuttavia, nei concerti che Regondi diede a Parigi, Londra, Liverpool, Darmstadt, Dresda, Lipsia, Vienna, Praga, per le abilità tecniche di cui era dotato, riuscì a sbalordire come pochi altri avevano fatto sino ad allora, ottenendo sempre entusiasmanti recensioni della critica.  
    Le sue composizioni  sono  di non facile esecuzione, con funambolici passaggi, arpeggi veloci, tremoli e complessità tecniche inaudite per quell’epoca, se si eccettua il virtuosismo di Legnani, Giuliani e Sor. Quest’ultimo conobbe Regondi bambino, e ne apprezzò il talento tanto da dedicargli la Fantasia op. 46 (anche Carcassi gli dedicò le Variations brilliantes sur un thême de la Cenerentola “Non più mesta”- Rossini).
      Il successo non era più tanto scontato come all’epoca dei grandi chitarristi compositori del primo ottocento. Bisognava fare i conti con il predominio del pianoforte, con tutte le sue potenzialità espressive, che compositori del calibro di Liszt, Schumann, Thalberg, Moscheles e Chopin seppero sfruttare, elevandolo a strumento romantico per antonomasia. I chitarristi dell’epoca inseguirono invano quel modello, poiché la forza espressiva della chitarra non risiedeva nella potenza sonora, ma in quella caleidoscopica amalgama di colori, sfumature ed effetti timbrici che contraddistinguono il suo carattere più intimistico. La chitarra, grazie a Regondi, riesce ad entrare nel panorama di quel romanticismo inquieto che sublima il pittoresco attraverso un nuovo sentimento di intimità spirituale, per cui la musica diviene fonte di gioia interiore. 
    La spontanea effusione melodica di Regondi, che trascende ogni aspetto drammatico, serve a infondere serenità: al suo culmine la melodia è evocazione poetica. Nella Rêverie Nocturne op.19, una sensazione di rasserenante estasi – che ha come momento parossistico la fluida cantabilità del tremolo – ci astrae completamente dal mondo terreno: si è come sospesi in un impalpabile ed etereo spazio siderale. Che ritroviamo anche nella brevità di Feuille d’Album, brano portato alla luce da Andreas Stevens nel 2010, trovato presso una collezione privata a Monaco, e qui inciso per la prima volta.
    Una breve introduzione nel tono di re minore col basso che si muove, carico di tensione, su un intervallo di seconda minore; si espande poi in una sezione di ampi e arditi arpeggi, come fosse un ponte modulante che risolve in una suadente melodia nella tonalità di mi maggiore.  
    Forse meno ispirato, per la  ridondanza di ornamentazioni, Fête Villageoise sembra una scampagnata (ma non proprio per quanto riguarda l’esecuzione) all’insegna del divertimento, motto di quella serenità che qui trapela palesemente, senza alcun pudore, e che null’altro sembra volerci suggerire. 
    Le ornamentazioni, i glissati, estese sequenze di arpeggi, successioni rapide di scale, sono peculiari di tutta la musica di Regondi, retaggio del virtuosismo dei chitarristi compositori di qualche decennio prima. 
    Li ritroviamo pure nell’Air Varié op. 21 e op. 22 dove una mesta introduzione in tonalità minore contrasta con il tema sereno in tono maggiore (quello dell’op. 21 calca un motivo popolare napoletano); le variazioni sono ricche di cromatismi, complesse armonie, e melodie che rimandano, stavolta, all’ormai sorpassato clima salottiero ottocentesco.
    Più interessante  Introduction et Caprice op. 23, ultimo pezzo scritto da Regondi per la chitarra, definito da Gilardino “il miglior brano scritto per chitarra nell’epoca romantica”,3 caratterizzato da un magistrale uso della tessitura armonica nell’introduzione in mi maggiore, da cui si apre poi lo sviluppo vero e proprio (il capriccio in mi minore) nel quale, per chiudere con maestria l’elaborazione motivica di gradevole impronta romantica, egli utilizza l’ampio vocabolario degli elementi idiomatici della chitarra. 
    I Capuleti e i Montecchi - ispirato, forse, al lavoro di Mertz - prende spunto dall’opera di Bellini con le variazioni secondo i canoni consueti. Il risultato è un capolavoro che mette in mostra un copioso ventaglio dei tecnicismi stilistici dell’epoca, ma anche un sapiente uso dell’accompagnamento della melodia, che ci fa apprezzare appieno le qualità polifoniche della chitarra.  Esperimento simile è il Solo on Don Giovanni, fedele riproposizione, nota per nota, della medesima trascrizione ad opera di Thalberg, il famoso pianista compositore rivale di Liszt, che Regondi aveva incontrato a Londra nel 1837 e nel 1839, in occasione della loro partecipazione agli stessi concerti.4 Infine i magnifici 10 Etudes da cui si dispiegano accattivanti melodie, sorrette da armonie che aderiscono perfettamente alla fluida cantabilità. 
    Talvolta, come nel difficile studio n. 5, da un semplice disegno melodico, trapela – attraverso articolate progressioni e modulazioni – un’eccellente abilità compositiva. E vale, per tutti, l’efficace intensità degli studi n. 6 e n. 9 per annoverare questi esercizi dell’espressività - miniature di grande valore musicale - tra le più belle composizioni del periodo romantico. 
    Il 6 maggio 1872 Regondi moriva a Londra per un cancro epiteliale, dopo atroci sofferenze durate 20 mesi. Nella sua vita vennero pubblicate solo cinque opere; dopo la sua morte cadde nel dimenticatoio, e fu riscoperto solo di recente: i 10 studi furono scoperti in Russia da Matanya Ophee nel 1987. Alcune sue opere furono incise per la prima volta a partire dal 1981 da Leif Christensen con una chitarra René Lacôte del 1830, e in seguito da David  Starobin nel 1993.5
    Uno dei più eminenti studiosi di Regondi è Simon Wynberg,6 le cui note sono riportate (in lingua inglese) nel libretto che accompagna questi due CD del valente chitarrista Alberto Mesirca, per l’etichetta Brilliant Classics. 
    Qualche piccola rigidità del fraseggio e rubati, a volte, leggermente affrettati, non inficiano la pregevole interpretazione del talentuoso e giovane chitarrista che, col suo ricercato tocco romantico, nitido e delicato, fa materializzare, nel gorgo dell’immaginazione, quella soave figura “con quei suoi occhi blu pieni di dolcezza e vivacità,  dai lunghi capelli biondi e fluenti sulle spalle”,7 concedendoci di godere pienamente di una delle pagine più significative del periodo romantico.______________
    1. Secondo le informazioni date a Madame Fauche da Mr. Binfeld, nel periodico “The musical world”, Vol. I, 1° giugno 1872 pag. 345
    2. “The musical world”. Op.cit.  
    3. Ne “La chitarra” edizioni Curci, 2010 p. 153
    4. Notizie tratte dall’articolo di  Stefan Hackl ne “Il Fronimo” n. 143, p. 21, Milano Luglio 2008. 
    5. Ivi  p. 14
    6. Il medesimo articolo su Regondi, scritto da Simon Wynberg, è stato pubblicato ne “Il Fronimo” n. 42, p. 8-14, Milano 1982 
    7. Descrizione tratta da una recensione di un concerto di Regondi tenuto a Parigi il 13 aprile del 1830
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