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  • Pubblicazioni

    Pubblicazioni per chitarra

    Appunti di viaggio della chitarra del XX secolo, Vincenzo Saldarelli

    Un vero e proprio Manuale della chitarra nel XX° secolo, curato da Vincenzo Saldarelli. Dopo la premessa dedicata ai primi decenni del XX° secolo, al cui interno troveremo alcuni precursori del “nuovo suono” della chitarra, quali Llobet, De Falla, Villa Lobos, ed altri strettamente legati allo strumento, vengono affrontati i grandi autori della “scuola Viennese”, in particolare Schönberg e Webern, ed altri che hanno regalato alcune perle al nostro repertorio, fino ad arrivare alla metà del secolo. Poi gli Anni ‘50 come linea di demarcazione storico-estetica con la “Scuola di Darmstad”, con il Boulez de “Le Marteau sans Maître” e l’inizio della riscoperta della chitarra nella nuova musica, come strumento fonte di ispirazione per tutto ciò che riguarderà la timbrica, le nuove sonorità, le ricchezze dinamiche e agogiche, la gestualità, le invenzioni ritmico-percussive, fino a giungere ai nostri giorni.
    Nei 2 CD allegati Vincenzo Saldarelli interpreta De Falla, Manzoni, Togni, Pennisi, Gentilucci, Talmelli, Petrassi, Saldarelli, Ferrari, Mencherini, Indulti, Singer.

    Matteo Carcassi, Lucio Matarazzo

    La partitura completa dei 25 Studi melodici e progressivi op.60 e dei 6 Capricci op.26 di Matteo Carcassi, presentati per la prima volta con una scheda di analisi per ciascuno studio, revisione e diteggiatura basata sugli originali. A cura di Lucio Matarazzo.
    CD allegato, Matteo Carcassi, 25 Studi melodici e progressi op.60, 6 Capricci op.26 - Lucio Matarazzo, chitarra

    Miguel Llobet, Lorenzo Micheli

    Una delle monografie storiche della GuitArt a cura di Lorenzo Micheli e con il contributo di Ronald Purcell e Stefano Grondona, dedicata a uno dei "poeti" del novecento chitarristico spagnolo.
    Nella monografia Miguel Llobet, il punto sugli studi, Miguel Llobet, allievo di Tarrega e aestro di Segovia, Catalogo delle opere, Le trascrizioni di Llobet da Granados e Albéniz, Documenti, Bibliografia e l'esclusiva partitura della Mazurka por Federico Bufaletti con la trascrizione e diteggiatura di Miguel Llobet.
    CD allegato: Miguel Llobet Complete Guitar Music: Scherzo-Vals, Estudio Capricho, Mazurka, 13 Catalan Folksongs, Respuesta, 5 Preludes, Mazurka por Federico Bufaletti, 4 Folksongs, Estudio en mi mayor, Romanza, Variaciones sobre un tema de Sor, Lorenzo Micheli, chitarra.
     

    Hans Werner Henze, Roberto Tascini

    Un lavoro affascinante per avvicinarsi all'opera per chitarra di Hans Werner Henze, realizzato dal chitarrista Roberto Tascini. Un ricco profilo biografico, la profonda analisi del rapporto tra musica, politica e cultura in Henze e la dettagliata analisi dell'opera chiave del compositore, la Royal Winter Music. Julian Bream diceva: «Ciò che l’Hammerklavier beethoveniana significa per i pianisti e per la produzione pianistica, la Royal Winter Music deve significare per la chitarra».
    Nel CD allegato Roberto Tascini interpreta H.W. Henze: Royal Winter Music I & II.
     

    Johann Sebastian Bach e la chitarra Barocca, Rosario Cicero

    Dalle radici del repertorio chitarristico a J.S. Bach - I fondamenti espressivi dell’antica letteratura chitarristica - Il percorso storico tra i grandi Maestri e l’evoluzione del linguaggio strumentale - L’approccio analitico e l’interpretazione - Il percorso verso Bach - Accordature e Trascrizioni Le accordature - Le trascrizioni - A.M. Bartolotti Sarabande A.M. Bartolotti Gigue - A.M. Bartolotti Prelude - Ciaccona: Spunti e criteri analitico interpretativi 
    Nel CD allegato: Ciaccona & Partite 1006, 1013, Rosario Cicero, chitarra barocca

    Manuel Maria Ponce, Angelo Gilardino

    Un'affascinante monografia realizzata da Angelo Gilardino e dedicata a uno dei miti del novecento chitarristico.
    Nel libro, Ponce il Maestro della piccola stella, Origini e vocazione, Italia e Germania, Di nuovo in Messico: il Concerto per pianoforte, la piccola stella e Clema, Cuba, New York e Granados, Secondo ritorno in Messico e nozze, 1923: arriva Segovia, 1925: Parigi, Il Ponce parigino, I pastiches, I 24 Preludios, Paganini, la Follia, la Sonatina Meridional, 1933: di nuovo a casa, Concierto del Sur: il sogno di Segovia, 1943: la piccola stella torna a brillare, La piccola stella si spegne, Edizioni e manoscritti, Spartito allegato Allegato dalla Sonata II.
     
    CD allegato, Manuel María Ponce, Musica per e con chitarra, Davide Ficco, chitarra. Prelude para guitarra y clavecín; Sonata for guitar and harpsichord; Allegro from Cuarteto para violin, viola, violochelo y guitarra; Por ti mi corazón para voz y guitarra; Thème variè et finale; Twenty-four Preludes for guitar. 

    Mauro Giuliani "La vita e l'opera", Frédéric Zigante

    Un fascicolo fondamentale dedicato a Mauro Giuliani a cura di Arrigo Quattrocchi, Mario Torta e Frédéric Zigante.
    Nel volume, un'inedita biografia, l'analisi e il confronto tra Giuliani e Rossini, le note sull'interpretazione della Rossiniana n.1 con la partitura completa di revisione e diteggiatura. Un testo di riferimento della nostra collezione.
    Nei due CD allegati Frédéric Zigante interpreta l'integrale delle Rossiniane + quattro cicli di variazioni.

    Don Andrés and Paquita: The Life of Segovia in Montevideo, Alfredo Escande

    Don Andrés and Paquita: The Life of Segovia in Montevideo è la narrazione a cura di Alfredo Escande della vita del maestro spagnolo a Montevideo.
    La pubblicazione è edita da Marisa Herrera Postlewate

    This heartbreaking tale uncovers a mystery in the life of one of the most important personalities of the twentieth century, guitarist Andres Segovia (1893-1987). He married the widowed Paquita Madriguera (1900-1965), famous child prodigy pianist and prized student of Enrique Granados, in 1935 as his international career was blossoming. They fled their native Spain under death threats when the Spanish Civil War erupted in 1936 and began an odyssey that landed them in the Uruguayan capital. Segovia's support for the fascist Franco resulted in his banishment from the lucrative American concert scene, while the travel dangers of World War II further isolated him from the rest of the world. During this time, Segovia greatly enriched the guitar repertoire through numerous arrangements and collaborations with major composers via correspondence. It was also an era of happy family life with Paquita. The couple collaborated on two of the most important contemporary guitar concertos and traveled throughout Latin America to perform. Then tragedy struck as the guitarist became entangled with a beautiful Brazilian singer in an affair that ruined his marriage and brought tragic consequences to his family life. In writing his autobiography, Segovia could never face this period. With the help of tenacious research and Paquita's two surviving daughters, Alfredo Escande diligently lifts the veil of secrecy and reveals a magical age of music history framed around the couple's decade together.

    Dal libro:

     
    I contenuti sono disponibili su Google Book a questo indirizzo: https://goo.gl/FMb6q2

    Alexandre Tansman en vingt-cinq morceaux pour guitare

    In 68 pagine, ll volume Alexandre Tansman en vingt-cinq morceaux pour guitare contiene una selezione dei titoli più significativi del compositore franco-polacco Alexandre Tansman. Adatta agli studenti di livello intermedio, questa selezione costituisce un percorso ideale per conoscere un compositore che riuscì a riscattare la musica per chitarra dai cliché latino-americani attribuiti allo strumento. La raccolta comprende nuove e inedite revisioni della Suite in modo polonico (1964), della Pièce en forme de Passacaille (1953), dei Quattro tempi di Mazurka (1967) e dell’Hommage à Lech Wasa (1982).
    L'opera è curata da @Frédéric Zigante ed è pubblicata dall'editore Durand
     
    La recensione della pubblicazione a cura di Gianluigi Giglio per dotGuitar:
    Un tratto melanconico sembra accomunare molti artisti polacchi del novecento. A Łódź nel 1897 nasceva Alexandre Tansman; nel 1941 il pittore Maurycy Trębacz moriva di fame nel ghetto della stessa città; alcuni decenni più tardi, Krzysztof Kieślowski e Roman Polanski studieranno alla Scuola di Cinematografia di Łódź, regalandoci quei grandi capolavori come Decalogo, Trilogia dei Colori (Kieślowski), Il Pianista (Polanski). 
    Solo alcuni esempi di artisti che ebbero a che fare con la città di  Łódź,  le cui opere -  come quelle dello stesso Tansman - paiono avvolti dalla medesima coltre di mestizia e sofferenza, quella inscritta nel giogo della dominazione nazista, della persecuzione e della ghettizzazione degli ebrei: il greve macigno di un pezzo di storia, le cui conseguenze si sono protratte sino alle generazioni più recenti. Tansman, poiché ebreo, subì la medesima sorte di Castelnuovo Tedesco, e, nel 1941, dovette fuggire dall’Europa per rifugiarsi negli Stati Uniti.
    Un Tansman cosmopolita, già esule, lo troviamo nel 1919 a Parigi, capitale della cultura europea, dove conosce Maurice Ravel,  Béla Bartók, Sergei Prokofiev e Tibor Harsànyi che, come lui, è sensibile alla lezione di Igor Stravinsky.  In America entra in contatto con alcuni jazzisti famosi, come Louis Armstrong, Duke Ellington e Art Tatum; riceve la stima di George Gershwin, che gli chiede di collaborare all’orchestrazione di An American in Paris, e frequenta Stravinsky col quale intesse un vero e proprio rapporto di amicizia. Nel 1946 si stabilisce nuovamente a Parigi, dove muore nel 1986.
    La raccolta “The best of Alexandre Tansman in twenty-five pieces for guitar”, edita dalla Éditions Max Eschig (2012) e proposta da Frédéric  Zigante - sommo interprete e uno dei maggiori conoscitori  dell’opera di Tansman - comprende alcune opere del compositore polacco, tratte da precedenti  pubblicazioni dello stesso Zigante, di Alvaro Company (Paris, Éditions Max Eschig), di Angelo Gilardino e Luigi Biscaldi (Ancona, Bèrben Edizioni Musicali). Va ricordato che Angelo Gilardino in qualità di Direttore artistico della Fondazione Segovia, ha curato la revisione dei manoscritti di Tansman e la loro pubblicazione nella serie The Andrés Segovia Archivee. 
    Nelle opere di questa raccolta non c’è da aspettarsi un Tansman stravinskiano - nessun Uccello di fuoco si librerà mai da queste pagine, nessun Fuoco d’artificio incendierà gli animi - ma uno stile, per lo più, meditativo che rimanda alle pianure dei bassipiani della Polonia  e a lacustri paesaggi di bruma.
    Pièce en forme de Passacaille (1953) è costruito, proprio come un’antica passacaglia, sulla variazione continua di un tenor: una successione di note gravi che si estende per otto battute. La stessa matrice viene, quindi, arricchita da una maglia polifonica, prima con un incedere ritmico ben definito, poi con un tremolo giusto accennato. Il medesimo elemento ricompare una quarta sopra e, più avanti, all’ottava superiore. Infine, ritorna la linea di bassi dell’incipit, avviluppata e cadenzata da sequenze accordali, fino ad un rassicurante mi maggiore.
    Nella Suite in modo Polonico (1962) Tansman rivela, negli stilemi popolari, la tradizione musicale dei suoi luoghi di origine, le sue radici che affondano nella madre patria. Esempio ben riuscito del connubio tra ispirazione e tradizione, fu una delle composizioni più apprezzate ed eseguite da Segovia. 
    La Ballade, Hommage à Chopin  (1965), uno dei pezzi più interessanti scritti da Tansman per chitarra, consiste in un solo, lungo movimento,  che - insieme agli altri tre movimenti (Prélude, Nocturne e Valse romantique) pubblicati a parte nel 1966, su precisa richiesta di Segovia - ci fanno cogliere la sua visione romantica.
    Le Mazurke, danze in tempo ternario originarie della regione di Varsavia (“cannoni sepolti sotto i fiori” le definì Schumann, riferendosi alle mazurke di Chopin), fanno parte della memoria musicale del compositore, il cui primo pezzo per chitarra, scritto del 1925 è, non a caso, una Mazurka. 
    I Quattro tempi di Mazurka che furono scritti nel 1967 a Venezia, suo prediletto luogo dell’anima, non destarono, però, lo stupore del suo committente. Invero queste musiche ci offrono l’artista più autentico, tanto ancorato alla sua terra, quanto affrancato dal sapore spagnoleggiante di stampo segoviano. Nel primo brano traspare una mesta atmosfera veneziana (il lieve ondeggiare delle acque dei suoi canali è, per lui, ricorrente fonte di ispirazione). Nel secondo si diradano le tinte fosche che ricompaiono nel terzo tempo, come il primo, in tonalità minore; il quarto è caratterizzato da elementi melodici che si sviluppano su scale modali (probabili reminiscenze di canti ortodossi o di melodie popolari), su complesse armonie cromatiche. L’insistenza del tritono con la quarta eccedente (sol diesis) - spesso presente nelle mazurke popolari, da cui attinge anche Chopin - suggerisce il modo lidio.
    Nelle Variations sur un thème de Scriabine (1971) il tema, caro a Segovia, viene esposto nelle successive variazioni, di volta in volta trasformato, senza mai stravolgerne l’essenza.
    Infine l’Hommage à Lech Wałęsa del 1982, pezzo dal profilo severo e ritmicamente incisivo - sebbene meno ispirato - rappresenta quasi la naturale prosecuzione, l’approdo  del medesimo filo musicale che si dipana dai precedenti brani proposti.
    L’approccio compositivo di Tansman non è mai del tutto accondiscendente alle richieste di Segovia il quale - proprio per questo suo esprit libre - si mostra, a volte, indifferente alle sue creazioni: la sua musica è vera arte, perché è sostanzialmente libera. D’altro canto Tansman è letteralmente ammaliato da Segovia, sin da quando gli sente suonare la Ciaccona di Bach a casa di Henry Pruniéres a Parigi;  l’unico a cui, nel Pièce en forme de Passacaille, può fare una dedica simile: “pour Andrés Segovia, l’unique”. 
    Le opere di Tansman, come i  film di  Kieślowski, sono come fari che illuminano quel plumbeo grigiore esistenziale derivante dal senso ineluttabile degli avvenimenti della storia: pur rimanendo ancorate alle grammatiche compositive tonali, inseguono, attraverso esili modalismi, quello spirito leggero proteso verso atmosfere esotiche e orientaleggianti. 
    Lodevole operazione quella di Zigante che - con l’estrema accuratezza delle sue diteggiature e con il garbo dell’edotto studioso - ha reso gradevolmente intelligibile questa raccolta, concedendoci di contemplare alcune pagine meno note del compositore polacco.  Sarebbe auspicabile, allora, rinfrescare i già obsoleti programmi, inserendo - tra le prove di prassi esecutiva dei Conservatori - anche queste preziose gemme di Tansman, per dar modo di esplorare meglio questo straordinario, nonché singolare compositore segoviano e il suo tempo. 
     
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