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  • Approfondimenti sul Repertorio

    Articoli dedicati al repertorio originale per chitarra

    Boris Asaf'ev - Prelude IV

    Boris Asaf'ev - Prelude IV
    da "12 Preludes for Guitar"
    Cenni analitici
    Costruito su otto episodi con uguale struttura metrica, il Preludio IV ha carattere di virtuosismo sia strettamente tecnico che idiomatico. Nei primi due episodi (B1-B9 e B10-B18) viene introdotto il modello tematico e, lo stesso, osservato da diverse angolazioni senza che vengano effettuati interventi di rilievo. Uno sviluppo motivico viene introdotto nei tre successivi episodi (B19-B26; B27-B32; B33-B38) in differenti tonalità. L'accostamento arriva con un salto V-I sempre costruito cromaticamente (B30-B32 e B37-B38).
    La ripresa del modello tematico iniziale (B39-B44) è rapida e porta senza indugio ad un nuovo episodio con un registro più acuto che non ha sviluppo e cede subito il passo dopo un ponte di 4 battute (B49-B52) che riportano al registro basso dello strumento (B53) per poi chiudere con uno slancio finale e accordo in tonalità di impianto.
    Tecnica e scelte interpretative
    L'indicazione di tempo Allegro originale spazza via i dubbi sul moto continuo che dovrebbe scaturire dall'esecuzione. E' anche palese quali siano le note debbano essere messe in rilievo ma credo che, da questo punto di vista, l'intervento dell'interprete sia affatto difficoltoso: la scrittura e il modello utilizzato risaltano naturalmente le note più importanti. Per evitare salti che avrebbero potuto alterare la fluidità della pronuncia proprio all'inizio del brano, eseguo le note DO SOL MIb della B2 con un mezzo capotasto con il dito 4 della MS mentre nella B4 ho preferito eseguire tutte le note con la sola mano sinistra con un glissato tra il RE# e il MI : [1-1 2 4 2 1].
    Nella B9, per ottenere un effettuo impetuoso (consiglio di evitare i rallentando in questo frangente) ho scelto questa soluzione:

    (C) 1994 Editions Orphèe
    L'intervento della MD è tutto [p] dal MI della 6a al RE della 4a con legatura su MI e poi [i,m,a] sulle prime tre corde.
    Nel passaggio tra la B26 e la B27 ho preferito abbandonare la prima posizione per un maggior controllo delle vibrazioni e ho optato per questa soluzione:

    (C) 1994 Editions Orphèe
    In tutto il brano ho comunque tentato di mantenere un'esecuzione che più che la tecnica delle scale rievocasse quella dell'arpeggio e quindi una maggiore attenzione alle scelte di diteggiatura per la MD e la sostituzione di alcune legature (tutte editoriali) della mano sinistra. Esempio di questa impronta è la soluzione adoperata per la parte finale del brano:

    (C) 1994 Editions Orphèe

    Boris Asaf'ev - Prelude III

    Boris Asaf'ev - Prelude III
    da "12 Preludes for Guitar"
    Cenni analitici
    Il tema principale nella tonalità di impianto di la maggiore ha due momenti espositivi. Il primo va dalla B1 alla B7, il secondo dalla B8 alla B10. In entrambi i momenti viene fatto uso dell'inciso iniziale - che come nel Prelude II fa uso di elementi melodici e di accompagnamento non graficamente separati - senza modifiche ma la seconda parte rafforza l'uso di un abbellimento (quartina di biscrome ripetuta) ed estende la melodie principale ad un registro più acuto.
    La sezione centrale del brano (B11-B19) si divide in due parti rinnovate da una nuova figurazione ritmica (B11 e B15) basata su terzine di semicrome che contrastano l'andamento iniziale. L'escursione continua tra registro medio e acuto è mantenuta in scala più ampia rispetto all'inciso iniziale ma è comunque evidente.
    La ripresa non dà spazio a sviluppi ma conferma l'elemento tematico (con il supporto di intervalli di terza che rendono la visione tonale del brano ancor più chiara), prosegue con una coda dove la melodia, che galleggia su accordi di tre note, da un registro medio-acuto (B24) si porta ad un registro medio-basso (B29), e chiude con una piccola scala di semicrome che riporta al registro acuto e precede l'accordo staccato finale.
    Tecnica e scelte interpretative
    Anche se non indicate, prima di effettuare ogni scelta interpretativa ritengo necessaria l'aggiunta di indicazioni di agogica e di alcuni respiri (quando non sono corone) per una migliore definizione delle singole frasi. Un esempio di applicazione di questo procedimento, nella B6, a chiusura della prima esposizione del tema, così come nella B10, che chiude la seconda parte della prima sezione del brano. Stessa soluzione andrebbe applicata nella B14 e B19. Nella prima sezione suggerisco un suono chiaro sulle parti strette e, per tutto il brano, volumi di suono non superiori al mf.
    La modulazione ex-abrupto dalla B10 alla B11 rende facile l'individuazione di un timbro leggermente più scuro - anche a seguito della modifica del registro - e un maggior rigore metrico nella pronuncia del nuovo inciso ritmico composto da terzine congiunte il cui flusso è interrotto dalla croma e dalle due semicrome. Dalla B11 alla B13 sarebbe meglio non alterare il tactus ritmico, operazione più consona nella B14 dove il canto (registro acuto) viene lasciato solo. La seconda parte di questa sezione centrale, dato lo sviluppo del concetto espresso nelle B11-B12, apre ampi spazi a scelte interpretative con sostituzioni timbriche, inversioni dinamiche ecc. L'unico punto fermo dovrebbe essere l'aggiunta di un lieve rallentando in B19 per consentire una ripresa del primo tema.
    Nella coda finale ho preferito staccare il fondo accordale della melodia (V-I) in prima corda che invece viene lasciata vibrare. Si tratta di una sezione che non dovrebbe necessitare di grandi interventi a livello ritmico cosa invece che potrebbe funzionare nella chiusura con la tre quartine di semicrome, pronunciate con un leggero accelerando.
     

    Boris Asaf'ev - Prelude II

    Boris Asaf'ev - Prelude II
    da "12 Preludes for Guitar"
    Cenni analitici
    L'autore mescola sapientemente l'elemento di sottofondo e di canto in un'unica cellula composta da due quartine di semicrome. E' infatti pressoché impossibile non percepire il rilievo melodico delle tre note (le ultime due della prima quartina di semicrome e la prima della seconda) anche se questo, graficamente, non risulta. La prima parte (le prime 8 battute), con carattere espositivo, hanno proprio la funzione di evidenziare questo disegno per chiudersi, quasi subito (B7-B8) con un breve ma fantasioso agglomerato sul registro medio-basso dello strumento.
    La ripresa (B9), conferma l'elemento iniziale e si differenzia con uno sviluppo cromatico (B13-B15) che appare come un'improvvisazione all'interno della breve pagina per poi richiudere (B16) con una breve escursione diatonica che riporta al re maggiore iniziale. La coda non è altro che la doppia ripetizione del primo inciso e una chiusa sul registro alto.
    Tecnica e scelte interpretative
    La fusione dell'elemento secondario con l'elemento principale a livello di scrittura era presente anche nel Preludio I ma qui l'autore, considerata la vicinanza dei registri, pare quasi divertirsi a mascherare continuamente la melodia principale con il sottofondo. E' anche per questo motivo che nella scelta di un tactus ritmico da adottare ho preferito un allegretto ad un più apparentemente congruo andantino. Grazie ad un movimento più rapido è infatti più semplice rilevare nelle singole immagini due veri e propri lati, uno solare, l'altro un poco più scuro ed evitare di cadere in pronunce stucchevoli causate anche alla triplice ripetizione (in 20 battute) dello stesso elemento tematico.
    Il breve divertimento cromatico (B13-B15) esula dal contesto tonale ed è inserito repentinamente rispettando l'andamento oscillatorio (registro medio-basso / registro medio-acuto) per poi stabilizzandosi su un breve inciso cromatico tra la prima e la seconda corda, in prima posizione. E' un buon momento per deformare l'andamento ritmico a piacere, preferibilmente rallentando considerata la forma metrica della B15. Nella ripresa, dopo la B16, sarebbe preferibile non  riprendere la dimensione sonora iniziale ma usare l'inciso tematico ripetuto per terminare su un mp, intento evidenziato anche dall'uso del registro  nella B19 e dall'armonico.

    Boris Asaf'ev - Prelude I

    Boris Asaf'ev - Prelude I
    da "12 Preludes for Guitar"
    Cenni analitici
    La pagina è interamente costruita su una cellula essenziale composta da due battute da due quarti. Protagonisti di questo elemento e dei singoli sviluppi è la risonanza dello strumento (le prime sei note sono difatti le corde a vuoto suonate dalla 6a alla 1a) e la doppia funzione di riempimento e di linea melodica. Dopo una prima parte di esposizione (B1 -B8)  l'autore riparte dallo stesso elemento costruendo due diversi episodi (quasi due divertimenti) il primo dei quali (B9-B19) termina sul registro sovracuto mostrando, palesemente, l'intenzione del compositore di perlustrare a fondo, in una singola pagina, le peculiarità sonore dello strumento. Il secondo episodio (B19 - B28) chiude la composizione con l'ultimo slancio che, come inspirasse, ricade su un accordo arpeggiato di sei note.
    Tecnica e scelte interpretative
    Nonostante si tratti di una composizione scritta per mettere in evidenza le resonancias dello strumento, preferisco non esasperare il laissez-vibrer specialmente nei punti in cui la cellula fondamentale, dal corpus ricco dell'intera cordiera, viene tenuta a galla dal singolo quarto dopo le tre quartine di semicrome; a tal punto che, in un'occasione, ho alterato la pronuncia di questo elemento (B18) preferendo una legatura ascendente tra la quartina e il quarto, anche per rimarcare il duplice carattere riempitivo-melodico della cellula.
    Il revisore rimuove le note sui sovracuti nella B20 (probabilmente per ragioni di difficoltà meccanica) sostituendoli con degli armonici ottavati e aggiunge legature allo scopo di rendere più semplice il fluire della pronuncia. Mi trovo d'accordo sulla scelta di alcune (non tutte) legature discendenti ma preferisco eseguire le note reali in B20 per mettere ancor più in rilievo il momento più drammatico della pagina e per rarefare il disegno, costante fin da principio.
    Fatta esclusione per i due bicordi che chiudono le B13 e B14 e che non fanno altro che riprendere simultaneamente le note della voce superiore un'ottava sotto, gli unici due momenti nei quali l'autore abbandona la linea monodica (tale solo sulla carta) sono a B23 e a B28 . In entrambi la scelta dell'arpeggiato è tutt'altro che facoltativa: la tecnica suggerita comprime, in effetti, il disegno iniziale in un'unico sprazzo di luce, quasi a coronamento di un percorso di ricerca che si è concluso con successo.
    Non è indicata alcuna velocità metronomica o andamento, tuttavia, come si evince dalla scrittura, sembra naturale un andamento mosso ma non troppo con alcune impercettibili libertà di respiro nelle chiusure.

    Boris Vladimirovič Asaf'ev (1884 - 1949)

    Boris Vladimirovič Asaf'ev  è stato un compositore russo nato a San Pietroburgo il 29 luglio 1884 e morto a Mosca, 27 gennaio 1949.
    Si perfeziona Aleksandr Konstantinovič Glazunov , Anatolij Konstantinovič Ljadov e Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov e studia filosofia per ampliare il proprio orizzonte culturale
    Si avvicina al repertorio per chitarra dopo aver ascoltato il primo concerto di Andrés Segovia in URSS elogiandone le qualità in una critica sulla "Grasnaia gazeta" del 19 Marzo del 1926. Esalta le qualità dell'interprete e descrive l'evento come "pietra angolare della chitarra a sei corde in Russia" (non dimentichiamo che lo strumento nazionale è a sette corde mentre quello a sei è di importazione spagnola i italiana).
    A seguito di questa attenzione, Segovia, invita i compositori russi a scrivere per chitarra e Asaf'ev risponde tredici anni dopo scrivendo, nel 1939, Dodici Preludi, due Studi, un Prélude et valse e un Concerto per chitarra e orchestra . Di queste pagine, Segovia, non ne conoscerà mai l'esistenza e si dovrà attendere la pubblicazione delle edizioni  Orphèe a cura del musicologo ed editore Matanya Ophee nella collana "The Russian Collection."
     
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