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Novità
  • Approfondimenti sul Repertorio

    Articoli dedicati al repertorio originale per chitarra

    Angelo Gilardino - Estrellas para Estarellas

    Estrellas para Estarellas (Musica notturna para la guitarra del Gabriel) (1970) è dedicato al chitarrista  spagnolo Gabriel Estarellas. In questo brano, l’autore non descrive più esili presenze incorporee, ma l’astrazione febbrile cui la mente può abbandonarsi con la complicità delle tenebre. È musica che lascia immaginare - attraverso le concrezioni stellari e la loro pulsante luminescenza - luoghi siderali, forse, custodi del mistero di questo mondo. Il vocabolario chitarristico si rimpolpa di nuovi lemmi: compaiono brevi poliritmìe ottenute sovrapponendo accentuazioni irregolari a ostinati di terzine o quartine di semicrome, lunghi mormorii oscillanti tra seconde minori e maggiori tutti prescritti con il legato di sinistra, contrappunti omoritmici a parti estremamente late tra una linea di corde coperte e una di corde a vuoto che creano un inedito effetto di smaterializzata lontananza. Ciascuno dei cinque brani è intitolato ad altrettante stelle appartenenti alla costellazione dello Scorpione (segno zodiacale di Gilardino) o, nel caso delle Leonidi che sono asteroidi, transitanti in essa nel periodo dell’anno in cui il compositore è nato:
    Andromeda Antares Sirio La Croce del Sud Leonidi La scrittura monodica, distribuita su più corde lasciate vibrare (alla maniera delle “campanelas”), dilata la visione, allontanandola da una prospettiva spaziale cartesiana verso un instabile gioco di intersezione dei piani.
    In modo petrassiano Gilardino svolge la sua ricerca sull’attimo, suscitando e lasciando esaurire con rapidità macchie di nuove sonorità chitarristiche, morfologicamente apparentate tra di esse - ma raramente identiche - e separate da lunghi respiri. Dal tempo della memoria affiorano cenni di musiche del passato in questo caso confessate scopertamente sul testo: Richard Strauss (1864-1949) (Così parlò Zarathustra), Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968) (Tarantella per chitarra sola), Tomas Luis de Victoria (1548 ca-1611) (dal mottetto Tenebrae factae sunt, precisamente il verso: exalavi anima mea).
    Nota:
    La prima registrazione assoluta di questa composizione è contenuta nel cofanetto "Angelo Gilardino - Complete Music for Solo Guitar 1965-2013" ©2015 Brilliant Classics

    Nikita Koshkin - 24 Easy Pieces for Guitar

    Forse anche a causa del fatto che l’imprinting musicale avvenne in ambiti tutt’altro che classici, l’intera produzione musicale per chitarra del compositore russo Nikita Koshkin (1956) è intrisa di un forte spirito drammatico ma allo stesso tempo di elementi fantasiosi e ironici. Autore di musica per chitarra sia solista che in formazioni da camera e di concerti per chitarra e orchestra, il compositore moscovita pubblica “Da Capo”, 24 Easy Pieces con le americane Editions Orphée nel 2001 e seppur composta da brani di facile esecuzione e ascolto, la serie è una visione in miniatura dell’intero mondo Koshkiniano.
    In ogni studio, anche quello più breve, si rilevano evidenti tracce del modo con cui il compositore tratta lo strumento dal punto di vista melodico e timbrico: se è facile riconoscere elementi di musica popolare (ad esempio Ukrainian Folk Song, Jota, Polka, Choros) o l’uso di forme diverse (Valzer, Giga, Aria) è anche piacevole rilevare riferimenti parodici a compositori del passato, onomatopee musicali, richiami ad altri generi e persino riferimenti alla mitologia greca. Koshkin modella i semplici costrutti musicali dell’intera serie trasformando la chitarra in un vero e proprio giocattolo sonoro e, nei limiti consentiti dal breve spazio di ogni studio, riesce a rendere l’idea della sua concezione della musica per chitarra.
    La raccolta di studi "Da Capo" è inclusa nella tracklist della mia release discografica Easy Studies for Guitar.

    Reginald Smith-Brindle - I Ten Simple Preludes

    Quando nel 1978 John W. Dwarte scrive la prefazione ai Ten Simple Preludes del compositore britannico Reginald Smith-Brindle (1917-2003) non lascia spazio a dubbi: “C’è poca musica che prepara i giovani interpreti alle atmosfere sonore del XX secolo; la maggioranza della musica disponibile è destinata ad interpreti di livello avanzato e questo causa gravi problemi di comprensione all’allievo abituato a suonare solo musica dell’Ottocento”.
    L’anno dopo le australiane Universal Edition pubblicavano i Ten Simple Preludes basati sul linguaggio dodecafonico ed è prezioso constatare che la loro stesura e la loro pubblicazione arrivano pochi anni dopo la celebre pubblicazione dello stesso Smith-Brindle The New Music: The avant garde since 1945 in cui il compositore spiega in che modo la musica del suo tempo va letta, interpretata ed ascoltata. I Preludes si snodano su costrutti musicali che vanno concepiti come facenti parte di un unico percorso che ha inizio nell’etereo The Harmony of Peace e termina nel torbido Arpeggios passando per contrappunti, evocazioni di canti lontani. Il cammino si snoda attraverso atmosfere cupe e paesaggi sapientemente oscurati e illuminati: l’uso dei cromatismi, degli ostinati, delle parti late e della polifonia va ad arricchire con estrema delicatezza la tavolozza timbrica della chitarra che, in questo contesto, assume una fisicità quasi eterea. Il camminare sui sogni di William Butler Yeats trova una realizzazione uditiva in queste pagine.
    I Ten Simple Preludes di Reginald Smith-Brindle sono inclusi nella tracklist della mia release discografica Easy Studies for Guitar Vol.1.

    Eduardo Garrido - Alebrijes de la ciudad de México

    Formatosi presso la scuola madrilena il chitarrista-compositore granadino Eduardo Garrido (1975) subisce l’influenza di compositori come Leo Brouwer e Antón García Abril in particolar modo nella rielaborazione della musica popolare. La sua produzione musicale include composizioni per chitarra sola, in formazioni da camera ed un concerto per chitarra e orchestra. La sua vita artistica si svolge a Città del Messico dove, nel 2009, influenzato dalle molteplici e colorite tradizioni messicane, scrive Alebrijes de la Ciudad de México – 8 Estudios breves a la Memoria de Jorge Juárez Rojas.
    Un alebrije è una grande scultura di cartapesta dipinta con colori accesi e contrastanti; rappresenta quasi sempre creature fantastiche e fa parte della cultura folk messicana.
    Garrido filtra trasforma l’osservazione di un elemento reale attraverso un prisma timbrico proprio della chitarra, sfruttando abilmente le doti idiomatiche dello strumento, colorando ogni frase ed ogni periodo in modo singolare e delineando con chiarezza i confini di ciascun estudio con una forte caratterizzazione legata alla pulsazione ritmica. Tale caratterizzazione è messa in rilievo anche dal modo in cui il compositore accosta le composizioni (Sosegado / Danzante, Enigmatico / Inquieto, Festivo / Melanconico e Reflexivo / Agitado) dando forma, di fatto, ad un percorso d’ascolto che si articola in otto frammenti in continua oscillazione tra fissità e movimento. Mi sto occupando della revisione e la diteggiatura di questi 8 Estudios, ad oggi ancora inediti. La loro pubblicazione è prevista nei prossimi mesi.
    La raccolta di studi "Alebrijes de la ciudad de México" è inclusa nella tracklist della mia release discografica Easy Studies for Guitar.

    Nuccio D'Angelo (1955)

    Chitarrista-compositore siciliano, risiede a Firenze, dove ha studiato con Alvaro Company. Ha scritto musiche (in gran parte inedite) per e con chitarra e per gruppi chitarristici, in uno stile in cui la libertà improvvisativa più fluida e spontanea si lega a una ricerca idiomatica originale, con uso di scordature, come nel caso dell’opera intitolata Due canzoni lidie, che ha meritatamente ottenuto grande successo tra gli interpreti.
    Link:
    Su Wikipedia Sito internet ufficiale

    John W. Duarte (1919 - 2004)

    Chitarrista-compositore britannico, di formazione jazzistica e pervenuto alla musica classica grazie all’ascolto dei concerti e dei dischi di Segovia, godette di grande notorietà grazie alla fama che lo stesso Segovia gli guadagnò incidendo la sua English suite. Professò una filosofia incline a riconoscere nella composizione il risultato della capacità artigianale più che della fantasia e dell’inventiva, scrivendo molta musica per e con chitarra in cui il suo mestiere si rivela inconfondibilmente. Coltivò anche un’attività didattica internazionale e fu amico e confidente di moltissimi virtuosi, specialmente di Ida Presti: scrisse infatti alcune efficacissime pagine per due chitarre destinate al duo Presti-Lagoya.
  • VADEMECUM SGAE

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    La guida in sei puntate in italiano per iscriverti alla SGAE spagnola per la protezione dei diritti di autore.

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