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Angelo Gilardino - Estrellas para Estarellas

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#1 Cristiano Porqueddu

Cristiano Porqueddu

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Inviato 25 luglio 2017 - 09:16

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di Gianni Nuti
 
Estrellas para Estarellas (Musica notturna para la guitarra del Gabriel) (1970) è dedicato al chitarrista  spagnolo Gabriel Estarellas. In questo brano, l’autore non descrive più esili presenze incorporee, ma l’astrazione febbrile cui la mente può abbandonarsi con la complicità delle tenebre. È musica che lascia immaginare - attraverso le concrezioni stellari e la loro pulsante luminescenza - luoghi siderali, forse, custodi del mistero di questo mondo. Il vocabolario chitarristico si rimpolpa di nuovi lemmi: compaiono brevi poliritmìe ottenute sovrapponendo accentuazioni irregolari a ostinati di terzine o quartine di semicrome, lunghi mormorii oscillanti tra seconde minori e maggiori tutti prescritti con il legato di sinistra, contrappunti omoritmici a parti estremamente late tra una linea di corde coperte e una di corde a vuoto che creano un inedito effetto di smaterializzata lontananza.
 
Ciascuno dei cinque brani è intitolato ad altrettante stelle appartenenti alla costellazione dello Scorpione (segno zodiacale di Gilardino) o, nel caso delle Leonidi che sono asteroidi, transitanti in essa nel periodo dell’anno in cui il compositore è nato:
 
1. Andromeda
2. Antares
3. Sirio
4. La Croce del Sud
5. Leonidi
 
La scrittura monodica, distribuita su più corde lasciate vibrare (alla maniera delle “campanelas”), dilata la visione, allontanandola da una prospettiva spaziale cartesiana verso un instabile gioco di intersezione dei piani.
 
In modo petrassiano Gilardino svolge la sua ricerca sull’attimo, suscitando e lasciando esaurire con rapidità macchie di nuove sonorità chitarristiche, morfologicamente apparentate tra di esse - ma raramente identiche - e separate da lunghi respiri. Dal tempo della memoria affiorano cenni di musiche del passato in questo caso confessate scopertamente sul testo: Richard Strauss (1864-1949) (Così parlò Zarathustra), Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968) (Tarantella per chitarra sola), Tomas Luis de Victoria (1548 ca-1611) (dal mottetto Tenebrae factae sunt, precisamente il verso: exalavi anima mea).
 
---
 
Nota:
La prima registrazione assoluta di questa composizione è contenuta nel cofanetto "Angelo Gilardino - Complete Music for Solo Guitar 1965-2013" ©2015 Brilliant Classics

Cristiano Porqueddu
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