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Cristiano Porqueddu

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Discussioni che ho iniziato

Miklós Rózsa - Sonata for guitar Op.42

Oggi, 18:44

MiklosRozsa-Sonata-Op-42.jpg

 

Nato in Ungheria in una famiglia borghese, Miklós Rózsa studia musica fin dai primissimi anni della sua vita, studia a Lipsia e si perfeziona con Béla Bartók. La sua opera è legata a doppio filo alla produzione di colonne sonore hollywoodiane (ha vinto tre premi Oscar) e la produzione da camera e sinfonica copre sessant’anni.

 

Quando Angelo Gilardino, nel 1972, scrisse al compositore chiedendogli un brano per chitarra, la risposta fu purtroppo

“[…] mi piacerebbe tanto accogliere la sua proposta, ma proprio non me la sento di scrivere musica per uno strumento del quale ignoro la tecnica e che non ho tempo di studiare[…]”

 

Era ancora vivo il divieto posto da Hector Berlioz. Quindici anni dopo, anche il chitarrista californiano Gregg Nestor che ebbe occasione di avvicinare il compositore a cui chiese la composizione di una Sonata per chitarra, si sentì opporre un rifiuto. Nestor non si arrese e fece ascoltare al compositore alcuni suoi brani trascritti per chitarra: riuscì a convincerlo. E’ lo stesso Nestor a renderci noto che uno degli ostacoli più difficili di Rózsa fu il timore di sfigurare nel confronto con la Sonata per chitarra (Omaggio a Boccherini) di Mario Castelnuovo-Tedesco. Il chitarrista californiano pubblicò quindi una revisione della Sonata di Rózsa (G. Schirmer – Associated Music Puglishers Inc.) e ne eseguì la prima registrazione.

Meno di due anni fa inviai un messaggio a Gregg Nestor domandando lui i dettagli del suo lavoro di revisione. Le mie domande erano varie e numerose e con un gesto di grande gentilezza e cortesia fu lo stesso Nestor a mettermi in condizioni di visionare il manoscritto autografo della Sonata del compositore ungherese. Nonostante l’ottimo lavoro di revisione e editing di Gregg Nestor e nonostante la difficile leggibilità del documento inviatomi presi coraggio e dopo alcune settimane di lavoro per la ristrutturazione delle copie del manoscritto, la versione originale della Sonata di Rózsa era nuovamente leggibile.

 

Costruito su due temi, il primo movimento (“Moderato”) è un esempio da manuale di composizione per chitarra. L’autore fin dalle primissime battute espone il primo tema composto a sua volta da due elementi che si intersecano tra loro e si scambiano vicendevolmente e continuamente i ruoli in una scrittura originalissima e di grande intuizione. Una breve cadenza porta al secondo tema (“Scherzando con spirito”) che appena dopo la sua esposizione cede il passo ad uno sviluppo del primo. L’uso accennato di triadi usate in sequenza e continui richiami a cellule iniziali conducono ad uno sviluppo motivico del secondo tema che stavolta sfocia in un dialogo ritmico serrato per poi riprendere ancora una volta il primo tema sul registro acuto. Il brano si conclude con la ripetizione incrociata del seme tematico che assume diversi significati fino ad dissolversi e diventare nulla.

 

Il secondo movimento (“Molto moderato, quasi canzone”) esordisce con la melodia cantata nel registro basso della chitarra è supportata da leggeri accordi per poi portarsi su sonorità più acute. Una breve progressione porta ad un febbricitante “più mosso” e animate sequenze si alternano statici segmenti che rimandano ai concetti esposti nel primo tema. Segue un’ampia sezione dove triadi ribattute e costrutti melodici portano alla ripresa che enuncia nuovamente il primo tema ma mostrandone duttilità e estensibilità. L’autore procede dunque ad una meditativa elaborazione del materiale esposto fino ad una evanescente richiamo ritmico che non è altro che un inganno che prelude alla conclusione.

 

Il terzo movimento (“Allegro frenetico”) è una danza scritta in 4/4 ma che si rivela un incandescente 8/8 dove parti accordali sottolineano gli accenti di una frenetica linea melodica. Strutturalmente e musicalmente è il movimento più semplice mentre da un punto di vista strettamente meccanico si tratta di una vera e propria sfida lanciata all’interprete specie quando il tema viene esposto, nella parte centrale, su due voci. Un vero e proprio turbinio che progredisce per tutta la durata della pagina in un crescendo costante che esplode nei rasgueados e nel “Vivace” finali.

 

Registrazione del Primo Movimento tratta da "Novecento Guitar Sonatas" 
©2014 Brilliant Classics
Registrazione integrale qui.

 

Listen on Soundcloud.com


Recensione della prima di Ode super Chrisea Phorminx

Oggi, 16:59

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Nome file: Recensione della prima di Ode super Chrisea Phorminx

Autore del file: Cristiano Porqueddu

File inserito: 24 giu 2017

Categoria del file: Guide, metodi e articoli

 

Articolo sul n.5 del Notiziario della Associazione Chitarristica Italiana.
Recensione della prima esecuzione di "Ode super Chrisea Phorminx" di Roman Vlad con Mario Gangi solista.

 

 

 

Clicca qui per scaricare il file


Alfred Uhl - Sonata Classica

Oggi, 10:57

Uhl-Sonata-Classica.jpg

 

Alfred Uhl fa parte di un gruppo di compositori (Hermann Ambrosius (1897-1983); Herbert Baumann (1925); Norbert Sprongl (1892-1983); Armin Kaufmann (1902-1980) e altri), che si possono definire impressionisti austro-tedeschi. Infatti mentre Arnold Schönberg dava vita ad un nuovo modo di concepire la composizione musicale costoro non trovarono nella scuola di Vienna fonti di ispirazione e preferirono accostarsi alla matrice esotica cara all’impressionismo francese. In questo contesto si inserisce perfettamente la Sonata Classica di Alfred Uhl (1909 – 1992).

Il brano ha una storia molto particolare che inizia nel 1929, quando il compositore viennese scrive lo Scherzo (poi divenuto il III Movimento della Sonata) che Luise Walker registra per prima. Successivamente, nel 1930, vennero aggiunti gli altri movimenti e Uhl chiama l’opera complessiva semplicemente Sonata dedicandola ad Andrés Segovia.
Schott annuncia la pubblicazione della Sonata alla fine dello stesso anno (1930) ma a causa della guerra la pubblicazione non ebbe mai luogo. La corrispondenza tra Editore e Autore riprese solo nel 1967 e due anni dopo (1969) la Sonata di Uhl viene pubblicata con il titolo Sonata Classica ma con un nuovo dedicatario: Karl Scheit. Non abbiamo prove o documenti scritti ma è facile supporre che il gesto di cambiare una dedica non lasci dubbi sull’atteggiamento (mutato) del compositore nei confronti del primo dedicatario.

 

La Sonata Classica di Uhl era pertanto così articolata:

I – Vivo
II – Andante, molto espressivo
III – Allegro con brio, Tranquillo dolce
IV – Animato

 

Alla morte del compositore, Leo Witozynskyj (allievo della succitata Luise Walker) entrò in possesso, grazie ad un amico di Uhl (il chitarrista viennese Carl Dobrauz), del manoscritto autografo della composizione e oltre a scoprire che originariamente il terzo movimento di intitolava “Scherzo” scopre una nuova versione – anzi, una riscrittura completa – del IV movimento della Sonata. Il manoscritto venne reso pubblico nella rivista tedesca Gitarre & Laute nel 1999 e la Sonata ripubblicata con, in coda, la ”Neue Fassing des IV Satzes” (trad.: “Nuova versione del IV Movimento”). Nel progetto discografico Novecento Guitar Sonatas ho mantenuto l’Animato originale come IV movimento (decisamente più calzante nel contesto della Sonata) ma ho incluso anche la prima registrazione di questo nuovo finale il cui manoscritto mi è stato gentilmente messo a disposizione dal collega tedesco Andreas Stevens.

 

Il primo movimento della Sonata Classica (“Vivo”) inizia con l’esposizione diretta, senza preamboli, del tema principale di carattere incisivo dove i plaqué hanno un ruolo di marcare a fuoco la pulsazione vivace della linea melodica. L’elemento accordale si trasforma presto in tenui triadi sulle quali è costruito un nuovo discorso musicale su un registro più acuto del tema iniziale. La sezione serve a portare al secondo tema dove l’elemento accordale riprende il suo ruolo di contrasto con la linea melodica (ora monodia) che ad ogni intervento amplia significativamente la dimensione degli enunciati. Ad un breve ponte segue la ripresa del tema stavolta esposto ad un’ottava inferiore, operazione utilissima per la creazione di un breve ma efficace fugato a cui segue lo sviluppo vero e proprio dei materiali finora esposti. In questo, drammatiche sezioni accordali si intersecano con ampi slanci monodici e di grande cantabilità e l’uso delle triadi è riproposto in veste melodica. La seconda parte, che inizia con la ripresa del primo tema, è meno ricca della prima e propone di fatto un agglomerato di episodi già esposti con un breve coda finale.

 

Il secondo movimento (“Andante, molto espressivo”) è diviso in due parti ciascuna delle quali ha due facce. La prima è contraddistinta dal sonnolento procedere di una cellula che, da sola, regge la pulsazione (quasi un respiro) della melodia principale. La seconda abbandona l’originalissima struttura ritmica e procede con l’enunciazione di un secondo episodio nel quale viene adoperato un pedale prima al registro basso, poi in forma accordale (ancora di triade). La seconda parte non fa altro che riprendere specularmente la prima con delle piccole variazioni alle tematiche già esposte.

Il terzo movimento (“Allegro con brio”, originariamente “Scherzo”) è una pagina costruita su due differenti e contrastanti sezioni. La prima di spirito vivace con rimandi ad atmosfere ispaniche e con una linea melodica che, intervallata a pulsazioni scandite da accordi pieni (forse in un’auto-citazione dal primo movimento), è quasi un divertimento. La seconda sezione (“Tranquillo, dolce”) è invece un riflessivo momento musicale nel quale il basso – scheletrico – sostiene una morbida sequenza di accordi in cima ai quali è sostenuta il canto. Il movimento si chiude con la ripresa della prima sezione.

L’Animato che segue, quarto movimento della Sonata, si presenta con agili scale e sporadici interventi dei bassi a delinearne lo stampo armonico. Segue la parte “più mosso”, cuore del brano, con un fine congegno ritmico che, sapientemente accostato alla fluente prima parte, assume un peso specifico maggiore di quello effettivo grazie all’uso di sincopi accentate all’inizio di ogni nuovo elemento. Segue la ripresa dell’”Animato” iniziale che conduce ad una nuova sezione di stampo virtuosistico (nel senso tecnico-meccanico del termine) con scale e una non facile, seppur breve, sezione di accordi ribattuti rapidamente che portano al “poco stretto” della chiusura.

 

La traccia che segue (“Allegro”) è – come già sopra specificato – una nuova versione (una riscrittura completa) del IV Movimento della Sonata. Ha la struttura di un rondò in quattro parti dove un elemento tematico molto semplice (basato in buona sostanza da accordi accompagnati da un basso in controtempo) introduce sempre sviluppi e vere e proprie metamorfosi di elementi ritmici, melodici ed armonici. Dopo la prima esposizione segue la prima parte nella quale abbiamo la presentazione di alcuni “personaggi” musicali che ricompariranno successivamente modificati (brevi scale puntate, esasperazione del disegno iniziale ecc.). Nella seconda parte, quella centrale del brano, vengono esposti due diversi episodi entrambi caratterizzati dalla linea del canto che sovrasta prima piccoli accordi staccati, poi veri e propri rasgueados su tutta la cordiera. La terza parte riprende alcuni elementi della seconda e ne accenna degli sviluppi senza mai condurre a nuove mete. La parte finale è in realtà una coda nella quale vengono appena accennati tutti gli elementi caratterizzanti la pagina per trarne un finale, tutto sommato, inferiore a quello originariamente scritto.

 

Anteprima del primo movimento qui:

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Alebrijes de la ciudad de México, Eduardo Garrido

Ieri, 16:03

Alebrijes-de-la-ciuda-de-mexico-Garrido-

 

Formatosi presso la scuola madrilena il chitarrista-compositore granadino Eduardo Garrido (1975) subisce l’influenza di compositori come Leo Brouwer e Antón García Abril in particolar modo nella rielaborazione della musica popolare. La sua produzione musicale include composizioni per chitarra sola, in formazioni da camera ed un concerto per chitarra e orchestra. La sua vita artistica si svolge a Città del Messico dove, nel 2009, influenzato dalle molteplici e colorite tradizioni messicane, scrive Alebrijes de la Ciudad de México – 8 Estudios breves a la Memoria de Jorge Juárez Rojas.

Un alebrije è una grande scultura di cartapesta dipinta con colori accesi e contrastanti; rappresenta quasi sempre creature fantastiche e fa parte della cultura folk messicana.

 

Garrido filtra trasforma l’osservazione di un elemento reale attraverso un prisma timbrico proprio della chitarra, sfruttando abilmente le doti idiomatiche dello strumento, colorando ogni frase ed ogni periodo in modo singolare e delineando con chiarezza i confini di ciascun estudio con una forte caratterizzazione legata alla pulsazione ritmica. Tale caratterizzazione è messa in rilievo anche dal modo in cui il compositore accosta le composizioni (Sosegado / Danzante, Enigmatico / Inquieto, Festivo / Melanconico e Reflexivo / Agitado) dando forma, di fatto, ad un percorso d’ascolto che si articola in otto frammenti in continua oscillazione tra fissità e movimento. Mi sto occupando della revisione e la diteggiatura di questi 8 Estudios, ad oggi ancora inediti. La loro pubblicazione è prevista nei prossimi mesi.

 

La raccolta di studi “Alebrijes de la ciudad de México” è inclusa nella tracklist release discografica di Brilliant Classics Easy Studies for Guitar Vol.1


Musica per chitarra di Juri Obiedov

20 giugno 2017 - 17:41

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Nel mese di Settembre dello scorso anno ho iniziato a leggere la musica per chitarra sola del compositore russo Juri Obiedov (1904 – 1979) pervenutami da uno dei contatti con cui ho dialogato in questi anni per il progetto di registrazione “Russian Guitar Music of the 20th and 21st centuries"”. Pensavo di inserire alcune pagine del compositore nella tracklist ma poche settimane dopo avere iniziato la lettura, ho dovuto abbandonare l’idea a causa di una anticipazione stabilita con l’etichetta discografica sulla consegna del lavoro.

 

In agenda, comunque, era prevista la ripresa dello studio di queste pagine proprio nel mese di Gennaio del 2017 e concluse le registrazioni del lavoro di cui sopra, oggi posso riprendere da dove avevo lasciato.  Sono tornato sulla musica già letta (Partita per Chitarra (I. Chaconne; II. Rigodon; III. Aria; IV. Bourree), Improvisation, Canzona, A Musical Moment Intermezzo, Blues, Madrigal) e ho messo sul leggio oggi per la prima volta il suo Capriccio, pubblicato nel 1978 da Sovietski Kompozitor (Guitarist’s Repertoire, Vol.16 Edited by V. Masksimenko). Più vado avanti in questo percorso più mi rendo conto che Obiedov è un compositore fuori dal suo tempo: l’esplorazione dello strumento (la sua musica è fortemente idiomatica) non è articolata come quella di Denisov o Asaf’ev eppure l’uso che fa delle peculiarità dello strumento rendono chiara l’idea di fondo e la direzione della musica.



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