Vai al contenuto

Forum Italiano di Chitarra Classica usa i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Leggi le Norme per la Privacy per i dettagli. Per rimuovere questo messaggio dai clic sul pusalnte qui a destra:    Accetto l'uso dei cookies

Cristiano Porqueddu

Registrato: 14 nov 2005
Member ID: 2
Offline Ultima attivita': Ieri, 13:32
*****

Discussioni che ho iniziato

Miniatura per chitarra di Massimiliano Filippini

29 luglio 2017 - 16:11

Massimiliano-Filippini-Miniatura-Porqued
 
Le Edizioni Musicali Bèrben di Ancona pubblicano "Miniatura per chitarra" del chitarrista-compositore italiano Massimiliano Filippini (1975).
 
Qui la mia interpretazione:
 
 
 

 


Angelo Gilardino - Estrellas para Estarellas

25 luglio 2017 - 09:16

Estrellas%20para%20Estarellas%20Angelo%2
 
di Gianni Nuti
 
Estrellas para Estarellas (Musica notturna para la guitarra del Gabriel) (1970) è dedicato al chitarrista  spagnolo Gabriel Estarellas. In questo brano, l’autore non descrive più esili presenze incorporee, ma l’astrazione febbrile cui la mente può abbandonarsi con la complicità delle tenebre. È musica che lascia immaginare - attraverso le concrezioni stellari e la loro pulsante luminescenza - luoghi siderali, forse, custodi del mistero di questo mondo. Il vocabolario chitarristico si rimpolpa di nuovi lemmi: compaiono brevi poliritmìe ottenute sovrapponendo accentuazioni irregolari a ostinati di terzine o quartine di semicrome, lunghi mormorii oscillanti tra seconde minori e maggiori tutti prescritti con il legato di sinistra, contrappunti omoritmici a parti estremamente late tra una linea di corde coperte e una di corde a vuoto che creano un inedito effetto di smaterializzata lontananza.
 
Ciascuno dei cinque brani è intitolato ad altrettante stelle appartenenti alla costellazione dello Scorpione (segno zodiacale di Gilardino) o, nel caso delle Leonidi che sono asteroidi, transitanti in essa nel periodo dell’anno in cui il compositore è nato:
 
1. Andromeda
2. Antares
3. Sirio
4. La Croce del Sud
5. Leonidi
 
La scrittura monodica, distribuita su più corde lasciate vibrare (alla maniera delle “campanelas”), dilata la visione, allontanandola da una prospettiva spaziale cartesiana verso un instabile gioco di intersezione dei piani.
 
In modo petrassiano Gilardino svolge la sua ricerca sull’attimo, suscitando e lasciando esaurire con rapidità macchie di nuove sonorità chitarristiche, morfologicamente apparentate tra di esse - ma raramente identiche - e separate da lunghi respiri. Dal tempo della memoria affiorano cenni di musiche del passato in questo caso confessate scopertamente sul testo: Richard Strauss (1864-1949) (Così parlò Zarathustra), Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968) (Tarantella per chitarra sola), Tomas Luis de Victoria (1548 ca-1611) (dal mottetto Tenebrae factae sunt, precisamente il verso: exalavi anima mea).
 
---
 
Nota:
La prima registrazione assoluta di questa composizione è contenuta nel cofanetto "Angelo Gilardino - Complete Music for Solo Guitar 1965-2013" ©2015 Brilliant Classics

Laurel Zucker - Mark Delpriora (fl-ch)

24 luglio 2017 - 16:21

Allega file  Delpriora-Zucker.jpg   256,14K   1 Numero di downloads
 
Una consistente fetta del repertorio di musica da camera con chitarra appartiene alle pagine scritte per chitarra e flauto. Molto spesso in questa nota formazione la chitarra è relegata ad un ruolo secondario, un tappeto talvolta ritmico talvolta armonico. Il nuovo disco di Laurel Zucker (flauto) e Mark Delpriora (chitarra) scardina questo cliché includendo nella tracklist composizioni dove gli strumenti, nel loro definito ruolo, non rendono l'altro quasi mai subordinato e quando questo accade è per ragioni puramente responsoriali.
 
Le composizioni sono "Sonata for flute and guitar" di Mark Delpriora, "Honduras Sonata for flute and guitar" e "Biddy Biddy" di Laurel Zucker e "Sonatina-Lied for glute and guitar" di Angelo Gilardino.
Conoscevo bene la Sonatina-Lied gilardiniana mentre è stata una sorpresa la Sonata di Mark Delpriora che non avevo mai letto né ascoltato.
 
Il materiale del primo movimento ("Moderato") proviene da una elaborazione musicale che il compositore ha fatto della prima Stanza nel poema "Stanzas Written in Dejection, near Naples" di Percy Bysshe Shelley (1792-1822). Le singole linee della "Stanza" del poema fungono da vere e proprie mappe di ascolto del brano sia in senso puramente ritmico - come è facile intuire trattandosi di un testo poetico - sia in senso più profondo e significativo. L'esperiemento è perfettamente riuscito: prevale fin delle prime pulsazioni la tecnica compositiva di Delpriora, inconfondibile e impeccabile.
 
"Aubade" è un titolo usato, generalmente, per identificare una canzone che sottolinea la separazione degli amanti al giungere dell'alba. Nel secondo movimento della Sonata di Delpriora invece, la canzone è una vera e propria raffigurazione in musica di una coppia che non si abbandona nelle prime ore dell'alba ma si risveglia, interagisce per poi tornare a dormire. In questo movimento Delpriora mostra un'abile fantasia melodica. Il tema principale malinconico e solare allo stesso tempo, viene esposto prima con severità e gli elementi cardine che lo compongono sono utilizzati come materiale dello sviluppo centrale, più drammatico. Il ritorno alla quiete è solo un ricordo della malinconica canzone iniziale. Delpriora non si abbandona mai a costrutti preconfezionati - facile cadere in tranelli simili in composizioni di questo genere - e impreziosisce le tre parti della composizione con una intelligente costruzione armonica.
 
L'impetuoso "Allegretto" è una pagina tripartita che si apre su un marcato fondo ritmico dettato dalla chitarra con il fortissimo della voce del flauto che esegue veri e propri voli pindarici fatti di schegge di luce e rapidissimi cambi di registro. La sezione centrale è un richiamo all'atmosfera di riflessivo abbandono del secondo movimento con un disegno armonicamente più denso da parte della chitarra. Il carattere riflessivo di questa seconda sezione non è preparato e si manifesta ex-abrupto, contrastando nettamente con le due parti ritmiche.
Nella ripresa sono rielaborati la maggior parte degli elementi introduttivi con variazioni e piccole varianti sia nella struttura che nel ruolo dei vari elementi.
 
La Sonata di Mark Delpriora è pubblicata da Les Production Oz.
Chi suona in un duo Chitarra e Flauto ne approfitti: si tratta di un'ottima composizione.

Gilbert Biberian - Quattro Sonate per Chitarra

08 luglio 2017 - 12:25

Gilbert-Biberian-Sonate-per-chitarra-Por
 
di Gilbert Biberian
Traduzione: Cristiano Porqueddu
 
Il compito è quello di fornire alcuni aiuti pertinenti e utili alla navigazione senza compromettere l'esperienza di ascolto, unica e personale.
Ripensandoci, mi pare ovvio che ho intrapreso un viaggio con uno scopo. Passeggiare per quel mondo che chiamiamo Sonata, mi rendo conto, è stata tanto una questione di esplorazione di ciò che può propriamente essere chiamato materia musicale quanto di delineare l’area di movimento. E in un senso molto Junghiano riconoscere ciò che è mio, ciò che veramente e in modo autentico mi appartiene e quello che posso – alla fine di ogni giorno – possedere totalmente.
 
La comprensione – subito dopo il completamento della prima Sonata per chitarra sola e quella per due chitarre  – che forma e struttura non sono la stessa cosa, ha trasformato completamente la mia scrittura dei movimenti di una sonata, in particolare, e in generale il mio modo di comporre. La forma serve ad uno scopo, la struttura ad un altro. La forma suscita nella nostra mente un particolare insieme di aspettative, la struttura produce un primo piano individuale di realtà appartenenti a ciascuna opera.
Tra le altre cose, la forma aiuta a definire il modello esteriore  delle opere musicali e ad impostare alcune aspettative molto ben definite; la struttura – attraverso la riorganizzazione interna e particolare delle idee musicali  – è al servizio delle finalità emotive di ciascuna specifica composizione.
 
La Sonata n° 1  esprime il concetto che forma e struttura sono identici e che una sonata è un'opera scritta in base a una prescrizione largamente accettata.  Ovviamente non è così. Propongo che questa  formula sia lo  sfondo  sul quale viene scritta una nuova sonata: questo significa che la stessa viene creata una struttura diversa, pur mantenendo le caratteristiche importanti di ciò che ci si aspetta. Sul piano armonico e tematico, il primo movimento segue percorsi prevedibili. Tuttavia, il secondo tema scaturisce dal profondo del mio patrimonio etnico. Il terzo movimento, essendo una danza in 5/8  – quello che viene chiamato anche  ritmo zoppo – conferma come quella ricca vena popolare appartenga al mio mondo musicale, il mondo nel quale sono cresciuto.
Una registrazione di tutte le quattro Sonate offre un'opportunità eccezionale di avere un'ampia prospettiva, una vista panoramica. Rende possibile tracciare le differenze tra ogni opera. Le variazioni nella loro lunghezza vanno di pari passo con la potenza di espansione e compressione.
 
La Sonata No.2 rappresenta l'espansione del principio della sonata-allegro e la sua diffusione lungo i quattro movimenti. Lo sviluppo pervade l'opera: le idee tematiche dell'esposizione si ripetono costantemente. Il lavoro si conclude con una Fuga tonale il cui soggetto è stato annunciato e preparato sin dalle prime fasi del primo movimento.  Il lento II movimento allunga la capacità della chitarra di sostenere il suono fino ad un estremo limite. Il III movimento, Paseos (una antica parola spagnola che indica una serie di variazioni) conduce verso la fuga.
Comporre è ed è sempre stato tanto un mestiere e un processo quanto un gioco di decostruzione e ricostruzione. Il costruire e ricostruire viene fatto, naturalmente con materiale musicale così come con elementi non musicali. Questi sono ordinati in modo diverso e in armonia con gli imperativi spirituali ed emozionali dell'opera.
 
Laddove la  Sonata No.2 si espande, al contrario, la Sonata No.3 si contrae. L'intensità delle esigenze emotive dell'opera richiedevano che gli elementi fossero compressi in un tutt'uno teso. I processi di ripetizione e ricapitolazione, vero collante dell’opera, sono combinati con quelli del tradizionale Rondò.
Nel processo di invenzione, la fantasia è tutto; un linguaggio variegato rende questo più facilmente realizzabile. Scrivendo ho compreso a fondo quanto fosse importante accettare la diversità nei miei mezzi di espressione presenti nel mio vocabolario essendo un poliglotta per natura e cultura. 
 
La Sonata n°4 è stata l'opera che necessitava di questa diversità per poter raggiungere la sua pienezza emotiva: l'ornamento – occidentale come anche orientale –  trame melodiche, trame armoniche, il canto, la danza, sono tutti elementi che coesistono e sono giustapposti. In una vasta gamma di musiche del Medio Oriente, sono cresciuto con i canti e le danze della Turchia, della Grecia e dell'Armenia così come quelli dei Balcani.  Quando la mia famiglia emigrò da Istanbul più di cinquant’anni fa, ho portato tutte queste canzoni e danze con me verso ovest; esse sono ora profondamente radicate nella mia natura musicale.
 
Gilbert Biberian, Charlton Kings, Gen 2014
 
Anteprima
I Movimento della Sonata II di Gilbert Biberian
da "Novecento Guitar Sonatas"
©2014 Brilliant Classics
 

Alexandre Tansman - 24 Pièces Faciles pour Guitare

08 luglio 2017 - 11:37

Tansman-Piece-Faciles.jpg

 

Nell’imponente produzione musicale del compositore polacco Alexandre Tansman (1897 – 1986) le sue Œuvres pédagogiques sono un tassello di rilievo: insieme ai celebri quaderni per i giovani pianisti, nel suo catalogo figurano composizioni per piano a quattro mani, violino o cello con il piano, due violini e trio. Per lo strumento a sei corde scrive quattro quaderni contenenti ciascuno dodici pièces, pubblicati da Max Eschig (Parigi) nel 1972.

I primi due quaderni (recueil no.1 e no.2) sono denominati Douze Morceaux Très Faciles.

 

Il terzo e il quarto quaderno sono invece intitolati Douze Pièces Faciles pour Guitare, qui descritti per sommi capi.

 

Terzo quaderno 

Nel Tansman - come solo i grandi compositori sono in grado di fare -  riesce con pochissime note a far riconoscere il suo stile compositivo contraddistinto da controllo completo della materia armonica e di preziosismi melodici estremamente originali seppur esposti con l’uso di poche note e in ristretti ambiti armonici. La struttura di ogni singola pièce salvo piccole eccezioni è molto semplice e consta di una sezione introduttiva che espone il tema principale, una centrale che si differenzia ora per l’andamento della linea melodica, ora per la struttura polifonica, ora per il diverso ruolo di una voce e la ripresa. Ciascuna sezione viene ripetuta per due volte con l’evidente intenzione di indirizzare lo studio non verso una ricerca di destrezza tecnica ma su elementi di natura interpretativa, timbrica e di fraseggio. Da questo punto di vista, i lavori di Tansman per i giovani interpreti, sono merce rara: pochissimi altri compositori hanno scritto per giovani interpreti studi facili il cui obiettivo è quello di una maturazione esclusivamente interpretativa. Anche in pagine dove è sono richieste all'esecutore minime capacità tecniche (Tarantelle, Toccata) il ruolo determinante è sempre ricoperto da una inconfondibile ed inimitabile fantasia melodica. 

 

Quarto quaderno 

Come già descritto sopra i due recueil fanno parte di un progetto pedagogico più ampio e di rilievo nella produzione di Tansman. Le opere racchiuse in questa seconda raccolta non si discostano dalla prima: nella pur severa costruzione dei singoli acquerelli in forma quasi sempre costante (A – A – B – B – A –A) è nettamente distinguibile la maestria del compositore nell'invenzione di raffinate e gradevoli e melodie a volte supportate da sezioni di accompagnamento, a volte parte di semplici trame polifoniche, a volte rarefatte e appena distinguibili in sezioni ritmiche. Il percorso di dodici composizioni si snoda anche in questo caso in maniera progressiva, ovvero, si va dalla elementare Promenade (Passeggiata) alla più impegnativa Étude (Studio); anche dall'ascolto immediato si può facilmente percepire l’uso variegato di tempi ed atmosfere, queste ultime individuabili grazie a efficaci titoli.

 

Anteprima

"Sarabande" da Easy Studies for Guitar Vol.1 of 3

©2016 Brilliant Classics

 

Listen on Soundcloud.com



Concept e Direzione di Cristiano Porqueddu
Server and Coding: NameCheap | SardiniaNET
Thanks to GiulioLinux, Marco Marini, FroZen, Bambino, Cristina, Francesco, Delta010, Geoff, Erwin, Xanadu, Michele Lai, Xana_P, Lara, Yhu, JJConan, Bruce, Mattia, Valchiria81, Sandro, Mark, Felix, Valeria.