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Frédéric Zigante

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Messaggi che ho inviato

Nella discussione:Diploma di II livello classe A077

20 gennaio 2013 - 20:21

Nella pagina web del Dipartimento di Didattica del Conservatorio di Alessandria è stata pubblicata una simulazione del test di ingresso a risposta multipla.

http://didattica.conservatoriovivaldi.it/

Buona fortuna!
Frédéric Zigante

Nella discussione:Sonata Op.61, Joaquin Turina

13 gennaio 2013 - 09:28

A mio avviso in questo caso è certamente auspicabile un ritorno al testo originale di Turina, come suggersce Angelo Gilardino. Tuttavia anche l'urtext pubblicato da Schott presenta dei problemi e la battuta 39 del primo movimento è un esempio. Questa edizione si basa su un manoscritto comunque non autografo di Turina: dare per scontato che un manoscritto di un testo è comunque e sempre perfetto in tutti i suoi dettagli non è una buona idea.

Nella discussione:Diploma di II livello classe A077

12 gennaio 2013 - 19:20

L'interpretazione prevalente (ma non uniforme per tutti gli istituti) è che il Bando fa riferimento alla classe generica A077 ( strumento musicale) che si divide in sottoclassi in base allo strumento (AB77 è Chitarra).
Quindi per questa ragione, dato che non si menzionano sottoclassi, secondo la Conferenza dei Direttori i quesiti del test si riferiscono solo alla cultura musicale generale.

E' un 'interpretazione che io non condivido. Ma è anche vero che le prove successive lasciano ampi margini per verificare la preprazione in relazione alla sottoclasse.
Frédéric Zigante

Nella discussione:I concerti per chitarra e orchestra

01 marzo 2006 - 19:41

Mauro Giulani ed i compositori dell'Ottocento si erano riferiti sempre all'orchestra ad archi (anche se poi è saltata fuori una versione del concerto di Giuliani anche con i fiati - il primo concerto - ma non siamo sicuri che si tratti di una versione autentica). Questo perchè gli archi, vista la forma responsoriale del concerto della prima metà dell'Ottocento, sembravano essere il complemento ideale della chitarra.

Dato che i Concerti di Giuliani sono gli unici tre concerti per chitarra e orchestra del XIX secolo di un certo peso varrebbe la pena di essere un po’ più precisi sull’argomento e non riportare i soliti luoghi comuni.

Giuliani né Carulli hanno mai scritto concerti concepiti per chitarra ed orchestra d’archi definita come tale.

Ferdinando Carulli

Tutti i suoi concerti prevedono uno o più fiati spesso indicati “ad libitum” e per di più il gruppo di archi previsto dall’autore è un quintetto d’archi esplicitamente richiesto con i nomi dei singoli strumenti ( 2 violini , viola e basso) laddove le parti di violoncello e contrabbasso sono riunite sotto la voce “basso”. Nulla indica esplicitamente l’uso di un’orchestra d’archi anche se è lecito ritenere che si possa eseguirli con dei raddoppi al posto delle parti reali ( ma la chitarra come si sente in questo caso??)
Nel Concerto op. 8 ( il Concerto del debutto parigino di Carulli) c’è perfino una parte di flauto obbligato con un lungo solo di questo strumento all’inizio del primo movimento.
Che questo concerto sia oggi conosciuto in una versione amputata di alcune sue parti e privata dei fiati è un problema di chi ha inciso questi brani non preoccupandosi di ciò che era stato previsto dall’autore. Ma la storia del genere chitarra e orchestra si fa suoi documenti d’epoca non sugli equivoci perpetrati da revisori,arrangiatori e discografici senza scrupoli.

Mauro Giuliani

Giuliani ha pubblicato tre concerti.

Il (Primo) Concerto in la maggiore op.30 porta nel titolo l’indicazione “ pour la guitare avec accompagnement de grand orchestre”: grande orchestre significa orchestra con fiati completi.
In fondo al frontespizio della prima edizione Haslinger si trova una nota che recita “L’accompagnement d’orchestre s’y trouve arrangé en Quartetto” ed infatti lo stesso editore Haslinger pubblicò con lo stesso numero di lastra anche une versione per quartetto d’archi in parti staccate senza ristampare la parte di chitarra. Si tratta effettivamente di una riduzione per quartetto d’archi cioè 2 violini una viola e un violoncello e i bassi o contrabbassi non sono menzionati.

Questa di pubblicare i Concerti per solista e grande orchestra in una adattamento per quartetto d’archi era una prassi molto diffusa a Vienna (ce ne sono molti fra i Concerti per pianoforte di Mozart per esempio) e non è affatto detto che queste riduzioni fossero curate dallo stesso autore ma potrebbero essere state commissionate ad altri musicisti. Ma su quest’ultimo aspetto, per quanto riguarda Giuliani, non sappiamo nulla di preciso.

Il (Secondo) Concerto op.36 ci è pervenuto in una versione che porta il titolo
“ Grand Concerto avec l’accompagnement de 2 violons , alto et violoncelle” .

Il Terzo Concerto op.70 porta nella sua prima edizione “ Troisième Grand Concerto pour la Guitare avec accompagnemnent de Grand orchestre”: il frontespizio non menziona altro. L’orchestra comprende i fiati.
Anche di questo concerto esiste una versione per quartetto intitolata:
“ Troisième Grand Concerto pour la Guitare avec accompagnement de deux violons, alto et violoncelle”. Anche qui gli archi sono menzionati ad uno ad uno, non si fa menzione del contrabbasso nè del « basso » e quindi si tratta inequivocabilmente di una riduzione dell’accompagnamento orchestrale per quartetto d’archi.

Risulta quindi evidente che:

1) Giuliani non ha concepito l’idea di “Concerto per Chitarra e archi” inteso come orchestra d’archi ma ha prodotto, o autorizzato a produrre, riduzioni per quartetto d’archi dei suoi concerti per chitarra e Grande Orchestra.
2) E’ possibile ipotizzare che anche il Concerto op.36 sia stato concepito per chitarra e grande orchestra ma per ora non esistono tracce concrete dell’esistenza di questa versione.


Fino a poco tempo fa si conosceva attraverso i dischi solo il Concerto op.30 in un arrangiamento della versione per chitarra e quartetto preparata nel 1957 da Ennio Porrino: in questa versione Porrino partì dalla versione quartettistica e trasformò il brano, amputandolo di molte parti ( circa 10 minuti di musica), in un concerto per chitarra archi e timpani.
Non è quindi “saltata fuori” una versione con i fiati del Concerto op.30 ma semplicemente abbiamo scoperto il brano così come Giuliani lo concepì.

Pare che Porrino abbia arrangiato anche l’op.36 e l’op.70 ma fortunatamente questo lavoro non è stato divulgato.

Quanto all’autenticità della versione per grande orchestra ( con fiati) dei Concerti di Giuliani le voci nascono da un equivoco.
Nel 1833 a Londra sulla rivista The Giulianad apparve un annuncio pubblicitario riferito al terzo Concerto op.70 ( non al primo) nel quale allo scopo di nobilitare l’opera si attribuiva l’orchestrazione al “famoso Hummel”.
Va notato che l’annuncio venne pubblicato 4 anni dopo la morte di Giuliani in un luogo molto lontano rispetto a quello dove Giuliani era vissuto quando scrisse e pubblicò i suoi Concerti.
Va anche detto che sempre quando Giuliani si servi della collaborazioni di altri musicisti per scrivere musica d’insieme egli compare come coautore del brano fin dalla prima edizione: si vedano per esempio le opere per chitarra e pianoforte scritte in collaborazione con Hummel e Mocheles.
Nessun documento ricollegabile direttamente a Giuliani o al suo entourage permette di sostenere che l’orchestrazione dei suoi concerti sia frutto della collaborazione con altri musicisti.
D’altra parte mi sento di affermare che è impensabile che un musicista italiano del livello di Giuliani non fosse in grado di scrivere l’orchestrazione dei propri concerti.

Frédéric ZIGANTE

Nella discussione:I concerti per chitarra e orchestra

02 marzo 2006 - 21:18

La famigerata versione di Scheit del concerto di Carulli (in pratica l'op. 8 in un'altra veste) prevede in organico due corni ad libitum. Poi, cosa abbastanza strana, per gli archi prevede un ensemble arcaico: Violino I e II e violocello-basso (organico tipico anche in molti casi della scuola napoletana settecentesca), derivato dalla sonata a tre.

Questa versione è spuria, oppure è un versione più arcaica del concerto (mi sembra strano che un revisore moderno vada a recuperare un organico "filologico" in un'epoca - quando è stata pubblicata la versione di Scheit - in cui di "filologia" ancora non si parlava, almeno come oggi la intendiamo!), o è qualcos'altro ancora?


Caro Piero,

L a versione pubblicata da Karl Scheit è derivata da un edizione Viennese del 1827 di Tobia Haslinger. L'organico che descrivi è quello previsto in questa edizione.

Esiste in Italia un manoscritto anonimo dello stesso Concerto molto simile nei contenuti che ha lo stesso organico con in più due oboi, che Haslinger omette.

Il Concerto op. 8a fu eseguito da Carulli a Parigi nel 1808 ( lo stesso anno della prima esecuzione del Concerto op.30 di Giuliani) e fu pubblicato l'anno successivo da Naderman sempre a Parigi.
Nella versione parigina il concerto prevede l'organico:
"Deux Violons. Deux Hautbois, deux cors, Flute obligée, Alto et Basse.

La somiglianza tra il manoscritto anonimo italiano e la versione pubblicata 18 anni dopo l'edizione parigina fa pensare che Haslinger si sia basato su una prima versione risalente al periodo italiano di Carulli .

Arrivato a Parigi Carulli rielaborò il suo Concerto, ne completò l'organico e aggiunse la "Flute Obligée" che, tra l'altro, suona solo all'inizio del primo movimento.

E' probabile che l'edizione Haslinger (usata da Scheit) sia stata pubblicata fuori dal controllo di Carulli. Una delle caratteristiche di questa edizione è che Haslinger modernizzò, anzi giulianizzò, la scrittura di Carulli (di tipo violinistico) trasformandola secondo i dettami della scuola chitariistica viennese.

Ciao
Frédéric ZIGANTE


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