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Cristiano Porqueddu

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  • Compleanno 19/05/1975

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  1. L'interpretazione dell'Omaggio ad Andrés Segovia del compositore italiano Virgilio Mortari (1902 - 1993) a cura di @Massimiliano Filippini.
  2. Cristiano Porqueddu

    Alberto Mariani, Toccata: Continuous Flowers

    Le Edizioni Musicali Bèrben di Ancona pubblicano la nuova composizione per chitarra sola del chitarrista-compositore Alberto Mariani (1983).
  3. La prima registrazione della Sonatina de Valparaiso, scritta da @Angelo Gilardino nel 2015, sarà inclusa nel cofanetto Novecento Guitar Sonatinas (che segue il progetto discografico decennale Novecento Guitar dopo Preludes (2012) e Sonatas (2014)) Da qui è possibile ascoltare in anteprima Yo toco un agua silenciosa - Recuerdo de Gabriela Mistral, il secondo movimento.
  4. Cristiano Porqueddu

    Consigli per un chitarrista novello

    Ciao @Riccardo96. Spero che tu riesca a trarre informazioni utili da questo ambiente virtuale. La domanda è troppo generica. Migliorare cosa? Suonare in pubblico è qualcosa che devi sentire come una necessità e non come un obbligo. Se pensi di non essere ancora pronto, non affrettare. Lo studio per suonare in pubblico e da soli è lo stesso. Naturalmente sì. Per farlo, come in tutte le materie, è necessario seguire dei corsi specifici. Domanda troppo generica. Molto dipende dal tuo livello di preparazione. Se fossi all'inizio però ti suggerisco Armonia di Walter Piston. Non esiste alcuna routine valida. Il termine stesso è persino fuori contesto. Lo studio deve essere improntato per esigenze specifiche e non essere affrontato da impiegati delle poste che timbrano all'ingresso e si ritrovano un elenco di mansioni da svolgere. Lo studio della musica, ma anche della tecnica necessaria per farla, non ha niente a che vedere con routine o tabelle; può, per certi periodi, essere utile tener traccia di un determinato esercizio programmando uno studio settimanale o annotando continuamente i progressi ed eventuali riflessioni post-esercizio. Ma diffida da chi stende piani di lavoro senza conoscerti a fondo.
  5. Cristiano Porqueddu

    Le variazioni di Swierkosz-Lenart

    “El testament d’Amèlia” è una canzone popolare catalana resa celebre anche dalla trascrizione per chitarra sola del chitarrista-compositore Miguel Llobet (1878 – 1938) che la incluse nella raccolta “Canciones populares Catalanas”. È una canzone basata su una semplice melodia scritta originariamente nella tonalità di sol minore. Nella canzone, Amelia, figlia del buon Re, descrive alla madre le sue ultime volontà. La trascrizione per chitarra di Llobet è in re minore e su questa il dott. Kevin Swierkosz-Lenart ha scritto delle variazioni per chitarra sola. Conosco Swierkosz-Lenart da anni, dalle mie frequentazioni ai Corsi di perfezionamento frequentati da dozzine di allievi che si riunivano a Chatillon per ascoltare le lezioni di Angelo Gilardino, Luigi Biscaldi, Gianni Nuti, Vincenzo Torricella e Piera Dadomo. Ed è quindi stata per me una grande e piacevole sorpresa trovare nella posta di ogni giorno una nuova composizione scritta proprio da lui. E la sorpresa è aumentata mentre leggevo il testo: ho scoperto successivamente che Swierkosz-Lenart segue lezioni di composizione da tipi del calibro dello stesso Gilardino e Dusan Bogdanovic – per intenderci – e chi scrive musica sa che la forma delle Variazioni è quella più ostica: paletti da rispettare e spazi ben delineati. Insomma, una prova del nove per chi pensa di poter essere in grado di dar forma ad un concetto musicale di senso compiuto. Ebbene, l’abilità con cui l’autore costruisce il meccanismo delle nove variazioni che seguono il tema è notevole e si rileva subito il modo originale in cui il compositore tratta il materiale tematico. La prima variazione sembra prendere le distanze quasi subito dalla quiete originaria della canzone con un disegno cristallino su due linee; le successive due variazioni (II, III) riprendono il tema focalizzandone maggiormente le peculiarità e, specie nella III, gli intervalli caratteristici della melodia sono usati come fonte di nuove idee. La IV Variazione, pur mantenendo il 3/4 iniziale e plasmando il tema su una figurazione con terzine, funge da vero e proprio preludio alla V che vede il canto stagliarsi su una figurazione in 6/8. L’autore qui, a scanso di equivoci, indica 80 alla croma perché la mia tentazione è stata quella di una esposizione più rapida che invece è prevista nella variazione successiva. Si tratta solo di una impressione ma è molto difficile che la prima avuta, specie in una pagina di questo spessore, sia quella sbagliata. Ci tornerò sopra. Acme raggiunta – con un climax che mette alla frusta le capacità di interpretazione dell’esecutore – le variazioni VII e VIII riconducono alla semplicità e linearità iniziale. La Varazione VIII termina con una frase interamente pronunciata con armonici ottavati e la richiesta finale, Variazione IX, causa quindi una forte sorpresa in chi ascolta: i giochi sembravano fatti ma l’autore regala un ultimo tratto veloce di pennello che abbraccia praticamente l’intero registro dello strumento. Una composizione ancora inedita e dedicata al giovane e valente chitarrista italiano Francesco Dominici Buraccini. Per quanto mi riguarda posso dire fin da ora che si tratta di una delle composizioni che andrà a completare la tracklist del cofanetto “Novecento Guitar Variations” che completerà la quadrilogia Novecento Guitar (che nel 2012 ha visto i Preludi, nel 2014 nel Sonate e nel 2019 vedrà le Sonatine). Ho accettato l'incarico di curare la revisione della composizione e - a pubblicazione avvenuta - consiglio caldamente la lettura e l’inserimento in repertorio di questa composizione.
  6. Cristiano Porqueddu

    Un nuovo collega

    Ciao @Riccardo96 e benvenuto sul Forum. Ti auguro buona permanenza.
  7. Cristiano Porqueddu

    Presentazione

    Benvenuto, @Roberto Marcotti e buona permanenza.
  8. Cristiano Porqueddu

    A little prayer, Dusan Bogdanovic - Luca Vimercati

    Interpretazione della composizione per chitarra sola A little prayer del compositore contemporaneo Dusan Bogdanovic (1955) Registrato presso Tramonti - La Spezia Chitarra: Renato Barone
  9. Cristiano Porqueddu

    Variazioni su un tema armeno di Oscar Bellomo

    Quando nell’autunno dello scorso anno lessi i Silencios di Oscar Bellomo pubblicati da GuitART rimasi sorpreso dalla capacità del chitarrista-compositore (classe 1980) di descrivere con pochi tratti nitidi concetti musicali. Quando pochi mesi fa, in Primavera, ho avuto il piacere di leggere in anteprima i suoi nuovi Trois Préludes Visionnaires compresi che l’intuizione avuta con i Silencios era più che fondata. Pochi giorni fa il compositore mi ha sottoposto un suo nuovo lavoro ancora inedito che non ho alcun dubbio a definire il migliore dei tre finora letti. Si tratta di una serie di dieci Variazioni per chitarra sola su un tema armeno. La prova del nove di cui ho parlato qui circa la forma delle Variazioni è superata in maniera egregia da Bellomo che dà ulteriore dimostrazione di una conoscenza profonda dello strumento sia dal punto di vista del colore che del risultato sonoro. Per quanto l’autore non perda mai di vista l’elemento teorico del comporre è facile vedere come il lato idiomatico nella scrittura abbia un ruolo altrettanto determinante. Il tema è lineare nella tonalità di impianto di mi minore con un struttura semplice in due parti la cui seconda è ripetuta per due volte (A-B-B). Si tratta di una melodia popolare, un canto alla luna che fa parte della tradizione folcloristica armena. La I variazione è un bicinium quasi interamente costruito sulle singole cellule del tema e sui loro rapporti intervallari; l’interprete ha ampi spazi di movimento suggeriti anche dall’indicazione “Andante rubato”. La II variazione invece inizia ex-abrupto con un Vivace e con accordi a sei note che marcano a fuoco l’andamento di una pagina che ha caratteristiche di una piccola toccata. Una nota tecnica: l’autore, indica l’esecuzione arpeggiata dei primi accordi e non ripete l’indicazione nei successivi. Per quando mi riguarda opterò per l’esecuzione plaqué, tecnicamente forse più complicata ma migliore nella definizione del carattere. Le Variazioni III e IV riportano all’origine e qui l’autore dà prova di grande fantasia nel trattare il materiale a disposizione e a svilupparlo abilmente in nuovi concetti. L’ambiente musicale è nelle due pagine sostanzialmente lo stesso, cambiano le modalità di accostamento delle parti accordali al procedere della linea melodica. Il meccanismo armonico adoperato è estremamente efficace e pur rilevando facilmente la leggiadria delle due invenzioni è palese un substrato drammatico, quasi scuro. La quinta variazione è essenziale nella scrittura e riprende il disegno a due voci con interventi accordali non più determinanti. La semplice trama (un vero e proprio dialogo, considerata la distanza dei registri) a mio parere potrebbe essere sfruttata dall’interprete in modo diverso rispetto alla Variazione I, strutturalmente molto simile: se nella prima Variazione funziona molto bene un’esposizione meno libera, qui, nella quinta, il Moderato cantabile indicato potrebbe fungere da spartiacque tra il primo gruppo (I – IV) e il secondo gruppo (VI – X) di variazioni. Molto è naturalmente legato alla capacità dell’interprete di leggere dietro le note cercando una vera e propria rarefazione del suono, rispetto alle due variazioni precedenti. Nello scherzo della VI Variazione – posizionato molto intelligentemente nella sequenza – i ghirigori sul registro medio e acuto che sembrano voler spiccare il volo, sono invece ben fissati all’impianto ritmico da tricordi puntati. Anche qui, come nella Variazione II l’autore indica il puntato solo nei primi due probabilmente dando per scontato l’uso della stessa tecnica in ogni intervento simile. In uno spazio molto ristretto la musica descrive chiaramente un brevissimo sviluppo e una disgregazione che prelude alle due Variazioni che seguono. Appunto personale: le variazioni II, IV e VI per costruzione e risultato finale sono quelle che mi hanno colpito di più e che hanno avuto un ruolo determinante nella sorte di questa pagina, per quel che mi riguarda. Le Variazioni VII e VIII (Andantino con grazia e Andante nostalgico) sembrano voler raffigurare un’atmosfera di abbandono e di osservazione propria del tema. Ed anche la tessitura polifonica a due voci – seppur diversificata nelle due variazioni – riporta sempre ad un colloquio privo di silenzi, anch’esso elemento facilmente identificabile nel tema. L’autore dà spazio ad una vena melodica di cui avevo già apprezzato le ottime caratteristiche nei Silencios. Chiude la composizione un infuocato Prestissimo costruito su una figurazione monotona, la cui breve ma intensa corsa sfocia in un arabesco marziale la cui pulsazione è affidata a dense scritture accordali impreziosite da rapidi agglomerati di note. Ten Variations on an Armenian Theme – questo il titolo dell’opera – è un’ottima composizione per chitarra. In una scrittura cristallina nell’esposizione e solidissima nelle invenzioni, racchiude una considerevole quantità di combinazioni interpretative. Ed è proprio questa caratteristica ad avermi convinto ad inserirla nel progetto discografico Novecento Guitar Variations di cui inizierò ad occuparmi nel 2019. Da questo link è possibile ascoltare la registrazione della mia interpretazione del tema.
  10. Cristiano Porqueddu

    Aforisma agostano

    La registrazione di questa pagina è disponibile qui.
  11. Cristiano Porqueddu

    Aforisma Agostano, Alfredo Franco

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    La registrazione del brano che @Alfredo Franco ha gentilmente condiviso con la community del Forum Italiano di Chitarra Classica. Alcune indicazioni interpretative in questo PDF.
  12. Cristiano Porqueddu

    Cerco Maxixe di Barrios

    Gentile @Patrizio Simoncini, Maxixe, composizione del 1927 basata su una danza popolare brasiliana, è pubblicata nel primo dei due volumi della raccolta delle opere di Barrios curata da Richard Stover per MelBay. Link: https://www.melbay.com/Products/96308/complete-works-of-agustin-barrios-mangore-for-guitar-vol-1.aspx
  13. Cristiano Porqueddu

    Luigi Mozzani, 20 Studi e 6 Capricci

    La figura di Luigi Mozzani (Faenza, 1869 – Rovereto, 1943) nel mondo della chitarra occupa un posto speciale. Uomo di genio, egli riuscì ad eccellere come chitarrista, didatta, compositore e liutaio. Un diploma in oboe e una militanza in orchestra gli fornirono una visione più ampia della musica. Compose un ridotto numero di opere per chitarra: tre quaderni di studi, un Metodo incompiuto e qualche foglio d’album, compreso Feste lariane, un tema e variazioni che gli diede notorietà e che, si scoprirà poi, in realtà era una rielaborazione di un brano già pubblicato anni prima dal compositore argentino José Sancho, e comunque presente, con alcune varianti, anche nell’opera di altri autori. In questo volume sono raccolti 20 Studi tratti dal Metodo, per la prima volta in versione integrale, 6 Capricci e Feste lariane. Questa revisione, a cura di Giovanni Podera e Giulio Tampalini, si basa su un accurato confronto delle fonti originali. Il cd allegato contiene l’esecuzione delle opere interpretate da Giulio Tampalini.
  14. Cristiano Porqueddu

    Angelo Gilardino, Flores Silvestres

    Flores Silvestres è la nuova composizione per chitarra sola del compositore italiano @Angelo Gilardino pubblicata dalla Edizioni Musicali Bèrben.
  15. Cristiano Porqueddu

    Angelo Gilardino, Santuario

    Le edizioni musicali Bèrben di Ancona pubblicano la nuova composizione per chitarra "Santuario" di @Angelo Gilardino
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