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Cristiano Porqueddu

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  1. Sonata "Aubade", Mark Delpriora

    Les Productions d'OZ, editore canadese, pubblicano la nuova opera per chitarra e flauto del compositore statunitense Mark Delpriora. Codice: DZ 2903 ISBN : 978-2-89737-820-2 28 Pagine con parti separate.
  2. Documentario su Emilio Pujol

    Emilio Pujol - Vida y obra Presentazione: Este documentário foi apresentado por Jaume Rico como um projeto final no Conservatório Superior de Música "Óscar Esplá" em Alicante. Foi produzido em 2008 por Jaume Rico e Amador Pérez, no qual o documentário nos mostra a abordagem do trabalho realizado por Emilio Pujol como intérprete, pedagogo e pesquisador. O documentário nos mostra sua vida através de imagens e entrevistas com pessoas que o conheceram e aprenderam com ele, tais como Carlos Trepat, Albert Ponce e Serge Constantinoff. Está em espanhol, tanto áudio quanto legendas, porém de fácil compreensão.
  3. World Premiere Recording Franco Cavallone (1957) - Sonatina Omaggio a Benjamin Britten from "Novecento Guitar Sonat… https://t.co/uaCufnVJ7V

  4. Le registrazioni per Novecento Guitar Sonatinas, il nuovo progetto discografico su cui sto lavorando dal 2015 e che Brilliant Classics distribuirà nel 2018, sono iniziate nel migliore dei modi. Voglio condividere con chi legge l'interpretazione integrale del primo movimento della bellissima Sonatina "Omaggio a Benjamin Britten" del compositore piemontese Franco Cavallone (1957). Strutturalmente nitida e ricca di colori, la pagina ha una notevole forza idiomatica; chiede all'interprete una particolare verve affiancata al completo controllo delle dinamiche. Nonostante abbia curato personalmente la revisione ho ritenuto opportuno effettuare delle ulteriori modifiche alla pulsazione ritmica nella ripresa dell'Allegretto (dove viene indicato "Macchinalmente") per consentirmi una maggior evidenza nella ripresa della cellula-base del primo tema. Una piccola variante alla mia revisione. Ce ne sono delle altre ma sono microscopiche e non degne di nota. Fa un certo effetto suonare sulla propria revisione e correggersi: come parlare allo specchio da solo. Buon ascolto.
  5. Seicorde n.131, Aprile-Giugno 2017

    Nella cover della rivista compare la giovane e valente chitarrista italiana @CarlottaDalia che ha vinto il Primo Premio al Concorso "Rospigliosi" di Lamporecchio. Mi piace sottolineare che quando partecipò per la prima volta aveva sei anni, ero in giuria e la segnalai come probabile vincitrice assoluta. Come andò a finire preferisco non ricordarlo ma a distanza di molti anni eccola lì, premiata. Cosa deve fare un concorso se non identificare un musicista quando ancora non è affermato?
  6. Andrés Segovia and Friends

    Un cofanetto con 10 cd del più grande chitarrista del Novecento In un unico cofanetto tutte le più importanti interpretazioni del virtuoso spagnolo. Ben 9 ore di musica con i capolavori di Bach, Weiss, Milan, Dowland, De Visée, Sanz, Paganini, Sor, Tárrega, Harris, Ponce, Villa-Lobos, Moreno-Torroba, Castelnuovo-Tedesco, Tansman, Turina e le celebri trascrizioni da Rameau, Frescobaldi, Scarlatti, Haydn, Purcell, Mendelssohn, Granados, Albéniz. Bonus track con il duo Klaus e Rainer Feldmann (Granados, Rodrigo e Albéniz) e dello Spanish Guitar Quartet (Serrano, Albéniz, Chapi, Tarrega, Turina, Monasterio). Tracklist:
  7. Seicorde n.131, Aprile-Giugno 2017

    È in edicola il numero 131 di Seicorde, rivista per chitarra. Sommario: GLI ARTICOLI Mario Castelnuovo-Tedesco Un fiorentino a Beverly Hills di Angelo Gilardino Intervista con Marco Caiazza Il poeta della chitarra di Filippo Michelangeli LE RUBRICHE Editoriale Quando la chitarra era proletaria di Filippo Michelangeli Osservatorio Personaggi e avvenimenti del trimestre Biblioteca di "Seicorde" Manuel María Ponce: Due canzoni messicane di Angelo Gilardino Recensioni cd di Ermanno Brignolo Recensioni musiche di Franco Cavallone Corsi & concorsi Guida al cd allegato: Marco Caiazza di Angelo Gilardino In allegato il CD "I Maestri della Chitarra - Marco Caiazza" La tracklist del CD: L'editoriale di Filippo Michelangeli: Quando la chitarra era proletaria Simbolo della produzione cantautorale più impegnata, strumento prediletto nei cortei popolari le sei corde hanno compiuto il miracolo di aiutare le classi sociali più deboli ad avvicinarsi alla musica classica. Oggi le cose sono cambiate ma ha conservato il ruolo di confidente di ogni giovane che voglia imparare a suonarla C'è stato un tempo non lontano, più o meno negli anni Settanta, in cui la chitarra in Italia era percepita come strumento del popolo, del mondo dei salariati, del proletariato insomma. In contrapposizione con il pianoforte, ma anche del violino, che erano status symbol delle famiglie agiate o della piccola borghesia che cercava di accreditarsi e consolidare il raggiungimento dell'agognato livello sociale. La chitarra del proletariato era quella folk, icona della produzione cantautorale che l'aveva scelta come strumento di accompagnamento della voce. Le signorine di buona famiglia si cimentavano con gli 88 tasti, rigorosamente fogli d'album dell'Ottocento, non certo Bach o Bartók, mentre le figlie del popolo accavallavano le gambe e scioglievano un arpeggio o una serie di accordi cantandoci sopra. La chitarra elettrica richiedeva l'amplificazione e, soprattutto, era a vocazione rock, un genere che non è mai stato percepito vicino all'impegno civile. E poi, una Stratocaster è sempre stata dannatamente cara. E il prezzo, si sa, fa la differenza. E la "classica"? La chitarra classica ha goduto per anni di un'ambiguità che l'ha trasformata in un ponte ideale tra la borghesia illuminata e le classi sociali dei lavoratori. Oggi parlare di "lotta di classe" fa sorridere. Ma 40 anni fa c'erano persino partiti politici che venivano percepiti come espressione diretta, e spesso esclusiva, delle diverse realtà sociali del Paese. La "classica" è riuscita dove gli altri strumenti avevano fallito: far avvicinare il mondo operaio alla musica colta. Nelle aspettative e nelle ambizioni di un metalmeccanico, 8 ore in fabbrica con la tuta blu a rompersi la schiena alla catena di montaggio, non c'era l'idea di far studiare pianoforte ai figli. Ma la chitarra sì. Poi toccava al maestro riuscire a traghettare l'interesse del pargolo verso le opere di Sor, Giuliani, Tárrega e Villa-Lobos. Ricordo di aver avuto allievi che mi raccontavano scene familiari di vera, quasi drammatica, penuria economica. E che la prospettiva di diplomarsi e diventare "maestro" , magari nella scuola pubblica, era percepita dai genitori come un svolta positiva e insperata. Sono certo che molti di voi leggendo queste righe ritroveranno la loro giovinezza o quella dei loro allievi. Perché così sono davvero andate le cose e ricordo che uscì persino un fortunato volumetto di Marco Cavedon dal titolo Compagna chitarra dove veniva offerto un compendio minimo di tecnica strumentale, storia del repertorio e liuteria. Oggi le cose sono molto cambiate. La chitarra è nei piani di studi dei Conservatori, nei libri di storia della musica è assimilata agli altri strumenti. Tuttavia quella vena anticonformista e blandamente proletaria non l'ha ancora persa. E io trovo che sia la sua ricchezza, perché le ha fatto conservare il ruolo di confidente, ispiratrice e compagna di ogni giovane che voglia imparare a suonarla.
  8. Ding dong: nuova email. Oggetto: servizi per musicisti. Non male, penso. Vediamo cosa offrono. Clic sopra... https://t.co/OBcQIiFPHb

  9. RT @ZecchiniEditore: Profumo di carta stampata? Ecco, appena sfornata, la nuova GUIDA ALLA MUSICA SACRA. #libri #musicasacra #coro #bach #g…

  10. Gubaidulina Guitar Works, David Tanenbaum

    Gubaidulina Guitar Works è il disco del chitarrista americano David Tanenbaum dedicato alla musica per chitarra di Sofia Gubaidulina (1931) pubblicato da Naxos. La tracklist: Dalle note di copertina: One of the most surprising things about working with great composers is that they can find completely new sounds from an instrument to which you have dedicated your life. When I was called to perform the premiere of Repentance during Sofia Gubaidulina’s residency with the San Francisco Symphony in 2009, I had to come up with what the score called a “friction beater”, which was “a small ball of rubber or elastic plastic… fastened onto a springy, resilient steel string (e.g. a piano string)”. That prompted quite a few trips to different stores, and a lot of puzzling over how exactly one can fasten a piano string onto a small ball. But this was Sofia Gubaidulina. She hadn’t written for the guitar since she produced the two early, short pieces heard here, but in the interim she had become celebrated as the great and fearless composer that she is. The rest of the score had fantastic and unusual sounds, and it all made sense, so I figured that she must have a very specific idea here that I just didn’t get. I experimented with this ‘friction beater’ sound, and remained baffled. I finally showed up to the first rehearsal with a variety of options, which she found curious. But then she pulled out her own version, which she had brought all the way from Germany. It made a sound unlike any of mine, and in fact unlike the many devices I had hit strings with in the past. When she heard it, she smiled. Sofia Gubaidulina has spent much time in the last ten years writing and revising the two big pieces heard here that use multiple guitars. She has clearly found in the guitar a kind of soulfulness and freedom that has spoken to her, and in each case she combines the guitars with the lower strings she frequently favours. Of the Sotto Voce instrumental combination, the composer writes: ‘It fascinated me on account of its dark colour and its potential for contrast between a muted, almost whispered sotto voce sound and that particular sort of expressivity that low-pitched instruments possess’. She has written prolifically for bass in her career, and the bass parts in both of these pieces are virtuosic and multi-dimensional. The cello in Repentance and the viola in Sotto Voce play a kind of lead, with the most searching melodic material, but one comes away with the sense that each instrument has been fully developed as an individual and a society member. The guitar writing in both pieces is multi-dimensional as well. She writes: ‘The constant endeavour to penetrate the mysterious consonance in the guitars’ chords of harmonics is forever proving itself to be fruitless. And thus we always have to return to the darker shades.’ The guitars act often as a mega instrument in these pieces; there are chordal chorales, hard driving rhythmic sections and longer, free passages where the wheels come off. Guitar 1 has long improvisations in both pieces—in Repentance it is a lightly guided exploration of a ninth fret barré chord, played normally, plucked behind the chord, or done as harmonics on that fret; in Sotto Voce it is with a slide—and in both cases what you hear are my single take and unprepared improvs, complete with a few production noises. Repentance (2008) for three guitars, cello and bass, was commissioned by the San Francisco Symphony and was premiered in San Francisco on February 22, 2009. It is the latest and seemingly final version of a piece written a year earlier, Ravvedimento (2007) for cello and guitar quartet. Later in 2007 she created the version called Pentimento for bass and three guitars, dedicated to the bass player Alexander Suslin. Ravvedimento and Repentance are dedicated to the cellist Ivan Monighetti. Although Gubaidulina is deeply religious, and all three titles refer to repenting, this repentance is secular: at long last it is the delivery of a promised piece to a cellist who was an early and long time champion of her music. The Serenade and Toccata were included in a 1971 edition of guitar works of Soviet composers by the publisher Muzyka. The Serenade, which was republished by Matanya Ophee in his Editions Orphée series, was meant to be relatively easy to play, and has been described by the composer as ‘music for pleasure’. It has a searching, improvisatory character, and it explores the full range of the instrument, from its bottom note to the top. It has gone on to be played and recorded many times. By contrast, the Toccata, recorded here for the first time and almost unknown, is more virtuosic; it has a driving momentum that hardly stops. As in the Serenade, it explores the full range of the guitar. Sotto Voce for viola, double bass and two guitars was written in 2010 and then revised in 2013. It was also written at the request of Alexander Suslin. Gubaidulina writes: ‘A constantly repeated motif is played on the three lowest (wound) guitar strings. It contains the mystery of a purely acoustic phenomenon: if you move the soft fingertips along the strings, pianissimo, the result is sonorities that are very quiet, muted, dark and totally irrational in pitch. But if you press harder on the strings or run a plectrum across them, then behind the note that remains steady on one pitch, a space opens up for glissando; this can be exploited to achieve the greatest possible expressivity. Behind the steady note-pitch the string possesses an entirely different dimension! During the course of the piece, this motif is repeated countless times, encouraging each of the other instruments to develop its own possibilities of musical expression, as if responding to the urge to reply to the acoustic mystery that the motif constitutes.’ The Sotto Voce score calls for each guitarist to have a round drinking glass—‘as slim as possible and at least 10.5 cm high’—to be used on the guitar strings. As with the Repentance ball, they produce a glissando sound unlike any slide or other device. In over forty years of playing new music, with many a drinking glass at my side, I had never before taken a drinking glass to the strings.
  11. Angelo Gilardino (1941) Due Ritratti Italiani II - "Cavaliere di Malta" dal cofanetto "Angelo Gilardino Complete Music for Solo Guitar 1965-2013" (C)2015 Brilliant Classics
  12. Angelo Gilardino (1941) Due Ritratti Italiani I - "Ragazzo con la freccia" dal cofanetto "Angelo Gilardino Complet… https://t.co/xFJw376wuX

  13. Angelo Gilardino (1941) Due Ritratti Italiani I - "Ragazzo con la freccia" dal cofanetto "Angelo Gilardino Complete Music for Solo Guitar 1965-2013" (C)2015 BRILLIANT CLASSICS
  14. Dodici studi per chitarra, Marco Giannoni

    Le Glissato Edizioni Musicali pubblicano la serie di 12 Studi per Chitarra di Marco Giannoni. Giannoni scrive per diverse formazioni da camera e si occupa di colonne sonore. Qui l'elenco dei suoi lavori. Ho parlato brevemente in questo thread di questa serie di Studi per Chitarra. Dalla prefazione a cura dell'autore: Raccolgo nella presente antologia dodici brani composti negli ultimi anni. Molti di questi pezzi sono nati dalla necessità di fornire agli allievi degli studi di difficoltà medio-alta che avessero uno spiccato carattere contemporaneo, questo perché sono fermamente convinto che un compositore debba sentirsi in dovere di comporre per i giovani musicisti, e che debba farlo a carte scoperte, senza mascherare le asperità e le difficoltà che connotano spesso la musica contemporanea. Alcuni brani sono invece nati come pezzi da concerto, spesso su commissione, e per questo motivo presentano difficoltà che attengono più alla sfera interpretativa che non al dominio della pura tecnica esecutiva. Altre composizioni, infine, hanno visto la luce semplicemente per la mia intima ed irrinunciabile esigenza di scrivere e sperimentare. Raccomando agli studenti ed agli esecutori il rispetto delle indicazioni agogiche, delle dinamiche e delle diteggiature segnate.
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