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Frédéric Zigante

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    Saltuario
  1. Nel mio messaggio non ho inteso esprimere valutazioni su Chitarra e Musica e tanto meno sconsigliare a Regondi di completare la sua conoscenza delle vicende chitarristiche dell’epoca attraverso la lettura di quelle 4 pagine mensili. Semplicemente ho puntualizzato che la quasi assenza di cronaca nel Fronimo era intenzionale. La sua fiducia nel valore della cronaca, fiducia che condivido in pieno, potrebbe forse trovare un più puntuale riscontro anche su questo forum. Infatti la legge istitutiva della Scuola di chitarra nei Conservatori italiani che Lei menziona, primo firmatario Giuliano Zozo, è del 2 maggio 1984: lo ricordo bene perché il 2 maggio è il giorno del mio compleanno. Il Fronimo non aveva, quindi, ancora da venire ma esisteva già da 12 anni e infatti il n.48 si apre con un lungo servizio su quel provvedimento e ospita anche un commento dello stesso Giuliano Zozo. Sarebbe comunque interessante e credo non complicato mettere in rete anche Chitarra e Musica: chi se ne vorrà occupare? Cordialmente, FZ
  2. Molto interessente; perché però non procurarsi anche (cosa forse più difficile) le prime annualita' di "Chitarra e Musica", allegato centrale di "Strumenti e Musica"? Erano poche paginette a collaborazione aperta che non disquisivano ma informavano, soprattutto con cronache non legate a sole finalità editoriali.Quell'inserto, spesso bistrattato anche dagli stessi collaboratori, era un "cronikon" d'epoca; un'epoca che vide nascere la chitarra italiana moderna, senza che vi mancassero saltuariamente le buone firme: polemizzavano talvolta tra di loro ma, quanto a"rispetto", non avevano certo nulla da invidiare alla rivista della S. Z. Un grande filosofo disse che la realtà non era nell'essere o nel non essere ma nel passaggio dall'uno al'altro (lo chiamò "divenire"). Mi preme sottolineare come nelle finalità dei fondatori de " Il Fronimo" la cronaca non fosse proprio inclusa, come si può dedurre dalla lettura della Premessa che Ruggero Chiesa scrisse nell'Ottobre 1972 sul primo numero della rivista. La includo per i lettori del Forum. Purtroppo l'articolo conserva, a molti anni di distanza, una certa attualità, specie il secondo capoverso "Oggi nessuno..." . Un fatto che mi induce ad una meditazione preoccupata. Il prossimo Ottobre comunque "Il fronimo" compie 40 anni: si continua a "disquisire" invece che "informare" e, dal 1999 in poi, senza alcun sostegno di un editore e con le risorse derivate dai lettori. Premessa al Fronimo - Ott 1972.pdf
  3. Chi suona uno strumento classico suona musica classica?

    Mi riferisco a questa frase:
  4. Chi suona uno strumento classico suona musica classica?

    Bene! Adesso cari lettori del forum sapete tutti come si fa: una bella minaccia di querela e si fa cadere qualunque discussione. Complimenti anche ai gestori del forum: levate di scudi quando c'è una parola in maiuscolo di troppo, ma non fate un piega per le minacce di querela funzionali a stoppare lo sviluppo di un argomento.
  5. Chi suona uno strumento classico suona musica classica?

    Esiste l'accesso agli atti in tutti gli uffici pubblici in Italia.
  6. Chi suona uno strumento classico suona musica classica?

    In quale Conservatorio insegna?
  7. Musica "sgrammaticata"?

    A quale articolo di Angelo ti riferisci? non si capisce il tuo intervento se non lo citi. Ciao
  8. Privatisti ai corsi preaccademici: non ci capisco più nulla.

    Attenzione però, il Regolamanto per i Corsi di Formazione di Base del Conservatorio di Firenze vale solo per quel conservatorio e il Conservatorio di Avellino potrebbe averte regole completamente diverse. Bisogna dimenticare l'idea di programmi e regolamenti uguali per tutti a livello nazionale: ogni Conservatorio agisce in autonomia e c'è chi , non ritenendo giustificabili l'istituzione di Corsi di Formazione di Base sul piano della spesa, dell'utilizzo delle risorse messe a disposizione dallo Stato e della copertura legale, non li ha iistituiti affatto. Nota anche che al Conservatorio di Firenze è possibile iscriversi separatamente a ciascuna materia prevista dai percorsi. Ciò significa che uno studente potrebbe studiare chitarra privatamante e contemporaneamente essere iscritto per solfeggio al Conservatorio fiorentino.
  9. Privatisti ai corsi preaccademici: non ci capisco più nulla.

    Questa è l'unica risposta che intendevo. Io capisco che ognuno di noi ha cose sue personali,ma vi prego di esporle nei vostri post che riguardano l'argomento che voi avete da discutere.Eugenio S. e Piero B. Il mio "non ci capisco più nulla" non riguardava ,ne il corso Pre-Accademico, che per legge del 22 maggio scorso,è consentito ai privatisti di preparare gli esami-esterni,ne tantomeno se è valido o no ,il corso a formare pre-accademica per i chitarristi. Io so che esiste questo corso e i conservatori lo attuano. Il mio dubbio,ed è questo il post che ho tracciato,è in parte risolto da Cristiano,che mi dice che i privatisti devono sostenere gli stessi esami degli interni di chitarra.E fino a qui è tutto ok. Infatti in quasi tutti i siti dei conservatori ci sono i programmi da sostenere del pre-accademico di chitarra del livello A,B,eC.La mia domanda si completa in questo: e la altre materie? Si devono sostenere gli esami?Visto che si devono svolgere all'interno sia l'ex solfeggio(unico programma l'ho trovato a firenze), la musica d'insieme, la musica corale,Informatica musicale,secondo strumento,Armonia analisi,storia della musica?Queste materie che sono interne e che frequentano gli interni, per i privatisti ci sara un esame o no? E' semplice la mia domanda o no? Cristiano, Eugenio, Piero o chiunque altro sappia qualcosa me lo faccia sapere, non per me per carità , ma per i miei alunni che impazienti di espreimere la loro voglia di suonare mi tormentano in tutte le lezioni su questo argomento.Grazie a tutti Raffaele i. Caro Raffaele, Ti suggerirei di non guardare solo i programmi dello strumento che ti interessa nei pre-accademici (chitarra immagino) ma di prendere sempre visione del Regolamento che si riferisce a detti corsi. Per esempio il sito del Conservatorio di Firenze ha nei Regolamenti che puoi raggiungere cliccando sul tasto CONSERVATORIO anche il Regolamento per i corsi preaccademici, con tutte le definizioni in premessa. Alla tua domanda risponde, credo chiaramente, l'articolo 7 comme 8 :"Non si può accedere al periodo successivo e alle relative discipline senza aver acquisito tutte le certificazioni di competenza delle discipline previste nel periodo precedente."
  10. I concorsi per chitarra di oggi

    Non mi piace la definizione di concorso più o meno prestigioso: sarebbe da chiedersi che cosa fa di un concorso un concorso appunto prestigioso. Piuttosto dividerei i concorsi a seconda della loro utilità a sviluppare la carriera dei vincitori. In questo senso il Michele Pittaliuga di Alessandria è senza dubbio quello fra gli italiani che offre maggiori opportunità di sviluppo della carriera e dell'esperienza artistica.
  11. Neanche io sono parte in causa, però vorrei fare qualche considerazione. Apprezzo molto il tatto con il quale l’amico Piero Bonaguri, con chiarezza esemplare, ha messo il dito nella piaga. Anch’io leggo questa graduatoria con sconcerto e, per chi non lo sa, la stessa graduatoria con gli stessi protagonisti fu egualmente sconcertante l'anno scorso. Insomma a Castelfranco Veneto sono recidivi. Non so se sarò capace dell’equilibrio e della delicatezza di Piero ma spero di esprimere chiaramente la mia idea senza offendere nessuno. Non concordo con il fatto che questo del Conservatorio di Castelfranco sia un fatto generico di costume (un pessimo costume) all’italiana e che non si tratti di un fatto “personale”: questi comportamenti hanno sempre una chiara impronta “ad personam”. Mi sembra evidente che il Conservatorio di Castelfranco Veneto nelle persone della direzione (M° Troncon, direttore e Consiglio Accademico ) e dei componenti della commissione vogliono accogliere nel loro corpo docenti il giovane Alberto Mesirca. Com’è noto Mesirca è un ex allievo del Conservatorio di Castelfranco Veneto ed si è formato sotto al guida di Gianfranco Volpato, componente della commissione che ha redatto la graduatoria. E' altrettanto noto che Mesirca ha molti altri meriti, primo fra tutti quello di essere un artista fuori dal comune. Non c’è nulla di strano in tutto ciò e accade in tutto il mondo: faccio solo l’esempio del Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi dove quando un docente va in pensione indica il suo successore e il requisito numero uno è che questi dev’essere “un prodotto della casa”. Poi si fa un concorso diciamo ad hoc (diciamo con un regolamento tipo: il candidato deve chiamarsi Alberto, avere inciso almeno tre sonate di Angelo Gilardino, etc etc). Opinabile procedura ma procedura nella quale l’obbiettivo è chiaro e non c’è bisogno di trucchi per raggiungere l’obbiettivo. Ha ragione dunque Piero quando afferma che non si dovrebbero mai alterare o strumentalizzare, come in questo caso, le regole che si sono date. E qui sta la questione. Qui si sono date regole di reclutamento inadatte allo scopo ( trovare il miglio docente possibile di chitarra) ma adatte ad essere manipolate per condizionare l’esito. Nessuno obbliga infatti il Conservatorio di Castelfranco Veneto a fare un concorso per soli titoli: se vogliono scegliere secondo loro criteri discrezionali un candidato potevano fare altri tipi di concorso, con più prove ( esecuzione, colloquio e anche lezioni pubbliche con alunni) come fu nel concorso a cattedre bandito dal ministero nel 1990. Perché scelgono il Concorso per soli titoli? Non sarà perché, chi ha pratica di ricorsi in questo settore sa che sono pochissimi i casi in cui un giudice entra nel merito di valutazioni di titoli artistici? Io conosco un solo caso in cui questo è accaduto , all’Accademia di Belle arti di Firenze. Allora rispondo a Piero, certo il concorso per soli titoli è la procedura meno adatta per reclutare un docente di conservatorio, ma viene scelta perché consente di condizionare il risultato senza praticamente pericolo che un ricorso vada a buon fine. E’ il modo più semplice per fare quello che si vuole con la certezza di farla franca. Una operazione che certamente non è illegale, ma è inopportuna ed eticamente indifendibile.
  12. Segovia 25 anni fa

    A chi si riferisce? E cosa intende per "distacco dal maestro"?
  13. Legislatura 16º - Disegno di legge N. 1693

    Senza debiti formativi, di questo dubito molto, caro Piero. Non bisogna confondere l'equipollenza, che riguarda il valore legale del titolo, con il suo percorso formativo che è, e rimane, ben diverso. Ho visto allievi che conosco su Facebook lamentarsi per la"truffa" subita e sul piede di guerra nell'intento di chiedere il rimborso delle tasse scolastiche. A loro vorrei dire: un mio alunno del biennio entrato in seguito al diploma tradizionale si è studiato almeno tre ore di repertorio nuovo solistico, almeno un concerto per chitarra e orchestra, ha fatto corsi di analisi, corsi di musica da camera etc etc. Quanto gli sarebbe costato cercare fuori dal conservatorio questo tipo di ulteriore formazione? e un allievo con il Diploma di II livello non dovrebbe essere avere formazione ben più ampia di uno con un semplice Diploma tradizionale? Mi si dirà che nel Sud in certi conservatori si sono fatti Bienni senza suonare neanche 10 minuti: certo, le solite degenerazioni all'italiana, e potete star sicuri che faranno anche i master e i dottorati solo sulla carta dimenticando la chitarra e qulache volta cervello a casa. Ma gli studenti dovrebbero decidersi su quali sono i loro reali obbiettivi e scegliere i loro conservatori in base all'effettiva offerta formativa. Vi interessa solo il pezzo di carta per il suo valore legale? scegliete il conservatorio più vicino casa dall'offerta formativa più ridotta possibile e il vostro obiettivo sarà raggiunto con il minimo dispendio di energia. Volete imparare qualcosa di nuovo o d più sulla musica? Allora la scelta dev'essere fatta con diversi criteri e il cerchio si restringe molto. Ciao
  14. Legislatura 16º - Disegno di legge N. 1693

    Approvato solo al Senato, manca ancora il passaggio alla Camera.
  15. Pagare per sostenere una selezione

    Si sono ispirati allo Stato Italiano che non fa più concorsi ma solo percorsi "abilitanti". Un Biennio abilitante si paga: il candidato paga praticamente lo svolgimento del concorso proposto sotto mentite spoglie di un percorso formativo. Una delle tante vergogne della nostra scuola.
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