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  1. Di Anton Stingl (1908 – 2000) l’autore di questo scritto ha avuto incarico dagli eredi di pubblicare nel 2015 con le Edizioni Musicali Bèrben di Ancona l’inedita Sonata Op.17 per chitarra, una composizione di ampio respiro che si colloca in un processo di analisi e di studio sulla musica del compositore tedesco che va avanti dal 2013. Stingl ha iniziato da poco più che ragazzo a studiare musica per chitarra da autodidatta grazie al celebre metodo "Moderner Lehrgang des künstlerischen Gitarrespiels” di Heinrich Albert (1870—1950). Era un periodo nel quale studiare il repertorio per chitarra con obiettivi non dilettantistici, in Germania, non era cosa facile. Stingl si trasferì a Vienna per studiare con Jacobus Ortner (che come si è detto sopra è stato fonte di ispirazione anche per Rebay). Completa successivamente la sua formazione musicale a tra il 1930 e il 1933 a Friburgo con Hans Gal, Julius Weismann, Erich Doflein e Friedrich Wilhelm Lothar. Fu il primo chitarrista con cui Hans Werner Henze collaborò e prese parte alla world-premiere di Le Marteau Sans Maître (una suite per voce femminile di contralto e 6 strumentisti) di Pierre Boulez, nel 1955. I 12 Leichte Stücke Op.15c registrati in questa release discografica formano una collana di composizioni che nella rinuncia a tracciare un percorso progressivo o uniforme nello stile, presentano, proprio come accade con i Pezzi Facili di Margola, uno spaccato cristallino dello stile dell’autore. Nell'ordine presentato, ciascuna composizione è affiancata da un alter-ego ritmico o armonico (nel senso della modalità di trattamento dell’armonia) o espressivo; un percorso musicale di importante valore formativo e di estrema piacevolezza all'ascolto. La prima registrazione di questa serie di composizioni è pubblicata nel CD Easy Studies for Guitar Vol.3 edito da Brilliant Classics. Disco disponibile qui.
  2. Il CD Anton Stingl - Ausgewählte Werke für Gitarre solo del chitarrista Adreas Stevens è dedicato alla musica originale per chitarra del compositore tedesco Anton Stingl (1908-2000) La release è distribuita dall'etichetta discografica Aurea Vox La tracklist è la seguente: Articolo di Piero Viti: “Anton Stingl - Ausgewählte Werke für Gitarre solo” ed è interamente dedicata a lavori del compositore Anton Stingl, anche lui compositore della Germania (nato nel 1908 a Costanza e morto nel 2000 a Friburgo), figura originale di musicista che in gioventù affiancò una laurea in Matematica e Fisica alla sua formazione chitarristica condotta in pratica da autodidatta, seguendo i metodi di Heinrich Albert. Perfezionatosi in seguito in chitarra in Austria, a Vienna sotto la guida di Jacob Ortner, uno dei pochi docenti di chitarra che all’epoca insegnavano lo strumento ufficialmente in conservatorio, nel 1928 Stingl si diplomò con la qualifica di Concertista, perfezionando poi i suoi studi teorici a Friburgo. Sin dagli esordi della sua carriera alternò l’attività di compositore con quella di acclamato concertista (fu esecutore della “prima” di “Le Marteau san Maitre” di Pierre Boulez, e di tutte le numerose repliche che ne seguirono, ed inoltre fu interprete di lavori di Hans Werner Henze). Come compositore Stingl si è, invece, distinto nella sua lunga carriera per un linguaggio chitarristico del tutto originale, attento sia alle nuove tendenze della musica, che rispettoso di un impianto costruttivo neoclassico. La sua musica deve aver destato all’uscita certamente molta attenzione (Luise Walker è stata tra le interpreti più infervorate dalla sua opera chitarristica), ma anche qualche perplessità, come si evince da una lettera del 1952 di Romolo Ferrari, nella quale Ferrari affermava in particolare di non amare troppo la musica del compositore tedesco a causa delle sue armonie “troppo stavaganti”! I lavori presentatici da Stevens nell’incisione ci delineano un ritratto esauriente dell’opera del compositore di Costanza e ci permettono di delinearne tutti i pregi. Si parte con una quasi aforistica Sonatine Op.15a Nach Kinderliedern (del 1936, basata su canzoni popolari per bambini) in quattro brevi movimenti fantasiosi nella loro brevità, nella quale spicca per la sua sospesa atmosfera il terzo tempo una suggestiva ninna nanna. Questa composizione individua subito uno dei punti salienti della vena compositiva del musicista tedesco, la passione per la musica popolare e per le sue rivisitazioni. Sulla stessa lunghezza d’onda il successivo lavoro molto suggestivo anche come linguaggio chitarristico, Zwei Sätze zu einem mährischen Wiegenlied Op.15b, sempre del 1936, portato sulle scene numerose volte da Luise Walker nei suoi concerti, basato su una ninna nanna morava, un lavoro davvero delizioso! Segue ancora un brano di grande effetto, Präeludium und Tango op. 9 del 1933 (rivisto dal compositore nel 1992), nel quale gli influssi folklorici sudamericani sono stemperati in un’onirica e indefinita atmosfera quasi fuori dal tempo. Altro amore saliente che guida la vena compositiva di Stingl è legata a Bach e alla musica barocca, cosa questa che traspare in varia misura sullo sfondo nel corso specialmente dei successivi lavori in scaletta, una Parafrasi su una antica danza Op.15d (del 1936), e due cicli di Variazioni Op.16 (del 1936, rivisto nel 1987), e Op.40 (del 1956, rivisto nel 1987), entrambi su temi popolari di area tedesca. In questi lavori i riferimenti si fanno comunque più ineffabili e a tratti nel caleidoscopico materiale musicale, pur riconoscendosi un impianto di natura classica, emerge quella certa “stravaganza armonica” riconosciuta nella sua lettera da Ferrari che oggi – con il senno di poi – non sembra affatto essere una nota di demerito! Chiude l’incisione un seducente Studio sugli armonici che con la sua aura sospesa ci commiata dal compositore lasciandoci pienamente partecipi del suo variegato mondo. Pregevole il lavoro interpretativo di Stevens, che sembra particolarmente a suo agio nelle varie pagine affrontare, sfoggiando padronanza tecnica e un bel tocco, profondo e comunicativo, sapientemente teso specialmente ad assecondare gli abbandoni sonori che si celano tra le righe: complimenti, una bella sorpresa, un disco da avere e da ascoltare! Fonte: http://www.dotguitar.it In allegato la presentazione del CD (in lingua tedesca) CD_Anton_Stingl_Ausgewaehlte_Werke_fuer_Gitarre_solo_Andreas_Stevens_20141221.pdf
  3. Il CD Anton Stingl - Ausgewählte Werke für Gitarre solo del chitarrista Adreas Stevens è dedicato alla musica originale per chitarra del compositore tedesco Anton Stingl (1908-2000) La release è distribuita dall'etichetta discografica Aurea Vox La tracklist è la seguente: Articolo di Piero Viti: “Anton Stingl - Ausgewählte Werke für Gitarre solo” ed è interamente dedicata a lavori del compositore Anton Stingl, anche lui compositore della Germania (nato nel 1908 a Costanza e morto nel 2000 a Friburgo), figura originale di musicista che in gioventù affiancò una laurea in Matematica e Fisica alla sua formazione chitarristica condotta in pratica da autodidatta, seguendo i metodi di Heinrich Albert. Perfezionatosi in seguito in chitarra in Austria, a Vienna sotto la guida di Jacob Ortner, uno dei pochi docenti di chitarra che all’epoca insegnavano lo strumento ufficialmente in conservatorio, nel 1928 Stingl si diplomò con la qualifica di Concertista, perfezionando poi i suoi studi teorici a Friburgo. Sin dagli esordi della sua carriera alternò l’attività di compositore con quella di acclamato concertista (fu esecutore della “prima” di “Le Marteau san Maitre” di Pierre Boulez, e di tutte le numerose repliche che ne seguirono, ed inoltre fu interprete di lavori di Hans Werner Henze). Come compositore Stingl si è, invece, distinto nella sua lunga carriera per un linguaggio chitarristico del tutto originale, attento sia alle nuove tendenze della musica, che rispettoso di un impianto costruttivo neoclassico. La sua musica deve aver destato all’uscita certamente molta attenzione (Luise Walker è stata tra le interpreti più infervorate dalla sua opera chitarristica), ma anche qualche perplessità, come si evince da una lettera del 1952 di Romolo Ferrari, nella quale Ferrari affermava in particolare di non amare troppo la musica del compositore tedesco a causa delle sue armonie “troppo stavaganti”! I lavori presentatici da Stevens nell’incisione ci delineano un ritratto esauriente dell’opera del compositore di Costanza e ci permettono di delinearne tutti i pregi. Si parte con una quasi aforistica Sonatine Op.15a Nach Kinderliedern (del 1936, basata su canzoni popolari per bambini) in quattro brevi movimenti fantasiosi nella loro brevità, nella quale spicca per la sua sospesa atmosfera il terzo tempo una suggestiva ninna nanna. Questa composizione individua subito uno dei punti salienti della vena compositiva del musicista tedesco, la passione per la musica popolare e per le sue rivisitazioni. Sulla stessa lunghezza d’onda il successivo lavoro molto suggestivo anche come linguaggio chitarristico, Zwei Sätze zu einem mährischen Wiegenlied Op.15b, sempre del 1936, portato sulle scene numerose volte da Luise Walker nei suoi concerti, basato su una ninna nanna morava, un lavoro davvero delizioso! Segue ancora un brano di grande effetto, Präeludium und Tango op. 9 del 1933 (rivisto dal compositore nel 1992), nel quale gli influssi folklorici sudamericani sono stemperati in un’onirica e indefinita atmosfera quasi fuori dal tempo. Altro amore saliente che guida la vena compositiva di Stingl è legata a Bach e alla musica barocca, cosa questa che traspare in varia misura sullo sfondo nel corso specialmente dei successivi lavori in scaletta, una Parafrasi su una antica danza Op.15d (del 1936), e due cicli di Variazioni Op.16 (del 1936, rivisto nel 1987), e Op.40 (del 1956, rivisto nel 1987), entrambi su temi popolari di area tedesca. In questi lavori i riferimenti si fanno comunque più ineffabili e a tratti nel caleidoscopico materiale musicale, pur riconoscendosi un impianto di natura classica, emerge quella certa “stravaganza armonica” riconosciuta nella sua lettera da Ferrari che oggi – con il senno di poi – non sembra affatto essere una nota di demerito! Chiude l’incisione un seducente Studio sugli armonici che con la sua aura sospesa ci commiata dal compositore lasciandoci pienamente partecipi del suo variegato mondo. Pregevole il lavoro interpretativo di Stevens, che sembra particolarmente a suo agio nelle varie pagine affrontare, sfoggiando padronanza tecnica e un bel tocco, profondo e comunicativo, sapientemente teso specialmente ad assecondare gli abbandoni sonori che si celano tra le righe: complimenti, una bella sorpresa, un disco da avere e da ascoltare! Fonte: http://www.dotguitar.it In allegato la presentazione del CD (in lingua tedesca) CD_Anton_Stingl_Ausgewaehlte_Werke_fuer_Gitarre_solo_Andreas_Stevens_20141221.pdf Maggiori informazioni: http://www.stevens-gitarre.de/stevens-cd2.htm Leggi la scheda di questo/a novità discografica
  4. Le Edizioni Bèrben di Ancona la Sonate für Gitarre op.17 scritta nel 1936 dal chitarrista-compositore compositore Anton Stingl. Info | http://cristianoporqueddu.it/CPBlog/2015/03/21/sonate-fur-gitarre-op-17-di-anton-stingl/
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