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Trovato 17 risultati

  1. Gian Marco Ciampa interpreta Gian Variations sur un theme de Scriabin di Alexandre Tansman (1897 - 1986)
  2. Cristiano Porqueddu

    La guitare dans la vie d'Alexandre Tansman

    Conferenza "La guitare dans la vie d'Alexandre Tansman" tenuta da Mireille e Marianne Tansman, figlie del compositore Alexandre Tansman. Durante la conferenza saranno prodotti e proiettati documenti originali. Interventi musicali di Isabelle Castro Balbi, Jesús Castro Balbi, Santiago Becerra Málaga e d’Antonin Vercellino. È prevista l'esecuzione di del brano inedito « Arabesque – Hommage à Alexandre Tansman » commissionato specificatamente per l'occasione a lyonnais Kilbéric Deltroy.
  3. Cristiano Porqueddu

    Easy Studies for Guitar Vol.2

    Oggi 5 Dicembre 2017 Brilliant Classics avvia la distribuzione in oltre quaranta paesi del nuovo CD dedicato alla musica originale per chitarra. Si tratta del secondo volume della collana Easy Studies for Guitar, ideata allo scopo di registrare composizioni originali per chitarra del XX e del XXI secolo con scopi prettamente formativi e didattici. Il secondo volume include musica di @Franco Cavallone (1957) Stephen Dodgson (1924 - 2013), Ivan Patachic (1922 - 1993), Manuel Maria Ponce (1882 - 1948), Alexandre Tansman (1897 - 1986). La tracklist dettagliata è la seguente: I "Ten Progressive Studies" di @Franco Cavallone sono inediti. Ne curerò personalmente la pubblicazione nel corso del 2018. Una preview di alcune tracce: Nella sezione Articoli sul Repertorio di questo Forum è possibile trovare articoli dedicati ai brani contenuti in questo CD Info e dettagli: http://www.cristianoporqueddu.com/discography/
  4. Cristiano Porqueddu

    Easy Studies for Guitar Vol.1

    L'etichetta discografica Brilliant Classics pubblica il CD Easy Studies for Guitar Vol.1 Easy Studies for Guitar è una trilogia di release discografiche dedicata a composizioni di autori del XX e del XXI secolo con scopi prettamente didattici. La distribuzione dell'opera prevede: Easy Studies for Guitar Vol.1 (2016) (Garrido, Koshkin, Smith-Brindle, Tansman) Easy Studies for Guitar Vol.2 (2017) (Tansman, Dodgson, Cavallone, Patachich, Ponce) Easy Studies for Guitar Vol.3 (2019) (Cavallone, Bellomo, Jean Absil, Anton Stingl, Chassain, Patachich, Biberian) In questo primo volume sono contenuti 54 studi per chitarra di Eduardo Garrido (1975), Nikita Koshkin (1956), Reginald Smith-Brindle (1917-2003), e Alexandre Tansman (1897-1986) Una delle recensioni: http://www.cristianoporqueddu.com/8019-recensione-su-guitart-per-easy-studies-for-guitar-vol-1/ Dal sito dell'editore: “The growing library of guitar music on Brilliant Classics already encompasses several albums of etudes and miniatures written for students and amateur players. From rare to well-known, there are the studies of Gangi (BC95204), Tansman (BC95221), Castelnuovo-Tedesco (BC95219) and Gilardino (BC9285), among many others. The Gilardino album features the artistry of guitarist and composer Cristiano Porqueddu, who has made several other well-received albums for Brilliant Classics, including collections of rarely encountered composers in ‘Novecento Guitar Preludes’ (BC9292) and ‘Novecento Guitar Sonatas’ (BC9455), both of which include many first recordings. Reviewing the set of Preludes, MusicWeb International praised the ‘coruscating variety, fine recorded sound and lovingly shaped playing… Porqueddu’s playing is miraculously clean and there’s very little fret noise.’ Porqueddu’s appetite for the unusual and sense of adventure is further confirmed by a new set of ‘Easy Studies for Guitar’, containing music that is as satisfying to listen to as it is relatively unchallenging to master for the intermediate-to-advanced student guitarist. Only Tansman has a currency outside guitarists, but the other three, more contemporary figures speak with powerfully individual voices. The Russian composer-guitarist Nikita Koshkin may be a particularly welcome discovery for non-initiates: born in 1956, he counts the music of Shostakovich and Prokofiev as important early influences, but his own music lies within the Spanish guitar tradition, while employing more modern harmonies and building to climaxes of unexpected tension and drama. Born in Granada in 1975, Eduardo Garrido now teaches and composes in Mexico, and in his studies can also be heard a non-native wildness and urgency, for all that they are sympathetically composed with intermediate students in mind. Master guitarist Cristiano Porqueddu embarks on a praiseworthy and ambitious recording project: Easy Studies for Guitar, works written by famous or less well known composers with the special aim to educate, challenge, develop and entertain the aspiring guitar student. The works focus on certain technical issues disguised as it were in the musical content and its emotions. The first CD contains works by Eduardo Garrido, Nikita Koshkin, Alexandre Tansman and Reginald Smith-Brindle. Cristiano Porqueddu, who already recorded more than 40 CD’s, all of them to great critical acclaim, takes his task seriously, always finding the right atmosphere and character of these delightful musical gems, aided by his immaculate technique. Excellent liner notes written by the artist.” INFO: http://www.brilliantclassics.com/articles/e/easy-studies-for-guitar-volume-1/ La tracklist completa: Eduardo Garrido (1975): “Alebrijes de la ciudad de México – 8 estudios breves para guitarra” Nikita Koshkin (1956): “Da Capo” 24 Easy Pieces Reginald Smith-Brindle (1917-2003): Ten simple preludes Alexandre Tansman (1897-1986): Douze Pièces Faciles pour Guitar Anteprime sul mio canale SoundCloud:
  5. Cristiano Porqueddu

    Alexandre Tansman, Frédéric Zigante

    Alexandre Tansman + CD Testo italiano / English text (104 pagg.) a cura di Frédéric Zigante Alexandre Tansman - Le opere per e con chitarra di Tansman La Cavatina Storia del “Concertino pour guitare et orchestre” (di Angelo Gilardino) Pièce en forme de Passacaille (revisione e diteggiatura di F. Zigante) CD allegato Alexandre Tansman - Frédéric Zigante, chitarra Royal Ballet Sinfonia, orchestra Penny Andrew, direttore Concertino pour guitare et orchestre, Trois pièces, Cavatina, Ballade, Suite in modo polonico, Variations sur une thème de Scriabine, Marurka, Hommage à Lech Walesa Maggiori informazioni: http://www.guitartshop.com/epages/86319.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/86319/Products/46 Leggi la scheda di questo/a pubblicazione
  6. Cristiano Porqueddu

    Alexandre Tansman, Frédéric Zigante

    Alexandre Tansman + CD Testo italiano / English text (104 pagg.) a cura di Frédéric Zigante Alexandre Tansman - Le opere per e con chitarra di Tansman La Cavatina Storia del “Concertino pour guitare et orchestre” (di Angelo Gilardino) Pièce en forme de Passacaille (revisione e diteggiatura di F. Zigante) CD allegato Alexandre Tansman - Frédéric Zigante, chitarra Royal Ballet Sinfonia, orchestra Penny Andrew, direttore Concertino pour guitare et orchestre, Trois pièces, Cavatina, Ballade, Suite in modo polonico, Variations sur une thème de Scriabine, Marurka, Hommage à Lech Walesa
  7. Cristiano Porqueddu

    Alexandre Tansman en vingt-cinq morceaux pour guitare

    In 68 pagine, ll volume Alexandre Tansman en vingt-cinq morceaux pour guitare contiene una selezione dei titoli più significativi del compositore franco-polacco Alexandre Tansman. Adatta agli studenti di livello intermedio, questa selezione costituisce un percorso ideale per conoscere un compositore che riuscì a riscattare la musica per chitarra dai cliché latino-americani attribuiti allo strumento. La raccolta comprende nuove e inedite revisioni della Suite in modo polonico (1964), della Pièce en forme de Passacaille (1953), dei Quattro tempi di Mazurka (1967) e dell’Hommage à Lech Wasa (1982). L'opera è curata da @Frédéric Zigante ed è pubblicata dall'editore Durand La recensione della pubblicazione a cura di Gianluigi Giglio per dotGuitar: Un tratto melanconico sembra accomunare molti artisti polacchi del novecento. A Łódź nel 1897 nasceva Alexandre Tansman; nel 1941 il pittore Maurycy Trębacz moriva di fame nel ghetto della stessa città; alcuni decenni più tardi, Krzysztof Kieślowski e Roman Polanski studieranno alla Scuola di Cinematografia di Łódź, regalandoci quei grandi capolavori come Decalogo, Trilogia dei Colori (Kieślowski), Il Pianista (Polanski). Solo alcuni esempi di artisti che ebbero a che fare con la città di Łódź, le cui opere - come quelle dello stesso Tansman - paiono avvolti dalla medesima coltre di mestizia e sofferenza, quella inscritta nel giogo della dominazione nazista, della persecuzione e della ghettizzazione degli ebrei: il greve macigno di un pezzo di storia, le cui conseguenze si sono protratte sino alle generazioni più recenti. Tansman, poiché ebreo, subì la medesima sorte di Castelnuovo Tedesco, e, nel 1941, dovette fuggire dall’Europa per rifugiarsi negli Stati Uniti. Un Tansman cosmopolita, già esule, lo troviamo nel 1919 a Parigi, capitale della cultura europea, dove conosce Maurice Ravel, Béla Bartók, Sergei Prokofiev e Tibor Harsànyi che, come lui, è sensibile alla lezione di Igor Stravinsky. In America entra in contatto con alcuni jazzisti famosi, come Louis Armstrong, Duke Ellington e Art Tatum; riceve la stima di George Gershwin, che gli chiede di collaborare all’orchestrazione di An American in Paris, e frequenta Stravinsky col quale intesse un vero e proprio rapporto di amicizia. Nel 1946 si stabilisce nuovamente a Parigi, dove muore nel 1986. La raccolta “The best of Alexandre Tansman in twenty-five pieces for guitar”, edita dalla Éditions Max Eschig (2012) e proposta da Frédéric Zigante - sommo interprete e uno dei maggiori conoscitori dell’opera di Tansman - comprende alcune opere del compositore polacco, tratte da precedenti pubblicazioni dello stesso Zigante, di Alvaro Company (Paris, Éditions Max Eschig), di Angelo Gilardino e Luigi Biscaldi (Ancona, Bèrben Edizioni Musicali). Va ricordato che Angelo Gilardino in qualità di Direttore artistico della Fondazione Segovia, ha curato la revisione dei manoscritti di Tansman e la loro pubblicazione nella serie The Andrés Segovia Archivee. Nelle opere di questa raccolta non c’è da aspettarsi un Tansman stravinskiano - nessun Uccello di fuoco si librerà mai da queste pagine, nessun Fuoco d’artificio incendierà gli animi - ma uno stile, per lo più, meditativo che rimanda alle pianure dei bassipiani della Polonia e a lacustri paesaggi di bruma. Pièce en forme de Passacaille (1953) è costruito, proprio come un’antica passacaglia, sulla variazione continua di un tenor: una successione di note gravi che si estende per otto battute. La stessa matrice viene, quindi, arricchita da una maglia polifonica, prima con un incedere ritmico ben definito, poi con un tremolo giusto accennato. Il medesimo elemento ricompare una quarta sopra e, più avanti, all’ottava superiore. Infine, ritorna la linea di bassi dell’incipit, avviluppata e cadenzata da sequenze accordali, fino ad un rassicurante mi maggiore. Nella Suite in modo Polonico (1962) Tansman rivela, negli stilemi popolari, la tradizione musicale dei suoi luoghi di origine, le sue radici che affondano nella madre patria. Esempio ben riuscito del connubio tra ispirazione e tradizione, fu una delle composizioni più apprezzate ed eseguite da Segovia. La Ballade, Hommage à Chopin (1965), uno dei pezzi più interessanti scritti da Tansman per chitarra, consiste in un solo, lungo movimento, che - insieme agli altri tre movimenti (Prélude, Nocturne e Valse romantique) pubblicati a parte nel 1966, su precisa richiesta di Segovia - ci fanno cogliere la sua visione romantica. Le Mazurke, danze in tempo ternario originarie della regione di Varsavia (“cannoni sepolti sotto i fiori” le definì Schumann, riferendosi alle mazurke di Chopin), fanno parte della memoria musicale del compositore, il cui primo pezzo per chitarra, scritto del 1925 è, non a caso, una Mazurka. I Quattro tempi di Mazurka che furono scritti nel 1967 a Venezia, suo prediletto luogo dell’anima, non destarono, però, lo stupore del suo committente. Invero queste musiche ci offrono l’artista più autentico, tanto ancorato alla sua terra, quanto affrancato dal sapore spagnoleggiante di stampo segoviano. Nel primo brano traspare una mesta atmosfera veneziana (il lieve ondeggiare delle acque dei suoi canali è, per lui, ricorrente fonte di ispirazione). Nel secondo si diradano le tinte fosche che ricompaiono nel terzo tempo, come il primo, in tonalità minore; il quarto è caratterizzato da elementi melodici che si sviluppano su scale modali (probabili reminiscenze di canti ortodossi o di melodie popolari), su complesse armonie cromatiche. L’insistenza del tritono con la quarta eccedente (sol diesis) - spesso presente nelle mazurke popolari, da cui attinge anche Chopin - suggerisce il modo lidio. Nelle Variations sur un thème de Scriabine (1971) il tema, caro a Segovia, viene esposto nelle successive variazioni, di volta in volta trasformato, senza mai stravolgerne l’essenza. Infine l’Hommage à Lech Wałęsa del 1982, pezzo dal profilo severo e ritmicamente incisivo - sebbene meno ispirato - rappresenta quasi la naturale prosecuzione, l’approdo del medesimo filo musicale che si dipana dai precedenti brani proposti. L’approccio compositivo di Tansman non è mai del tutto accondiscendente alle richieste di Segovia il quale - proprio per questo suo esprit libre - si mostra, a volte, indifferente alle sue creazioni: la sua musica è vera arte, perché è sostanzialmente libera. D’altro canto Tansman è letteralmente ammaliato da Segovia, sin da quando gli sente suonare la Ciaccona di Bach a casa di Henry Pruniéres a Parigi; l’unico a cui, nel Pièce en forme de Passacaille, può fare una dedica simile: “pour Andrés Segovia, l’unique”. Le opere di Tansman, come i film di Kieślowski, sono come fari che illuminano quel plumbeo grigiore esistenziale derivante dal senso ineluttabile degli avvenimenti della storia: pur rimanendo ancorate alle grammatiche compositive tonali, inseguono, attraverso esili modalismi, quello spirito leggero proteso verso atmosfere esotiche e orientaleggianti. Lodevole operazione quella di Zigante che - con l’estrema accuratezza delle sue diteggiature e con il garbo dell’edotto studioso - ha reso gradevolmente intelligibile questa raccolta, concedendoci di contemplare alcune pagine meno note del compositore polacco. Sarebbe auspicabile, allora, rinfrescare i già obsoleti programmi, inserendo - tra le prove di prassi esecutiva dei Conservatori - anche queste preziose gemme di Tansman, per dar modo di esplorare meglio questo straordinario, nonché singolare compositore segoviano e il suo tempo. Maggiori informazioni: https://www.amazon.com/dp/B008NISVE8/_encoding=UTF8?ref=exp_inf_pl_cristianoporqueddu Leggi la scheda di questo/a pubblicazione
  8. Cristiano Porqueddu

    Alexandre Tansman en vingt-cinq morceaux pour guitare

    In 68 pagine, ll volume Alexandre Tansman en vingt-cinq morceaux pour guitare contiene una selezione dei titoli più significativi del compositore franco-polacco Alexandre Tansman. Adatta agli studenti di livello intermedio, questa selezione costituisce un percorso ideale per conoscere un compositore che riuscì a riscattare la musica per chitarra dai cliché latino-americani attribuiti allo strumento. La raccolta comprende nuove e inedite revisioni della Suite in modo polonico (1964), della Pièce en forme de Passacaille (1953), dei Quattro tempi di Mazurka (1967) e dell’Hommage à Lech Wasa (1982). L'opera è curata da @Frédéric Zigante ed è pubblicata dall'editore Durand La recensione della pubblicazione a cura di Gianluigi Giglio per dotGuitar: Un tratto melanconico sembra accomunare molti artisti polacchi del novecento. A Łódź nel 1897 nasceva Alexandre Tansman; nel 1941 il pittore Maurycy Trębacz moriva di fame nel ghetto della stessa città; alcuni decenni più tardi, Krzysztof Kieślowski e Roman Polanski studieranno alla Scuola di Cinematografia di Łódź, regalandoci quei grandi capolavori come Decalogo, Trilogia dei Colori (Kieślowski), Il Pianista (Polanski). Solo alcuni esempi di artisti che ebbero a che fare con la città di Łódź, le cui opere - come quelle dello stesso Tansman - paiono avvolti dalla medesima coltre di mestizia e sofferenza, quella inscritta nel giogo della dominazione nazista, della persecuzione e della ghettizzazione degli ebrei: il greve macigno di un pezzo di storia, le cui conseguenze si sono protratte sino alle generazioni più recenti. Tansman, poiché ebreo, subì la medesima sorte di Castelnuovo Tedesco, e, nel 1941, dovette fuggire dall’Europa per rifugiarsi negli Stati Uniti. Un Tansman cosmopolita, già esule, lo troviamo nel 1919 a Parigi, capitale della cultura europea, dove conosce Maurice Ravel, Béla Bartók, Sergei Prokofiev e Tibor Harsànyi che, come lui, è sensibile alla lezione di Igor Stravinsky. In America entra in contatto con alcuni jazzisti famosi, come Louis Armstrong, Duke Ellington e Art Tatum; riceve la stima di George Gershwin, che gli chiede di collaborare all’orchestrazione di An American in Paris, e frequenta Stravinsky col quale intesse un vero e proprio rapporto di amicizia. Nel 1946 si stabilisce nuovamente a Parigi, dove muore nel 1986. La raccolta “The best of Alexandre Tansman in twenty-five pieces for guitar”, edita dalla Éditions Max Eschig (2012) e proposta da Frédéric Zigante - sommo interprete e uno dei maggiori conoscitori dell’opera di Tansman - comprende alcune opere del compositore polacco, tratte da precedenti pubblicazioni dello stesso Zigante, di Alvaro Company (Paris, Éditions Max Eschig), di Angelo Gilardino e Luigi Biscaldi (Ancona, Bèrben Edizioni Musicali). Va ricordato che Angelo Gilardino in qualità di Direttore artistico della Fondazione Segovia, ha curato la revisione dei manoscritti di Tansman e la loro pubblicazione nella serie The Andrés Segovia Archivee. Nelle opere di questa raccolta non c’è da aspettarsi un Tansman stravinskiano - nessun Uccello di fuoco si librerà mai da queste pagine, nessun Fuoco d’artificio incendierà gli animi - ma uno stile, per lo più, meditativo che rimanda alle pianure dei bassipiani della Polonia e a lacustri paesaggi di bruma. Pièce en forme de Passacaille (1953) è costruito, proprio come un’antica passacaglia, sulla variazione continua di un tenor: una successione di note gravi che si estende per otto battute. La stessa matrice viene, quindi, arricchita da una maglia polifonica, prima con un incedere ritmico ben definito, poi con un tremolo giusto accennato. Il medesimo elemento ricompare una quarta sopra e, più avanti, all’ottava superiore. Infine, ritorna la linea di bassi dell’incipit, avviluppata e cadenzata da sequenze accordali, fino ad un rassicurante mi maggiore. Nella Suite in modo Polonico (1962) Tansman rivela, negli stilemi popolari, la tradizione musicale dei suoi luoghi di origine, le sue radici che affondano nella madre patria. Esempio ben riuscito del connubio tra ispirazione e tradizione, fu una delle composizioni più apprezzate ed eseguite da Segovia. La Ballade, Hommage à Chopin (1965), uno dei pezzi più interessanti scritti da Tansman per chitarra, consiste in un solo, lungo movimento, che - insieme agli altri tre movimenti (Prélude, Nocturne e Valse romantique) pubblicati a parte nel 1966, su precisa richiesta di Segovia - ci fanno cogliere la sua visione romantica. Le Mazurke, danze in tempo ternario originarie della regione di Varsavia (“cannoni sepolti sotto i fiori” le definì Schumann, riferendosi alle mazurke di Chopin), fanno parte della memoria musicale del compositore, il cui primo pezzo per chitarra, scritto del 1925 è, non a caso, una Mazurka. I Quattro tempi di Mazurka che furono scritti nel 1967 a Venezia, suo prediletto luogo dell’anima, non destarono, però, lo stupore del suo committente. Invero queste musiche ci offrono l’artista più autentico, tanto ancorato alla sua terra, quanto affrancato dal sapore spagnoleggiante di stampo segoviano. Nel primo brano traspare una mesta atmosfera veneziana (il lieve ondeggiare delle acque dei suoi canali è, per lui, ricorrente fonte di ispirazione). Nel secondo si diradano le tinte fosche che ricompaiono nel terzo tempo, come il primo, in tonalità minore; il quarto è caratterizzato da elementi melodici che si sviluppano su scale modali (probabili reminiscenze di canti ortodossi o di melodie popolari), su complesse armonie cromatiche. L’insistenza del tritono con la quarta eccedente (sol diesis) - spesso presente nelle mazurke popolari, da cui attinge anche Chopin - suggerisce il modo lidio. Nelle Variations sur un thème de Scriabine (1971) il tema, caro a Segovia, viene esposto nelle successive variazioni, di volta in volta trasformato, senza mai stravolgerne l’essenza. Infine l’Hommage à Lech Wałęsa del 1982, pezzo dal profilo severo e ritmicamente incisivo - sebbene meno ispirato - rappresenta quasi la naturale prosecuzione, l’approdo del medesimo filo musicale che si dipana dai precedenti brani proposti. L’approccio compositivo di Tansman non è mai del tutto accondiscendente alle richieste di Segovia il quale - proprio per questo suo esprit libre - si mostra, a volte, indifferente alle sue creazioni: la sua musica è vera arte, perché è sostanzialmente libera. D’altro canto Tansman è letteralmente ammaliato da Segovia, sin da quando gli sente suonare la Ciaccona di Bach a casa di Henry Pruniéres a Parigi; l’unico a cui, nel Pièce en forme de Passacaille, può fare una dedica simile: “pour Andrés Segovia, l’unique”. Le opere di Tansman, come i film di Kieślowski, sono come fari che illuminano quel plumbeo grigiore esistenziale derivante dal senso ineluttabile degli avvenimenti della storia: pur rimanendo ancorate alle grammatiche compositive tonali, inseguono, attraverso esili modalismi, quello spirito leggero proteso verso atmosfere esotiche e orientaleggianti. Lodevole operazione quella di Zigante che - con l’estrema accuratezza delle sue diteggiature e con il garbo dell’edotto studioso - ha reso gradevolmente intelligibile questa raccolta, concedendoci di contemplare alcune pagine meno note del compositore polacco. Sarebbe auspicabile, allora, rinfrescare i già obsoleti programmi, inserendo - tra le prove di prassi esecutiva dei Conservatori - anche queste preziose gemme di Tansman, per dar modo di esplorare meglio questo straordinario, nonché singolare compositore segoviano e il suo tempo.
  9. Cristiano Porqueddu

    Easy Studies for Guitar Vol.1

    L'etichetta discografica Brilliant Classics pubblica il CD Easy Studies for Guitar Vol.1 Easy Studies for Guitar è una trilogia di release discografiche dedicata a composizioni di autori del XX e del XXI secolo con scopi prettamente didattici. La distribuzione dell'opera prevede: Easy Studies for Guitar Vol.1 (2016) (Garrido, Koshkin, Smith-Brindle, Tansman) Easy Studies for Guitar Vol.2 (2017) (Tansman, Dodgson, Cavallone, Patachich, Ponce) Easy Studies for Guitar Vol.3 (2019) (Cavallone, Bellomo, Jean Absil, Anton Stingl, Chassain, Patachich, Biberian) In questo primo volume sono contenuti 54 studi per chitarra di Eduardo Garrido (1975), Nikita Koshkin (1956), Reginald Smith-Brindle (1917-2003), e Alexandre Tansman (1897-1986) Una delle recensioni: http://www.cristianoporqueddu.com/8019-recensione-su-guitart-per-easy-studies-for-guitar-vol-1/ Dal sito dell'editore: “The growing library of guitar music on Brilliant Classics already encompasses several albums of etudes and miniatures written for students and amateur players. From rare to well-known, there are the studies of Gangi (BC95204), Tansman (BC95221), Castelnuovo-Tedesco (BC95219) and Gilardino (BC9285), among many others. The Gilardino album features the artistry of guitarist and composer Cristiano Porqueddu, who has made several other well-received albums for Brilliant Classics, including collections of rarely encountered composers in ‘Novecento Guitar Preludes’ (BC9292) and ‘Novecento Guitar Sonatas’ (BC9455), both of which include many first recordings. Reviewing the set of Preludes, MusicWeb International praised the ‘coruscating variety, fine recorded sound and lovingly shaped playing… Porqueddu’s playing is miraculously clean and there’s very little fret noise.’ Porqueddu’s appetite for the unusual and sense of adventure is further confirmed by a new set of ‘Easy Studies for Guitar’, containing music that is as satisfying to listen to as it is relatively unchallenging to master for the intermediate-to-advanced student guitarist. Only Tansman has a currency outside guitarists, but the other three, more contemporary figures speak with powerfully individual voices. The Russian composer-guitarist Nikita Koshkin may be a particularly welcome discovery for non-initiates: born in 1956, he counts the music of Shostakovich and Prokofiev as important early influences, but his own music lies within the Spanish guitar tradition, while employing more modern harmonies and building to climaxes of unexpected tension and drama. Born in Granada in 1975, Eduardo Garrido now teaches and composes in Mexico, and in his studies can also be heard a non-native wildness and urgency, for all that they are sympathetically composed with intermediate students in mind. Master guitarist Cristiano Porqueddu embarks on a praiseworthy and ambitious recording project: Easy Studies for Guitar, works written by famous or less well known composers with the special aim to educate, challenge, develop and entertain the aspiring guitar student. The works focus on certain technical issues disguised as it were in the musical content and its emotions. The first CD contains works by Eduardo Garrido, Nikita Koshkin, Alexandre Tansman and Reginald Smith-Brindle. Cristiano Porqueddu, who already recorded more than 40 CD’s, all of them to great critical acclaim, takes his task seriously, always finding the right atmosphere and character of these delightful musical gems, aided by his immaculate technique. Excellent liner notes written by the artist.” INFO: http://www.brilliantclassics.com/articles/e/easy-studies-for-guitar-volume-1/ La tracklist completa: Eduardo Garrido (1975): “Alebrijes de la ciudad de México – 8 estudios breves para guitarra” Nikita Koshkin (1956): “Da Capo” 24 Easy Pieces Reginald Smith-Brindle (1917-2003): Ten simple preludes Alexandre Tansman (1897-1986): Douze Pièces Faciles pour Guitar Anteprime sul mio canale SoundCloud: Maggiori informazioni: http://www.cristianoporqueddu.com/discography/easy-studies-for-guitar-vol-1/ Leggi la scheda di questo/a novità discografica
  10. Andrea De Vitis

    Colloquio con Andrés Segovia, Andrea De Vitis

    DotGuitar pubblica il mio cd di debutto "Colloquio con Andrés Segovia". It is all but common to find a present-day, young guitar concert performer who would elect an icon like Andrés Segovia as the ideal mentor for an imaginary conversation spanning across time. As the utmost representative of the guitar’s rebirth in the twentieth century, Segovia, well after his death in 1987, continued to embody a sort of myth which concert goers – and, as a matter of fact, even those who do not attend concert halls – identified with the guitar. It is a pairing which has only another match in the history of music, and that is the one between Paganini and the violin. However, whereas two generations of guitarists after the Spanish maestro’s departure fostered and submitted to the charismatic sway of his personality, the youngest adepts appear to have sidelined Segovia’s art, pursuing newer, sundry paths. In his CD Andrea De Vitis reinstates Segovia as the centrepiece of his research. It is a move one must construe as a poetical choice, a yearning to take up anew a way of conceiving the art of guitar playing. One has to listen just a few moments to realize he is not yet another of Segovia’s pathetic imitators who, to no avail, went on for over half a century cloning the maestro’s style, and then giving themselves off as his heirs. This is instead a performer standing on his legs, striving to work out a well defined style of his own. He re-approaches Segovia because he chooses to do so, and can afford it, without getting lost imitating his model. (Testo tratto dalle note di copertina di Angelo Gilardino; traduzione di Sergio Gilardino) Anteprima:
  11. Cristiano Porqueddu

    Alexandre Tansman - 24 Pièces Faciles pour Guitare

    Nell’imponente produzione musicale del compositore polacco Alexandre Tansman (1897 – 1986) le sue Œuvres pédagogiques sono un tassello di rilievo: insieme ai celebri quaderni per i giovani pianisti, nel suo catalogo figurano composizioni per piano a quattro mani, violino o cello con il piano, due violini e trio. Per lo strumento a sei corde scrive quattro quaderni contenenti ciascuno dodici pièces, pubblicati da Max Eschig (Parigi) nel 1972. I primi due quaderni (recueil no.1 e no.2) sono denominati Douze Morceaux Très Faciles. Il terzo e il quarto quaderno sono invece intitolati Douze Pièces Faciles pour Guitare, qui descritti per sommi capi. Terzo quaderno Nel Tansman - come solo i grandi compositori sono in grado di fare - riesce con pochissime note a far riconoscere il suo stile compositivo contraddistinto da controllo completo della materia armonica e di preziosismi melodici estremamente originali seppur esposti con l’uso di poche note e in ristretti ambiti armonici. La struttura di ogni singola pièce salvo piccole eccezioni è molto semplice e consta di una sezione introduttiva che espone il tema principale, una centrale che si differenzia ora per l’andamento della linea melodica, ora per la struttura polifonica, ora per il diverso ruolo di una voce e la ripresa. Ciascuna sezione viene ripetuta per due volte con l’evidente intenzione di indirizzare lo studio non verso una ricerca di destrezza tecnica ma su elementi di natura interpretativa, timbrica e di fraseggio. Da questo punto di vista, i lavori di Tansman per i giovani interpreti, sono merce rara: pochissimi altri compositori hanno scritto per giovani interpreti studi facili il cui obiettivo è quello di una maturazione esclusivamente interpretativa. Anche in pagine dove è sono richieste all'esecutore minime capacità tecniche (Tarantelle, Toccata) il ruolo determinante è sempre ricoperto da una inconfondibile ed inimitabile fantasia melodica. Quarto quaderno Come già descritto sopra i due recueil fanno parte di un progetto pedagogico più ampio e di rilievo nella produzione di Tansman. Le opere racchiuse in questa seconda raccolta non si discostano dalla prima: nella pur severa costruzione dei singoli acquerelli in forma quasi sempre costante (A – A – B – B – A –A) è nettamente distinguibile la maestria del compositore nell'invenzione di raffinate e gradevoli e melodie a volte supportate da sezioni di accompagnamento, a volte parte di semplici trame polifoniche, a volte rarefatte e appena distinguibili in sezioni ritmiche. Il percorso di dodici composizioni si snoda anche in questo caso in maniera progressiva, ovvero, si va dalla elementare Promenade (Passeggiata) alla più impegnativa Étude (Studio); anche dall'ascolto immediato si può facilmente percepire l’uso variegato di tempi ed atmosfere, queste ultime individuabili grazie a efficaci titoli. Anteprima "Sarabande" da Easy Studies for Guitar Vol.1 of 3 ©2016 Brilliant Classics
  12. Nell’imponente produzione musicale del compositore polacco Alexandre Tansman (1897 – 1986) le sue Œuvres pédagogiques sono un tassello di rilievo: insieme ai celebri quaderni per i giovani pianisti, nel suo catalogo figurano composizioni per piano a quattro mani, violino o cello con il piano, due violini e trio. Per lo strumento a sei corde scrive quattro quaderni contenenti ciascuno dodici pièces, pubblicati da Max Eschig (Parigi) nel 1972. I primi due quaderni (recueil no.1 e no.2) sono denominati Douze Morceaux Très Faciles. Il terzo e il quarto quaderno sono invece intitolati Douze Pièces Faciles pour Guitare, qui descritti per sommi capi. Terzo quaderno Nel Tansman - come solo i grandi compositori sono in grado di fare - riesce con pochissime note a far riconoscere il suo stile compositivo contraddistinto da controllo completo della materia armonica e di preziosismi melodici estremamente originali seppur esposti con l’uso di poche note e in ristretti ambiti armonici. La struttura di ogni singola pièce salvo piccole eccezioni è molto semplice e consta di una sezione introduttiva che espone il tema principale, una centrale che si differenzia ora per l’andamento della linea melodica, ora per la struttura polifonica, ora per il diverso ruolo di una voce e la ripresa. Ciascuna sezione viene ripetuta per due volte con l’evidente intenzione di indirizzare lo studio non verso una ricerca di destrezza tecnica ma su elementi di natura interpretativa, timbrica e di fraseggio. Da questo punto di vista, i lavori di Tansman per i giovani interpreti, sono merce rara: pochissimi altri compositori hanno scritto per giovani interpreti studi facili il cui obiettivo è quello di una maturazione esclusivamente interpretativa. Anche in pagine dove è sono richieste all'esecutore minime capacità tecniche (Tarantelle, Toccata) il ruolo determinante è sempre ricoperto da una inconfondibile ed inimitabile fantasia melodica. Quarto quaderno Come già descritto sopra i due recueil fanno parte di un progetto pedagogico più ampio e di rilievo nella produzione di Tansman. Le opere racchiuse in questa seconda raccolta non si discostano dalla prima: nella pur severa costruzione dei singoli acquerelli in forma quasi sempre costante (A – A – B – B – A –A) è nettamente distinguibile la maestria del compositore nell'invenzione di raffinate e gradevoli e melodie a volte supportate da sezioni di accompagnamento, a volte parte di semplici trame polifoniche, a volte rarefatte e appena distinguibili in sezioni ritmiche. Il percorso di dodici composizioni si snoda anche in questo caso in maniera progressiva, ovvero, si va dalla elementare Promenade (Passeggiata) alla più impegnativa Étude (Studio); anche dall'ascolto immediato si può facilmente percepire l’uso variegato di tempi ed atmosfere, queste ultime individuabili grazie a efficaci titoli. Anteprima "Sarabande" da Easy Studies for Guitar Vol.1 of 3 ©2016 Brilliant Classics Leggi la scheda di questo/a articolo sul repertorio
  13. DotGuitar pubblica il mio cd di debutto "Colloquio con Andrés Segovia". It is all but common to find a present-day, young guitar concert performer who would elect an icon like Andrés Segovia as the ideal mentor for an imaginary conversation spanning across time. As the utmost representative of the guitar’s rebirth in the twentieth century, Segovia, well after his death in 1987, continued to embody a sort of myth which concert goers – and, as a matter of fact, even those who do not attend concert halls – identified with the guitar. It is a pairing which has only another match in the history of music, and that is the one between Paganini and the violin. However, whereas two generations of guitarists after the Spanish maestro’s departure fostered and submitted to the charismatic sway of his personality, the youngest adepts appear to have sidelined Segovia’s art, pursuing newer, sundry paths. In his CD Andrea De Vitis reinstates Segovia as the centrepiece of his research. It is a move one must construe as a poetical choice, a yearning to take up anew a way of conceiving the art of guitar playing. One has to listen just a few moments to realize he is not yet another of Segovia’s pathetic imitators who, to no avail, went on for over half a century cloning the maestro’s style, and then giving themselves off as his heirs. This is instead a performer standing on his legs, striving to work out a well defined style of his own. He re-approaches Segovia because he chooses to do so, and can afford it, without getting lost imitating his model. (Testo tratto dalle note di copertina di Angelo Gilardino; traduzione di Sergio Gilardino) Anteprima: Maggiori informazioni: http://dotguitar.typepad.com/dotguitar/2015/04/dotguitarcd-winners-andrea-de-vitis.html Leggi la scheda di questo/a novità discografica
  14. Alexandre Tansman - Hommage à Manuel de Falla pour guitare et orchester de chambre Ricevo stamane dalle Edizioni Bérben di Ancona il nuovo volume della collana "Andrés Segovia Archive". Si tratta dell'Hommage à Manuel de Falla di Alexandre Tansman per chitarra e orchestra da camera, orchestrato da Angelo Gilardino. Il volume contiene un compact disc contenente le tracce per l'ascolto sia in versione completa che minus guitar (che, si dica ciò che si vuole, è la soluzione ideale per qualsiasi solista che deve affrontare la preparazione di un concerto per strumento solista e orchestra o formazione da camera senza dover essere costretto a contare le pause!) curato da Ermanno Brignolo. L'opera è composta da cinque movimenti: I - Notturno II - Zapateado III - Improvisación IV - Nana V - ("Vivo") Info e acquisto online su http://www.berben.it
  15. Stavo leggendo ultimamente la Cavatina di Tansman nella versione Schott curata da Segovia.. aldilà della bellezza incredibile dell'opera, mi è sorto il dubbio (che viene ogni qual volta ci si trova dinanzi un'opera in qualche modo scritta e legata al Maestro) di quale fosse il rapporto con l'originale di Tansman! Do per scontato che non vi siano edizioni alternative in commercio (o sbaglio?!).... Grazie a chi volesse chiarire i miei dubbi!
  16. Sto studiando la Cavatina e Danza pomposa di alexandre Tansman volevo sapere se oltre all'edizione della schoot sono state publicate altre versioni, ascoltando alcune incisioni recenti tra le quali F Zigante infatti ho notato molte differenze rispetto all'edizione sopra citata. Qualcuno Potrebbe darmi dei chiarimenti?, se qualcuno ne è a conoscenza sarei interessato anche a qualsiasi informazione utile riguardante l'autore e la composizione stessa dal momento che ha parte brevi biografie e le informazioni contenute nel cd di Frederick non sono riuscito a trovare altro. Ringrazio anticipatamente Giampaolo Carrazza
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