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Trovato 21 risultati

  1. Guitarra Clásica - Eugenio della Chiara

    Nel mese di Gennaio del 2018 la casa discografica Decca pubblica il nuovo CD del chitarrista italiano Eugenio Della Chiara: Guitarra Clásica. Si tratta di un prodotto discografico dedicato alle trascrizioni per chitarra della musica di Haydn, Mozart e Beethoven di Francisco Tárrega, Miguel Llobet e Andrés Segovia. Più dettagliatamente la tracklist è così articolata: Franz Joseph Haydn (1732 - 1809) 1. Minuetto (Allegretto) dalla Sinfonia Hob.I:96 *** 2. Andante [orig. Minuetto] dal Trio Hob.XI:87 * 3. Minuetto (Presto) dal Quartetto Hob.III:76 n. 1 *** 4. Largo assai dal Quartetto Hob.III:74 n. 3 *** Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791) 5. Minuetto II dalla Serenata K 375 *** ° 6. Andante cantabile dalla Sonata K 330 ** 7. Minuetto (Allegretto) dal Quintetto K 593 * Ludwig van Beethoven (1770 - 1827) 8. Adagio sostenuto dalla Sonata “Quasi una fantasia” op. 27 n. 2 * 9. Minuetto (Moderato) WoO 10 n. 2 *** ° 10. Minuetto (Moderato e grazioso) dalla Sonata op. 31 n. 3 *** ° 11. Andante dalla Sonata op. 14 n. 2 ** Bonus tracks Wolfgang Joseph Lanz (1797 - 1873) 12. Rondino in Re maggiore op. 9 n. 1 °° Carlo Galante (1959) 13. Cammeo di Joseph Haydn (in forma di minuetto) °° * Tr. F. Tárrega ** Tr. M. Llobet *** Tr. A. Segovia ° Prima registrazione della trascrizione per chitarra °° Prima registrazione assoluta Chitarra: Domingo Esteso 1935 Corde: Aquila Seta (cantini) / Aquila Rubino (bassi) Tr. 1 – orig. per orchestra Tr. 2 – orig. per viola di bordone, viola e violoncello Tr. 3 & 4 – orig. per quartetto d’archi Tr. 5 – orig. per ensemble di fiati Tr. 6, 8, 9, 10 & 11 – orig. per pianoforte Tr. 7 – orig. per quintetto d’archi Concerto alla Chiesa dell'Annunziata di Pesaro - 27/06/2017 MU.N / Music Notes in Pesaro Franz Schubert - Sonata in La minore D 821 "Arpeggione" I. Allegro moderato (0:15) Revisione di Eugenio Della Chiara Video: Richard Nacinelli Audio: Lunik Recording Studio Editing e mixaggio: Federico D'Ascola
  2. Segovia, Alberto la Rocca

    Il nuovo disco del chitarrista italiano Alberto La Rocca è dedicato alla musica originale per chitarra sola scritta da Andrés Segovia (1893 - 1987). Pubblicato dalla casa discografica olandese Brilliant Classics, il CD include i seguenti brani: Da questo video è possibile ascoltare in anteprima alcune tracce: Sito internet del chitarrista: http://albertolarocca.weebly.com
  3. Don Andrés and Paquita: The Life of Segovia in Montevideo è la narrazione a cura di Alfredo Escande della vita del maestro spagnolo a Montevideo. La pubblicazione è edita da Marisa Herrera Postlewate This heartbreaking tale uncovers a mystery in the life of one of the most important personalities of the twentieth century, guitarist Andres Segovia (1893-1987). He married the widowed Paquita Madriguera (1900-1965), famous child prodigy pianist and prized student of Enrique Granados, in 1935 as his international career was blossoming. They fled their native Spain under death threats when the Spanish Civil War erupted in 1936 and began an odyssey that landed them in the Uruguayan capital. Segovia's support for the fascist Franco resulted in his banishment from the lucrative American concert scene, while the travel dangers of World War II further isolated him from the rest of the world. During this time, Segovia greatly enriched the guitar repertoire through numerous arrangements and collaborations with major composers via correspondence. It was also an era of happy family life with Paquita. The couple collaborated on two of the most important contemporary guitar concertos and traveled throughout Latin America to perform. Then tragedy struck as the guitarist became entangled with a beautiful Brazilian singer in an affair that ruined his marriage and brought tragic consequences to his family life. In writing his autobiography, Segovia could never face this period. With the help of tenacious research and Paquita's two surviving daughters, Alfredo Escande diligently lifts the veil of secrecy and reveals a magical age of music history framed around the couple's decade together. Dal libro: I contenuti sono disponibili su Google Book a questo indirizzo: https://goo.gl/FMb6q2 Maggiori informazioni: https://www.amazon.com/dp/1574672053/_encoding=UTF8?ref=exp_inf_pl_cristianoporqueddu Leggi la scheda di questo/a pubblicazione
  4. Don Andrés and Paquita: The Life of Segovia in Montevideo è la narrazione a cura di Alfredo Escande della vita del maestro spagnolo a Montevideo. La pubblicazione è edita da Marisa Herrera Postlewate This heartbreaking tale uncovers a mystery in the life of one of the most important personalities of the twentieth century, guitarist Andres Segovia (1893-1987). He married the widowed Paquita Madriguera (1900-1965), famous child prodigy pianist and prized student of Enrique Granados, in 1935 as his international career was blossoming. They fled their native Spain under death threats when the Spanish Civil War erupted in 1936 and began an odyssey that landed them in the Uruguayan capital. Segovia's support for the fascist Franco resulted in his banishment from the lucrative American concert scene, while the travel dangers of World War II further isolated him from the rest of the world. During this time, Segovia greatly enriched the guitar repertoire through numerous arrangements and collaborations with major composers via correspondence. It was also an era of happy family life with Paquita. The couple collaborated on two of the most important contemporary guitar concertos and traveled throughout Latin America to perform. Then tragedy struck as the guitarist became entangled with a beautiful Brazilian singer in an affair that ruined his marriage and brought tragic consequences to his family life. In writing his autobiography, Segovia could never face this period. With the help of tenacious research and Paquita's two surviving daughters, Alfredo Escande diligently lifts the veil of secrecy and reveals a magical age of music history framed around the couple's decade together. Dal libro: I contenuti sono disponibili su Google Book a questo indirizzo: https://goo.gl/FMb6q2
  5. Andrés Segovia and Friends

    Un cofanetto con 10 cd del più grande chitarrista del Novecento In un unico cofanetto tutte le più importanti interpretazioni del virtuoso spagnolo. Ben 9 ore di musica con i capolavori di Bach, Weiss, Milan, Dowland, De Visée, Sanz, Paganini, Sor, Tárrega, Harris, Ponce, Villa-Lobos, Moreno-Torroba, Castelnuovo-Tedesco, Tansman, Turina e le celebri trascrizioni da Rameau, Frescobaldi, Scarlatti, Haydn, Purcell, Mendelssohn, Granados, Albéniz. Bonus track con il duo Klaus e Rainer Feldmann (Granados, Rodrigo e Albéniz) e dello Spanish Guitar Quartet (Serrano, Albéniz, Chapi, Tarrega, Turina, Monasterio). Tracklist:
  6. Andrés Segovia and Friends

    Un cofanetto con 10 cd del più grande chitarrista del Novecento In un unico cofanetto tutte le più importanti interpretazioni del virtuoso spagnolo. Ben 9 ore di musica con i capolavori di Bach, Weiss, Milan, Dowland, De Visée, Sanz, Paganini, Sor, Tárrega, Harris, Ponce, Villa-Lobos, Moreno-Torroba, Castelnuovo-Tedesco, Tansman, Turina e le celebri trascrizioni da Rameau, Frescobaldi, Scarlatti, Haydn, Purcell, Mendelssohn, Granados, Albéniz. Bonus track con il duo Klaus e Rainer Feldmann (Granados, Rodrigo e Albéniz) e dello Spanish Guitar Quartet (Serrano, Albéniz, Chapi, Tarrega, Turina, Monasterio). Tracklist: Maggiori informazioni: https://www.amazon.com/Andres-Segovia-Friends/dp/B000GW8P0O Leggi la scheda di questo/a novità discografica
  7. Version

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    Grazie al forum-blog brasiliano dedicato alla chitarra "Violão erudito" ecco disponibile la registrazione del concerto che Andrés Segovia diede a Montevideo, nel 1939, e durante il quale diede la prima esecuzione del "Concerto in re op. 99" di Mario Castelnuovo-Tedesco.
  8. La XXXI edizione del Festival Internacional Andrés Segovia nel trentesimo anniversario della scomparsa del Maestro. Ai concerti si affiancherà il Curso de extensión universitario UNED - Master Class de Guitarra y Conferencias de Estética e y Composición Musical che si svolgerà il 18 il 19 ed il 20 di Ottobre I dettagli dei singoli appuntamenti sono disponibili nel programma in PDF scaricabile da questo link.
  9. XXXI Festival Internacional Andrés Segovia

    Data: 01/10/2017 La XXXI edizione del Festival Internacional Andrés Segovia nel trentesimo anniversario della scomparsa del Maestro. Ai concerti si affiancherà il Curso de extensión universitario UNED - Master Class de Guitarra y Conferencias de Estética e y Composición Musical che si svolgerà il 18 il 19 ed il 20 di Ottobre I dettagli dei singoli appuntamenti sono disponibili nel programma in PDF scaricabile da questo link. Maggiori informazioni: https://festivalandressegovia.com Leggi la scheda di questo/a evento
  10. Un paio di foto di Andrés Segovia che suona una chitarra antica.
  11. DotGuitar pubblica il mio cd di debutto "Colloquio con Andrés Segovia". It is all but common to find a present-day, young guitar concert performer who would elect an icon like Andrés Segovia as the ideal mentor for an imaginary conversation spanning across time. As the utmost representative of the guitar’s rebirth in the twentieth century, Segovia, well after his death in 1987, continued to embody a sort of myth which concert goers – and, as a matter of fact, even those who do not attend concert halls – identified with the guitar. It is a pairing which has only another match in the history of music, and that is the one between Paganini and the violin. However, whereas two generations of guitarists after the Spanish maestro’s departure fostered and submitted to the charismatic sway of his personality, the youngest adepts appear to have sidelined Segovia’s art, pursuing newer, sundry paths. In his CD Andrea De Vitis reinstates Segovia as the centrepiece of his research. It is a move one must construe as a poetical choice, a yearning to take up anew a way of conceiving the art of guitar playing. One has to listen just a few moments to realize he is not yet another of Segovia’s pathetic imitators who, to no avail, went on for over half a century cloning the maestro’s style, and then giving themselves off as his heirs. This is instead a performer standing on his legs, striving to work out a well defined style of his own. He re-approaches Segovia because he chooses to do so, and can afford it, without getting lost imitating his model. (Testo tratto dalle note di copertina di Angelo Gilardino; traduzione di Sergio Gilardino) Anteprima: Maggiori informazioni: http://dotguitar.typepad.com/dotguitar/2015/04/dotguitarcd-winners-andrea-de-vitis.html Leggi la scheda di questo/a novità discografica
  12. Colloquio con Andrés Segovia, Andrea De Vitis

    DotGuitar pubblica il mio cd di debutto "Colloquio con Andrés Segovia". It is all but common to find a present-day, young guitar concert performer who would elect an icon like Andrés Segovia as the ideal mentor for an imaginary conversation spanning across time. As the utmost representative of the guitar’s rebirth in the twentieth century, Segovia, well after his death in 1987, continued to embody a sort of myth which concert goers – and, as a matter of fact, even those who do not attend concert halls – identified with the guitar. It is a pairing which has only another match in the history of music, and that is the one between Paganini and the violin. However, whereas two generations of guitarists after the Spanish maestro’s departure fostered and submitted to the charismatic sway of his personality, the youngest adepts appear to have sidelined Segovia’s art, pursuing newer, sundry paths. In his CD Andrea De Vitis reinstates Segovia as the centrepiece of his research. It is a move one must construe as a poetical choice, a yearning to take up anew a way of conceiving the art of guitar playing. One has to listen just a few moments to realize he is not yet another of Segovia’s pathetic imitators who, to no avail, went on for over half a century cloning the maestro’s style, and then giving themselves off as his heirs. This is instead a performer standing on his legs, striving to work out a well defined style of his own. He re-approaches Segovia because he chooses to do so, and can afford it, without getting lost imitating his model. (Testo tratto dalle note di copertina di Angelo Gilardino; traduzione di Sergio Gilardino) Anteprima:
  13. Andrés Segovia - Las seis cuerdas de una guitarra Documentario del 1972.
  14. Andrés Segovia. L’uomo, l’artista , Angelo Gilardino

    Titolo: Andrés Segovia. L’uomo, l’artista Autore: Angelo Gilardino Formato: 14,5x21 Pagine: 256 ISBN: 9788863951349 Prezzo: € 19,00 Edizione: Edizioni Curci, Milano 2012 «Esimio Maestro Segovia, Lei ha lasciato questo mondo la mattina del 3 giugno 1987, un quarto di secolo fa. In questo periodo, la Sua memoria non è sbiadita – i chitarristi seguitano l’evocazione del Suo nome, e anche i nuovi mezzi di comunicazione telematica hanno preso possesso dei filmati in cui Lei suona o parla, e li fanno rimbalzare in tutto il pianeta – ma la conoscenza della Sua figura umana, al di là della mitologia e dell’aneddotica, non ha fatto grandi passi in avanti». Angelo Gilardino (dal Prologo in forma di epistola) Inizia così con un “Prologo in forma di epistola”, Andrés Segovia. L’uomo, l’artista, prima biografia in italiano sul più grande chitarrista dei nostri tempi: a scriverla uno dei massimi esponenti del mondo delle sei corde di oggi, Angelo Gilardino, che è stato, tra l’altro, direttore artistico della Fondazione Segovia di Linares dal 1997 al 2005. Ed è fin da queste primissime parole che il lettore si sente come guidato per mano in un affascinante viaggio alla scoperta di un grandissimo musicista e di un personaggio-mito dalla vita e dalla carriera esemplari. E fin da subito risultano chiari ed evidenti e l’itinerario che si seguirà e le modalità del viaggio stesso. L’idea del “Prologo in forma di epistola” è un bellissimo espediente letterario, senza dubbio: ma ciò che più importa è che fa capire la sensibilità e la grandezza di chi scrive. Un approccio alla vita dell’artista dalla parte dell’artista: è come se fosse Segovia stesso a parlare attraverso la scrittura di Gilardino, narratore silenzioso come solo i grandi sanno essere. Una scrittura bellissima, non solo per l’uso sapiente della lingua (non c’è una virgola o un aggettivo di troppo, non una parola che stoni o fuori posto… ) ma anche e soprattutto per la straordinaria capacità narrativa che trascina il lettore come un fiume in piena. Una narrazione avvincente quella di Angelo Gilardino che, stilisticamente, si avvicina a quella di un romanzo supportata, però, dalla profonda conoscenza: conoscenza documentatissima, frutto di lunghe e accurate ricerche. Al centro c’è lui, Andrès Segovia, con la sua straordinaria vita; la vita dell’artista, da Linares la cittadina andalusa che gli diede i natali alla fama conquistata nelle più prestigiose sale da concerto di tutto il mondo; e, allo stesso tempo, la vicenda dell’uomo - tre mogli, quattro figli, la guerra civile spagnola, la fuga a Montevideo, il saccheggio della sua casa di Barcelona, il secondo conflitto mondiale, gli anni di New York e gli incontri con tanti protagonisti della grande musica, fino al sereno declino nella patria ritrovata. Una storia dove, intorno all’artista, grande protagonista del Novecento, ruotano i liutai che hanno costruito strumenti diventati leggendari, i compositori che hanno rinnovato il repertorio della chitarra, le incisioni discografiche, le edizioni musicali, il rispettoso atteggiamento della comunità musicale. La biografia, avvincente e documentata, di un uomo il cui destino era diventare il più grande chitarrista dei nostri tempi. Una biografia che nasce non solo dall’amore e dalla stima per il grande artista ma anche da due esigenze profondamente sentite da Angelo Gilardino. Da un lato, la volontà di porre fine a tutta una serie di aneddoti, dati e chiacchiere senza fondamento che circolavano su Segovia; inoltre, le biografie già esistenti sul chitarrista e la sua stessa, parziale autobiografia, abbondano di notizie, ma mancano di un profilo e di una linea interpretativa dell’artista e del personaggio, e non rispondono a una domanda fondamentale: “Chi era Segovia?”. Dall’altro lato, la necessità di Gilardino di rispondere “a quel bisogno di sapere e di comprendere che avverto nelle inquietudini dei giovani chitarristi che – appena usciti dalle aule del conservatorio o tuttora impegnati nella loro formazione di studenti – si interrogano ogni giorno sul senso del loro fare musica con la chitarra: io credo che la Sua lezione, letta senza l’inganno delle passioni e depurata di ogni falsità, possa essere loro maestra”. Angelo Gilardino si rivolge ai chitarristi, naturalmente: ma, dopo aver letto questa bellissima biografia non ho dubbi nell’affermare che la lezione di Segovia può essere maestra non solo a loro, e ai musicisti in generale, ma anche ai semplici appassionati e a chiunque abbia la sensibilità e la volontà di imparare dall’esempio di uno straordinario artista e uomo. -Adriana Benignetti
  15. Uno dei casi più singolari di diteggiatura segoviana non usata dal Maestro è quello relativo allo studio op. 29 n. 13, il n. 19 della sua celebre raccolta, in cui, nelle battute finali, ha interpretato il segno di legatura fra il re e il fa (poi tra il fa e il re) sulla quarta corda, come legato tecnico, con tanto di diteggiatura inequivocabile. A mia memoria non ricordo alcun chitarrista, ma anche alcun revisore (tra coloro che hanno anche apposto la propria diteggiatura), che non abbia ricalcato la versione segoviana. Peccato che proprio Segovia nella sua registrazione (Madrid Agosto 1962, oggi su CD MCAD 42073 “The Segovia Collection” vol 7,) abbia smentito se stesso, ed abbia preferito, coerentemente - secondo me giustamente - con il resto della tecnica usata per tutto lo studio, eseguire il passo in 3a posizione, continuando perciò ad usare accordi arpeggiati sino alla fine del brano, dando testimonianza di saper interpretare i segni da musicista e non solo da chitarrista.
  16. Titolo: Andrés Segovia. L’uomo, l’artista Autore: Angelo Gilardino Formato: 14,5x21 Pagine: 256 ISBN: 9788863951349 Prezzo: € 19,00 Edizione: Edizioni Curci, Milano 2012 «Esimio Maestro Segovia, Lei ha lasciato questo mondo la mattina del 3 giugno 1987, un quarto di secolo fa. In questo periodo, la Sua memoria non è sbiadita – i chitarristi seguitano l’evocazione del Suo nome, e anche i nuovi mezzi di comunicazione telematica hanno preso possesso dei filmati in cui Lei suona o parla, e li fanno rimbalzare in tutto il pianeta – ma la conoscenza della Sua figura umana, al di là della mitologia e dell’aneddotica, non ha fatto grandi passi in avanti». Angelo Gilardino (dal Prologo in forma di epistola) Inizia così con un “Prologo in forma di epistola”, Andrés Segovia. L’uomo, l’artista, prima biografia in italiano sul più grande chitarrista dei nostri tempi: a scriverla uno dei massimi esponenti del mondo delle sei corde di oggi, Angelo Gilardino, che è stato, tra l’altro, direttore artistico della Fondazione Segovia di Linares dal 1997 al 2005. Ed è fin da queste primissime parole che il lettore si sente come guidato per mano in un affascinante viaggio alla scoperta di un grandissimo musicista e di un personaggio-mito dalla vita e dalla carriera esemplari. E fin da subito risultano chiari ed evidenti e l’itinerario che si seguirà e le modalità del viaggio stesso. L’idea del “Prologo in forma di epistola” è un bellissimo espediente letterario, senza dubbio: ma ciò che più importa è che fa capire la sensibilità e la grandezza di chi scrive. Un approccio alla vita dell’artista dalla parte dell’artista: è come se fosse Segovia stesso a parlare attraverso la scrittura di Gilardino, narratore silenzioso come solo i grandi sanno essere. Una scrittura bellissima, non solo per l’uso sapiente della lingua (non c’è una virgola o un aggettivo di troppo, non una parola che stoni o fuori posto… ) ma anche e soprattutto per la straordinaria capacità narrativa che trascina il lettore come un fiume in piena. Una narrazione avvincente quella di Angelo Gilardino che, stilisticamente, si avvicina a quella di un romanzo supportata, però, dalla profonda conoscenza: conoscenza documentatissima, frutto di lunghe e accurate ricerche. Al centro c’è lui, Andrès Segovia, con la sua straordinaria vita; la vita dell’artista, da Linares la cittadina andalusa che gli diede i natali alla fama conquistata nelle più prestigiose sale da concerto di tutto il mondo; e, allo stesso tempo, la vicenda dell’uomo - tre mogli, quattro figli, la guerra civile spagnola, la fuga a Montevideo, il saccheggio della sua casa di Barcelona, il secondo conflitto mondiale, gli anni di New York e gli incontri con tanti protagonisti della grande musica, fino al sereno declino nella patria ritrovata. Una storia dove, intorno all’artista, grande protagonista del Novecento, ruotano i liutai che hanno costruito strumenti diventati leggendari, i compositori che hanno rinnovato il repertorio della chitarra, le incisioni discografiche, le edizioni musicali, il rispettoso atteggiamento della comunità musicale. La biografia, avvincente e documentata, di un uomo il cui destino era diventare il più grande chitarrista dei nostri tempi. Una biografia che nasce non solo dall’amore e dalla stima per il grande artista ma anche da due esigenze profondamente sentite da Angelo Gilardino. Da un lato, la volontà di porre fine a tutta una serie di aneddoti, dati e chiacchiere senza fondamento che circolavano su Segovia; inoltre, le biografie già esistenti sul chitarrista e la sua stessa, parziale autobiografia, abbondano di notizie, ma mancano di un profilo e di una linea interpretativa dell’artista e del personaggio, e non rispondono a una domanda fondamentale: “Chi era Segovia?”. Dall’altro lato, la necessità di Gilardino di rispondere “a quel bisogno di sapere e di comprendere che avverto nelle inquietudini dei giovani chitarristi che – appena usciti dalle aule del conservatorio o tuttora impegnati nella loro formazione di studenti – si interrogano ogni giorno sul senso del loro fare musica con la chitarra: io credo che la Sua lezione, letta senza l’inganno delle passioni e depurata di ogni falsità, possa essere loro maestra”. Angelo Gilardino si rivolge ai chitarristi, naturalmente: ma, dopo aver letto questa bellissima biografia non ho dubbi nell’affermare che la lezione di Segovia può essere maestra non solo a loro, e ai musicisti in generale, ma anche ai semplici appassionati e a chiunque abbia la sensibilità e la volontà di imparare dall’esempio di uno straordinario artista e uomo. -Adriana Benignetti Maggiori informazioni: http://www.suonare.it/SUONARESHOP/Segovia.html Leggi la scheda di questo/a pubblicazione
  17. Gold Guitar, AAVV

    L'etichetta discografica Deutsche Grammophon pubblica il cofanetto "Gold Guitar" con varie incisioni tratte dal suo catalogo. Dettagli e anteprime: https://itunes.apple.com/it/album/guitar-gold-multipack/id420903675 Maggiori informazioni: https://itunes.apple.com/it/album/guitar-gold-multipack/id420903675 Leggi la scheda di questo/a novità discografica
  18. Gold Guitar, AAVV

    L'etichetta discografica Deutsche Grammophon pubblica il cofanetto "Gold Guitar" con varie incisioni tratte dal suo catalogo. Dettagli e anteprime: https://itunes.apple.com/it/album/guitar-gold-multipack/id420903675
  19. Caro Piero, l'amico e collega sevillano Julio Gimeno, grande scandagliatore di emeroteche spagnole, ci viene in aiuto riguardo alla trascrizione segoviana della "Deuxième Arabesque" per pianoforte di Debussy. Ootrai constatare - come ho fatto io - che il giovane Segovia si fece forte del pezzo debussiano, e della sua trascrizione del medesimo, non soltanto dinanzi agli ottusi allievi di Tárrega. Siamo nel 1913!
  20. Salve a tutti, volevo sottoporvi un questio in merito alle composizioni pubblicate in questa importantissima collana. Mi sto approcciando allo studio della Sonata di MCT. Da qualche anno è disponibile la partitura originale dell'opera non rimaneggiata da Segovia, ma noto che tutti continuano a suonare la versione Segoviana. La domanda è la seguente: chi oggi si approccia allo studio di composizioni del periodo Segoviano, che sono state ripubblicate in versione originale dalla Bèrben, e tuttavia suonate ancora oggi nelle versioni Segoviane, a quale edizione dovrà attenersi? E' giusto "ripudiare" la versione Segoviana per quella del compositore senza averla ancora suonata? Francesco
  21. Salve a tutti, gentili frequentatori del forum: avrei bisogno di sapere quali sono, numericamente parlando (K??), le due Sonate di Scarlatti trascritte da Segovia, cioè quella in Mi minore e quella in La minore; vorrei fare un confronto, ma non riesco a trovare la numerazione! Approfittando della vostra gentilezza vorrei anche sapere se siete a conoscenza dell'esistenza di volumi contenenti le celeberrime trascrizioni di J.Williams e J.Bream per due chitarre: mi riferisco ai lavori di Debussy, Ravel, Faurè... Sarei anche interessato (qualora vi fossero!) a volumi editi magari dai fratelli Assad contenenti pezzi o arrangiamenti per due chitarre! Stiamo mettendo su un duetto, e oltre a dilettarci con alcuni dei 24 preludi e fughe di MCT, abbiamo messo le mani su le Variazioni Ungheresi edito da Berben a cura del duo Fragnito-Matarazzo, e sull'impervia Tango Suite (ibidem). Consigli su altri pezzi per ampliare il repertorio saranno accolti come manna dal cielo! Grazie in anticipo, per la pazienza e per le eventuali risposte!
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