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  1. Cristiano Porqueddu

    Un fiorentino a Beverly Hills, Angelo Gilardino

    1968-2018: 50° anniversario della morte di Mario Castelnuovo-Tedesco. Edizioni Curci, in collaborazione con il CIDIM - Comitato Nazionale Italiano Musica, celebra il compositore con la pubblicazione degli inediti e della prima biografia. A cura di Angelo Gilardino.
  2. Cristiano Porqueddu

    Luigi Mozzani, 20 Studi e 6 Capricci

    La figura di Luigi Mozzani (Faenza, 1869 – Rovereto, 1943) nel mondo della chitarra occupa un posto speciale. Uomo di genio, egli riuscì ad eccellere come chitarrista, didatta, compositore e liutaio. Un diploma in oboe e una militanza in orchestra gli fornirono una visione più ampia della musica. Compose un ridotto numero di opere per chitarra: tre quaderni di studi, un Metodo incompiuto e qualche foglio d’album, compreso Feste lariane, un tema e variazioni che gli diede notorietà e che, si scoprirà poi, in realtà era una rielaborazione di un brano già pubblicato anni prima dal compositore argentino José Sancho, e comunque presente, con alcune varianti, anche nell’opera di altri autori. In questo volume sono raccolti 20 Studi tratti dal Metodo, per la prima volta in versione integrale, 6 Capricci e Feste lariane. Questa revisione, a cura di Giovanni Podera e Giulio Tampalini, si basa su un accurato confronto delle fonti originali. Il cd allegato contiene l’esecuzione delle opere interpretate da Giulio Tampalini.
  3. La Stanza della Musica

    MANGADO - Miguel Llobet

    MANGADO J.M.- Miguel Llobet. La forza del talento. Traduzione e postfazione di Angelo Gilardino. Edizioni Curci, Milano
  4. Angelo Gilardino

    Fernando Sor: 20 Studi per chitarra

    Fernando Sor (Barcelona 1778 - Parigi 1839) fu, insieme a Mauro Giuliani, il più grande chitarrista-compositore della prima metà dell’Ottocento. Si dedicò anche ad altri generi musicali, ma la musica per chitarra è, nella sua opera, quella che più efficacemente riflette la sua personalità e il suo stile. Come tutti i capiscuola, anch’egli si dedicò intensamente all’attività didattica: scrisse infatti un Metodo per chitarra dove esamina gli aspetti della tecnica, sia dal punto di vista meccanico che dal punto di vista estetico. Il suo impegno di maestro lo condusse a scrivere sei raccolte di studi nei quali, oltre a perseguire finalità didattiche, Sor realizza brani di squisita fattura, raggiungendo un perfetto equilibrio tra la ricerca idiomatica e la forma musicale. Gli Studi di Sor (con tale nome ci si riferisce abitualmente anche a quelli che egli intitolò esercizi e lezioni) costituiscono dunque il vertice dell’arte del maestro barcellonese e di tutto il repertorio classico della chitarra. Sor fu esplicito nel definire il grado di complessità dei suoi Studi e, nei titoli e nei sottotitoli delle raccolte pubblicate, ne indicò accuratamente le caratteristiche e le finalità. In tal modo, egli distinse gli Studi veri e proprii (i ventiquattro contenuti nelle raccolte op. 6 e op. 29) dalle Lezioni (ventiquattro contenute nella raccolta op. 31) e dagli Esercizi (ventiquattro contenuti nella raccolta op. 35); diede una definizione più sfumata ai 24 pezzi dell’op. 44 (Petites Pièces Progressives...pour servir de Leçons...), e intitolò Introduction à l’Etude de la Guitare i venticinque pezzetti della sua ultima raccolta didattica, op. 60. La caratteristica più rilevante degli Studi di Sor - dai più semplici ai più elaborati - è quella della dissimulazione della polifonia in forme idiomatiche: dietro i suoi sapienti modelli di scrittura chitarristica è infatti possibile riconoscere un’intelaiatura armonica rigorosa, in genere a tre voci, condotte con perfetta padronanza delle regole e con un’immaginazione vivace e, al tempo stesso, riflessiva. Quasi tutti gli Studi trattano di un singolo aspetto della tecnica e si servono di un solo modello di scrittura. E’ illuminante osservare come il compositore sappia adoperare tali formule, distribuendole nello spazio sonoro della chitarra con un impeccabile senso della misura: egli non eccede mai nella quantità delle trasposizioni di ogni modello, lo impiega con estrema accortezza, portandolo al giusto limite di tenuta ed evitando sia di abbandonarlo prematuramente che di saturarlo con iterazioni ridondanti. Sor rimase fedele al classicismo, e la sua musica fu appena sfiorata dai venti del romanticismo, anche se in alcuni Studi è possibile percepire qualche apertura alla musica dei grandi pianisti-compositori della generazione successiva alla sua: resta comunque fermo il fatto che, tra Ingres e Delacroix, egli propendeva senza dubbi per il primo. La sua musica per chitarra ha fatto parte del repertorio dei chitarristi di tutte le epoche successive, ma soltanto negli ultimi tre decenni del Novecento tutte le sue opere sono state ristampate recuperando i testi delle edizioni pubblicate a cura dell’autore; in precedenza, gli esecutori conoscevano pochi brani e li proponevano in versioni modificate dall’intervento dei vari revisori. Gli Studi non fecero eccezione, e i chitarristi li conobbero soprattutto attraverso il filtro della selezione di Andrés Segovia. Non è ozioso domandarsi quale fosse lo scopo di Segovia nel pubblicare la sua edizione degli Studi di Sor. Egli certamente si rendeva conto dello stato deplorevole in cui l’insegnamento della chitarra versava in tutto il mondo, ed era conscio del fatto che una delle risorse più importanti per porre rimedio alla situazione era il repertorio di musiche composte con fini didattici dai maestri dell’Ottocento. Anche se non era uno studioso dei loro metodi, aveva esaminato le varie raccolte di Studi (sicuramente conosceva quelli di Giuliani, di Aguado e di Coste) abbastanza a fondo per comprendere appieno il loro valore, e tra tutti privilegiò quelli di Sor per i motivi chiaramente manifestati nella sua prefazione. Egli volle dunque indicare a chi si avvicinava in quel periodo allo studio della chitarra la strada da percorrere, e lo fece nella piena consapevolezza dell’enorme influenza che la sua parola avrebbe esercitato sui chitarristi di tutto il mondo: infatti, la storicità dell’edizione segoviana degli Studi di Sor non risiede tanto nella natura e nell’ampiezza della sua revisione (le cui difformità dal testo originale sono state segnalate dagli studiosi in tempi recenti), quanto nel fatto che ha costituito il testo di riferimento per più generazioni di maestri e allievi. Sorge a questo punto inevitabile la domanda: quali furono le fonti dell’edizione? Segovia, nella sua prefazione, non dice nulla al riguardo. Sappiamo che, nel 1936, egli aveva dovuto abbandonare precipitosamente la sua casa a Barcelona, con tutta la sua biblioteca musicale, quindi è assai probabile che, quando giunse in Uruguay alcuni mesi dopo, egli non portasse con sé altro che la chitarra e gli effetti personali: arrivato a Montevideo, egli dovette ricostruire la sua vita da zero. Montevideo era allora una capitale culturalmente vivace e, fin dal suo arrivo, Segovia fu avvicinato con devozione dai membri del Centro Guitarrístico del Uruguay “Conrado P. Koch”, con i quali stabilì un rapporto amichevole. Come tutti gli aficionados, questi chitarristi collezionavano musiche, e probabilmente alle loro biblioteche Segovia avrà fatto ricorso per ricostituire il suo repertorio. Sembra comunque del tutto ragionevole la supposizione che riconosce nell’edizione di Napoléon Coste la sorgente dell’edizione di Segovia. Napoléon Coste (1806-1883), sommo esponente del romanticismo chitarristico francese, fu allievo e amico di Fernando Sor. Dodici anni dopo la scomparsa del maestro, egli curò la pubblicazione del Metodo del 1830. In quell’opera, Sor esponeva i princìpi estetici e tecnici della sua visione della chitarra. Preso da un aspro risentimento nei confronti dei chitarristi della sua epoca – i quali erano, per la maggior parte, dei praticoni ignoranti – Sor si lasciò andare, nel Metodo, a una sterile polemica contro alcuni di loro (non sappiamo nemmeno chi fossero, e possiamo soltanto formulare, al riguardo, delle ipotesi), appesantendo inutilmente la sua – per la verità, di per sé alquanto farraginosa – trattazione. Più sereno ed equilibrato, Coste ripropose l’opera del suo maestro depurandola di tutto ciò che non riguardava il contenuto didattico, e aggiunse, di suo, esercizi e piccoli studi di eccellente fattura. Ebbe inoltre la felice idea di pubblicare una serie di ventisei studi scelti tra tutti quelli che Sor aveva composto e pubblicato. Ben sedici dei venti Studi ordinati e pubblicati quasi un secolo dopo da Segovia sono contenuti nell’antologia di Coste. Quelli che Segovia scelse altrove sono gli Studi n. 11, n. 14 , n. 16 e n. 17. Ci sfuggono i motivi per i quali egli tralasciò alcuni splendidi Studi scelti da Coste: possiamo tuttavia supporre che egli volesse, con ciò, creare una qualche differenza tra la sua antologia e quella del maestro francese, evitando una pedissequa ripetizione. E’ inoltre probabile che alcuni dettagli presenti nell’edizione di Segovia derivino da Coste, che annetteva alla sua edizione il credito di aver riportato la lezione trasmessagli direttamente dall’autore. Segovia tenne fede alla sua convinzione che gli Studi di Sor meritassero gli onori delle esecuzioni pubbliche registrando – in diversi dischi – tredici dei venti Studi da lui pubblicati (non siamo certi di essere a conoscenza di tutte le registrazioni segoviane). Gli Studi di Sor pervennero dunque ai chitarristi della seconda metà del Novecento attraverso il doppio filtro di due maestri romantici, Coste e Segovia, che interpretarono in epoche diverse, ma con uguale fervore, la lezione del grande maestro classico. In questa registrazione, l’interprete accetta la selezione operata da Segovia ma, per quanto riguarda il testo, recupera quello delle edizioni pubblicate durante l’esistenza - e dunque con il controllo - di Sor. In sostanza, Cristiano Porqueddu adotta l’edizione curata dall’autore di queste note per le Edizioni Curci (2008). Sembra opportuno citare dalla prefazione la parte riguardante i criteri seguiti: Per questa ripubblicazione, ci siamo serviti delle varie edizioni pubblicate durante l’esistenza dell’autore, senza omettere di consultare l’edizione di Coste e alcune edizioni postume, tenendo conto di tutte le piccole varianti: in sostanza, siamo pervenuti a una sorta di urtext formato attraverso un minuzioso confronto delle diverse fonti. Lo abbiamo riprodotto fedelmente, limitandoci a correggere, in quello che possiamo considerare l’originale, alcuni refusi, senza minimamente modificare il contenuto, anzi riportandone anche le incongruenze e le difformità nella scrittura musicale. Adottiamo tuttavia la stessa impaginazione dell’edizione Segovia, permettendo così una lettura sinottica delle due versioni e facilitando al massimo il confronto: ne emerge chiaramente la natura dell’intervento che Segovia operò sull’opera didattica e creativa di un autore classico che egli lesse e interpretò alla luce della sua estetica e del suo ideale. Nota: Questo articolo è tratto dalle note di copertina del CD Fernando Sor Studies for Guitar distribuito da Brilliant Classics.
  5. Cristiano Porqueddu

    Gilardino: Studi Brillanti

    Gli 12 Studi Brillanti del compositore piemontese Angelo Gilardino (1941) sono il naturale seguito dei 20 Studi Facili pubblicati dalle stesse Edizioni Curci nel 2011. Rispetto alla serie di Studi Facili è qui richiesta una maggior padronanza tecnica ed è necessario un approccio diverso alle pagine perfettamente inseribili in un programma da concerto. Un'anteprima è disponibile sul sito dell'editore. Gli studi contenuti in questa raccolta sono: Studio n.21 - Felix Studio n.22 - Chissà... Studio n.23 - Marzo Studio n.24 - Golondrinas Studio n.25 - Mistica Studio n.26 - Lindaraja Studio n.27 - Torbellino Studio n.28 - Delpriora Studio n.29 - Heitor Studio n.30 - Romancillo Studio n.31 - Storm Studio n.32 - Superman Dall'introduzione: Questa collezione di dodici Studi brillanti per chitarra costituisce il seguito della raccolta dei venti Studi facili scritta e pubblicata nel 2011. Infatti, la numerazione incomincia dal n. 21, proprio per significare la continuità dello stesso progetto. Chiunque si accosti alla lettura e allo studio di questa serie dovrebbe perciò attentamente leggere – o rileggere – il testo che, presentando gli Studi facili, ne spiega la natura e le finalità: questo libro non se ne discosta in nessun modo e, inoltrandosi nella medesima ricerca, mette a fuoco aspetti più sottili dell’idioma chitarristico e persegue gli obiettivi didattici in un quadro più elaborato, ferma restando quella simbiosi tra le componenti tecnico-strumentali e la sostanza musicale che costituisce il fondamento e la ragion d’essere sia della precedente che di questa raccolta. La collezione è accessibile a diversi livelli: quello ideale, incarnato dagli studenti abbastanza dotati e tenaci da poter giungere a un completo dominio dei brani, e quelli degli studenti che, pur non potendo aspirare a tale risultato, potranno tuttavia giovarsi di ciò che impareranno nei loro tentativi, mentre è del tutto aperta la strada ai concertisti che, senza aver necessariamente bisogno di attingere alle lezioni contenute degli Studi, potranno servirsi dei medesimi come terreno di espressione della loro arte. Si tenga comunque presente che le indicazioni metronomiche scritte all’inizio di ogni Studio rappresentano lo stato di una realizzazione ideale, e non sono da intendere, specie nella fase di apprendimento, come valori imprescindibili. L’aggettivo “brillanti” si riferisce al carattere della maggior parte dei brani; gli altri, oltre a svolgere le proprie, specifiche funzioni, possono essere opportunamente adoperati, nel caso di esecuzioni pubbliche, come movimenti di contrasto all’interno di piccole Suites costituite da selezioni di pezzi “brillanti”. Infatti, si osserverà come la collezione, costruita in modo da offrirsi nella sua totalità quale parte di un programma da concerto, si presti a ulteriori frazionamenti, che ogni interprete potrà operare a suo piacimento. Ho annotato le diteggiature – quasi tutte riferite alla mano sinistra – per rendere evidente il modo con cui i brani sono stati pensati (l’autore scrive a mente, senza adoperare una chitarra), ma ciò non significa che ogni singolo interprete non possa escogitare diteggiature a lui più adatte, a patto di non perdere di vista le specifiche caratteristiche di scrittura – e quindi di suono – di ogni singolo pezzo. Le diteggiature della mano destra essendo molto più aperte alle opzioni, sono state lasciate alle scelte dei docenti, dei concertisti e degli studenti in grado di risolvere i diversi casi con soluzioni che sarebbe assurdo – da parte del compositore – tentare di scoraggiare imponendo scelte univoche. La prima bozza della raccolta è stata inviata ad alcuni maestri, le cui osservazioni sono risultate utilissime nel mettere a punto il testo definitivo qui presentato. Elenco i loro nomi in ordine alfabetico, ringraziandoli sentitamente per la loro collaborazione: Fabio Ardino, Gianluca Barbero, Luigi Biscaldi, Edoardo Dadone, Alberto Mesirca, Filippo Michelangeli, Lorenzo Micheli, Giovanni Podera, Cristiano Porqueddu, Frédéric Zigante. -Angelo Gilardino - Vercelli, 9 giugno 2014. La pubblicazione include il compact disc che contiene la registrazione dei 20 Studi a cura di @Alberto Mesirca.
  6. Cristiano Porqueddu

    Gilardino: Studi Facili

    La raccolta di Studi Facili del compositore piemontese Angelo Gilardino (1941) è destinata a studenti dei corsi di chitarra che desiderano accostarsi ad un determinato linguaggio per lo strumento a sei corde. I brani della raccolta sono: Studio 01 – Stendardo Studio 02 – Nuvole Studio 03 – Sera Studio 04 – Gloria Studio 05 – Scolastica Studio 06 – Notte Studio 07 – Saturno Studio 08 – Papillon Studio 09 – Fontanella Studio 10 – Domande Studio 11 – Unruhe Studio 12 – Tropicale Studio 13 – Tombeau Studio 14 – Burlesca Studio 15 – Pastorale Studio 16 – Escheriana Studio 17 – Tzigane Studio 18 – Zivago Studio 19 – Ghirlanda Studio 20 – Ventanas Dall'introduzione: Questi Studi facili per chitarra sono stati composti per offrire un apporto agli insegnanti e ai loro scolari. Ce n’è bisogno? La letteratura didattica della chitarra è ricca, e non si avverte alcuna necessità di nuovi metodi. Tuttavia, mentre il repertorio di studi composti dai maestri dell’Ottocento e del Novecento tradizionalista (da Sor, Aguado, Carulli e Giuliani fino a Pujol e a Castelnuovo-Tedesco) e destinato agli studenti dei primi corsi è ampio e soddisfacente, non si dà uguale ricchezza negli studi introduttivi alla musica moderna, e pochissime sono, in questo campo, le opere universalmente riconosciute. Esiste quindi un vuoto da colmare, e questa raccolta punta a occuparne una parte, aggiungendosi, con una fisionomia stilistica propria, alle opere didattiche scritte dai grandi maestri del passato. Gli insegnanti che attuano i loro programmi didattici curando fin dall’inizio non soltanto l’apprendimento della tecnica, ma anche la formazione musicale degli allievi, troveranno qui brani che, trattando aspetti ben individuati del lessico della chitarra, collocano ogni procedimento tecnico in un discorso musicale compiuto, vincolando la diteggiatura a precise finalità di ritmo, di espressione, di fraseggio, di colore. Il primo e fondamentale obiettivo al quale ho mirato è dunque la simbiosi tra tecnica e musica: l’allievo deve imparare a subordinare sempre ogni suo gesto meccanico a un risultato estetico, e io ritengo che non esista motivo ragionevole per non stimolarlo a lavorare in questa direzione fin dai suoi primi contatti con lo strumento. È ovvio che, per realizzare un progetto didattico di autentico valore formativo in diretta relazione con il repertorio del Novecento, una raccolta di studi non si deve porre l’obiettivo di intrattenere l’allievo con epidermici – quanto inutili - divertimenti: il lato “facile” di queste piccole composizioni sta nel fatto che, dal punto di vista tecnico, esse sono abbordabili da chi si trova nella fase iniziale della sua formazione, a patto che sia capace di riflettere sugli aspetti musicali (e, a questo riguardo, la funzione dell'insegnante è fondamentale e decisiva) e disposto a spendere un impegno non minore di quello che, nelle fasi successive della sua crescita, gli verrà richiesto dalle opere maggiori del repertorio. Già sento levarsi il critico lamento di coloro che protesteranno per la difficoltà di alcuni di questi piccoli brani: ebbene, credo che si tratti di una manifestazione tipica della pigrizia che affligge insegnanti e allievi accomodati nella convinzione che sia loro dovuto il piacere di suonare in stato di inerzia mentale. Io ritengo invece che il potenziale di molti scolari sia assai superiore a quello che certi autori di volumi didattici sembrano presumere, e con questi studi mi propongo di invitare al lavoro chi voglia seriamente accostarsi al repertorio del Novecento, indicandogli una via che lancia sì alcune sfide, ma che offre anche le relative, e proporzionate, ricompense. La diversità di questi studi, rispetto a quelli classici o tradizionali, si manifesta in diversi aspetti: innanzitutto nella scrittura, che evita di iterare i modelli ottocenteschi, e poi, ad esempio, nella rinuncia a un vincolo tonale (abbandonato a favore della modalità o di altri ambienti armonici), nelle asimmetrie nel periodare musicale, nei frequenti cambi di metrica, nell’uso delle parti incrociate, tutte situazioni alle quali è bene abituare gli studenti al più presto. Ho dato il massimo rilievo alle dinamiche e alle articolazioni, che sono parte strutturale (e non accessoria) di ogni singolo brano. Non vedo infatti ostacoli al proposito di rendere subito familiari i concetti e le pratiche del legato, dello staccato, dei diversi accenti, del crescendo e del diminuendo, del laissez vibrer, etc. Un’altra peculiarità di questa raccolta di studi è la concezione aperta e totale della tastiera: non trovo alcuna motivazione valida per continuare a dividerne lo studio in “posizioni”, e ho quindi scritto brani che spesso si estendono lungo le corde senza barriere, esplorando anche aree fisiche e timbriche evitate negli studi tradizionali e superando la paura del temuto registro sovracuto (hic sunt leones) – che, se affrontato con impostazione e pratica adeguate, non è affatto più difficile degli altri registri. Credo che lo scolaro debba abituarsi subito a governare tutto lo spazio musicale del suo strumento, e che il cambio di posizione sia una tecnica da imparare senza indugi e dilazioni. Mentre ho cercato di tracciare un itinerario logico nella progressione degli studi, non ho inteso disporli in un definito ordine di difficoltà. Credo invece che ogni didatta possa attingere liberamente a questa raccolta riordinando la successione dei brani in relazione al criterio con cui sta guidando la formazione di ogni singolo allievo. Si osservi inoltre che la scelta delle tecniche con le quali realizzare le articolazioni, le dinamiche, gli accenti e gli altri effetti indicati nel testo musicale è interamente lasciata ai docenti, senza vincoli e senza preclusioni per nessuna scuola. Essendo indispensabile l’osservanza di tutti i parametri rappresentati nella notazione, è del tutto pacifico il fatto che alla loro corretta realizzazione si può pervenire attraverso differenti approcci alla tecnica della chitarra. A questo riguardo, mi è sembrato necessario annotare solo la diteggiatura della mano sinistra, in quanto fattore strutturale della composizione: da essa infatti risulta inequivocabilmente come ogni studio sia stato pensato e costruito, e come sia dunque necessario rispettare la distribuzione del tessuto polifonico e armonico sulle corde e lungo la tastiera. La realizzazione fisica del suono – affidata alla mano destra – è invece possibile con diverse diteggiature, ciascuna delle quali può offrire risultati diversamente soddisfacenti (sarà spesso il caso di sperimentarne più di una) e, per non condizionare le scelte dei maestri, ho preferito lasciar loro il compito di escogitare le soluzioni più consone alle loro metodologie. Invito, infine, a prestare attenzione a titoli e sottotitoli, che risulteranno utili a orientare lo studio nella giusta direzione. Dopo la prima stesura della raccolta, ho sottoposto il testo alla lettura di alcuni didatti: Fabio Ardino, Gianluca Barbero, Luigi Biscaldi, Francesco Diodovich, Claudio Maccari, @Alberto Mesirca, Filippo Michelangeli, Lorenzo Micheli, Giovanni Podera, @Cristiano Porqueddu, Stanley Yates, @Frédéric Zigante Li ringrazio sentitamente per le loro osservazioni e i loro suggerimenti. Qui la recensione su SuonareNews La pubblicazione contiene un CD con la registrazione dei 20 studi a cura di @Alberto Mesirca. L'etichetta discografica Brilliant Classics ha pubblicato nel 2012 un disco che raccoglie tutti gli studi di questa raccolta.
  7. Cristiano Porqueddu

    La Chitarra, Angelo Gilardino

    La Chitarra è una pubblicazione facente parte della collana "Lezioni Private" delle Edizioni Curci. Il libro, scritto da @Angelo Gilardino, raccoglie in forma quasi-romanzata le biografie delle più importanti personalità artistiche legate allo strumento a sei corde. Da Rodrigo a Tárrega, i protagonisti delle sei corde raccontati da Angelo Gilardino in una guida dedicata agli appassionati e ai musicisti. È il primo titolo della collana “Lezioni private”: un nuovo spazio di divulgazione musicale, autorevole ma alla portata di tutti. Nel CD allegato i brani più belli, interpretati da Andrés Segovia. Sapevate che la struggente melodia di Giochi proibiti – resa immortale dall’omonimo film di Clément del 1952 – era stata scritta cinquant’anni prima in Argentina dallo sconosciuto Antonio Rubira? E che Nicolò Paganini, diabolico virtuoso del violino, in privato amava suonare l’adorata chitarra? Sono soltanto due esempi tratti dalle migliaia di notizie fornite dal libro La chitarra di Angelo Gilardino, primo titolo della collana Lezioni private (Edizioni Curci). In questo nuovo volume Gilardino, uno dei massimi esponenti mondiali della chitarra, racconta con slancio narrativo le personalità dei grandi compositori. Dalla A di Aguado alla W di Walton, l’autore delinea il ritratto dei grandi maestri delle sei corde con un linguaggio avvincente, anche attraverso aneddoti e curiosità. Il ricco apparato di immagini fotografiche e didascalie contribuisce allo stile accattivante e divulgativo dell’opera. Queste pagine offrono al lettore anche una guida all’ascolto delle opere più importanti e più eseguite nelle sale da concerto: dal celeberrimo Concierto de Aranjuez di Rodrigo alla trascrizione della Ciaccona di Bach, dal Concierto del Sur di Ponce agli Studi di Villa-Lobos. Il risultato è un vademecum agile, gradevole e accessibile a tutti: il punto di partenza ideale per muovere alla scoperta di uno strumento amato e familiare, ma ancora tutto da scoprire. La pubblicazione è arricchita da un CD con una selezione imperdibile delle più belle pagine per chitarra, interpretate dal leggendario virtuoso spagnolo Andrés Segovia. Nell’autorevole prefazione al libro, la vedova del Maestro, Emilia Segovia, scrive: «Sono sicura che Andrés Segovia avrebbe approvato questo libro e sono lieta di salutarne la pubblicazione con il mio plauso beneaugurante: spero che molti lo leggano e, soprattutto, ne facciano un punto di avvio per approfondire la loro conoscenza della chitarra, del suo repertorio e dei suoi maestri». Introduzione: Questo libro si rivolge soprattutto agli appassionati di musica, ai quali la chitarra e il suo repertorio sono ancora assai poco noti. Anni fa, mi accadde di sentirmi confidare da uno dei massimi esponenti della critica musicale italiana: “Io non so niente di chitarra”, il che non mi sorprese; mi colpì, invece, la radiosa innocenza della sua confessione; credo che, se avesse voluto professare la sua ignoranza di un dialetto africano, non l’avrebbe fatto con altrettanto, compiaciuto abbandono. Questa realtà è tuttora molto diffusa nel mondo della musica: ho potuto appurare di persona che i direttori artistici di importanti istituzioni musicali conoscono soltanto il nome di Segovia e il Concierto de Aranjuez, e basta leggere le voci riguardanti chitarra e chitarristi nei maggiori dizionari enciclopedici della musica per rendersi conto di quanto siano approssimative le conoscenze dei redattori in campo chitarristico. Ovviamente, tutto ciò si riversa sulle conoscenze del pubblico che ascolta musica: tutti hanno familiarità con l’immagine convenzionale della chitarra, ma riguardo alla sua letteratura, cioè alla sua vera identità musicale, moltissimi, quasi tutti, brancolano nel buio. Avendo scritto libri di storia e di tecnica della chitarra, so bene che non è possibile raggiungere il pubblico con trattazioni destinate agli strumentisti. Ho pensato allora a un libro in cui gli autori e i brani del repertorio più adatti a formare una conoscenza basilare della musica per chitarra siano presentati in una forma semplice, accessibile anche a chi non sia chitarrista e persino a chi non disponga di una formazione musicale: del resto, offrire una base informativa senza scadere nella superficialità o nella faciloneria è compito forse più arduo che quello di scrivere in stile accademico. Naturalmente, la semplicità del “racconto” non deve mai andare a scapito della sua veridicità: vorrei porre l’accento su questo aspetto, facendo notare che il contenuto questo libro è frutto delle ricerche di parecchi studiosi, i cui scritti da decenni si sono accumulati allo scopo di sostituire, nella storia della chitarra, i risultati delle ricerche agli aneddoti e alle leggende. Il carattere informativo – si potrebbe dire propedeutico - del volume mi obbliga però a limitare la selezione a una parte del repertorio e a tralasciare autori e opere di rilievo non minore di quelle che includo. Spero che i viventi esclusi non me ne vogliano e che comprendano come ho operato la selezione: non si è certo trattato di un crivello del genere di quello adoperato dagli autori di testi di storia della musica scritti agli ordini di Theodor W. Adorno, ma piuttosto di una valutazione dei diversi livelli di accessibilità esistenti tra le composizioni più valide, considerando anche la reperibilità delle musiche nelle incisioni discografiche correnti. La chitarra è uno strumento arcaico. Il suo repertorio scritto incominciò a formarsi nel secolo XVI, grazie all’invenzione della stampa. Tuttavia, la chitarra che noi oggi conosciamo, cioè uno strumento a sei corde semplici, trovò il suo assetto (morfologia e accordatura) soltanto verso la fine del secolo XVIII: essa è dunque uno strumento coevo del pianoforte. La chitarra del secolo XVII e della prima parte del secolo XVIII, chiamata chitarra barocca, aveva cinque corde doppie e veniva accordata in modi diversi. Questo libro si occupa del repertorio della chitarra esacorde, cioè della musica per chitarra a partire dal secolo XIX, e non della musica per chitarra barocca, che richiede una trattazione a sé. Pur essendo popolare, la chitarra vede misconosciuta la sua più grande ricchezza: un repertorio plurisecolare che giace ai margini della storia della musica, non a causa di giudizi motivati ma – spiace doverlo dire – per pura e semplice ignoranza. Vorrei, con questo libro, gettare un po’ di luce sulle figure e sulle opere di musicisti che hanno speso il loro talento nel dar vita a tale repertorio, dei cui peculiari valori il mondo musicale dovrebbe alfine coscienziosamente prendere atto, e del cui viatico spirituale l’umanità tutta ha, di questi tempi, un estremo bisogno. -Angelo Gilardino Un'anteprima tratta dalla pubblicazione: Il libro include un compact disc con alcune celeberrime interpretazioni di Andrés Segovia. In allegato la recensione della pubblicazione del Giornale della Musica. Nella sezione Download è pubblicata la registrazione della presentazione del libro su Radio Tre Suite con una intervista all'autore. F1 Gilardino GIORNALE DELLA MUSICA 2011.pdf
  8. Version 1.0.0

    1 download

    Registrazione della trasmissione Radio Tre Suite del 1 Dicembre 2010. Nel corso della trasmissione si parla del libro La chitarra (Edizioni Curci EC 11696), una guida all'ascolto per conoscere da vicino i grandi maestri delle sei corde e le loro opere più importanti ed eseguite nelle sale da concerto. Al volume è allegato un CD con la selezione delle pagine più belle per chitarra eseguite dal leggendario virtuoso spagnolo Andrés Segovia.
  9. Cristiano Porqueddu

    Un fiorentino a Beverly Hills, Angelo Gilardino

    1968-2018: 50° anniversario della morte di Mario Castelnuovo-Tedesco. Edizioni Curci, in collaborazione con il CIDIM - Comitato Nazionale Italiano Musica, celebra il compositore con la pubblicazione degli inediti e della prima biografia. A cura di Angelo Gilardino. Maggiori informazioni: http://www.edizionicurci.it/printed-music/default.asp Leggi la scheda di questo/a pubblicazione
  10. Cristiano Porqueddu

    La Chitarra, Angelo Gilardino

    E' uscito oggi 21 Settembre 2010 il nuovo libro di Angelo Gilardino "La Chitarra" edito da Curci. Angelo Gilardino (Vercelli, 1941), compositore, docente nei Conservatori di Stato, direttore artistico della Fondazione Segovia di Linares (1997-2005), è uno dei massimi esponenti mondiali della chitarra. In questo volume racconta con slancio narrativo la personalità dei grandi compositori e offre al lettore una guida all’ascolto delle loro opere più importanti ed eseguite nelle sale da concerto. I capolavori che in quasi tre secoli hanno formato l’identità della chitarra. Una storia appassionante, ricca di notizie, aneddoti, curiosità, per scoprire tutti i segreti delle sei corde. Nel cd allegato una selezione imperdibile delle pagine più belle per chitarra, eseguite dal leggendario virtuoso spagnolo Andrés Segovia. Formato: 15x20 N° di catalogo: EC 11696 Prezzo: € 18,00
  11. Cristiano Porqueddu

    Studi scelti per chitarra, Mauro Giuliani

    Collana: Maestri della chitarra Edizioni Curci N° catalogo: EC 11747 Prezzo: € 16,00 ISMN: 9790215903920 CD: Giulio Tampalini In appendice "Variazioni op. 107 su un tema di Haendel" Revisione e diteggiatura di Giovanni Podera e Giulio Tampalini Presentazione Mauro Giuliani (Bisceglie 1781 – Napoli 1829) è stato il più importante chitarrista-compositore italiano dell’Ottocento. Ha scritto tre concerti per chitarra e orchestra, composizioni per due chitarre e numerosi brani cameristici in cui la chitarra si rapporta efficacemente agli altri strumenti. Le sue opere per chitarra sola comprendono una grande varietà di generi, dove spiccano le sonate, i temi e variazione, le fantasie e le composizione didattiche (oltre 160 brani fra studi, esercizi e lezioni) fondamentali per la formazione di un chitarrista. Nella sua ampia produzione Giuliani ha sempre dimostrato di possedere una geniale scrittura compositiva unita a una profonda conoscenza delle possibilità tecniche della chitarra. Il cd allegato contiene l’esecuzione delle opere raccolte nel volume interpretate da Giulio Tampalini. Prefazione Questa antologia offre un compendio degli studi più belli e significativi di Mauro Giuliani indispensabili nella formazione di un chitarrista, oltre a una selezione di facili brani di carattere ricreativo. Per la pubblicazione dei brani sono state consultate le più attendibili edizioni originali dell’Ottocento (Artaria, Haslinger, Meissonnier, Rihault, Ricordi, Simrock, Sprenger, Stamperia Chimica). Gli studi sono disposti in ordine progressivo di difficoltà, sulla base di precisi intendimenti didattici. La revisione è stata effettuata seguendo criteri filologici, mentre i segni musicali non indicati nell'originale sono collocati tra parentesi quadra. La diteggiatura, sovente assente o incompleta nell’originale, è stata aggiunta adattandola, dove necessario, alla tecnica strumentale moderna. Le alterazioni di precauzione, l’indicazione di capotasto (barrè) sollevato dai bassi e le diteggiature alternative sono poste fra parentesi tonda. Le sporadiche legature suggerite dai revisori sono scritte con linea tratteggiata. I punti collocati dal compositore sotto le note, prima o dopo una legatura, non sono da intendersi come "staccato" ma segnalano l'interruzione del legato chitarristico. In appendice, infine, abbiamo aggiunto uno dei capolavori più eseguiti di Giuliani: Variazioni op. 107 su un tema di Haendel. Lievemente modificato dall'autore rispetto all'originale, il tema - conosciuto con il nome "Il fabbro armonioso" - è tratto dalla Suite n. 5 in mi maggiore per calvicembalo (HWV 430). Le Variazioni, pubblicate per la prima volta nel 1827 a Milano da Ricordi, furono ristampate all'epoca anche dall'editore Hofmeister di Lipsia. La revisione è condotta sulla base di quest'ultima edizione e la diteggiatura della mano sinistra, assente nell'originale, è stata aggiunta completamente. Il volume è accompagnato da un cd con l'esecuzione integrale di tutti i brani presenti nella raccolta interpretati da Giulio Tampalini come esempio e cimento per lo studente e per l'appassionato.
  12. Cristiano Porqueddu

    Il legno che canta - 2a Edizione, Angelo Gilardino-Mario Grimaldi

    Il legno che canta La liuteria chitarristica italiana nel Novecento [SECONDA EDIZIONE] di Angelo Gilardino e Mario Grimaldi Alla scoperta dell’arte dei costruttori italiani di chitarre in una prospettiva di una doverosa rivalutazione della loro opera. Cinque ritratti degli artigiani più importanti nati entro il 1920: Luigi Mozzani, Pietro Gallinotti, Lorenzo Bellafontana, Mario Pabè e Nicola De Bonis Appendice iconografica a colori. L'arte dei costruttori italiani di chitarre collocata finalmente in una giusta e doverosa rivalutazione della loro opera, ancora misconosciuta e sottostimata. Cinque grandi maestri della liuteria del Novecento nati entro il 1920: Luigi Mozzani, Pietro Gallinotti, Lorenzo Bellafontana, Mario Pabè e Nicola De Bonis. La loro storia, gli studi, i viaggi, gli incontri con gli interpreti, la sapienza di un'arte che ha reso leggendari i loro strumenti. Cinque figure emblematiche, degne di essere collocate accanto a quelle dei grandi liutai iberici il cui prestigio è meritatamente vivo in tutto il mondo: così sia anche per i grandi italiani che costruirono magnifiche chitarre in tempi in cui, al sostantivo "chitarra", l'aggettivo "spagnola" si legava inscindibilmente in una sorta di simbiosi molto simile al luogo comune.
  13. Io, la chitarra e altri incontri. Memorie di un artista Uno dei più autorevoli chitarristi e compositori italiani, in occasione del suo 75° compleanno, ripercorre in 14 lettere a destinatari i cui “incontri” hanno cambiato la vita (dai genitori a Castelnuovo-Tedesco e Segovia) la propria storia, dalle origini rurali tra le risaie del vercellese sino all’elaborazione di un’arte raffinata e trascendente. Da IBS.IT Un anziano, riservato musicista, conosciuto in tutto il mondo per la sua opera di compositore, storico e didatta della chitarra, abbandona per una volta il pentagramma e si regala una vacanza da scrittore. In quattordici lettere indirizzate a persone che sono state importanti nella sua vita, ripercorre la propria storia, dalle origini rurali tra le risaie del vercellese all'elaborazione di un'arte raffinata sino alla trascendenza. Non si tratta soltanto di un libro di memorie musicali, ma soprattutto del racconto - alla portata di tutti - di un uomo che è riuscito a trasferire il proprio mondo di immagini in quello reale, e che guarda al proprio passato ritrovandovi, in chiave mitica, i segni di un destino al quale ha obbedito con religiosa fedeltà e inesauribile passione.
  14. Cristiano Porqueddu

    Andrés Segovia. L’uomo, l’artista , Angelo Gilardino

    Titolo: Andrés Segovia. L’uomo, l’artista Autore: Angelo Gilardino Formato: 14,5x21 Pagine: 256 ISBN: 9788863951349 Prezzo: € 19,00 Edizione: Edizioni Curci, Milano 2012 «Esimio Maestro Segovia, Lei ha lasciato questo mondo la mattina del 3 giugno 1987, un quarto di secolo fa. In questo periodo, la Sua memoria non è sbiadita – i chitarristi seguitano l’evocazione del Suo nome, e anche i nuovi mezzi di comunicazione telematica hanno preso possesso dei filmati in cui Lei suona o parla, e li fanno rimbalzare in tutto il pianeta – ma la conoscenza della Sua figura umana, al di là della mitologia e dell’aneddotica, non ha fatto grandi passi in avanti». Angelo Gilardino (dal Prologo in forma di epistola) Inizia così con un “Prologo in forma di epistola”, Andrés Segovia. L’uomo, l’artista, prima biografia in italiano sul più grande chitarrista dei nostri tempi: a scriverla uno dei massimi esponenti del mondo delle sei corde di oggi, Angelo Gilardino, che è stato, tra l’altro, direttore artistico della Fondazione Segovia di Linares dal 1997 al 2005. Ed è fin da queste primissime parole che il lettore si sente come guidato per mano in un affascinante viaggio alla scoperta di un grandissimo musicista e di un personaggio-mito dalla vita e dalla carriera esemplari. E fin da subito risultano chiari ed evidenti e l’itinerario che si seguirà e le modalità del viaggio stesso. L’idea del “Prologo in forma di epistola” è un bellissimo espediente letterario, senza dubbio: ma ciò che più importa è che fa capire la sensibilità e la grandezza di chi scrive. Un approccio alla vita dell’artista dalla parte dell’artista: è come se fosse Segovia stesso a parlare attraverso la scrittura di Gilardino, narratore silenzioso come solo i grandi sanno essere. Una scrittura bellissima, non solo per l’uso sapiente della lingua (non c’è una virgola o un aggettivo di troppo, non una parola che stoni o fuori posto… ) ma anche e soprattutto per la straordinaria capacità narrativa che trascina il lettore come un fiume in piena. Una narrazione avvincente quella di Angelo Gilardino che, stilisticamente, si avvicina a quella di un romanzo supportata, però, dalla profonda conoscenza: conoscenza documentatissima, frutto di lunghe e accurate ricerche. Al centro c’è lui, Andrès Segovia, con la sua straordinaria vita; la vita dell’artista, da Linares la cittadina andalusa che gli diede i natali alla fama conquistata nelle più prestigiose sale da concerto di tutto il mondo; e, allo stesso tempo, la vicenda dell’uomo - tre mogli, quattro figli, la guerra civile spagnola, la fuga a Montevideo, il saccheggio della sua casa di Barcelona, il secondo conflitto mondiale, gli anni di New York e gli incontri con tanti protagonisti della grande musica, fino al sereno declino nella patria ritrovata. Una storia dove, intorno all’artista, grande protagonista del Novecento, ruotano i liutai che hanno costruito strumenti diventati leggendari, i compositori che hanno rinnovato il repertorio della chitarra, le incisioni discografiche, le edizioni musicali, il rispettoso atteggiamento della comunità musicale. La biografia, avvincente e documentata, di un uomo il cui destino era diventare il più grande chitarrista dei nostri tempi. Una biografia che nasce non solo dall’amore e dalla stima per il grande artista ma anche da due esigenze profondamente sentite da Angelo Gilardino. Da un lato, la volontà di porre fine a tutta una serie di aneddoti, dati e chiacchiere senza fondamento che circolavano su Segovia; inoltre, le biografie già esistenti sul chitarrista e la sua stessa, parziale autobiografia, abbondano di notizie, ma mancano di un profilo e di una linea interpretativa dell’artista e del personaggio, e non rispondono a una domanda fondamentale: “Chi era Segovia?”. Dall’altro lato, la necessità di Gilardino di rispondere “a quel bisogno di sapere e di comprendere che avverto nelle inquietudini dei giovani chitarristi che – appena usciti dalle aule del conservatorio o tuttora impegnati nella loro formazione di studenti – si interrogano ogni giorno sul senso del loro fare musica con la chitarra: io credo che la Sua lezione, letta senza l’inganno delle passioni e depurata di ogni falsità, possa essere loro maestra”. Angelo Gilardino si rivolge ai chitarristi, naturalmente: ma, dopo aver letto questa bellissima biografia non ho dubbi nell’affermare che la lezione di Segovia può essere maestra non solo a loro, e ai musicisti in generale, ma anche ai semplici appassionati e a chiunque abbia la sensibilità e la volontà di imparare dall’esempio di uno straordinario artista e uomo. -Adriana Benignetti
  15. Cristiano Porqueddu

    Fernando Sor 20 Studies for Guitar, Cristiano Porqueddu

    Sono lieto di annunciare che Brilliant Classics ha iniziato la distribuzione del CD "Fernando Sor 20 Studies for Guitar". La registrazione è basata sulla nuova edizione (Ed. Curci, 2008) curata dal chitarrista-compositore contemporaneo Angelo Gilardino. Dal sito dell'editore: The first complete recording based on the new Curci edition of the famous 20 Studies of the Spanish composer Fernando Sor (1778 – 1839) selected by Andrés Segovia and edited by Angelo Gilardino. Angelo Gilardino (Vercelli, Italy, 1941), composer, guitarist, musicologist and teacher, was the artistic director of the Andrés Segovia Foundation at Linares (Spain) from 1997 until 2005. He rescued many unknown works for guitar in the Segovia’s archive, providing a powerful contribution to the repertoire of this instrument in the 20th century. Completely revisited in the timbres and colors of high value music for six strings belonging to the classical repertoire and of great interest to students and professionals. A complete and innovative reading, carried out thanks to ‘urtext’ version, the latter the result of a comparison of minunzioso sources. It follows a synoptic reading of the two versions from which emerge in a transparent way the nature of the work of Segovia and creative teaching of a classical author that he read and interpreted in the light of his aesthetics and his ideal. -- Anno di pubblicazine: 2010 Etichetta discografica: Brilliant Classics Periodo: 8-22 Novembre 2009 Sede: Chiesa La Solitudine e Chiesa San Carlo (Nuoro, ITALIA) Chitarra: Giuseppe Guagliardo, 2003 Corde: Augustine Imperials
  16. Il legno che canta La liuteria chitarristica italiana nel Novecento [SECONDA EDIZIONE] di Angelo Gilardino e Mario Grimaldi Alla scoperta dell’arte dei costruttori italiani di chitarre in una prospettiva di una doverosa rivalutazione della loro opera. Cinque ritratti degli artigiani più importanti nati entro il 1920: Luigi Mozzani, Pietro Gallinotti, Lorenzo Bellafontana, Mario Pabè e Nicola De Bonis Appendice iconografica a colori. L'arte dei costruttori italiani di chitarre collocata finalmente in una giusta e doverosa rivalutazione della loro opera, ancora misconosciuta e sottostimata. Cinque grandi maestri della liuteria del Novecento nati entro il 1920: Luigi Mozzani, Pietro Gallinotti, Lorenzo Bellafontana, Mario Pabè e Nicola De Bonis. La loro storia, gli studi, i viaggi, gli incontri con gli interpreti, la sapienza di un'arte che ha reso leggendari i loro strumenti. Cinque figure emblematiche, degne di essere collocate accanto a quelle dei grandi liutai iberici il cui prestigio è meritatamente vivo in tutto il mondo: così sia anche per i grandi italiani che costruirono magnifiche chitarre in tempi in cui, al sostantivo "chitarra", l'aggettivo "spagnola" si legava inscindibilmente in una sorta di simbiosi molto simile al luogo comune. Maggiori informazioni: http://www.suonare.it/SUONARESHOP/Legno_che_canta.html Leggi la scheda di questo/a pubblicazione
  17. Io, la chitarra e altri incontri. Memorie di un artista Uno dei più autorevoli chitarristi e compositori italiani, in occasione del suo 75° compleanno, ripercorre in 14 lettere a destinatari i cui “incontri” hanno cambiato la vita (dai genitori a Castelnuovo-Tedesco e Segovia) la propria storia, dalle origini rurali tra le risaie del vercellese sino all’elaborazione di un’arte raffinata e trascendente. Da IBS.IT Un anziano, riservato musicista, conosciuto in tutto il mondo per la sua opera di compositore, storico e didatta della chitarra, abbandona per una volta il pentagramma e si regala una vacanza da scrittore. In quattordici lettere indirizzate a persone che sono state importanti nella sua vita, ripercorre la propria storia, dalle origini rurali tra le risaie del vercellese all'elaborazione di un'arte raffinata sino alla trascendenza. Non si tratta soltanto di un libro di memorie musicali, ma soprattutto del racconto - alla portata di tutti - di un uomo che è riuscito a trasferire il proprio mondo di immagini in quello reale, e che guarda al proprio passato ritrovandovi, in chiave mitica, i segni di un destino al quale ha obbedito con religiosa fedeltà e inesauribile passione. Maggiori informazioni: http://www.suonare.it/SUONARESHOP/Gilardino_io_la_chitarra_e.html Leggi la scheda di questo/a pubblicazione
  18. Titolo: Andrés Segovia. L’uomo, l’artista Autore: Angelo Gilardino Formato: 14,5x21 Pagine: 256 ISBN: 9788863951349 Prezzo: € 19,00 Edizione: Edizioni Curci, Milano 2012 «Esimio Maestro Segovia, Lei ha lasciato questo mondo la mattina del 3 giugno 1987, un quarto di secolo fa. In questo periodo, la Sua memoria non è sbiadita – i chitarristi seguitano l’evocazione del Suo nome, e anche i nuovi mezzi di comunicazione telematica hanno preso possesso dei filmati in cui Lei suona o parla, e li fanno rimbalzare in tutto il pianeta – ma la conoscenza della Sua figura umana, al di là della mitologia e dell’aneddotica, non ha fatto grandi passi in avanti». Angelo Gilardino (dal Prologo in forma di epistola) Inizia così con un “Prologo in forma di epistola”, Andrés Segovia. L’uomo, l’artista, prima biografia in italiano sul più grande chitarrista dei nostri tempi: a scriverla uno dei massimi esponenti del mondo delle sei corde di oggi, Angelo Gilardino, che è stato, tra l’altro, direttore artistico della Fondazione Segovia di Linares dal 1997 al 2005. Ed è fin da queste primissime parole che il lettore si sente come guidato per mano in un affascinante viaggio alla scoperta di un grandissimo musicista e di un personaggio-mito dalla vita e dalla carriera esemplari. E fin da subito risultano chiari ed evidenti e l’itinerario che si seguirà e le modalità del viaggio stesso. L’idea del “Prologo in forma di epistola” è un bellissimo espediente letterario, senza dubbio: ma ciò che più importa è che fa capire la sensibilità e la grandezza di chi scrive. Un approccio alla vita dell’artista dalla parte dell’artista: è come se fosse Segovia stesso a parlare attraverso la scrittura di Gilardino, narratore silenzioso come solo i grandi sanno essere. Una scrittura bellissima, non solo per l’uso sapiente della lingua (non c’è una virgola o un aggettivo di troppo, non una parola che stoni o fuori posto… ) ma anche e soprattutto per la straordinaria capacità narrativa che trascina il lettore come un fiume in piena. Una narrazione avvincente quella di Angelo Gilardino che, stilisticamente, si avvicina a quella di un romanzo supportata, però, dalla profonda conoscenza: conoscenza documentatissima, frutto di lunghe e accurate ricerche. Al centro c’è lui, Andrès Segovia, con la sua straordinaria vita; la vita dell’artista, da Linares la cittadina andalusa che gli diede i natali alla fama conquistata nelle più prestigiose sale da concerto di tutto il mondo; e, allo stesso tempo, la vicenda dell’uomo - tre mogli, quattro figli, la guerra civile spagnola, la fuga a Montevideo, il saccheggio della sua casa di Barcelona, il secondo conflitto mondiale, gli anni di New York e gli incontri con tanti protagonisti della grande musica, fino al sereno declino nella patria ritrovata. Una storia dove, intorno all’artista, grande protagonista del Novecento, ruotano i liutai che hanno costruito strumenti diventati leggendari, i compositori che hanno rinnovato il repertorio della chitarra, le incisioni discografiche, le edizioni musicali, il rispettoso atteggiamento della comunità musicale. La biografia, avvincente e documentata, di un uomo il cui destino era diventare il più grande chitarrista dei nostri tempi. Una biografia che nasce non solo dall’amore e dalla stima per il grande artista ma anche da due esigenze profondamente sentite da Angelo Gilardino. Da un lato, la volontà di porre fine a tutta una serie di aneddoti, dati e chiacchiere senza fondamento che circolavano su Segovia; inoltre, le biografie già esistenti sul chitarrista e la sua stessa, parziale autobiografia, abbondano di notizie, ma mancano di un profilo e di una linea interpretativa dell’artista e del personaggio, e non rispondono a una domanda fondamentale: “Chi era Segovia?”. Dall’altro lato, la necessità di Gilardino di rispondere “a quel bisogno di sapere e di comprendere che avverto nelle inquietudini dei giovani chitarristi che – appena usciti dalle aule del conservatorio o tuttora impegnati nella loro formazione di studenti – si interrogano ogni giorno sul senso del loro fare musica con la chitarra: io credo che la Sua lezione, letta senza l’inganno delle passioni e depurata di ogni falsità, possa essere loro maestra”. Angelo Gilardino si rivolge ai chitarristi, naturalmente: ma, dopo aver letto questa bellissima biografia non ho dubbi nell’affermare che la lezione di Segovia può essere maestra non solo a loro, e ai musicisti in generale, ma anche ai semplici appassionati e a chiunque abbia la sensibilità e la volontà di imparare dall’esempio di uno straordinario artista e uomo. -Adriana Benignetti Maggiori informazioni: http://www.suonare.it/SUONARESHOP/Segovia.html Leggi la scheda di questo/a pubblicazione
  19. Cristiano Porqueddu

    Studi scelti per chitarra, Mauro Giuliani

    Collana: Maestri della chitarra Edizioni Curci N° catalogo: EC 11747 Prezzo: € 16,00 ISMN: 9790215903920 CD: Giulio Tampalini In appendice "Variazioni op. 107 su un tema di Haendel" Revisione e diteggiatura di Giovanni Podera e Giulio Tampalini Presentazione Mauro Giuliani (Bisceglie 1781 – Napoli 1829) è stato il più importante chitarrista-compositore italiano dell’Ottocento. Ha scritto tre concerti per chitarra e orchestra, composizioni per due chitarre e numerosi brani cameristici in cui la chitarra si rapporta efficacemente agli altri strumenti. Le sue opere per chitarra sola comprendono una grande varietà di generi, dove spiccano le sonate, i temi e variazione, le fantasie e le composizione didattiche (oltre 160 brani fra studi, esercizi e lezioni) fondamentali per la formazione di un chitarrista. Nella sua ampia produzione Giuliani ha sempre dimostrato di possedere una geniale scrittura compositiva unita a una profonda conoscenza delle possibilità tecniche della chitarra. Il cd allegato contiene l’esecuzione delle opere raccolte nel volume interpretate da Giulio Tampalini. Prefazione Questa antologia offre un compendio degli studi più belli e significativi di Mauro Giuliani indispensabili nella formazione di un chitarrista, oltre a una selezione di facili brani di carattere ricreativo. Per la pubblicazione dei brani sono state consultate le più attendibili edizioni originali dell’Ottocento (Artaria, Haslinger, Meissonnier, Rihault, Ricordi, Simrock, Sprenger, Stamperia Chimica). Gli studi sono disposti in ordine progressivo di difficoltà, sulla base di precisi intendimenti didattici. La revisione è stata effettuata seguendo criteri filologici, mentre i segni musicali non indicati nell'originale sono collocati tra parentesi quadra. La diteggiatura, sovente assente o incompleta nell’originale, è stata aggiunta adattandola, dove necessario, alla tecnica strumentale moderna. Le alterazioni di precauzione, l’indicazione di capotasto (barrè) sollevato dai bassi e le diteggiature alternative sono poste fra parentesi tonda. Le sporadiche legature suggerite dai revisori sono scritte con linea tratteggiata. I punti collocati dal compositore sotto le note, prima o dopo una legatura, non sono da intendersi come "staccato" ma segnalano l'interruzione del legato chitarristico. In appendice, infine, abbiamo aggiunto uno dei capolavori più eseguiti di Giuliani: Variazioni op. 107 su un tema di Haendel. Lievemente modificato dall'autore rispetto all'originale, il tema - conosciuto con il nome "Il fabbro armonioso" - è tratto dalla Suite n. 5 in mi maggiore per calvicembalo (HWV 430). Le Variazioni, pubblicate per la prima volta nel 1827 a Milano da Ricordi, furono ristampate all'epoca anche dall'editore Hofmeister di Lipsia. La revisione è condotta sulla base di quest'ultima edizione e la diteggiatura della mano sinistra, assente nell'originale, è stata aggiunta completamente. Il volume è accompagnato da un cd con l'esecuzione integrale di tutti i brani presenti nella raccolta interpretati da Giulio Tampalini come esempio e cimento per lo studente e per l'appassionato. Maggiori informazioni: http://www.edizionicurci.it/printed-music/scheda.asp?id=3117#ancora_top Leggi la scheda di questo/a pubblicazione
  20. Sono lieto di annunciare che Brilliant Classics ha iniziato la distribuzione del CD "Fernando Sor 20 Studies for Guitar". La registrazione è basata sulla nuova edizione (Ed. Curci, 2008) curata dal chitarrista-compositore contemporaneo Angelo Gilardino. Dal sito dell'editore: The first complete recording based on the new Curci edition of the famous 20 Studies of the Spanish composer Fernando Sor (1778 – 1839) selected by Andrés Segovia and edited by Angelo Gilardino. Angelo Gilardino (Vercelli, Italy, 1941), composer, guitarist, musicologist and teacher, was the artistic director of the Andrés Segovia Foundation at Linares (Spain) from 1997 until 2005. He rescued many unknown works for guitar in the Segovia’s archive, providing a powerful contribution to the repertoire of this instrument in the 20th century. Completely revisited in the timbres and colors of high value music for six strings belonging to the classical repertoire and of great interest to students and professionals. A complete and innovative reading, carried out thanks to ‘urtext’ version, the latter the result of a comparison of minunzioso sources. It follows a synoptic reading of the two versions from which emerge in a transparent way the nature of the work of Segovia and creative teaching of a classical author that he read and interpreted in the light of his aesthetics and his ideal. -- Anno di pubblicazine: 2010 Etichetta discografica: Brilliant Classics Periodo: 8-22 Novembre 2009 Sede: Chiesa La Solitudine e Chiesa San Carlo (Nuoro, ITALIA) Chitarra: Giuseppe Guagliardo, 2003 Corde: Augustine Imperials Maggiori informazioni: http://www.cristianoporqueddu.com/discography/fernando-sor-20-studies-for-guitar/ Leggi la scheda di questo/a novità discografica
  21. Cristiano Porqueddu

    La Chitarra, Angelo Gilardino

    E' uscito oggi 21 Settembre 2010 il nuovo libro di Angelo Gilardino "La Chitarra" edito da Curci. Angelo Gilardino (Vercelli, 1941), compositore, docente nei Conservatori di Stato, direttore artistico della Fondazione Segovia di Linares (1997-2005), è uno dei massimi esponenti mondiali della chitarra. In questo volume racconta con slancio narrativo la personalità dei grandi compositori e offre al lettore una guida all’ascolto delle loro opere più importanti ed eseguite nelle sale da concerto. I capolavori che in quasi tre secoli hanno formato l’identità della chitarra. Una storia appassionante, ricca di notizie, aneddoti, curiosità, per scoprire tutti i segreti delle sei corde. Nel cd allegato una selezione imperdibile delle pagine più belle per chitarra, eseguite dal leggendario virtuoso spagnolo Andrés Segovia. Formato: 15x20 N° di catalogo: EC 11696 Prezzo: € 18,00 Maggiori informazioni: http://www.edizionicurci.it/printed-music/scheda.asp?id=3025 Leggi la scheda di questo/a pubblicazione
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