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Trovato 5 risultati

  1. Buon anno a tutti i frequentatori del Forum. Con questa discussione intendo approfondire la situazione della composizione: Divertimento op. A=32 di Joan Manén, per orchestra da camera. Leggendo su internet al seguente link http://www.ga-usa.com/classical-guitar/projects/ag_post/100/ag00045.html, sembra che sia molto simile alla Fantasia-Sonata A=22 per chitarra. Dunque ero interessato a sapere se è stata pubblicata, se ci sono incisioni discografiche e/o articoli al riguardo. Ringrazio in anticipo chi vorrà e potrà aiutarmi. A.Y.
  2. Joan Manén - Fantasia - Sonata Op. A=22

    Joan Manén (1883-1971) fu un grande violinista la cui carriera iniziò in precocissima età. Il suo personale modo di concepire la scrittura musicale è molto lontano dal suo essere concertista: le sue pagine sono molto distanti da costruzioni virtuosistiche o d’effetto ma si concentrano su una dimensione profonda e una investigazione più intima e raccolta. Prima di conoscere Segovia, Manén entrò in contatto con il mondo della chitarra grazie a Francisco Tárrega (1852 – 1909). Purtroppo non fu un incontro confortante e la testimonianza non lascia molti dubbi: “La terza e ultima volta che vidi Tárrega fu a Barcellona, nella sua casa, quando dovevo avere circa ventidue anni. Una casa editrice musicale mi aveva commissionato il progetto di un’opera pedagogica per chitarra, con la sua collaborazione. Parlammo, parlammo, alla fine, di tutto meno che del progetto che mi aveva condotto là. Le sue parole rivelavano delusione, sconfitta, amarezza e sconforto invincibile. Mi fece ascoltare un arrangiamento di Schumann e mi spiegò una nuova maniera di attaccare le corde che richiedeva ancora più studio, sacrifici, nuovi sforzi. Illusioni tra tante delusioni…Idealismo tra tante crudeli realtà…Poi non lo vidi più.” Successivamente conobbe Andrés Segovia, figura decisamente più carismatica, e nel 1930 l’editore Schott pubblicava la Fantasìa-Sonata, sua unica composizione per chitarra. La Fantasìa-Sonata è l’unico esempio del repertorio per le sei corde di “sonata-ciclica” una forma che vede la sua massima espressione nella Sonata in Si minore per pianoforte di Franz Liszt (1811-1886). Al profondo e pensoso corale iniziale – nel quale è esposto tutto il materiale elaborato nell'intera opera – fanno seguito tre sezioni. La prima inizia ex-abrupto con un Allegro di spirito ritmico e marcato dove il registro dello strumento viene sfruttato in maniera quasi completa; l’elaborazione di cellule tematiche a volte anche minime, procede senza soluzione di continuità in una costruzione che mai abbandona l’eleganza e l’agilità compositiva. La seconda sezione, Adagio cantabile, quasi in modo di un recitativo, ma in tempo, è di meditazione e riflessione. L’autore ripropone gli elementi tematici ma in una metamorfosi nella quale la calda linea melodica è sostenuta da parti accordali. La terza e ultima sezione è un infuocato Fandango dove gli accenni melodici (quasi dei veri e propri vocalizzi) sono alternati a parti ritmicamente marcate con plaqué e rasgueados. Il brano si conclude replicando la parte iniziale con una variazione in coda e spegnendosi sul pianissimo. Interpretazione tratta dal CD "Novecento Guitar Sonatas" (C) 2014 Brilliant Classics
  3. Joan Manén (1883-1971) fu un grande violinista la cui carriera iniziò in precocissima età. Il suo personale modo di concepire la scrittura musicale è molto lontano dal suo essere concertista: le sue pagine sono molto distanti da costruzioni virtuosistiche o d’effetto ma si concentrano su una dimensione profonda e una investigazione più intima e raccolta. Prima di conoscere Segovia, Manén entrò in contatto con il mondo della chitarra grazie a Francisco Tárrega (1852 – 1909). Purtroppo non fu un incontro confortante e la testimonianza non lascia molti dubbi: “La terza e ultima volta che vidi Tárrega fu a Barcellona, nella sua casa, quando dovevo avere circa ventidue anni. Una casa editrice musicale mi aveva commissionato il progetto di un’opera pedagogica per chitarra, con la sua collaborazione. Parlammo, parlammo, alla fine, di tutto meno che del progetto che mi aveva condotto là. Le sue parole rivelavano delusione, sconfitta, amarezza e sconforto invincibile. Mi fece ascoltare un arrangiamento di Schumann e mi spiegò una nuova maniera di attaccare le corde che richiedeva ancora più studio, sacrifici, nuovi sforzi. Illusioni tra tante delusioni…Idealismo tra tante crudeli realtà…Poi non lo vidi più.” Successivamente conobbe Andrés Segovia, figura decisamente più carismatica, e nel 1930 l’editore Schott pubblicava la Fantasìa-Sonata, sua unica composizione per chitarra. La Fantasìa-Sonata è l’unico esempio del repertorio per le sei corde di “sonata-ciclica” una forma che vede la sua massima espressione nella Sonata in Si minore per pianoforte di Franz Liszt (1811-1886). Al profondo e pensoso corale iniziale – nel quale è esposto tutto il materiale elaborato nell'intera opera – fanno seguito tre sezioni. La prima inizia ex-abrupto con un Allegro di spirito ritmico e marcato dove il registro dello strumento viene sfruttato in maniera quasi completa; l’elaborazione di cellule tematiche a volte anche minime, procede senza soluzione di continuità in una costruzione che mai abbandona l’eleganza e l’agilità compositiva. La seconda sezione, Adagio cantabile, quasi in modo di un recitativo, ma in tempo, è di meditazione e riflessione. L’autore ripropone gli elementi tematici ma in una metamorfosi nella quale la calda linea melodica è sostenuta da parti accordali. La terza e ultima sezione è un infuocato Fandango dove gli accenni melodici (quasi dei veri e propri vocalizzi) sono alternati a parti ritmicamente marcate con plaqué e rasgueados. Il brano si conclude replicando la parte iniziale con una variazione in coda e spegnendosi sul pianissimo. Interpretazione tratta dal CD "Novecento Guitar Sonatas" (C) 2014 Brilliant Classics View full article on repertoire
  4. Uno dei capolavori del repertorio per chitarra della prima metà del Novecento è la "Fantasia-Sonata" scritta nel 1929 per Andrés Segovia dal compositore catalano Joan Manén. Finora, questo lavoro è stata disponibile soltanto nella revisione dello stesso Segovia, pubblicata dalle edizione Schott nel 1930. Sono lieto di annunciare che molto presto sarà disponibile una nuova edizione. Si aggiungerà al catalogo - già ricco di 31 volumi - della collana "The Andrés Segovia Archive" pubblicata dalle edizioni Bèrben. La nuova edizione offrirà la riproduzione in facsimile del manoscritto originale, un testo musicale pronto per la lettura e un'introduzione storica. La nuova versione farà luce su molti dubbi tuttora nutriti da quegli interpreti che hanno scavato a fondo il testo della composizione, soprattutto coloro che hanno confrontato la versione segoviana con la realizzazione che, della sua opera per chitarra, Joan Manén fece nel 1937, trascrivendola per orchestra con il titolo "Divertimiento". Restituire il testo chitarristico alla sua forma primaria non è stato precisamente un "divertimiento", ma era un mio dovere etico-artistico, e mi sento sollevato nel poterne finalmente annunciare il compimento. dralig
  5. Vorrei spendere due parole circa uno dei lavori per chitarra del '900 credo meno conosciuti o più ignorati (dico ciò perché non trovo ancora un CD che ne contenga una registrazione, o qualcuno -tranne il M° Gilardino, una volta qui sul Forum - che citi almeno "di striscio" - mi si lasci passare questo termine - per un motivo qualsiasi questa composizione): Fantasia-Sonata, di Manén; sarebbe interessante (credo non solo per me) avere qualche informazione circa l'autore del pezzo e qualche giudizio da chi questo lavoro l'ha letto. Volevo inoltre chiedere se conoscete qualche chitarrista che questa Fantasia-Sonata l'abbia incisa....quella di Segovia (il dedicatario) non l'ho trovata..sempre che l'abbia fatta: ad una primissima (s)vista dello spartito, il pezzo sembra non avere le caratteristiche che meglio si adattavano all'estetica del chitarrista spagnolo. Grazie.
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