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  1. Cristiano Porqueddu

    Novecento Guitar Sonatas, Cristiano Porqueddu

    Novecento Guitar Sonatas (C) 2014 – Brilliant Classics Anno di pubblicazione: 2014 Etichetta discografica: Brilliant Classics Periodo: 19 Ottobre 2012 – 23 Gennaio 2014 Sede: Chiesa della Solitudine (NU) Chitarra: Giuseppe Guagliardo Corde: Augustine Imperials, Savarez Crystal Novecento Guitar Preludes è il primo tassello della serie di pubblicazioni discografiche "Novecento Guitar". La serie prevede le seguenti uscite: Novecento Guitar Preludes (2012) Novecento Guitar Sonatas (2014) Novecento Guitar Sonatinas (2018) [Info] Novecento Guitar Variations (2020) La tracklist completa: Scarica facendo clic qui. Da IBS.it Opere di Gilbert Biberian, Franco Cavallone, Georges Migot, Evgeni Anatolyevich Baev, Alfred Uhl, Angelo Gilardino, Cristiano Porqueddu e Miklós Rózsa Questo splendido cofanetto di cinque CD tratteggia un quadro molto affascinante della produzione per chitarra del XX secolo. Ad accompagnarci in questo esaltante viaggio è Cristiano Porqueddu, definito dalla stampa specializzata «un punto di riferimento per la nuova generazione di chitarristi», che esegue con brillantezza e assoluta padronanza stilistica un ampio ventaglio di sonate per chitarra di Evgeni Baev, Gilbert Biberian, Franco Cavallone, Joan Manén, Georges Migot, Angelo Gilardino, Miklós Rósza e – last but not least – un brano di sua composizione. Queste opere spaziano tra stili molto diversi, dall’impressionismo all’espressionismo, dalle scritture più semplici alle architetture più complesse, dai motivi di origine popolare, ai toni descrittivi e alla musica assoluta. A proposito dell’antologia di preludi di autori del XX secolo realizzata qualche tempo fa da Porqueddu, il critico di Musicweb ha scritto: «Questa splendida raccolta pone la chitarra sullo stesso piano degli altri strumenti classici [...] dimostrando che si tratta di uno strumento degno della massima considerazione», un giudizio molto lusinghiero, che può essere esteso anche a questo cofanetto di sonate, che costituisce un titolo al tempo stesso interessante e molto gradevole, che saprà piacere sia agli studiosi, sia ai chitarristi sia ai semplici appassionati. Questo cofanetto è corredato da esaurienti note di copertina firmate dallo stesso Cristiano Porqueddu. Originario di Nuoro, Cristano Porqueddu ha iniziato a studiare chitarra classica con il padre e in seguito ha conosciuto il compositore-chitarrista Angelo Gilardino, che gli ha dedicato il Concerto di Oliena per chitarra e orchestra. Dal sito dell'editore: Pioneering guitarist Cristiano Porqueddu follows his fascinating set of Novecento Guitar Preludes – released on Brilliant Classics in 2012 and hailed by MusicWeb International as ‘a most compelling collection [where] the guitar is placed on a par with other classical instruments: something to be treated seriously’ – with this equally intriguing selection of 20th-century guitar sonatas. Featuring a wealth of world premiere recordings, the collection is yet another showcase for Porqueddu’s spirit of adventure.Once again, Porqueddu takes us on a colourful journey that passes through all kinds of different styles and moods: from Gilbert Biberian’s fusion of traditional formal structures with the dance and folk music of the Middle East to Franco Cavallone’s four sonatas that are inspired by such diverse influences as Ravel, Ponce, Bernstein and the 20th-century Italian composers Frazzi and Lupi; from Angelo Gilardino’s evocative sonatas that recall great Italian paintings and warm Mediterranean winter days to Georges Migot’s refined and virtuosic sonata, to name just a few examples. And one of the many world premiere recordings featured here is an exciting new sonata by Porqueddu himself. Cristiano Porqueddu, described as “a point of reference for the new generation of guitarists”, graduated from the Lorenzo Perosi International Academy in Biella, Italy. With an extensive knowledge of the technique and interpretation of 19th- and 20th-century music, he has won numerous international awards and now sits on the jury of several major guitar competitions. Porqueddu has made many acclaimed recordings for Brilliant Classics.
  2. Cristiano Porqueddu

    Miklós Rózsa - Sonata Op.42

    Nato in Ungheria in una famiglia borghese, Miklós Rózsa studia musica fin dai primissimi anni della sua vita, studia a Lipsia e si perfeziona con Béla Bartók. La sua opera è legata a doppio filo alla produzione di colonne sonore hollywoodiane (ha vinto tre premi Oscar) e la produzione da camera e sinfonica copre sessant’anni. Quando Angelo Gilardino, nel 1972, scrisse al compositore chiedendogli un brano per chitarra, la risposta fu purtroppo “[…] mi piacerebbe tanto accogliere la sua proposta, ma proprio non me la sento di scrivere musica per uno strumento del quale ignoro la tecnica e che non ho tempo di studiare[…]” Era ancora vivo il divieto posto da Hector Berlioz. Quindici anni dopo, anche il chitarrista californiano Gregg Nestor che ebbe occasione di avvicinare il compositore a cui chiese la composizione di una Sonata per chitarra, si sentì opporre un rifiuto. Nestor non si arrese e fece ascoltare al compositore alcuni suoi brani trascritti per chitarra: riuscì a convincerlo. E’ lo stesso Nestor a renderci noto che uno degli ostacoli più difficili di Rózsa fu il timore di sfigurare nel confronto con la Sonata per chitarra (Omaggio a Boccherini) di Mario Castelnuovo-Tedesco. Il chitarrista californiano pubblicò quindi una revisione della Sonata di Rózsa (G. Schirmer - Associated Music Puglishers Inc.) e ne eseguì la prima registrazione. Meno di due anni fa inviai un messaggio a Gregg Nestor domandando lui i dettagli del suo lavoro di revisione. Le mie domande erano varie e numerose e con un gesto di grande gentilezza e cortesia fu lo stesso Nestor a mettermi in condizioni di visionare il manoscritto autografo della Sonata del compositore ungherese. Nonostante l’ottimo lavoro di revisione e editing di Gregg Nestor e nonostante la difficile leggibilità del documento inviatomi presi coraggio e dopo alcune settimane di lavoro per la ristrutturazione delle copie del manoscritto, la versione originale della Sonata di Rózsa era nuovamente leggibile. Costruito su due temi, il primo movimento (“Moderato”) è un esempio da manuale di composizione per chitarra. L’autore fin dalle primissime battute espone il primo tema composto a sua volta da due elementi che si intersecano tra loro e si scambiano vicendevolmente e continuamente i ruoli in una scrittura originalissima e di grande intuizione. Una breve cadenza porta al secondo tema (“Scherzando con spirito”) che appena dopo la sua esposizione cede il passo ad uno sviluppo del primo. L’uso accennato di triadi usate in sequenza e continui richiami a cellule iniziali conducono ad uno sviluppo motivico del secondo tema che stavolta sfocia in un dialogo ritmico serrato per poi riprendere ancora una volta il primo tema sul registro acuto. Il brano si conclude con la ripetizione incrociata del seme tematico che assume diversi significati fino ad dissolversi e diventare nulla. Il secondo movimento (“Molto moderato, quasi canzone”) esordisce con la melodia cantata nel registro basso della chitarra è supportata da leggeri accordi per poi portarsi su sonorità più acute. Una breve progressione porta ad un febbricitante “più mosso” e animate sequenze si alternano statici segmenti che rimandano ai concetti esposti nel primo tema. Segue un’ampia sezione dove triadi ribattute e costrutti melodici portano alla ripresa che enuncia nuovamente il primo tema ma mostrandone duttilità e estensibilità. L’autore procede dunque ad una meditativa elaborazione del materiale esposto fino ad una evanescente richiamo ritmico che non è altro che un inganno che prelude alla conclusione. Il terzo movimento (“Allegro frenetico”) è una danza scritta in 4/4 ma che si rivela un incandescente 8/8 dove parti accordali sottolineano gli accenti di una frenetica linea melodica. Strutturalmente e musicalmente è il movimento più semplice mentre da un punto di vista strettamente meccanico si tratta di una vera e propria sfida lanciata all’interprete specie quando il tema viene esposto, nella parte centrale, su due voci. Un vero e proprio turbinio che progredisce per tutta la durata della pagina in un crescendo costante che esplode nei rasgueados e nel “Vivace” finali. ENGLISH Born into a middle class family in Hungary, Miklós Rózsa studied music from the earliest years of his life; he studied in Leipzig and perfected his technique with Béla Bartók. His work is very closely linked to the production of Hollywood scores (he won three Oscars) and his chamber and symphonic output covers sixty years. When Angelo Gilardino wrote to the composer in 1972 asking for a guitar piece, the answer was unfortunately "[...] I would love to accept your proposal, but I really do not feel like writing music for an instrument whose technique I do not know and that I have no time to study [...]". The “prohibition” laid down by Hector Berlioz was still alive. Fifteen years later, Californian guitarist Gregg Nestor also had occasion to approach the composer, asking him to compose a Sonata for guitar, and he also received a refusal. Nestor did not give up and he made the composer listen to some of his pieces transcribed for guitar: he managed to convince him. It is also Nestor who made known that one of the most difficult obstacles of Rózsa was the fear of looking bad in comparison with the Sonata for guitar (Homage to Boccherini) by Mario Castelnuovo-Tedesco. The Californian guitarist then released a revision of the Sonata by Rózsa (G. Schirmer - Associated Music Publishers Inc.) and the first recording followed. Less than two years ago, in defining the tracklist of this recording project, I decided to include this valuable Sonata among others selected and I sent a message to Gregg Nestor asking him for details of his work of revision. My questions were many and varied, and with a gesture of great kindness and courtesy, it was the same Nestor who enabled me to view the autograph manuscript of the Sonata by the Hungarian composer. Despite the excellent work of revision and editing by Gregg Nestor, and despite the difficult readability of the document sent to me, I plucked up courage and after a few weeks of work on restructuring the copies of the manuscript, the original version of the Sonata by Rózsa was again readable. Built on two themes, the first movement ("Moderato") is a textbook example of composition for guitar. From the very first notes, the author exposes the first theme, in turn composed of two elements that intersect with each other and mutually and continuously exchange roles in a highly original and immensely intuitive score. A brief cadenza leads to the second theme ("Scherzando con spirito") which, just after its exposure, gives way to a development of the first. The mentioned use of triads in sequence and continual references to the initial cells leads to a motivic development of the second theme that this time results in a tight rhythmic dialogue before resuming once again the first theme on the upper register. The piece ends with the repetition of the crossed repetition of the thematic seed that takes on different meanings until dissolving and becoming nothing. The second movement ("Molto moderato, quasi canzone") opens with the melody sung in the lower register of the guitar is supported by light chords and then leading to a more acute sonority. A short progression leads to a feverish "più mosso" and animated sequences alternate with static segments that refer to the concepts presented in the first theme. There follows an extensive section where replayed triads and melodic constructs lead to the recovery that states the first theme again, but showing flexibility and extensibility. The author then proceeds to a meditative elaboration of the material exposed up to an evanescent rhythmic call that is nothing more than a deception which is a prelude to the conclusion. The third movement ("Allegro frenetico") is a dance written in 4/4, but that turns out to be a glowing 8/8 where chordal parts highlight the accents of a frantic melodic line. Structurally and musically, it is the simplest movement while, from a strictly mechanical point of view, it is a real challenge for the interpreter, especially when the theme is exposed, in the central part, on two voices. A real swirl that progresses for the duration of the page in a constant crescendo which explodes in the final rasgueados and "Vivace". § Miklós Rózsa (1907 - 1995) - Sonata Op.42 Cristiano Porqueddu, guitar from "Novecento Guitar Sonatas" (C) 2014 Brilliant Classics
  3. Cristiano Porqueddu

    Miklós Rózsa - Sonata Op.42

    Nato in Ungheria in una famiglia borghese, Miklós Rózsa studia musica fin dai primissimi anni della sua vita, studia a Lipsia e si perfeziona con Béla Bartók. La sua opera è legata a doppio filo alla produzione di colonne sonore hollywoodiane (ha vinto tre premi Oscar) e la produzione da camera e sinfonica copre sessant’anni. Quando Angelo Gilardino, nel 1972, scrisse al compositore chiedendogli un brano per chitarra, la risposta fu purtroppo “[…] mi piacerebbe tanto accogliere la sua proposta, ma proprio non me la sento di scrivere musica per uno strumento del quale ignoro la tecnica e che non ho tempo di studiare[…]” Era ancora vivo il divieto posto da Hector Berlioz. Quindici anni dopo, anche il chitarrista californiano Gregg Nestor che ebbe occasione di avvicinare il compositore a cui chiese la composizione di una Sonata per chitarra, si sentì opporre un rifiuto. Nestor non si arrese e fece ascoltare al compositore alcuni suoi brani trascritti per chitarra: riuscì a convincerlo. E’ lo stesso Nestor a renderci noto che uno degli ostacoli più difficili di Rózsa fu il timore di sfigurare nel confronto con la Sonata per chitarra (Omaggio a Boccherini) di Mario Castelnuovo-Tedesco. Il chitarrista californiano pubblicò quindi una revisione della Sonata di Rózsa (G. Schirmer - Associated Music Puglishers Inc.) e ne eseguì la prima registrazione. Meno di due anni fa inviai un messaggio a Gregg Nestor domandando lui i dettagli del suo lavoro di revisione. Le mie domande erano varie e numerose e con un gesto di grande gentilezza e cortesia fu lo stesso Nestor a mettermi in condizioni di visionare il manoscritto autografo della Sonata del compositore ungherese. Nonostante l’ottimo lavoro di revisione e editing di Gregg Nestor e nonostante la difficile leggibilità del documento inviatomi presi coraggio e dopo alcune settimane di lavoro per la ristrutturazione delle copie del manoscritto, la versione originale della Sonata di Rózsa era nuovamente leggibile. Costruito su due temi, il primo movimento (“Moderato”) è un esempio da manuale di composizione per chitarra. L’autore fin dalle primissime battute espone il primo tema composto a sua volta da due elementi che si intersecano tra loro e si scambiano vicendevolmente e continuamente i ruoli in una scrittura originalissima e di grande intuizione. Una breve cadenza porta al secondo tema (“Scherzando con spirito”) che appena dopo la sua esposizione cede il passo ad uno sviluppo del primo. L’uso accennato di triadi usate in sequenza e continui richiami a cellule iniziali conducono ad uno sviluppo motivico del secondo tema che stavolta sfocia in un dialogo ritmico serrato per poi riprendere ancora una volta il primo tema sul registro acuto. Il brano si conclude con la ripetizione incrociata del seme tematico che assume diversi significati fino ad dissolversi e diventare nulla. Il secondo movimento (“Molto moderato, quasi canzone”) esordisce con la melodia cantata nel registro basso della chitarra è supportata da leggeri accordi per poi portarsi su sonorità più acute. Una breve progressione porta ad un febbricitante “più mosso” e animate sequenze si alternano statici segmenti che rimandano ai concetti esposti nel primo tema. Segue un’ampia sezione dove triadi ribattute e costrutti melodici portano alla ripresa che enuncia nuovamente il primo tema ma mostrandone duttilità e estensibilità. L’autore procede dunque ad una meditativa elaborazione del materiale esposto fino ad una evanescente richiamo ritmico che non è altro che un inganno che prelude alla conclusione. Il terzo movimento (“Allegro frenetico”) è una danza scritta in 4/4 ma che si rivela un incandescente 8/8 dove parti accordali sottolineano gli accenti di una frenetica linea melodica. Strutturalmente e musicalmente è il movimento più semplice mentre da un punto di vista strettamente meccanico si tratta di una vera e propria sfida lanciata all’interprete specie quando il tema viene esposto, nella parte centrale, su due voci. Un vero e proprio turbinio che progredisce per tutta la durata della pagina in un crescendo costante che esplode nei rasgueados e nel “Vivace” finali. ENGLISH Born into a middle class family in Hungary, Miklós Rózsa studied music from the earliest years of his life; he studied in Leipzig and perfected his technique with Béla Bartók. His work is very closely linked to the production of Hollywood scores (he won three Oscars) and his chamber and symphonic output covers sixty years. When Angelo Gilardino wrote to the composer in 1972 asking for a guitar piece, the answer was unfortunately "[...] I would love to accept your proposal, but I really do not feel like writing music for an instrument whose technique I do not know and that I have no time to study [...]". The “prohibition” laid down by Hector Berlioz was still alive. Fifteen years later, Californian guitarist Gregg Nestor also had occasion to approach the composer, asking him to compose a Sonata for guitar, and he also received a refusal. Nestor did not give up and he made the composer listen to some of his pieces transcribed for guitar: he managed to convince him. It is also Nestor who made known that one of the most difficult obstacles of Rózsa was the fear of looking bad in comparison with the Sonata for guitar (Homage to Boccherini) by Mario Castelnuovo-Tedesco. The Californian guitarist then released a revision of the Sonata by Rózsa (G. Schirmer - Associated Music Publishers Inc.) and the first recording followed. Less than two years ago, in defining the tracklist of this recording project, I decided to include this valuable Sonata among others selected and I sent a message to Gregg Nestor asking him for details of his work of revision. My questions were many and varied, and with a gesture of great kindness and courtesy, it was the same Nestor who enabled me to view the autograph manuscript of the Sonata by the Hungarian composer. Despite the excellent work of revision and editing by Gregg Nestor, and despite the difficult readability of the document sent to me, I plucked up courage and after a few weeks of work on restructuring the copies of the manuscript, the original version of the Sonata by Rózsa was again readable. Built on two themes, the first movement ("Moderato") is a textbook example of composition for guitar. From the very first notes, the author exposes the first theme, in turn composed of two elements that intersect with each other and mutually and continuously exchange roles in a highly original and immensely intuitive score. A brief cadenza leads to the second theme ("Scherzando con spirito") which, just after its exposure, gives way to a development of the first. The mentioned use of triads in sequence and continual references to the initial cells leads to a motivic development of the second theme that this time results in a tight rhythmic dialogue before resuming once again the first theme on the upper register. The piece ends with the repetition of the crossed repetition of the thematic seed that takes on different meanings until dissolving and becoming nothing. The second movement ("Molto moderato, quasi canzone") opens with the melody sung in the lower register of the guitar is supported by light chords and then leading to a more acute sonority. A short progression leads to a feverish "più mosso" and animated sequences alternate with static segments that refer to the concepts presented in the first theme. There follows an extensive section where replayed triads and melodic constructs lead to the recovery that states the first theme again, but showing flexibility and extensibility. The author then proceeds to a meditative elaboration of the material exposed up to an evanescent rhythmic call that is nothing more than a deception which is a prelude to the conclusion. The third movement ("Allegro frenetico") is a dance written in 4/4, but that turns out to be a glowing 8/8 where chordal parts highlight the accents of a frantic melodic line. Structurally and musically, it is the simplest movement while, from a strictly mechanical point of view, it is a real challenge for the interpreter, especially when the theme is exposed, in the central part, on two voices. A real swirl that progresses for the duration of the page in a constant crescendo which explodes in the final rasgueados and "Vivace". § Miklós Rózsa (1907 - 1995) - Sonata Op.42 Cristiano Porqueddu, guitar from "Novecento Guitar Sonatas" (C) 2014 Brilliant Classics View full article on repertoire
  4. Cristiano Porqueddu

    Novecento Guitar Sonatas, Cristiano Porqueddu

    Novecento Guitar Sonatas (C) 2014 – Brilliant Classics Anno di pubblicazione: 2014 Etichetta discografica: Brilliant Classics Periodo: 19 Ottobre 2012 – 23 Gennaio 2014 Sede: Chiesa della Solitudine (NU) Chitarra: Giuseppe Guagliardo Corde: Augustine Imperials, Savarez Crystal Novecento Guitar Preludes è il primo tassello della serie di pubblicazioni discografiche "Novecento Guitar". La serie prevede le seguenti uscite: Novecento Guitar Preludes (2012) Novecento Guitar Sonatas (2014) Novecento Guitar Sonatinas (2018) [Info] Novecento Guitar Variations (2020) La tracklist completa: Scarica facendo clic qui. Da IBS.it Opere di Gilbert Biberian, Franco Cavallone, Georges Migot, Evgeni Anatolyevich Baev, Alfred Uhl, Angelo Gilardino, Cristiano Porqueddu e Miklós Rózsa Questo splendido cofanetto di cinque CD tratteggia un quadro molto affascinante della produzione per chitarra del XX secolo. Ad accompagnarci in questo esaltante viaggio è Cristiano Porqueddu, definito dalla stampa specializzata «un punto di riferimento per la nuova generazione di chitarristi», che esegue con brillantezza e assoluta padronanza stilistica un ampio ventaglio di sonate per chitarra di Evgeni Baev, Gilbert Biberian, Franco Cavallone, Joan Manén, Georges Migot, Angelo Gilardino, Miklós Rósza e – last but not least – un brano di sua composizione. Queste opere spaziano tra stili molto diversi, dall’impressionismo all’espressionismo, dalle scritture più semplici alle architetture più complesse, dai motivi di origine popolare, ai toni descrittivi e alla musica assoluta. A proposito dell’antologia di preludi di autori del XX secolo realizzata qualche tempo fa da Porqueddu, il critico di Musicweb ha scritto: «Questa splendida raccolta pone la chitarra sullo stesso piano degli altri strumenti classici [...] dimostrando che si tratta di uno strumento degno della massima considerazione», un giudizio molto lusinghiero, che può essere esteso anche a questo cofanetto di sonate, che costituisce un titolo al tempo stesso interessante e molto gradevole, che saprà piacere sia agli studiosi, sia ai chitarristi sia ai semplici appassionati. Questo cofanetto è corredato da esaurienti note di copertina firmate dallo stesso Cristiano Porqueddu. Originario di Nuoro, Cristano Porqueddu ha iniziato a studiare chitarra classica con il padre e in seguito ha conosciuto il compositore-chitarrista Angelo Gilardino, che gli ha dedicato il Concerto di Oliena per chitarra e orchestra. Dal sito dell'editore: Pioneering guitarist Cristiano Porqueddu follows his fascinating set of Novecento Guitar Preludes – released on Brilliant Classics in 2012 and hailed by MusicWeb International as ‘a most compelling collection [where] the guitar is placed on a par with other classical instruments: something to be treated seriously’ – with this equally intriguing selection of 20th-century guitar sonatas. Featuring a wealth of world premiere recordings, the collection is yet another showcase for Porqueddu’s spirit of adventure.Once again, Porqueddu takes us on a colourful journey that passes through all kinds of different styles and moods: from Gilbert Biberian’s fusion of traditional formal structures with the dance and folk music of the Middle East to Franco Cavallone’s four sonatas that are inspired by such diverse influences as Ravel, Ponce, Bernstein and the 20th-century Italian composers Frazzi and Lupi; from Angelo Gilardino’s evocative sonatas that recall great Italian paintings and warm Mediterranean winter days to Georges Migot’s refined and virtuosic sonata, to name just a few examples. And one of the many world premiere recordings featured here is an exciting new sonata by Porqueddu himself. Cristiano Porqueddu, described as “a point of reference for the new generation of guitarists”, graduated from the Lorenzo Perosi International Academy in Biella, Italy. With an extensive knowledge of the technique and interpretation of 19th- and 20th-century music, he has won numerous international awards and now sits on the jury of several major guitar competitions. Porqueddu has made many acclaimed recordings for Brilliant Classics. Maggiori informazioni: http://www.cristianoporqueddu.com/discography/novecento-guitar-sonatas/ Leggi la scheda di questo/a novità discografica
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