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Trovato 9 risultati

  1. Buongiorno a tutti i forumisti. Con due allievi piccoli (di 10 e 11 anni) adopero con successo gli studi di Giuliani. Che cosa posso usare in alternativa? Buona giornata
  2. L’interesse mostrato in esecuzioni dal vivo e in storiche registrazioni discografiche da interpreti del calibro di Julian Bream e John Williams ed una entusiastica sollecitazione da parte del chitarrista Hector Quine hanno consentito a Stephen Dodgson (1924 - 2013) di accostarsi all'universo sonoro proprio della chitarra con composizioni di grande spessore. E come altri compositori non chitarristi – ad esempio Britten o Castelnuovo-Tedesco – anche Dodgson riesce a sfruttare in modi originalissimi le peculiarità timbriche della chitarra senza alcuna esperienza diretta sullo strumento. Questa caratteristica del suo modo di scrivere per le sei corde è palese in tutta la sua produzione inclusa quella destinata alla formazione del chitarrista: i suoi lavori orientati al perfezionamento sono infatti una vera e propria porta di accesso alle composizioni da concerto e da camera del compositore londinese, un prezioso prontuario di idee e concetti musicali di pregevole qualità. Ai celebri 20 Studies for guitar scritti nel 1965 seguì il metodo Progressive Reading for Guitarists nel 1975, quindi i 12 Transitional Studies del 1980 e nel 1992 la serie di miniature dell’ Ode to the Guitar. Si tratta di pagine che necessitano di una capacità di esecuzione lievemente progredita rispetto ai consueti Studi per chitarra destinati agli allievi dei primi anni. Nella rinuncia a tracciare un percorso progressivo, l’autore mette in condizione il lettore di perfezionarsi nell'esecuzione di pattern ritmicamente più o meno regolari, sequenze cromatiche, legature chitarristiche, plaqués, polifonia, armonici naturali ed artificiali, estensioni della mano destra e contrasti di registro. Una gamma di elementi di studio variegata e, come si evincerà dall'ascolto, di esemplare risultato sonoro. Qui una traccia dal CD Easy Studies for Guitar Vol.2 Leggi la scheda di questo/a articolo sul repertorio
  3. Stephen Dodgson - Transitional Studies for Guitar

    L’interesse mostrato in esecuzioni dal vivo e in storiche registrazioni discografiche da interpreti del calibro di Julian Bream e John Williams ed una entusiastica sollecitazione da parte del chitarrista Hector Quine hanno consentito a Stephen Dodgson (1924 - 2013) di accostarsi all'universo sonoro proprio della chitarra con composizioni di grande spessore. E come altri compositori non chitarristi – ad esempio Britten o Castelnuovo-Tedesco – anche Dodgson riesce a sfruttare in modi originalissimi le peculiarità timbriche della chitarra senza alcuna esperienza diretta sullo strumento. Questa caratteristica del suo modo di scrivere per le sei corde è palese in tutta la sua produzione inclusa quella destinata alla formazione del chitarrista: i suoi lavori orientati al perfezionamento sono infatti una vera e propria porta di accesso alle composizioni da concerto e da camera del compositore londinese, un prezioso prontuario di idee e concetti musicali di pregevole qualità. Ai celebri 20 Studies for guitar scritti nel 1965 seguì il metodo Progressive Reading for Guitarists nel 1975, quindi i 12 Transitional Studies del 1980 e nel 1992 la serie di miniature dell’ Ode to the Guitar. Si tratta di pagine che necessitano di una capacità di esecuzione lievemente progredita rispetto ai consueti Studi per chitarra destinati agli allievi dei primi anni. Nella rinuncia a tracciare un percorso progressivo, l’autore mette in condizione il lettore di perfezionarsi nell'esecuzione di pattern ritmicamente più o meno regolari, sequenze cromatiche, legature chitarristiche, plaqués, polifonia, armonici naturali ed artificiali, estensioni della mano destra e contrasti di registro. Una gamma di elementi di studio variegata e, come si evincerà dall'ascolto, di esemplare risultato sonoro. Qui una traccia dal CD Easy Studies for Guitar Vol.2
  4. Alexandre Tansman - 24 Pièces Faciles pour Guitare

    Nell’imponente produzione musicale del compositore polacco Alexandre Tansman (1897 – 1986) le sue Œuvres pédagogiques sono un tassello di rilievo: insieme ai celebri quaderni per i giovani pianisti, nel suo catalogo figurano composizioni per piano a quattro mani, violino o cello con il piano, due violini e trio. Per lo strumento a sei corde scrive quattro quaderni contenenti ciascuno dodici pièces, pubblicati da Max Eschig (Parigi) nel 1972. I primi due quaderni (recueil no.1 e no.2) sono denominati Douze Morceaux Très Faciles. Il terzo e il quarto quaderno sono invece intitolati Douze Pièces Faciles pour Guitare, qui descritti per sommi capi. Terzo quaderno Nel Tansman - come solo i grandi compositori sono in grado di fare - riesce con pochissime note a far riconoscere il suo stile compositivo contraddistinto da controllo completo della materia armonica e di preziosismi melodici estremamente originali seppur esposti con l’uso di poche note e in ristretti ambiti armonici. La struttura di ogni singola pièce salvo piccole eccezioni è molto semplice e consta di una sezione introduttiva che espone il tema principale, una centrale che si differenzia ora per l’andamento della linea melodica, ora per la struttura polifonica, ora per il diverso ruolo di una voce e la ripresa. Ciascuna sezione viene ripetuta per due volte con l’evidente intenzione di indirizzare lo studio non verso una ricerca di destrezza tecnica ma su elementi di natura interpretativa, timbrica e di fraseggio. Da questo punto di vista, i lavori di Tansman per i giovani interpreti, sono merce rara: pochissimi altri compositori hanno scritto per giovani interpreti studi facili il cui obiettivo è quello di una maturazione esclusivamente interpretativa. Anche in pagine dove è sono richieste all'esecutore minime capacità tecniche (Tarantelle, Toccata) il ruolo determinante è sempre ricoperto da una inconfondibile ed inimitabile fantasia melodica. Quarto quaderno Come già descritto sopra i due recueil fanno parte di un progetto pedagogico più ampio e di rilievo nella produzione di Tansman. Le opere racchiuse in questa seconda raccolta non si discostano dalla prima: nella pur severa costruzione dei singoli acquerelli in forma quasi sempre costante (A – A – B – B – A –A) è nettamente distinguibile la maestria del compositore nell'invenzione di raffinate e gradevoli e melodie a volte supportate da sezioni di accompagnamento, a volte parte di semplici trame polifoniche, a volte rarefatte e appena distinguibili in sezioni ritmiche. Il percorso di dodici composizioni si snoda anche in questo caso in maniera progressiva, ovvero, si va dalla elementare Promenade (Passeggiata) alla più impegnativa Étude (Studio); anche dall'ascolto immediato si può facilmente percepire l’uso variegato di tempi ed atmosfere, queste ultime individuabili grazie a efficaci titoli. Anteprima "Sarabande" da Easy Studies for Guitar Vol.1 of 3 ©2016 Brilliant Classics
  5. Nell’imponente produzione musicale del compositore polacco Alexandre Tansman (1897 – 1986) le sue Œuvres pédagogiques sono un tassello di rilievo: insieme ai celebri quaderni per i giovani pianisti, nel suo catalogo figurano composizioni per piano a quattro mani, violino o cello con il piano, due violini e trio. Per lo strumento a sei corde scrive quattro quaderni contenenti ciascuno dodici pièces, pubblicati da Max Eschig (Parigi) nel 1972. I primi due quaderni (recueil no.1 e no.2) sono denominati Douze Morceaux Très Faciles. Il terzo e il quarto quaderno sono invece intitolati Douze Pièces Faciles pour Guitare, qui descritti per sommi capi. Terzo quaderno Nel Tansman - come solo i grandi compositori sono in grado di fare - riesce con pochissime note a far riconoscere il suo stile compositivo contraddistinto da controllo completo della materia armonica e di preziosismi melodici estremamente originali seppur esposti con l’uso di poche note e in ristretti ambiti armonici. La struttura di ogni singola pièce salvo piccole eccezioni è molto semplice e consta di una sezione introduttiva che espone il tema principale, una centrale che si differenzia ora per l’andamento della linea melodica, ora per la struttura polifonica, ora per il diverso ruolo di una voce e la ripresa. Ciascuna sezione viene ripetuta per due volte con l’evidente intenzione di indirizzare lo studio non verso una ricerca di destrezza tecnica ma su elementi di natura interpretativa, timbrica e di fraseggio. Da questo punto di vista, i lavori di Tansman per i giovani interpreti, sono merce rara: pochissimi altri compositori hanno scritto per giovani interpreti studi facili il cui obiettivo è quello di una maturazione esclusivamente interpretativa. Anche in pagine dove è sono richieste all'esecutore minime capacità tecniche (Tarantelle, Toccata) il ruolo determinante è sempre ricoperto da una inconfondibile ed inimitabile fantasia melodica. Quarto quaderno Come già descritto sopra i due recueil fanno parte di un progetto pedagogico più ampio e di rilievo nella produzione di Tansman. Le opere racchiuse in questa seconda raccolta non si discostano dalla prima: nella pur severa costruzione dei singoli acquerelli in forma quasi sempre costante (A – A – B – B – A –A) è nettamente distinguibile la maestria del compositore nell'invenzione di raffinate e gradevoli e melodie a volte supportate da sezioni di accompagnamento, a volte parte di semplici trame polifoniche, a volte rarefatte e appena distinguibili in sezioni ritmiche. Il percorso di dodici composizioni si snoda anche in questo caso in maniera progressiva, ovvero, si va dalla elementare Promenade (Passeggiata) alla più impegnativa Étude (Studio); anche dall'ascolto immediato si può facilmente percepire l’uso variegato di tempi ed atmosfere, queste ultime individuabili grazie a efficaci titoli. Anteprima "Sarabande" da Easy Studies for Guitar Vol.1 of 3 ©2016 Brilliant Classics Leggi la scheda di questo/a articolo sul repertorio
  6. Nikita Koshkin - 24 Easy Pieces for Guitar

    Forse anche a causa del fatto che l’imprinting musicale avvenne in ambiti tutt’altro che classici, l’intera produzione musicale per chitarra del compositore russo Nikita Koshkin (1956) è intrisa di un forte spirito drammatico ma allo stesso tempo di elementi fantasiosi e ironici. Autore di musica per chitarra sia solista che in formazioni da camera e di concerti per chitarra e orchestra, il compositore moscovita pubblica “Da Capo”, 24 Easy Pieces con le americane Editions Orphée nel 2001 e seppur composta da brani di facile esecuzione e ascolto, la serie è una visione in miniatura dell’intero mondo Koshkiniano. In ogni studio, anche quello più breve, si rilevano evidenti tracce del modo con cui il compositore tratta lo strumento dal punto di vista melodico e timbrico: se è facile riconoscere elementi di musica popolare (ad esempio Ukrainian Folk Song, Jota, Polka, Choros) o l’uso di forme diverse (Valzer, Giga, Aria) è anche piacevole rilevare riferimenti parodici a compositori del passato, onomatopee musicali, richiami ad altri generi e persino riferimenti alla mitologia greca. Koshkin modella i semplici costrutti musicali dell’intera serie trasformando la chitarra in un vero e proprio giocattolo sonoro e, nei limiti consentiti dal breve spazio di ogni studio, riesce a rendere l’idea della sua concezione della musica per chitarra. La raccolta di studi "Da Capo" è inclusa nella tracklist della mia release discografica Easy Studies for Guitar.
  7. Forse anche a causa del fatto che l’imprinting musicale avvenne in ambiti tutt’altro che classici, l’intera produzione musicale per chitarra del compositore russo Nikita Koshkin (1956) è intrisa di un forte spirito drammatico ma allo stesso tempo di elementi fantasiosi e ironici. Autore di musica per chitarra sia solista che in formazioni da camera e di concerti per chitarra e orchestra, il compositore moscovita pubblica “Da Capo”, 24 Easy Pieces con le americane Editions Orphée nel 2001 e seppur composta da brani di facile esecuzione e ascolto, la serie è una visione in miniatura dell’intero mondo Koshkiniano. In ogni studio, anche quello più breve, si rilevano evidenti tracce del modo con cui il compositore tratta lo strumento dal punto di vista melodico e timbrico: se è facile riconoscere elementi di musica popolare (ad esempio Ukrainian Folk Song, Jota, Polka, Choros) o l’uso di forme diverse (Valzer, Giga, Aria) è anche piacevole rilevare riferimenti parodici a compositori del passato, onomatopee musicali, richiami ad altri generi e persino riferimenti alla mitologia greca. Koshkin modella i semplici costrutti musicali dell’intera serie trasformando la chitarra in un vero e proprio giocattolo sonoro e, nei limiti consentiti dal breve spazio di ogni studio, riesce a rendere l’idea della sua concezione della musica per chitarra. La raccolta di studi "Da Capo" è inclusa nella tracklist della mia release discografica Easy Studies for Guitar. View full article on repertoire
  8. Eduardo Garrido - Alebrijes de la ciudad de México

    Formatosi presso la scuola madrilena il chitarrista-compositore granadino Eduardo Garrido (1975) subisce l’influenza di compositori come Leo Brouwer e Antón García Abril in particolar modo nella rielaborazione della musica popolare. La sua produzione musicale include composizioni per chitarra sola, in formazioni da camera ed un concerto per chitarra e orchestra. La sua vita artistica si svolge a Città del Messico dove, nel 2009, influenzato dalle molteplici e colorite tradizioni messicane, scrive Alebrijes de la Ciudad de México – 8 Estudios breves a la Memoria de Jorge Juárez Rojas. Un alebrije è una grande scultura di cartapesta dipinta con colori accesi e contrastanti; rappresenta quasi sempre creature fantastiche e fa parte della cultura folk messicana. Garrido filtra trasforma l’osservazione di un elemento reale attraverso un prisma timbrico proprio della chitarra, sfruttando abilmente le doti idiomatiche dello strumento, colorando ogni frase ed ogni periodo in modo singolare e delineando con chiarezza i confini di ciascun estudio con una forte caratterizzazione legata alla pulsazione ritmica. Tale caratterizzazione è messa in rilievo anche dal modo in cui il compositore accosta le composizioni (Sosegado / Danzante, Enigmatico / Inquieto, Festivo / Melanconico e Reflexivo / Agitado) dando forma, di fatto, ad un percorso d’ascolto che si articola in otto frammenti in continua oscillazione tra fissità e movimento. Mi sto occupando della revisione e la diteggiatura di questi 8 Estudios, ad oggi ancora inediti. La loro pubblicazione è prevista nei prossimi mesi. La raccolta di studi "Alebrijes de la ciudad de México" è inclusa nella tracklist della mia release discografica Easy Studies for Guitar.
  9. Formatosi presso la scuola madrilena il chitarrista-compositore granadino Eduardo Garrido (1975) subisce l’influenza di compositori come Leo Brouwer e Antón García Abril in particolar modo nella rielaborazione della musica popolare. La sua produzione musicale include composizioni per chitarra sola, in formazioni da camera ed un concerto per chitarra e orchestra. La sua vita artistica si svolge a Città del Messico dove, nel 2009, influenzato dalle molteplici e colorite tradizioni messicane, scrive Alebrijes de la Ciudad de México – 8 Estudios breves a la Memoria de Jorge Juárez Rojas. Un alebrije è una grande scultura di cartapesta dipinta con colori accesi e contrastanti; rappresenta quasi sempre creature fantastiche e fa parte della cultura folk messicana. Garrido filtra trasforma l’osservazione di un elemento reale attraverso un prisma timbrico proprio della chitarra, sfruttando abilmente le doti idiomatiche dello strumento, colorando ogni frase ed ogni periodo in modo singolare e delineando con chiarezza i confini di ciascun estudio con una forte caratterizzazione legata alla pulsazione ritmica. Tale caratterizzazione è messa in rilievo anche dal modo in cui il compositore accosta le composizioni (Sosegado / Danzante, Enigmatico / Inquieto, Festivo / Melanconico e Reflexivo / Agitado) dando forma, di fatto, ad un percorso d’ascolto che si articola in otto frammenti in continua oscillazione tra fissità e movimento. Mi sto occupando della revisione e la diteggiatura di questi 8 Estudios, ad oggi ancora inediti. La loro pubblicazione è prevista nei prossimi mesi. La raccolta di studi "Alebrijes de la ciudad de México" è inclusa nella tracklist della mia release discografica Easy Studies for Guitar. View full article on repertoire
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