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  1. Sono alle prese con la trascrizione del Concierto juglar di Bernardo Julià, e pensavo di includere, nella stampa che consegnerò al coro che lo eseguirà con me, una pagina contenente il testo e la traduzione a fronte ma... in che lingua è scritto il testo? Indubbiamente non è spagnolo, ma a quanto mi risulta non è neppure catalano... Qualcuno mi può aiutare? Grazie EB
  2. Cristiano Porqueddu

    Orrori di solfeggio

    Gli orrori di solfeggio perpetuati sul brano per chitarra "Le decameron noir" di Leo Brouwer sono incredibili. Pur non amando il modo con cui Williams suona la musica del compositore cubano è l'unico - fino ad ora - che conta correttamente! Le evidenze più gravi sono nel primo movimento dove la stragrande maggioranza di chi suona sembra non sapere che differenza vi sia tra 2/4 e 5/8, punti di valore eliminati a casaccio, pulsazione pressoché inesistente. Non mi esprimo sulle esecuzioni-fotocopia. Ma se invece di sollevare le mani dalla cordiera con fare teatrale appena c'è una pausa si tenesse a mente la metrica, non sarebbe un buon inizio?
  3. Vorrei spendere due parole circa uno dei lavori per chitarra del '900 credo meno conosciuti o più ignorati (dico ciò perché non trovo ancora un CD che ne contenga una registrazione, o qualcuno -tranne il M° Gilardino, una volta qui sul Forum - che citi almeno "di striscio" - mi si lasci passare questo termine - per un motivo qualsiasi questa composizione): Fantasia-Sonata, di Manén; sarebbe interessante (credo non solo per me) avere qualche informazione circa l'autore del pezzo e qualche giudizio da chi questo lavoro l'ha letto. Volevo inoltre chiedere se conoscete qualche chitarrista che questa Fantasia-Sonata l'abbia incisa....quella di Segovia (il dedicatario) non l'ho trovata..sempre che l'abbia fatta: ad una primissima (s)vista dello spartito, il pezzo sembra non avere le caratteristiche che meglio si adattavano all'estetica del chitarrista spagnolo. Grazie.
  4. Salve a tutti, volevo informazioni riguardo al compositore e alle sue uniche composizioni che conosco per chitarra: "Pour un Hommage a Claude Debussy" (1924) e "Sonate pour guitare" (1960). Mi sembrano lavori stilisticamente diversi tra loro visto che in effetti passano quasi quarant'anni tra le date di composizione, ma entrambi veramente notevoli, purtroppo quasi sconosciuti. Volevo sapere cosa ne pensano i maestri del forum che magari li hanno studiati ed eseguiti. Grazie in anticipo!
  5. Grazie per avermi accolto in questo splendido forum. Lo seguo da molti anni e ho sempre apprezzato i contenuti. Sono un ex diplomando (vecchio corso) che per questioni di vita non ha mai concluso il percorso di conservatorio La passione però non si è mai sopita! Volevo chiedere a chi frequenta questo forum quale è la strada migliore per avvicinarsi alla musica contemporanea per chitarra?? mi spiego.... vorrei tanto potere apprezzare certe musiche ma come per altre arti avverto che mi manca non la sensibilità ma i mezzi per capirla. Quali studi mi suggerite? grazie e buona Pasqua a tutti!!!
  6. Oggi mi è arrivato il plico della berben contenente la Sonata n.2 di Dusan Bogdanovic (la uno la possiedo già) e subito mi è saltata agli occhi la scrittura più difficile rispetto alla Jazz Sonata e alla Jazz Sonatina... me lo confermate? Inoltre ritengo questi due lavori di importanza fondamentale nel repertorio per chitarra contemporaneo e mi chiedevo come mai, la sonata n.1 non abbia mai trovato spazio (ancor meno della seconda) nei vari programmi... tra l'altro mi risulta che abbia avuto solo un'incisione discografica ad opera di Isaac, è vero? Mi piacerebbe sentire dei vostri pareri a riguardo Grazie mille
  7. Salve a tutti, mi chiamo Giorgia, studio chitarra al conservatorio di Bologna. Per un esame di analisi dei repertori devo analizzare la Sonata Clàsica - Hommage à Fernando Sor di M.M. Ponce. Ora, volevo chiedere se qualcuno potesse offrimi qualche spunto di analisi di qualsiasi genere che potesse aiutarmi ad approfondire il mio lavoro poichè non ho trovato molto materiale su cui basarmi. Ad esempio, qualcuno sa farmi notare in che modo l'autore omaggia a Sor al di là della forma e della scrittura in stile? O ancora, in che modo questa sonata apparentemente semplice e non particolarmente interessante si inserisce nella produzioni di Ponce e come si relaziona con le altre sonate? Cosa è importante valorizzare, metter in rilievo di questa sonata che non sia una semplice analisi armonico-formale dei 4 movimenti? Insomma qualsiasi spunto è ben accetto! Il punto è, che con le mie elementari conoscenze analitiche rischio di fare un lavoro abbastanza superficiale, il che è di importanza relativa per l'esame che comunque non richiede giustamente l'elaborazione di un trattato, però sarebbe mio interesse avere l'opportunità di capire meglio quello che sto facendo. Grazie mille! G.
  8. Ciao a tutti i forumisti ho una domanda sulle variazioni sulla Follia di Giuliani che sto cercando di studiare da alcuni mesi 1) la prima variazione va suonata lentamente o il tempo deve essere lo stesso del tema? 2) la variazioni con le legature deve essere suonata molto velocemente? se si quando si fanno i legati che diteggiatura è meglio usare? 3) la variazione con le ottave non mi viene prorio. Io la suono lenta ma lì'ho sentita suonare molto spesso più veloce. avete consigli? Carlo
  9. Una domanda forse stupida ma mi serve per avere un riferimento... a che velocità si esegue la toccata finale della sonata di Brouwer?
  10. Salve a tutti, sapete se esiste una versione priva di alcuna diteggiatura tale da poterla inserire su un programma quale finale o simili?? Grazie!
  11. Dopo averlo ascoltato nel disco di WIlliams e nel cofanetto Brilliant (Porqueddu) ho deciso di studiarlo perché mi piace molto. Credevo fosse un brano facile ma è molto faticoso per la sinistra....... avete consigli??
  12. Dovendone scegliere 5 tra tutti i 20 della prima serie quali scegliereste per rappresentare al meglio la raccolta?
  13. Pensate che sia una buona idea presentare questa composizione in concorso invece di una delle Rossiniane?
  14. L'arpeggio iniziale del preludio in mi minore di Ponce lo fate ripetendo l'anulare?
  15. Ermanno Brignolo ha terminato la stesura del suo primo lavoro per chitarra e orchestra "Racconti dalle colline". Questo fine settimana ho ricevuto con grande piacere (e con non poca sorpresa, non lo nego) l’esordio alla composizione di Ermanno Brignolo. Si tratta della suite Racconti dalle colline una composizione per chitarra e orchestra omaggio a Cesare Pavese permeata da uno spesso descrittivismo musicale che la rendono originale e fresca. La suite si articola in sette movimenti e ciascun movimento prende spunto dalle poesie del celebre poeta piemontese. Continua a leggere | http://goo.gl/qEXKul
  16. Ieri notte ho letto con grande interesse il ciclo di “Improvvisazioni” di Marco De Biasi, compositore italiano con un catalogo ricco e variegato. Con questo lavoro, che il compositore stesso definisce “ancora in evoluzione“, De Biasi si è aggiudicato – meritatamente, aggiungerei – nel 2013 il Primo Premio al Boston Guitarfest Composition Competition. De Biasi sfrutta benissimo le caratteristiche idiomatiche dello strumento e sa bene quello che fa: si tratta di lavori tecnicamente non complessi, fondamentalmente orientati all’escursione timbrica e con un’ottima resa finale. Spicca, tra tutte le pagine, la seconda sezione della “Improvvisazione Parte I”. Consigliatissimo.
  17. Salve Sto affrontando la tarantella di Coste (fa parte degli studi); nell'edizione che ho, si consiglia come diteggiatura per la mano destra a-i-m (mi riferisco sostanzialmente alle terze,dalle prime battute); io francamente finisco con lo "zoppicare" usando questa diteggiatura e mi sto scervellando per capire come svilupparla al meglio o in alternativa trovare una diteggiatura alternativa: in realtà tante scelte non credo ce ne siano, sto un pò sperimentando con a-m-i (cioè anulare sulla prima corda,medio sulla seconda e indice di nuovo sulla prima) perchè ho come l'impressione che mi dia risultati migliori. che ne pensate?
  18. Una discussione su una neswgroup americana di chitarra mi ha dato l'occasione per notificare un ennesimo errore - di stampa o di penna, non so - in un brano di HVL. Si tratta del Preludio n. 4, e precisamente dell'ultimo accordo. > Il basso mi della penultima battuta è legato alla sua continuazione > nell'ultima, dove è stato scritto però con un taglio in meno. > Le quattro parti superiori sono le stesse nell'accordo della penultima > e dell'ultima battuta: re-mi-sol-si, in armonici nella penultima > battuta e in suoni naturali, un'ottava sotto, nell'ultima. Il basso > sol, generalmente accettato in tutte le incisioni, è senza senso: > musicalmente, non sta in piedi dare un accordo con al basso la > fondamentale nella penultima battuta e la terza nell'ultima. E' > evidente che si tratta della stessa armonia, su un basso fermo mi, con > la quadriade superiore che cambia di ottava e basta. Tra l'altro, > l'intervallo di seconda resta sempre nella stessa coppia di corde: > mi (quinta corda settimo tasto) re a vuoto, prima armonici e poi > reali. Suppongo che possa essere utilie a chi ha il pezzo in repertorio o lo sta studiando. dralig
  19. Carulli, op. 293 Méthode complète pour le Décacorde" - Nouvelle guitare Nel prologo dice che la chitarra di 6 corde è molto difficile perché solo ha 3 bassi: MI-LA-RE e per esso che progetta questa chitarra più facile dasuonare, quella casa del Sig. Lacote può esser acquisito per la quantità ragionevole di 100 Fr e sì che è ragionevole perché il metodo costa 15 Fr! Nel metodo uno parla su un meccanismo nel ponticello per cambiare un semitono l'altezza della corda. Carulli indica nel mucchio dove questo meccanismo deve esser usato, con una lettera "m" la cima sottolineata o in basso e in ogni caso scrive un silenzio per agevolare il cambiamento. Alle ultime pagine del metodo ci sono alcuni esempi brevi di come suonando lo stesso frammento nella chitarra di 6 corde e nel decacorde: La soluzione è semplice, per cambiare l'ottavo dello bassi. Proprio per questo, possiamo considerare questi pezzi ambivalenti per 6 e 10 corde. Cordialmente, jlr Decacorde Lacote http://www.harpguitars.net/history/month_hg/month-hg-11-08a.htm Divertissement. N. Yepes, en You Tube http://www.youtube.com/watch?v=b0Ce6LkLCZ0&list=UUCBBjPRm8DgQe96Aoww_rlw&index=40 pdf: Edizione moderna di tre pezzi dell'opera 293 Carulli op 293 23-26-30.pdf
  20. Buona notte, riporto qui di seguito alcune domande inserite (forse Ot) nella mia presentazione (alla quale sigh....nessuno ha risposto).......sperando in una maggior fortuna: Ho intenzione di studiare la Sonata di Turina op. 61 e dispongo sia dell'edizione segoviana (schott ga 132) che di un edizione acquistata in pdf online di Marian Alvarez Benito, piu' recente (Schott urtext GA 551) . Sto lavorando su quest'ultima, con l'intenzione di confrontarla poi con le scelte diSegovia. Ho notato alcune differenze a battuta 30 (Fa diesis nella versione di Alvarez fa naturale in quella segoviana) e a battuta 39 del primo tempo (fa naturale nella versione di Alvarez, fa diesis in quella di Segovia). Potete gentilmente dirmi se ci sono tracce anche in questo forum degli errori di stampa e di quale sia la versione attendibile? . Mi sarebbe anche utile rintracciare alcune considerazioni fatte dal Maestro Gilardino su un numero di Guitart di cui non dispongo. Infine mi piacerebbe scambiare qualche opinione sulle interpretazioni presenti in rete su Youtube. Mi piace molto per esempio questa: Vi ringrazio per i contributi che vorrete offrirmi. Buona notte
  21. Ritengo che per apprezzare con consapevolezza i 60 studi di A. Gilardino, oltre che ad ascoltarli, bisogna cimentarsi nel suonarli. E' in quella circostanza che ti rendi conto della bellezza di quella musica, sicuramente atonale ma sublime. Al M° Gilardino volevo chiedere perchè li ha chiamati Studi e non Composizioni? O perchè non ha usato un altro termine che gli desse il giusto valore?
  22. Uno dei casi più singolari di diteggiatura segoviana non usata dal Maestro è quello relativo allo studio op. 29 n. 13, il n. 19 della sua celebre raccolta, in cui, nelle battute finali, ha interpretato il segno di legatura fra il re e il fa (poi tra il fa e il re) sulla quarta corda, come legato tecnico, con tanto di diteggiatura inequivocabile. A mia memoria non ricordo alcun chitarrista, ma anche alcun revisore (tra coloro che hanno anche apposto la propria diteggiatura), che non abbia ricalcato la versione segoviana. Peccato che proprio Segovia nella sua registrazione (Madrid Agosto 1962, oggi su CD MCAD 42073 “The Segovia Collection” vol 7,) abbia smentito se stesso, ed abbia preferito, coerentemente - secondo me giustamente - con il resto della tecnica usata per tutto lo studio, eseguire il passo in 3a posizione, continuando perciò ad usare accordi arpeggiati sino alla fine del brano, dando testimonianza di saper interpretare i segni da musicista e non solo da chitarrista.
  23. Durante la mia recente visita a Londra ho avuto il grande piacere di potere brevemente esaminare parte della prestigiosa raccolta di musiche collezionate da Robert Spencer. Occorrerebbe scrivere a lungo su questa meravigliosa collezione, acquisita dalla Royal Academy of Music per un milione di sterline! Robert Spencer era amico di Julian Bream e fu uno dei fondatori del Bream Consort, era anche liutista e docente di canto alla Royal Academy. Volevo per ora sottoporre alla comune attenzione una curiosa scoperta che ho fatto (a meno che il fatto non sia già noto): l'unica edizione delle famose variazioni op.9 di Sor che ho trovato lì è una antica edizione della Peters, con il numero 1807, nella quale il pezzo si presenta nella seguente forma: Introduzione, tema, variazione terza (dico, la terza nelle edizioni note), quinta (idem), seconda (cioè quella minore), quarta. Mancano quindi la prima variazione ed il finale, e le altre variazioni sono posizionate in maniera diversa. Non compare alcun nome di revisore e, pur non essendo io un esperto e non avendo avuto tempo di approfondire la ricerca, sembra una edizione dell'epoca - anche se non ho visto data di stampa nel fascicolo. Qualcuno ha altre notizie di questa stranezza?
  24. Ciao a tutti, ho ascoltato i 4 pezzi di Berkeley e ne sono rimasto parecchio colpito. Mi piacerebbe moltissimo portarli all'esame di compimento inferiore, però ho visto che lo spartito costa sui 20 euro, quindi prima di acquistarlo per poi non riuscire a suonarlo, volevo chiedervi se secondo voi poteva essere un buon investimento, o se magari era meglio aspettare ancora qualche anno... insomma, all'ascolto, non sembrano per niente facili! edit: mi ero dimenticato di chiedere... a parte la difficoltà, per quanto riguarda il linguaggio: lo si può considerare contemporaneo? Lo sento molto più vicini ad un Castelnuovo-Tedesco o ad un Mompou piuttosto che ad un Britten o ad un Henze... la Sarabanda in particolare, oltre che bellissima, è anche "molto tonale".
  25. La musica contemporanea chitarristica non è solo presente nel mondo musicale e deve essere esposta e non nascosta,ma deve anche lanciare moniti a chi crede che la chitarra non ha tale repertorio. Solo a ottobre scorso, ai miei colleghi della mia scuola (di strumento musicale),prima del collegio docenti, parlavo di musica contemporanea e invitavo a leggere e vedere in questo forum ( musiche contemporanee scritte per la chitarra)come anche su youtube; in tutta risposta, il pianista dice:ma voi chitarristi ,avete anche questa musica? Che vi devo dire,l'ignoranza musicale è immensa.
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