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Infatti, nessuno l'ha mai fatto; né alcuno ha mai contestato a chi preferisce seguitare a comporre con carta e penna il sacrosanto diritto di farlo. Le argomentazioni a favore della notazione musicale computerizzata sono state addotte in riferimento al lavoro in sé - cioè a quel che si può fare con i diversi sistemi di scrittura da parte di chiunque, non da parte di Tizio e di Caio, che possono tranquillamente continuare a zuccherare il caffè o a sorbirlo amaro, a loro incontestabile piacimento. 
 
A margine: Castelnuovo-Tedesco talvolta scriveva su carta azzurra (cioè adoperando i biglietti postali che, a scrittura terminata, si richiudevano su sé stessi come delle buste), ma adoperava anche - e molto spesso - normalissima carta da lettera bianca e leggera, appositamente creata per la posta aerea. 
 
dralig

 

Ho capito quello che dici: alcune lettere, più lunghe, sono infatti senza il riquadro colorato ed in genere erano spedite da via dei Bardi.

A me però il colore è sembrato sempre azzurrino (o grigio-perla, se vuoi) e non bianco, il che non è di nessuna importanza, Sono anch'esse  scritte  con la medesima stilo: inchiostro bleu  su fogli volanti del colore della busta.

La missiva più corposa che mi concerne è del 24 luglio 1964 ( una pagina fronte e retro più le quattro numerate contenenti la prefazione al "Profilo"); l'affrancatura è costituita da un Espresso "cavalli etruschi" da lit.75 più un francobollo "Italia turrita" da lit.50.

I famosi biglietti-lettera americani portavano un bollo direttamente stampato con l'effigie di John Kennedy; la posta aerea per l'Italia costava undici cent. I biglietti pesanti, in busta, arrvavano a venti.

La corrispondenza con Gangi, professionale, più corposa e meno intima (ma simpaticamente complice),  essendo iniziata dal 1954, non poteva ovviamente avere queste stesse caratteristiche "postali". La veste dell'invio  appare però pressappoco eguale.

Ho riesumato, come ti dissi, il "Ricordo di Castelnuovo-Tedesco" da Chitarra e Musica  ( scrissero nell'ordine Ciurlo, Carfagna, Gilardino, Tonazzi e Parkening  [sembra una formazione di basket]).

Penso che l'uso insostituibile della posta elettronica toglierà molto sapore a molte osservazione e questo tipo di documenti sarà ambìto perché considerato tale da  essere riesumato come appartenente alla preistoria. 

D'altra parte, nessuno  -a cominciare proprio da noi- è disposto a tirar fuori la vecchia Olivetti Lettera 32 o, come nel tuo caso, un' arcigna Triumph (citazione).

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Certamente postare  l’analisi armonica e strutturale scritta dal M° Carlo Francesco Defranceschi  sulla Sonata III di M.M. Ponce risulterebbe assai interessante per gli amici del forum e non solo. Letta in anteprima mi è sembrata scritta in maniera colta ma allo stesso tempo comprensibile. Con Carlo commentiamo spesso insieme il repertorio Contemporaneo più colto o pseudo tale e, sollecitato da me fino alla nausea, lo sto invitando a fare la “tac” a diverse sonate e devo dire che sono estremamente sorpreso dalle conclusioni tratte dall’amico Compositore.

...analisi pubblicata  e letta con attenzione e piacere, quando riuscirò a dedicarmi allo studio di queste splendide pagine di Ponce sono certo mi sarà di grandissima utilità..

grazie a Carlo Francesco Defranceschi e a Cristiano Porqueddu...

 

http://icoloridellachitarra.it/2014/06/19/manuel-maria-ponce-sonata-iii/

 

 

Faccio notare che quello scritto era intitolato "Alcune note sull'interpretazione" - quindi non mirava a uno studio analitico del testo, ma soltanto a una serie di considerazioni di indole formale che, a parere dell'autore, avrebbero dovuto costituire i fondamenti di una lettura non di pura decifrazione. Si trattava, in sosrtanza, della scrittura di una parte di una lezione sulla Sonata Terza. 

dralig

...la pubblicazione, se possibile, dell'articolo del M° Gilardino, sarebbe la "ciliegina sulla torta" :)

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...analisi pubblicata  e letta con attenzione e piacere, quando riuscirò a dedicarmi allo studio di queste splendide pagine di Ponce sono certo mi sarà di grandissima utilità..

grazie a Carlo Francesco Defranceschi e a Cristiano Porqueddu...

 

Sono soddisfatto che sia giunta gradita a te, Rossano, come ad altri attraverso risposta privata, questa "frettolosa bozza" di lettura armonica.

Assolutamente lontana da rivestire pretese di privilegiato disegno di "indicazione interpretativa" (evidente la mia relativa "incapacità"), risulta stesa con il mero intendimento di evidenziare il fascinoso "environment" del "respiro armonico" sotteso. Questo complesso aspetto, talora trascurato e sottovalutato, concede al contrario, presso eleganti pagine quali la Sonata III, vivida, sensuale e compiaciuta "ritmicità pittorica".  

 

"Grazie, Cristiano!" 

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