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Cristiano Porqueddu

7 Preludi per chitarra, Alfredo Franco

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Preludi-Alfredo-Franco.jpg

 

Ricevo la nuova composizione per chitarra sola “7 Preludi per chitarra” di Alfredo Franco. Si tratta di 7 piccole miniature che in spazi ridottissimi riescono a germogliare in nitidi pensieri musicali .

 

Il primo preludio (“Adagio”) è un lento e riflessivo procedere di una malinconica melodia che pare non trovare quiete tra le varie tonalità e registri. Attraverso costrutti musicali composti sempre da due battute, il compositore da forma ad un’entità ben definita che si sviluppa da un registro medio basso fino ad una illusoria scheggia di luce la cui visione conduce solo ad un nuovo acchetarsi.

 

Il secondo (“Allegretto con spirito”) è un pettegolo ostinato sul quale galleggia una linea melodica singhiozzante, quasi alla ricerca di una forma e di un’identità. Dopo una brevissima esposizione l’autore rovescia i ruoli nell’intelaiatura polifonica a due voci e chiude con parti accordali quasi-improvvisative. La codetta finale svela il vero ruolo della cellula tematica riposizionandola, per un solo istante, nel ruolo che gli compete.

 

Nel terzo preludio (“Cantabile”) le tessiture polifoniche a due e tre voci si alternano a brevi sezioni accordali che ne riprendono la costruzione armonica quasi come osservando da un prisma un medesimo soggetto.

Le due linee che del semplice ma efficace disegno polifonico del quarto preludio (“Adagio”), interrotte solo da una cellula quasi-improvviso, caratterizzano l’intera pagina che ricorda il procedere inesorabile del tempo.

 

Nel quinto preludio (“Un po’ grottesco”) l’uso che il compositore fa di diverse figurazioni ritmiche in uno spazio relativamente ristretto (mi ritorna in mente la geniale costruzione della cellula fondamentale del terzo movimento della Sonata Mediterranea di Angelo Gilardino) e dei repentini cambi di registro, guida l’ascoltatore in un percorso dove il virtuosismo è affidato interamente alla capacità dell’interprete di attingere dalla propria tavolozza timbrica.

 

Il sesto preludio (“Alla rimembranza”) è quello più criptico. Le improvvise alterazioni della quantità di volume e della velocità di esecuzione con l’uso di una figurazione che si contrae e si distende quasi a

ricordare un primordiale movimento respiratorio, rendono l’andamento instabile e incerto.

 

L’ultimo preludio (“Vivo”) è un dirompente divertimento dove delle ossessive ottave – sul registro grave e su quello medio-alto – marcano a fuoco il battito cardiaco della pagina. L’insistente andamento si rarefa prima con un disegno dove la prima corda è un ricordo del martellante inizio e poi in parti più dense che smarriscono il continuum e portano alla fine.

La sensazione finale è quella di una serie di preludi concepiti per essere eseguiti uno dietro l’altro, magari all’inizio di un recital.

 

Ringrazio Alfredo Franco per la dedica.

 

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Grazie per la preziosa disamina Cristiano.

Ti ringrazio per l'attenzione che hai voluto accordare a questo lavoro che per me rappresenta una sorta di rinascita musicale post trauma.

Nell'accordare alla musica un ruolo fondamentale per la mia esistenza mi sorprendo ancora una volta della sua capacità di dare senso al mondo. 

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Ho ricevuto "graditissimo" da Marcello "Cahier des chansons anciennes" di Alfredo.

 

"Sapiente ed attento lavoro. Le derivazioni in cadenza tonale, come le rapide, per frammenti, apparizioni dissonanti, persino quando intenzionalmente maggiormente arroganti, mai giungono a sviare l'orecchio dai prossimi e sottolineati diversi centri modali. Evidente il delicato rispetto nei confronti di significatività ed evocatività delle primitive melodie medioevali. Loquace la conduzione delle ritmicità ed naturalmente attenta la ricerca di peculiari sonorità ed idiomaticità. Intenso da coinvolgere e vissuto con preparata attenzione il suggestivo sonoro di Marcello.
Molto gradito!"
c
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Grazie Karl per la sensibilità delle tue parole. 

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Ho ricevuto "graditissimo" da Marcello "Cahier des chansons anciennes" di Alfredo.

 

"Sapiente ed attento lavoro. Le derivazioni in cadenza tonale, come le rapide, per frammenti, apparizioni dissonanti, persino quando intenzionalmente maggiormente arroganti, mai giungono a sviare l'orecchio dai prossimi e sottolineati diversi centri modali. Evidente il delicato rispetto nei confronti di significatività ed evocatività delle primitive melodie medioevali. Loquace la conduzione delle ritmicità ed naturalmente attenta la ricerca di peculiari sonorità ed idiomaticità. Intenso da coinvolgere e vissuto con preparata attenzione il suggestivo sonoro di Marcello.

Molto gradito!"

c

 

 

Mi ero già complimentato su FB, in forma privata, con Alfredo e Marcello per "Cahier des chansons anciennes". Sottolineo e condivido quanto scritto da Carlo. Bravi!

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Ricordo Domenico, grazie ancora anche a te!

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