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Giorgio Signorile

Notazione brani in accordature aperte

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Buongiorno a tutti

Dovendo iniziare un lavoro di notazione su brani in accordature aperte (quelle che in genere usano i chitarristi acustici) sto cercando di capire come è meglio agire in vista della pubblicazione.

- Due pentagrammi (note reali/tastate) più Tab, quindi tre righi

- Un pentagramma (note tastate) più Tab, due righi

- Un pentagramma (note reali) più Tab, due righi

- solo Tab....solo pentagramma...quale...

Come vedete la tab la includo quasi sempre perchè in questo genere di situazione mi sembra la soluzione più "onesta", ma sono curioso di sentire la vostra opinione, come vi trovereste più a vostro agio? Tenete presente che l'accordatura sarà generalmente, partendo dai bassi, Re-La-Re-Sol-La-Re

Ciao

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Guest josquin

Se ho capito bene.

Le note reali ci vogliono (non puoi pubblicare senza). Credo sia opportuno provvedere anche il pentagramma con le note tastate, come le definisci, (viene fuori una specie di strumento multi-traspositore!), magari con il corpo più piccolo.

Comunque, si tratta di abituarsi alla scordatura di due corde su sei (la sesta a re.....). Il fatto che si trovino nel registro acuto e che, stando alla scordatura che proponi, risulti compressa la distanza fra 3a e 2a, può creare qualche problema in più, ma alla fine credo che la curva di apprendimento sia abbastanza rapida.

La tab non vedo proprio a cosa possa servire.

Spero di aver capito e di esserti stato utile.

Ciao

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Domanda interessante, abituato a leggere partiture da camera e per orchestra con il pianoforte che hanno la loro problematica, mi interessa la tua richiesta.

Mi chiedevo però se la maggior parte dell'utenza che usa questi spartiti legge esclusivamente la tablatura o anche le note, credo che il primo problema si presenti da questo punto di vista.
Da musicista risponderei che preferirei avere le note scritte e "io" mi  "sbroglierei" l'aspetto tecnico dell'eventuale diteggiatura sullo strumento, un po' come le lievi "scordature" che abbiamo nella nostra letteratura: terza in fa diesis; sesta in re, quinta in sol ecc.ecc.. 

dal punto di vista pratico potresti pensare a qualcosa tipo il brano di Domeniconi, Koyunbaba, su doppio pentagramma: notazione reale e notazione tastata, (personalmente mi disturba,  quando leggo gli strumenti traspositori immagino il suono reale, l'altezza e i relativi parametri prima di usare le dita),  a questo punto però dovendo comunque mettere la tablatura ti troveresti con tre pentagrammi.

 

Potresti usarne due, forse, uno con la notazione reale (in modo classico per capirci) specificando l'accordatura e il chitarrista si "trova" le note (io farei così) mentre la tablatura serve/servirebbe a quei chitarristi dipendenti dalla digitalità e che farebbero il percorso al contrario, dalle dita alla..musica..

forse ti ho incasinato peggio di prima  ...

ma credo la tua terza ipotesi sia la migliore: due pentagrammi, note reali e tab, accontenti i musicisti e chi ha bisogno delle diteggiature come approccio.

 

marcello

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Innanzitutto vi ringrazio delle risposte. Nel nostro repertorio tradizionale, anche contemporaneo tale problema non si pone (a parte la citata Koyanbaba) ma nell'ambiente "parallelo" a cui in parte rivolgo l'attenzione in questo piccolo progetto è piuttosto normale suonare con accordature aperte, scordature ecc. E inoltre bisogna fare i conti anche con l'editore che ovviamente, ed è comprensibile, vuole uno spartito chiaro e fruibile dal suo acquirente. Quindi credo che scriverò nei due pentagrammi, reale e "tastato"e a fine libro inserirò tutte le Tab, in modo da accontentare gli amanti della chitarra acustica e non far diventare il rigo musicale un "mostro" alto 10 cm.

Grazie agli amici per il contributo

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Ciao Giorgio.

Mi scuso per la mia ignoranza, ma mi sfugge la differenza tra note reali e note tastate.

 

Comunque posso dirti che trovo l'uso delle tablature (solo per l'ubicazione delle note) insieme alla notazione tradizionale un sistema molto efficace per gli allievi alle prime (e anche alle "seconde") armi...

 

Grazie alle innumerevoli trascrizioni disponibili in rete e a software come Guitarpro o Tabedit, i ragazzi hanno l'occhio abituato a questo tipo di notazione, quindi con un po' di pazienza si riesce a fare "solfeggio" e ad insegnare le regole fondamentali della notazione tradizionale diretttamente sui brani...

 

buona giornata...:)

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Ciao Rossano, si tratta di note che, a causa della scordatura della corda, non si trovano nel posto "tradizionale" ma per facilità di lettura vengono comunque scritte nello stesso posto (io scrivo quindi Tastate nello stesso posto), ti allego un esempio. Come vedi leggere sul pentagramma reale (effetto) non è semplice perchè devi tenere conto che quelle note non si trovano nel posto tradizionale a causa della scordatura delle corde, e allora viene in soccorso il pentagramma "tastato" dove non ti devi preoccupare del suono delle note ma solo di premere i tasti. Se hai l'orecchio assoluto può essere molto fastidioso...

esempio.pdf

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ok...

avevo capito ma volevo conferma :)

se ti può essere utile...

mi è capitato lavorare, personalmente e con alcuni allievi, su brani di chitarra acustica in varie accordature aperte, scritti e pubblicati da specialisti del genere di varie nazionalità, e ho sempre trovato una scrittura in "notazione reale" supportata dalla tablatura...

il pentagramma "tastato" non mi è mai capitato...

a mio modesto avviso penso che risulterebbe anche un po' "diseducativo"...

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Mi chiedo quale è il valore aggiunto del pentagramma con le note "tastate" in presenza della intavolatura. A mio avviso, se chi legge in notazione tradizionale ha bisogno di un "aiutino" per capire quale tasto deve premere, 'e sufficiente dia un'occhiata alla intavolatura.

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per molti chitarristi di tradizione classica -come me ad es - leggere la tab è lungo e poco fruttuoso musicalmente, meglio e molto più veloce leggere lo spartito 


ok...

avevo capito ma volevo conferma :)

se ti può essere utile...

mi è capitato lavorare, personalmente e con alcuni allievi, su brani di chitarra acustica in varie accordature aperte, scritti e pubblicati da specialisti del genere di varie nazionalità, e ho sempre trovato una scrittura in "notazione reale" supportata dalla tablatura...

a mio modesto avviso penso che risulterebbe anche un po' "diseducativo"...

ad es Koyunbaba è scritto col doppio pentagramma, effetto e tastato. Ma se voglio farlo suonare ad un "chitarrista acustico" che ha l'abitudine alla Tab non è semplice anche così, perciò aggiungerò la tab alla fine

Tieni sempre conto del discorso editoriale, chi ti pubblica qualcosa generalmente è molto sensibile al discorso vendita ;) e quindi alla semplicità di fruizione (lettura)  della tua musica...

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Giorgio auspichiamo il tempo che anche i chitarristi acustici impareranno a leggere le note e così con buona pace degli editori che contribuiranno anche loro all'educazione musicale .. 

del resto la tablatura altro non è che la..trasformazione di ciò che...conosciamo sulla nostra pelle no..?

ad ogni modo sicuramente l'utilizzo della tablatura darà maggiori possibilità.

 

con simpatia

marcello

 

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