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prof

Piano armonico in cedro e abete

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Che ne dite di un piano armonico metà cedro e l'altra metà abete naturalmente trovando un venatura combaciante alla giuntura di mezzo?  Potrebbe suonare bene?    saluti.      prof.

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Giusto per dire un nome famoso, Andrea Tacchi costruisce (anche) chitarre con piano armonico tripartito: due parti in cedro e una in abete. Lui chiama questi modelli Coclea Thucea.

Non è il solo, ovviamente, a realizzare piani compositi: alcuni costruttori sfruttano le diverse caratteristiche dei legni per creare piani armonici "stratificati", vale a dire con uno strato in cedro e l'altro in abete (doppia tavola). Mi viene in mente l'esempio di Fritz Mueller, canadese, ma so che non è il solo.

 

I risultati possono essere considerevoli, a patto di saper maneggiare i materiali come si deve.

 

EB

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Ti ringrazio per la risposta molto interessante . saluti       Prof.

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utilizzare una striscia centrale in un legno un po' più "tonico" come l'abete è un altro modo per giocare sulla flessibilità del piano armonico dello strumento. 

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una domanda semplice, mettere due o tre piani armonici misti (ammetto che non lo mai provata una chitarra cosi ) assieme,ci sarà un metodo ,per far combaciare le varie vibrazioni,che per forza di cosa sono diverse da legno a legno. Oppure non conta nulla il fatto che le vibrazioni dei singoli legni usati siano diversi? 

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una domanda semplice, mettere due o tre piani armonici misti (ammetto che non lo mai provata una chitarra cosi ) assieme,ci sarà un metodo ,per far combaciare le varie vibrazioni,che per forza di cosa sono diverse da legno a legno. Oppure non conta nulla il fatto che le vibrazioni dei singoli legni usati siano diversi? 

 

Certamente in corrispondenza delle superfici di incollaggio ci saranno delle variazioni nell'impedenza della tavola, ma molto meno marcate di quelle determinate dalla presenza di una catena. E' un po' come se il legno cambiasse leggermente di spessore (non è proprio così, ma è un'approssimazione che rende l'idea)

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E' un po' come se il legno cambiasse leggermente di spessore (non è proprio così, ma è un'approssimazione che rende l'idea)

 

L'approssimazione rende l'idea benissimo, e dal punto di vista della modellazione numerica della sezione vibrante ha esattamente lo stesso effetto: una discontinuità eliminabile localizzata in un punto. Complimenti.

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ringrazio per le risposte,e se ho capito bene,allora le due o tre tipi di vibrazioni (dei due o tre legni usati), si fondono in un'unica vibrazione,facendo emettere un tipo di vibrazione diversa ? Oppure  si avvicina di più il concetto, che un legno (o una vibrazione), superi (o domini) le altre vibrazioni (o altri legni),facendo si che le altre vibrazioni si adattino al legno dominante,(o vibrazione dominante)? 

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Il corpo vibrante è uno. Essendo i diversi elementi incollati tra loro ("vincolati rigidamente", direbbero i miei vecchi libri di scuola), il piano armonico si comporta in tutto e per tutto come un unico corpo vibrante che avrà, nelle giunzioni, delle alterazioni circoscritte della forma. Ovviamente, quello che cambia è il risultato complessivo: le forme assunte dalla tavola risulteranno alterate, come guardare un cerchio attraverso una lente bifocale.

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quindi,tra le due ipotesi la prima potrebbe valere?  In maniera che posto semplicemente, se usiamo abete, cedro e palissandro(sono solo esempi), avremo un suono ne di abete,ne di palissandro e ne di cedro, ma un suono diverso ,per via delle congiunzioni? Che alterano ,o condizionano le vibrazioni,dei vari corpi?

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