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NiccolòChiaramontiGt

Il pollice della mano sinistra

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Una discussione scontata o forse no. Mi viene da chiedere ai Maestri del Forum,indicazioni ,o come le si voglia chiamare, riguardanti questo dito, perchè sinceramente non ne ho mai curato niente. E con ciò intendo dire che non so nulla sul corretto "uso" di questo dito. E ho paura di imbalsamare automatismi sbagliati che mi potrebbero portare a qualsiasi problema. Quindi avendovi elencato la mia situazione vi chiederei l'universale impostazione di questo dito, e una considerazione sulla sua importanza. Ringraziando saluto, 

Niccolò Chiaramonti.

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Buongiorno Niccolò,

 

Per quanto mi riguarda, il pollice della MS può avere due funzioni differenti.

 

1. Nel suo impiego "usuale" contribuisce, in opposizione alle altre dita, a formare una morsa sul manico della chitarra per poter mantenere la corde premute contro le barrette. In questa funzione, esso si deve collocare in modo da poter fornire la massima efficienza, vale a dire la massima forza (o pressione) con il minimo sforzo. Occorrerà dunque trovare il modo per far sì che esso tocchi il manico dello strumento con un angolo quanto più prossimo a 90°, per evitare di caricare eccessivamente il muscolo adduttore. In questo ruolo, il pollice MS ha anche una parte importante nella stabilità della mano durante gli spostamenti: mantenere il pollice fermo in passi accordali che richiedano frequenti portamenti della mano facilita l'individuazione delle posizioni distanti e la presa delle stesse.

 

2. Il pollice MS può avere una partecipazione attiva alla tenuta delle note. Molti passaggi della letteratura sono - non senza buone ragioni - stati ritenuti ineseguibili perché richiedenti dilatazioni troppo ampie. Spesso questo problema può essere risolto appunto con l'uso del pollice che, scavalcando il manico dal basso, può diventare un dito attivo, anche se per brevi lassi di tempo (essendo la sua funzione di puntello necessaria). Un esempio si trova nella mia registrazione della Sonatina "Omaggio a Boccherini", inclusa nel cofanetto "The Andrés Segovia Archive". Nel secondo e terzo movimento, l'uso del pollice descritto sopra consente di mantenere inalterato il dettato del compositore, altrimenti ineseguibile. Spero di non risultare opportunista se riporto i link a Spotify delle mie interpretazioni:

   - Andantino, quasi canzone: https://play.spotify.com/track/7zO7s97EnIuGNvqHx6FRQb

   - Tempo di minuetto: https://play.spotify.com/track/4XPNtYkNCxRSNGCw4zhAqe

 

Spero di aver fornito una risposta utile alla tua domanda.

 

ermanno

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Una discussione scontata o forse no. Mi viene da chiedere ai Maestri del Forum,indicazioni ,o come le si voglia chiamare, riguardanti questo dito, perchè sinceramente non ne ho mai curato niente. E con ciò intendo dire che non so nulla sul corretto "uso" di questo dito. E ho paura di imbalsamare automatismi sbagliati che mi potrebbero portare a qualsiasi problema. Quindi avendovi elencato la mia situazione vi chiederei l'universale impostazione di questo dito, e una considerazione sulla sua importanza. Ringraziando saluto, 

 

La regola di partenza è che deve servire per creare un baricentro stabile. È una domanda piuttosto ampia. Ti riferisci ad usi come quelli suggeriti da Ermanno o a postura e movimento?

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Buona Domenica a entrambi. Innanzitutto vi ringrazio infinitamente per la vostra disposizione e per le vostre conoscenze esemplari che in maniera altrettanto esemplare mi fornite. Maestro Porqueddu, la ringrazio per la sua risposta, e colgo la sua domanda per esortarla a dirmi quanto non rientra nella più che interessantissima risposta del Maestro Brignolo.  Maestro Brignolo, ha fatto benissimo a mandarmi queste due sue interessanti interpretazioni eseguite magistralmente; le ho trovate interessanti anche per altri elementi oltre a quello per la quale lei me le ha collegate. Una risposta molto completa la sua, che mi porta a chiederle un ultima cosa. Nel primo punto della sua risposta lei, parla di posizionare il dito pollice della MS in modo da formare angolo di 90°, per non sovraccaricare il muscolo adduttore, al fine di ottenere una buona pressione da parte del dito, senza doverlo sforzare. In pratica il pollice deve applicare pressione senza sforzarsi. Ma quindi, sarebbe irregolare e dannoso avere un muscolo abduttore breve del pollice irrigidito (o parzialmente irrigidito) durante la normale pratica di passaggi tecnici impegnativi sullo strumento? E in caso di risposta affermativa, l'irrigidimento del muscolo è conseguenza univoca di un angolo pollice\manico sbagliato, o ci sono altri fattori da tenere in considerazione ? 

 

Ringraziando di cuore ancora entrambi i Maestri per la loro affabilità, una saluto.

Niccolò Chiaramonti.

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le ho trovate interessanti anche per altri elementi oltre a quello per la quale lei me le ha collegate.

 

La cosa mi rincuora: se l'unico punto di interesse fosse stato quello, a dirla tutta, mi sarei preoccupato, e non poco.

 

Nel primo punto della sua risposta lei, parla di posizionare il dito pollice della MS in modo da formare angolo di 90°, per non sovraccaricare il muscolo adduttore, al fine di ottenere una buona pressione da parte del dito, senza doverlo sforzare. In pratica il pollice deve applicare pressione senza sforzarsi. Ma quindi, sarebbe irregolare e dannoso avere un muscolo abduttore breve del pollice irrigidito (o parzialmente irrigidito) durante la normale pratica di passaggi tecnici impegnativi sullo strumento? E in caso di risposta affermativa, l'irrigidimento del muscolo è conseguenza univoca di un angolo pollice\manico sbagliato, o ci sono altri fattori da tenere in considerazione ?

 

Attenzione: io suggerisco di posizionare il pollice sinistro in modo da formare un angolo il più possibile prossimo a 90°. Avere il pollice a perpendicolo con il manico (vale a dire, essendo il manico curvo, perpendicolare alla tangente nel punto di appoggio) sarebbe quasi sempre proibitivo, quando non dannoso. Tuttavia la fisica ci insegna che la pressione è uguale alla forza normale agente su una superficie moltiplicata per l'area della siperficie stessa. In formule: p=NxA, dove N è, per l'appunto, la forza normale, vale a dire la proiezione verticale della forza applicata. Applicando un po' di trigonometria a quanto sopra, detto α l'angolo di incidenza del pollice sul manico, F la forza da esso scaricata sul manico, A la superficie del polpastrello e p la pressione esercitata, si ha che p=FAsenα. Quanto più α è prossimo a 90°, tanto più il senα sarà prossimo a 1, quindi tanto maggiore sarà l'efficacia della forza prodotta. Viceversa, quanto più α è prossimo a 0, tanto più senα sarà prossimo a 0, quindi sarà la muscolatura della mano a dover sopperire a quell'inefficienza.

Vale. ovviamente, il discorso inverso. Quando l'angolo α è prossimo a 0, tocca all'adduttore del pollice stringere la morsa, e per farlo esso produce non solo una forza, ma un momento, pari all'entità della forza per (prodotto vettoriale) il suo braccio, vale a dire la lunghezza del pollice dalla base al punto di contatto. Nuovamente, il braccio della forza è calcolato perpendicolarmente ad essa, e l'angolo di riferimento sarà il complemento a 90° del precedente angolo α. Ergo, quanto più α è prossimo a 90°, tanto più piccolo sarà il momento che l'adduttore deve esercitare.

 

Ora, questa è la teoria, spiegata in modo molto sommario e sintetico. Noi viviamo in un mondo reale, quindi questa teoria deve essere un poco aggiustata. Non mi è mai capitato di tenere posizioni in cui la muscolatura del pollice fosse completamente scarica, ma è possibile - questo sì - individuare un equilibrio che consenta all'intera mano sinistra di svolgere il suo mestiere con il minor dispendio energetico possibile. Per quanto riguarda il pollice, il punto di minima energia è la posizione perpendicolare al manico, ma se così fosse, le altre dita dovrebbero fare un lavoro immenso per raggiungere le loro posizioni, quindi occorre apportare degli aggiustamenti a riguardo, caricando leggermente l'adduttore per consentire al resto della mano di lavorare come deve.

 

Spero di essere stato chiaro.

 

ermanno

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