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Marcello Rivelli

Equipollenza diplomi vecchio ordinamento post 2012

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Che confusione immane.

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Che confusione immane.

 

Non capisco perché in Italia le cose devono essere sempre complicate. (Bella affermazione, ma essendo italiano..mi rendo conto della citazione stupida).

Hanno modificato (se andrà in porto fino in fondo nei vari passaggi legislativi) il termine per vedersi riconosciuto il "valore" dei titoli del "vecchio ordinamento"dal 2012 al dicembre 2017. (Personalmente mi fa anche piacere, essendo uno degli iscritti al "vecchio stile"). Forse però dimenticano che i corsi in oggetto non termineranno in quella data per coloro che ancora li frequentano.

Era cosi difficile stilare delle norme che prevedessero una giusta equità per coloro che appunto ancora frequentano e sono iscritti ai suddetti corsi?

Anche un bambino capirebbe che se la riforma parte da un anno "x" e sono ancora in essere i corsi precedenti, forse ci vorranno un "x" numero di anni (essendo alcuni corsi decennali) per completare l'iter.

Un conto sarebbe stata la totale disattivazione e/o passaggio ai nuovi trienni e bienni in concomitanza dell'attivazione del "nuovo percorso", allora, via il "vecchio" e avanti il "nuovo" (senza polemiche ma..) ma senza dimenticare, forse, che uno che ha "sgobbato" dieci anni non può vedersi riconosciuto lo stesso titolo come chi fa un "Triennio" se conseguito entro una data "x"!! 

è una classica "barzelletta" all'italiana? gli esami sono gli stessi, i programmi e le prove idem per quale motivo una data fa scattare la non equipollenza? se ancora non cessano la loro "esistenza"? le risposte che mi vengono in mente sono tante e abbiamo imparato ormai (sulla nostra pelle) i giochetti e le furbizie che vengono continuamente creati per la sopravvivenza di molti "scenari".

Senza polemica.. (ci hanno letteralmente stancato)..

aspetteremo il prossimo ricorso per coloro che si "diplomeranno" dopo il 2017,  a meno che saranno obbligati, se ci tengono al pezzo di carta, a passare di fatto alle nuove "delizie" in cui un "triennio" in alcuni casi non raggiunge un ex compimento medio, ma volete mettere? adesso avete una "laurea" non un semplice diploma.. (magari avessi un "diploma" dei tempi di Abbado, con Ghedini in commissione!! ), no comment, ma oggi si studia "Ear training" volete mettere? (io tiravo giù dai dischi in vinile i pezzi delle musiche che mi piacevano a 16 anni) mica il setticlavio? (vorrei vedere quanti colleghi sono in grado di leggere ancora una prova di solfeggio in sette chiavi?! ma direte giustamente Voi: a che serve? tanto leggiamo in chiave di violino!? salvo scoprire che a volte alcuni chitarristi non sanno che la chitarra è strumento traspositore (e anche a volte novelli compositori da "triennio" che scrivono con il "Midi" e si chiedono perché il suono della chitarra non "sembra " lo stesso.. no comment..)

scusate, il caffè era lievemente amaro..

buon proseguimento..

 

p.s. a chi interessa un giorno vi faccio vedere il mio programma di studio della chitarra in dieci anni (non tre + due) quello va bene per gli avvocati al massimo.. (sempre con rispetto per la categoria, ci mancherebbe), ovviamente è "vecchio stile" anche se arriva e oltrepassa Sciarrino..

 

m

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Non dimentichiamoci che l'Italia fu l'unico paese in Europa ad ottenere una proroga per l'abolizione della valuta di stato nel passaggio alla moneta unica.

Tergiversare, procrastinare, dilazionare e rimandare sono specialità italiane da sempre: specialità che, applicate a una burocrazia disarmante, non possono far altro che complicare ulteriormente faccende già di fatto complesse di loro.

 

Questo, ovviamente, a monte dei criteri di valutazione dell'equipollenza, del contenuto dei corsi, della preparazione eccetera eccetera, faccende sulle quali evito di addentrarmi.

 

Un caro saluto.

 

ermanno

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"Ear training" volete mettere? 

 

Pfff... 

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p.s. a chi interessa un giorno vi faccio vedere il mio programma di studio della chitarra in dieci anni (non tre + due) quello va bene per gli avvocati al massimo.. (sempre con rispetto per la categoria, ci mancherebbe), ovviamente è "vecchio stile" anche se arriva e oltrepassa Sciarrino..

 

A me interessa.

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Questa è la "mia" scansione temporale dei tempi di studio che di norma utilizzo, salvo casi particolari ma che di solito non fanno testo o perlomeno non da "modello". Ho sempre considerato (e considero) il corso di chitarra un percorso e non una "corsa" ai soli esami con i relativi programmi". La mia idea (da sempre) è che il corso non sia esclusivamente e solo "strumentale" ma piuttosto simile, per capirci a quello che era il corso di "vecchio ordinamento" di organo e composizione organistica, dove l'allievo veniva a contatto con aspetti molteplici della musica e non solo tecnici- strumentali, (per capirci considero virtuoso un musicista non un acrobata delle scale).

Sono convinto che finalmente sia arrivato il "tempo" che uno strumentista debba formarsi "completamente" e non solo fare scale dalla mattina alla sera, suonare un brano significa innanzi tutto capire cosa è scritto nelle note e spesso quello si impara "altrove" (se il docente non è bravo solo a "diteggiare" invece che a decifrare il "contenuto"),

quindi ben vengano le/delle riflessioni e critiche (non sterili polemiche) su eventuali programmi e modalità di studio "oggi" della chitarra, o meglio, non esiste la chitarra ma il suo repertorio, e, di conseguenza un docente deve innanzi tutto (per me) capire il significato scritto nelle musiche per chitarra, il resto è manovalanza "ginnica"  seppur raffinata e importante ma viene dopo "il pensiero" (libero pensiero).

 

p.s. a giorni allego un file del programma per anno che di solito utilizzo, con i testi e le opere che preferisco, il tempo di sistemare gli appunti a matita e le varie modifiche attuate sul campo. È una scansione decennale del programma "classico" su cui sono intervenuto con le mie idee, aggiungendo, togliendo ecc..ecc..una sorta di tabella di marcia che prediligo personalmente.

 

m

tabella modello generico scansione temporale.pdf

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Questa è la "mia" scansione temporale dei tempi di studio che di norma utilizzo, salvo casi particolari ma che di solito non fanno testo o perlomeno non da "modello". Ho sempre considerato (e considero) il corso di chitarra un percorso e non una "corsa" ai soli esami con i relativi programmi". La mia idea (da sempre) è che il corso non sia esclusivamente e solo "strumentale" ma piuttosto simile, per capirci a quello che era il corso di "vecchio ordinamento" di organo e composizione organistica, dove l'allievo veniva a contatto con aspetti molteplici della musica e non solo tecnici- strumentali, (per capirci considero virtuoso un musicista non un acrobata delle scale).

Sono convinto che finalmente sia arrivato il "tempo" che uno strumentista debba formarsi "completamente" e non solo fare scale dalla mattina alla sera, suonare un brano significa innanzi tutto capire cosa è scritto nelle note e spesso quello si impara "altrove" (se il docente non è bravo solo a "diteggiare" invece che a decifrare il "contenuto"),

quindi ben vengano le/delle riflessioni e critiche (non sterili polemiche) su eventuali programmi e modalità di studio "oggi" della chitarra, o meglio, non esiste la chitarra ma il suo repertorio, e, di conseguenza un docente deve innanzi tutto (per me) capire il significato scritto nelle musiche per chitarra, il resto è manovalanza "ginnica"  seppur raffinata e importante ma viene dopo "il pensiero" (libero pensiero).

 

p.s. a giorni allego un file del programma per anno che di solito utilizzo, con i testi e le opere che preferisco, il tempo di sistemare gli appunti a matita e le varie modifiche attuate sul campo. È una scansione decennale del programma "classico" su cui sono intervenuto con le mie idee, aggiungendo, togliendo ecc..ecc..una sorta di tabella di marcia che prediligo personalmente.

 

m

 

Ho trovato uno dei file in pdf abbastanza aggiornato. In pratica ricalca la scansione "vecchio ordinamento" (in cui per molte cose credo ancora) e manca della parte "compositiva" che da pochi anni ho "aggiunto". Quella è la parte che al momento mi sta più a cuore e che sto elaborando completamente dai primi anni di insegnamento. Un'idea è contenuta nelle schede che ho fatto per Dot Guitar di alcuni studi ma la "modalità" di approccio è in pratica quella, non è tanto l'elenco (seppur può essere indicativo) delle opere che utilizzo, ma la modalità ad ampio raggio delle discipline interessate (scrittura compositiva, armonia, contrappunto, "orchestrazione", forme) implicito ed esplicito nel/del repertorio per chitarra. 

Se servono chiarimenti, sono qui..

marcello

Programmi chitarra.pdf

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Chi ha voglia di spiegarmi le equipollenze dei titoli? Come stiamo messi?

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Chi ha voglia di spiegarmi le equipollenze dei titoli? Come stiamo messi?

 

 

Al momento le cose stanno così: il diploma decennale del corso ordinario ("vecchio ordinamento") per chi ancora lo frequenta è equipollente al II Livello solo se conseguito entro il 2012 (fino a poche settimane fa) ed è stato prolungato l'effetto fino al dicembre 2017.

Altrimenti per chi studia ancora nei corsi ordinari decennali e non consegue il diploma entro questa data, in automatico sarà equiparato soltanto al Triennio di I livello.

In sostanza allo stato attuale e per il "momento" studiare musica passa per il percorso Triennio+Biennio, come minimo, se si vuole avere almeno un pezzo di carta. Spero di esser stato chiaro..

buona giornata

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