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Caro Piero, l'amico e collega sevillano Julio Gimeno, grande scandagliatore di emeroteche spagnole, ci viene in aiuto riguardo alla trascrizione segoviana della "Deuxième Arabesque" per pianoforte di Debussy.

Ootrai constatare - come ho fatto io - che il giovane Segovia si fece forte del pezzo debussiano, e della sua trascrizione del medesimo, non soltanto dinanzi agli ottusi allievi di Tárrega.

Siamo nel 1913!

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L'amico Julio non se la prenderà se salvo questa immagine nel mio HD e la custodisco insieme ad altri articoli.

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L'amico Julio non se la prenderà se salvo questa immagine nel mio HD e la custodisco insieme ad altri articoli.

 

E perché dovrebbe prendersela? Sarà anzi contento del fatto che le sue ricerche vengono apprezzate.

Leggendo il programma, è inevitabile domandarsi che cosa mai fosse questa "Sevilla" di Segovia. Io penso, di Albéniz. Nel 1913 non era musica contemporanea, ma quasi...

 

 

 

dralig

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Grazie Angelo.

 

Avevo visto un altro programma comprendente il pezzo, era citato nel libro su Segovia fatto dal Festival di Còrdoba; ma forse era solo una citazione e non un facsimile come questo. Ho il libro a Bologna e non posso controllare al momento.

 

Proposta: perché non fai tu una ricostruzione di quella che poteva essere la trascrizione segoviana dell'Arabesque?

 

Ciao,

Piero

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Grazie Angelo.

 

Avevo visto un altro programma comprendente il pezzo, era citato nel libro su Segovia fatto dal Festival di Còrdoba; ma forse era solo una citazione e non un facsimile come questo. Ho il libro a Bologna e non posso controllare al momento.

 

Proposta: perché non fai tu una ricostruzione di quella che poteva essere la trascrizione segoviana dell'Arabesque?

 

Ciao,

Piero

 

Ci dev'essere un complotto: me l'ha proposto stamattina anche Javier Riba, docente al conservatorio di Córdoba. Non c'è due senza tre: se stanotte mi appare in sogno il maestro Segovia e mi dice di procedere, domattina mi alzo e mi metto al lavoro.

 

dralig

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Nel caso, salutamelo; intanto mi prenoto almeno per la prima italiana.

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Grazie Angelo.

 

Avevo visto un altro programma comprendente il pezzo, era citato nel libro su Segovia fatto dal Festival di Còrdoba; ma forse era solo una citazione e non un facsimile come questo. Ho il libro a Bologna e non posso controllare al momento.

 

Proposta: perché non fai tu una ricostruzione di quella che poteva essere la trascrizione segoviana dell'Arabesque?

 

Ciao,

Piero

 

Ci dev'essere un complotto: me l'ha proposto stamattina anche Javier Riba, docente al conservatorio di Córdoba. Non c'è due senza tre: se stanotte mi appare in sogno il maestro Segovia e mi dice di procedere, domattina mi alzo e mi metto al lavoro.

 

dralig

 

Io direi che non è il caso di attendere i sogni.

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Proposta: perché non fai tu una ricostruzione di quella che poteva essere la trascrizione segoviana dell'Arabesque?

 

Ciao,

Piero

 

 

Ci dev'essere un complotto: me l'ha proposto stamattina anche Javier Riba, docente al conservatorio di Córdoba. Non c'è due senza tre: se stanotte mi appare in sogno il maestro Segovia e mi dice di procedere, domattina mi alzo e mi metto al lavoro.

 

dralig

 

Io sinceramente ne farei a meno... Quella di Segovia era sicuramente mitica perchè di Segovia. Non so se altre avrebbero lo stesso fascino...

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Io direi che non è il caso di attendere i sogni.

 

Scusi maestro Porqueddu ma lei non si batteva affinchè i chitarristi suonassero la "chitarra" e non trascrizioni?

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Io direi che non è il caso di attendere i sogni.

 

Scusi maestro Porqueddu ma lei non si batteva affinchè i chitarristi suonassero la "chitarra" e non trascrizioni?

 

Io non mi batto, Rms! E se lo faccio non lo faccio certo per i chitarristi ma per me medesimo.

Io faccio musica, proprio come lei e, proprio come lei, ho gusti e preferenze.

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