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La Chitarra e il suo futuro


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La domanda è: la nuova via sarà quella di pulire e ripulire ancora la tecnica dei chitarristi, far ulteriore luce sul repertorio, su dati, informazioni ecc. oppure decidere che questi aspetti si collocano su un ramo, pur nobile (anzi nobilissimo) di un inevitabile passato?

 

CUT

 

anche la chitarra attuale è - metaforicamente - già morta e defunta, evocata sì ancora, da persone nobili e appassionate come (mi permetto), lei (mi creda ancora, non sono ironico), ma costretta a prendere atto che anche per lei non c'è più l'interfaccia socioculturale. Ha finito un ciclo, ora soppiantato da nuovi fenomeni percettivi come - per esempio - il linguaggio delle suonerie telefoniche, l'arte sonora di alcune installazioni contemporanee, i codici esteti/psicologici delle sloot-machine (da non sottovalutare!!!!!).

 

Non me ne volete, ma io non ho capito nulla, né domanda né argomentazione e, Giorgio, non ho capito se il tuo è un voler accostare a tutti i costi l'arte al progresso considerando che, socialmente, stiamo regredendo.

Come si possono accostare "pulizia della tecnica" (?) al far luce sul repertorio? E soprattutto, come scindere questi due elementi dallo studio di ciò che è stato?

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Io non esito a individuare, in questo atteggiamento, una patologia culturale i cui fattori sono molteplici, ma riassumibili in una definizione generalizzata: la pochezza dei chitarristi. Pochezza intellettuale, culturale, artistica, musicale, caratteriale, etc. Segovia è stato un grande interprete, al cui seguito si è formata una enorme piaga manieristica, ora giustiziata dal mondo della musica e risospinta in quelli che il maestro chiamava "suburbi musicali". Basta leggere un qualunque forum di chitarra - non solo in italiano - per rendersi conto della realtà. Il guaio è che, in questa vigorosa spazzata che la vita musicale ha fatto del chitarrume, sono stati implicati anche chitarristi di valore, dotati di personalità autentica, i quali ora faticano enormemente a risalire la corrente avversa e ottengono riconoscimenti molto inferiori ai loro meriti.

 

Concordo pienamente.

 

Lo studio che ho condotto in ambito segoviano mi ha portato a credere che Segovia fosse perfettamente conscio di tutto ciò, e che sapesse benissimo che ci sarebbe stato après lui, le déluge. Credo che sia giunto il tempo di scrivere un saggio sull'argomento: un saggio storico, si, ma anche estetico, con una serie di implicazioni su quello che potrà essere non "il futuro della chitarra" (locuzione ridicola), ma il futuro della cultura della quale la musica per chitarra è espressione peculiare. E' ora di decidersi...

dralig

 

Allora deciditi! :) I guardiani dell'ortodossia segoviana incominciano a farmi venire il mal di mare e comunque basta che aprano bocca perchè sia evidente che del loro idolo sanno ben poco.

 

Quanto al " futuro della chitarra " suggerisco di acquistare l'ultimo numero di Astra e di rivolgersi per un consulto - se proprio è indispensabile - a qualche maga ben titolata.

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Ma contestualizziamo. Siamo in un forum di chitarra classica dove alcune autorità non riconoscono nemmeno il portato di Petrassi!!!. E qui si sta parlando di Andrés Segovia e Heitor Villa-Lobos!!! Siamo alla preistoria della modernità; al limite il secondo arrivò a celebrare il ciuf ciuf del treno a vapore mentre il primo snobbava Bartók!!! la metodologia di lavoro riguardo a queste figure della storia musicale pur nella complessità del contesto in cui operarono è piuttosto definita. C'è una grande bisogno anche di questo.

Anzi. Se in Italia non si ri-incomincia ad aver rispetto per l'indagine storico-musicologica (che tra archivi, parrocchie e soffitte c'è ancora molto lavoro da fare) mai si arriverà a contemplare la straordinarietà percettiva di cui parli che è oggetto di studio da almeno una cinquantina d'anni.

 

Caro Fabio, in campo chitarristico non esistono autorità (non mi avventuro oltre il confine, anche se al riguardo ho un'opinione precisa). Esistono competenze, conoscenze, ricerche svolte e in atto, e se coloro che certe competenze e conoscenze hanno acquisito, e certe ricerche svolgono, vengono indicati come "autorità", non è quasi mai, da parte dei chitarristi, con rispetto, ma con astio, con fastidio, con insofferenza, rivendicando bei tempi andati, quando chiunque poteva mettere in piedi una simulazione di competenza e atteggiarsi ad autorità senza che nessuno potesse contestargliene il diritto. La verità è che chiamiamo musicologi coloro che - tra i chitarristi - hanno avvertito il bisogno di avviare la ricerca storica, di impiantare una ricerca che porti al contatto con i testi musicali mondati da manomissioni (spesso dilettantistiche: si parlava, qui, della Sonata op. 15 di Giuliani, che circolò per decenni in un'edizione il cui curatore, musicalmente semianalfabeta, aveva tagliato una strofa intera nel Rondò finale, dimostrando la più totale ignoranza degli elementi di forma musicale: eppure, era considerato un'autorità), di istituire relazioni interpretative tra la musica per chitarra e quella scritta per gli altri strumenti: ma è da considerare musicologia, questa? E' di questo che si occupano i musicologi? A me non risulta che nelle università dove si studia musicologia si perda del tempo in fumisterie sull'utilità di recuperare i testi originali mettendo da parte le manipolazioni personali che di tali testi hanno fatto i maestri XYZ: ma vede anche Lei come, in un forum di chitarra, questa sia tuttora questione da discutere. Le pare che sia il caso di prenderci sul serio? Quindi, io direi, limitiamoci a sbarrare il passo alle palle sesquipedali, correggendo con dati di fatto almeno i tentativi di raccontare le favole con il sussiego dello storico. Di musicologia, in ambito chitarristico, ne abbiamo vista finora molto poca, e credo che si debba procedere con dosaggi prudenti: tra chitarristi, un analfabeta musicale che non sa il solfeggio può essere accolto come il Derrida della nuova era dell'interpretazione.

 

dralig

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Non credo all'estinzione del patrimonio sedimentato...alla fine della musica classica, o del '900, nelle sue svariate declinazioni estetiche.

Sarebbe come credere alla scomparsa del greco o del latino, al rogo di Dante, di Baudelaire e di Borges.

Credo invece che proprio come diceva Baudelaire, scendere fino in fondo, nell'abisso dello sconosciuto, permetta di trovare del nuovo...il che significa nuova linfa vitale, per ciò che è stato...e a questi tempi fatti di abissi bui e perniciosi non si potrà che contrapporre una risalita luminosa e fertile.

Le concrezioni tecnologiche e le loro suggestioni, oggi potentissime, sono in realtà sempre state parte semioticamente fondante di qualsiasi processo artistico...dal sangue del capro colante sulla pietra della tragedia greca, al definirsi organolettico del liuto che permise di scrivere un certo tipo di musica, polifonica e contrappuntistica...e mille e ancora mille altre ancora.

Quindi se si tratterà di apocalisse non potrà che esserlo come fonte di rivelazione ulteriore.

In tutto questo, noi, intesi come società intenta a conservare e tramandare documenti del passato, abbiamo una pressochè infinità possibilità di successo, grazie all'uso delle tecnologie digitali.

Le due componenti dunque, quella storica e quella a venire, possono tranquillamente convivere ed autoalimentarsi a vicenda, al di fuori di visioni, quelle si, legate ad una modalità circoscritta e sterile che grazie a dio non esisterà più.

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Credo invece che proprio come diceva Baudelaire, scendere fino in fondo, nell'abisso dello sconosciuto, permetta di trovare del nuovo...il che significa nuova linfa vitale, per ciò che è stato...

 

E' uno degli elementi che ritengo fondamentali per chi l'arte la crea ma anche per chi ne usufruisce. Rimestare il conosciuto equivale a una vera e propria mummificazione mentale che da quel che ho potuto osservare (anche su questo forum) funge da rifugio per i più mentalmente pigri.

E mi trovi d'accordo anche sul fatto che cercare il nuovo dia ancor più valore a ciò che è passato: un musicista (o artista in senso lato) ricontestualizza e rielabora con maggiore maturità e con nuovi parametri ciò che già conosce quando ha una visione più ampia di ciò che lo circonda.

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Siamo su livelli diversi, su mondi divergenti e sentirmi dare continuamente dell' ignorante, del superficiale (con grande tecnica di penna si badi), mi convince che il mio tempo è perso. In poche parole mi sono rotto i co****i e mi ritiro da questo, come si chiama, "trahaed?"

Giorgio Tortora

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Siamo su livelli diversi, su mondi divergenti e sentirmi dare continuamente dell' ignorante, del superficiale (con grande tecnica di penna si badi), mi convince che il mio tempo è perso. In poche parole mi sono rotto i co****i e mi ritiro da questo, come si chiama, "trahaed?"

Giorgio Tortora

 

premetto che non ho seguito troppo questa discussione.. ma rilevo che nel forum troppo spesso finisce in questo modo! amerei invece che le discussioni siano più costruttive, in modo da dare un contributo non solo a chi partecipa ma anche a chi semplicemente legge.

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Siamo su livelli diversi, su mondi divergenti e sentirmi dare continuamente dell' ignorante, del superficiale (con grande tecnica di penna si badi), mi convince che il mio tempo è perso. In poche parole mi sono rotto i co****i e mi ritiro da questo, come si chiama, "trahaed?"

Giorgio Tortora

 

premetto che non ho seguito troppo questa discussione.. ma rilevo che nel forum troppo spesso finisce in questo modo! amerei invece che le discussioni siano più costruttive, in modo da dare un contributo non solo a chi partecipa ma anche a chi semplicemente legge.

 

In quali altre occasioni hai riscontrato questo "modo" di finire le discussioni?

Raramente, invece, si sono terminati thread così considerato il fatto che ne esistono, al momento in cui scrivo, 6324 per un totale di oltre 43.000 messaggi.

Io non trovo così negativo lo scontro in una discussione. Anche il dichiarare di esserseli rotti, a seconda delle circostanze, non è poi così tremendo.

Preferisco, entro i limiti dell'educazione, una reazione sanguigna e reale ad un melmoso e finto perbenismo. A questo aggiungi il fatto che di informazioni, in questo thread, ce n'è in abbondanza.

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Siamo su livelli diversi, su mondi divergenti e sentirmi dare continuamente dell' ignorante, del superficiale (con grande tecnica di penna si badi), mi convince che il mio tempo è perso. In poche parole mi sono rotto i co****i e mi ritiro da questo, come si chiama, "trahaed?"

Giorgio Tortora

 

premetto che non ho seguito troppo questa discussione.. ma rilevo che nel forum troppo spesso finisce in questo modo! amerei invece che le discussioni siano più costruttive, in modo da dare un contributo non solo a chi partecipa ma anche a chi semplicemente legge.

 

In quali altre occasioni hai riscontrato questo "modo" di finire le discussioni?

Raramente, invece, si sono terminati thread così considerato il fatto che ne esistono, al momento in cui scrivo, 6324 per un totale di oltre 43.000 messaggi.

Io non trovo così negativo lo scontro in una discussione. Anche il dichiarare di esserseli rotti, a seconda delle circostanze, non è poi così tremendo.

Preferisco, entro i limiti dell'educazione, una reazione sanguigna e reale ad un melmoso e finto perbenismo. A questo aggiungi il fatto che di informazioni, in questo thread, ce n'è in abbondanza.

 

Non sto li a sindacare troppo e nemmeno ho le statistiche di "chi se li è rotti!" :)

Comunque pur essendo io un frequentatore non assiduo del forum mi sono accorto di questa tendenza.. sbaglio o c'è un calo vertiginoso degli interventi? ci sarà un motivo? Io mi sono dato quella spiegazione.

In ogni modo, la rete da la possibilità di essere liberi nell'espressione delle proprie idee per cui io proporrei di essere meno restrittivi (anche se impedirei la consuetudine di alcuni di ribattere punto su punto i vari interventi: è una pratica che innervosisce l'interlocutore e ammazza la discussione).

Poi, visto che ci sono, permetterei le discussioni che riguardano l'educazione musicale nel nostro Paese che regolarmente vengono troncate perché considerate "politica". Perciò sostituirei la norma che dice di non parlare di politica con una che dica di: "non fare propaganda politica". Per essere democratico, il regolamento del forum dovrebbe essere prima discusso e votato e non imposto a priori. Chiedo ufficialmente che venga aperta un'area di discussione a riguardo. Grazie!

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Comunque pur essendo io un frequentatore non assiduo del forum mi sono accorto di questa tendenza.. sbaglio o c'è un calo vertiginoso degli interventi?

 

[OT]

 

Detesto i numeri e le percentuali e gli schemi e le statistiche. Ma solo così tutti avete la mia stessa visione d'insieme. Giulio se vuole posterà qualche grafico.

 

Ultimi 30 giorni

Pagine viste: 45,407

Visite uniche: 11,906

Nuovi visitatori: 2,805 (28.31%)

L'ultimo, mi dicono, è un dato molto importante che conferma l'andamento di crescita degli ultimi 24 mesi.

E' cresciuta a dismisura (121%) la percentuale di pagine viste per visitatore, ovvero, ogni utente che si connette adesso visiona una media di 19 pagine mentre è calata la percentuale di post in risposta di nuovi thread entro 6 ore dalla loro prima pubblicazione.

E' diminuita del 211% la percentuale formata da post non importanti (ignorati dal sistema) composti da meno di 4 parole ed è cresciuta del 75% l'attività di nuovi utenti (ovvero, prima era più frequente l'iscrizione di utenti che non inviavano mai neanche un post).

 

In ogni modo, la rete da la possibilità di essere liberi nell'espressione delle proprie idee per cui io proporrei di essere meno restrittivi

Poi, visto che ci sono, permetterei le discussioni che riguardano l'educazione musicale nel nostro Paese che regolarmente vengono troncate perché considerate "politica". Perciò sostituirei la norma che dice di non parlare di politica con una che dica di: "non fare propaganda politica".

 

Non è fattibile. Ci sono migliaia di altri posti sul web dove si può discutere di politica.

Qui è bandita solo perché è letteralmente impossibile discuterne civilmente e ogni atteggiamento di una parte o dell'altra è visto come un attacco, una provocazione.

E' uno dei motivi cardine per cui ho accettato l'amministrazione di questo forum.

Il giorno che verrà meno io abbandonerò l'impegno preso.

 

Per essere democratico, il regolamento del forum dovrebbe essere prima discusso e votato e non imposto a priori.

 

Se non ti sta bene il regolamento o pensi che questo vìoli la libertà di espressione (!) invia una eMail a info(at)sardinianet.com o contatta i Supermods.

Io, francamente, trovo che si possa parlare di tutto ciò che interessa l'arte e la musica senza alcuna limitazione e questo forum è nato solo per questo.

 

Chiudo l'OT (spero che quei due siano in vacanza o ne prendo anche io) e ti chiedo la gentilezza di inoltrare richieste simili nell'area apposita:

http://www.cristianoporqueddu.it/forumchitarraclassica/viewforum.php?f=3

 

[/OT]

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