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La Chitarra e il suo futuro


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Comunque pur essendo io un frequentatore non assiduo del forum mi sono accorto di questa tendenza.. sbaglio o c'è un calo vertiginoso degli interventi? ci sarà un motivo? Io mi sono dato quella spiegazione.

In ogni modo, la rete da la possibilità di essere liberi nell'espressione delle proprie idee per cui io proporrei di essere meno restrittivi (anche se impedirei la consuetudine di alcuni di ribattere punto su punto i vari interventi: è una pratica che innervosisce l'interlocutore e ammazza la discussione).

 

Non è vero. Intanto lo scopo delle discussioni serie non è quello d innervosire l'interlocutore (le discussioni di un forum culturale non hanno carattere personale), ma quello di mettere a fuoco gli argomenti e di entrare nel vivo dei temi, spesso riferendosi a dei dettagli. Da questo punto di vista - l'unico che possa interessare i lettori - il rispondere a un messaggio dividendolo in parti è assai utile, perché mette a confronto diretto un concetto, un pensiero, una notizia, con il contenuto della risposta che si vuol dare a quel particolare concetto, pensiero, dato, non ad altri, o tutto il messaggio: la comprensione e la valutazione del senso di un'argomentazione con quello di un'altra risulta così molto più facile e diretta, e se qualcuno si innervosisce, sono affari suoi, che non interessano i lettori: questo è un forum di discussione, non un centro per il benessere degli iscritti.

 

Ovviamente, anche in questa pratica occorre correttezza: rispondendo a un messaggio è lecito dividerlo se, nel fare ciò, si mantiene a ciascuna sezione citata il proprio senso compiuto, evitando l'estrapolazione subdola; ma se il fondamento della discussione non è corretto e civile, a ben poco servirebbe la proibizione di sezionare i messaggi: i disonesti e i cretini sono tali ventiquattro ore al giorno - anche quando dormono - e non c'è regola che li possa mutare in persone per bene.

 

dralig

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Ho letto quasi ,ripeto,quasi tutto. davanti a tanto sapere sono un microbo,ma a me sembra che quasi tutti,tranne qualche intervento siate andati fuori tema,che era : La chitarra e il suo futuro. Al di là dei vari interventi sia"storici" sia,su Villa Lobos,(cappello a tanto sapere).credo che come dice Cristiano,la chitarra è il suo repertorio.Oggi quello è vastissimo. Quante vite mi ci vorrebbero per farne 1 quarto?

Penso che persone come Angelo Gilardino abbiano dato un nuovo impulso alla chitarra,ci sono tante cose belle e attuali , autori come Domeniconi o York(Si vede che mi piacciono,eh?) e tanti altri danno qualcosa al repertorio della chitarra classica.

Se oggi esiste uno strumento che non esisteva fino a poco(relativamente poco,storicamente) tempo fa, come la chitarra elettrica,che per bellezza,potenza,varietà ecc.ecc. mette in fila tutti gli altri,credo che per il futuro della chitarra classica si debba parlare di amplificazione. La chitarra così com'è ha un suono che arriva da qui a lì,per dire che è limitato. Amplificare una classica non è uno scherzo. I pick up su questo strumento fanno cilecca,in quanto ti danno il suono che recepiscono,e cioè esattamente quello che si sente se si appoggia l'orecchio alla tavola.

Un po' crudo,come minimo.

Con i microfoni ci sono altri guai.

Eppure se la chitarra classica vuole uscire dalle piccole sale da concerto,dai teatri eccetera, secondo me deve fare i conti con il problema amplificazione. E non è poco,visto che ogni chitarra ha il proprio suono ,di cui siamo gelosissimi,che è l'anima stessa della chitarra.

Ma se il titolo di questa discussione è il futuro della chitarra,al di là del repertorio, credo che bisogna fare i conti con il futuro,quindi anche i grandi concerti negli stadi. Chi ha detto che negli stadi si possa fare solo musica Rock? La si fa perchè loro hanno gli strumenti giusti per i grandi spazi. E per me il futuro sono i grandi spazi,

La chitarra classica deve uscire dalla nicchia delle piccole sale da concerto ,a volte con 30 persone si e no.

Ma per farlo deve fare i conti con l'amplificazione,invece di rinnegarla,magari a priori.

ciaooooo

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sì, lo so.Però se fai i conti con la realtà di oggi trovo che se la chitarra classica ha un limite sia proprio quello. certo, è bello il fascino dei piccoli ambienti,la loro atmosfera e il suono della chitarra in questo contesto ci sta alla perfezione,ma se la chitarra classica vuole un futuro diverso e non rimanere in un angolino deve fare i conti con l'amplificazione. Non credo di dire una cosa sacrilega. O rimane uno strumento ,come dire, per pochi intimi, o si deve adeguare. Se vuoi suonare magari su una piazza con 2000 persone,non puoi andarci con "il pezzo di legno con le corde e basta.

Ciaoooo

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sì, lo so.Però se fai i conti con la realtà di oggi trovo che se la chitarra classica ha un limite sia proprio quello. certo, è bello il fascino dei piccoli ambienti,la loro atmosfera e il suono della chitarra in questo contesto ci sta alla perfezione,ma se la chitarra classica vuole un futuro diverso e non rimanere in un angolino deve fare i conti con l'amplificazione. Non credo di dire una cosa sacrilega. O rimane uno strumento ,come dire, per pochi intimi, o si deve adeguare. Se vuoi suonare magari su una piazza con 2000 persone,non puoi andarci con "il pezzo di legno con le corde e basta.

Ciaoooo

 

Villa-Lobos scrisse il suo Concerto implicando che la chitarra dovesse essere amplificata. Da allora in poi - tolta l'opposizione di Segovia, che però nell'ultima parte della sua carriera rinunciò a suonare anche i suoi amati concerti di Castelnuovo-Tedesco, Ponce e Rodrigo - nessuno ha più avuto nulla da obiettare all'amplificazione della chitarra "classica". Non ricordo di aver ascoltato una sola volta uno dei miei concerti con orchestra senza amplificazione, per non parlare di Aranjuez o del Concerto di Villa-Lobos che, senza amplificazione, è praticamente inascoltabile. Credo che non occorra alcun adeguamento - i concertisti in carriera sono tutti provvisti di ottimi apparati. Li usano, ovviamente, quando sono necessari.

 

dralig

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Ma se il titolo di questa discussione è il futuro della chitarra,al di là del repertorio, credo che bisogna fare i conti con il futuro,quindi anche i grandi concerti negli stadi. Chi ha detto che negli stadi si possa fare solo musica Rock? La si fa perchè loro hanno gli strumenti giusti per i grandi spazi. E per me il futuro sono i grandi spazi,

La chitarra classica deve uscire dalla nicchia delle piccole sale da concerto ,a volte con 30 persone si e no.

Ma per farlo deve fare i conti con l'amplificazione,invece di rinnegarla,magari a priori.

ciaooooo

 

credo fermamente nel contrario di ciò che scrivi

indipendentemente dalla questione "amplificazione" la chitarra "classica" è uno strumento che rifugge gli ampi spazi, le celebrazioni comunitarie, le grandi masse. Può sembrare paradossale (basterebbe conoscerne il repertorio) ma l'anima della chitarra classica è l'antitesi del comunitarismo dello starsystem rockettaro.

Questa chitarra semmai dovrà riappropriarsi di spazi sempre più piccoli e intimi, riscoprire il gusto per la musica da camera, per una hausmusik in versione contemporanea dove l'amplificazione, se necessaria, sarà proporzionale al volume di suono prodotto.

Penso che se c'è una cosa utile, ad esempio, che molti giovani potrebbero cominciare a fare senza stare a sentenziare improbabili perfomance alla Iron Maiden con 400.000 persone è cercare di organizzare dei piccoli concerti in casa propria. Molta scena "alternativa" anche nel rock (del post-rock) e della musica improvvisata ed elettroacustica lo sta già facendo, con dei bei risultati. Prendiamo esempio da questo indie "rock", casalingo e low-fi che, oltre ad essere fattibile a spese zero, pare avere un po' più la testa sulle spalle di certe improbabili pretese.

 

Anche questa via - il Concierto de Aranjuez negli stadi - è già stata tentata, come Lei sa, ed è stato un insuccesso totale. Non è difficile capire perché. Se l'amplificazione si rende indispensabile perché diversamente la chitarra non si potrebbe sentire, delle due, l'una: o il luogo è acusticamente inadatto, o la musica è scritta male (ed è certamente, dal punto di vista dell'orchestrazione, il caso del concerto di Villa-Lobos). L'amplificazione serve per permettere al chitarrista di suonare in souplesse, fraseggiando con le nuances come se stesse suonando da solo in salotto.

 

dralig

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Maestro dralig, qui si parla di organici ricchi e, malgrado tutto, l'insuccesso di Aranjuez negli stadi (cui anche Lei allude) è una conferma. Ancora si sentono volentieri performances senza amplificazione, anche in luoghi preposti di notevole ampiezza. Non che ci sia pregiuduzio per le amplificazioni, anzi... C'è chi apprezza la sonorità della chitarra così come è e chi ha minore sensibilità.

C'è spazio per tutti i "gusti", visto che ci sono tanti complessi d'inferirità; forse che la chitarra è veramente "inferiore"? Credo e spero di no.

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Maestro dralig, lasci perdere i "suoi" concerti, qui si parla di ben altre cose.

 

 

Mi spieghi a cosa serve un incipit del genere ad un post? Modificalo per favore.

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Maestro dralig, lasci perdere i "suoi" concerti, qui si parla di ben altre cose. Ancora si sentono volentieri performances senza amplificazione, anche in luoghi preposti di notevole ampiezza. Non che ci sia pregiuduzio per le amplificazioni, anzi... C'è chi apprezza la sonorità della chitarra così come è e chi ha minore sensibilità.

C'è spazio per tutti i "gusti", visto che ci sono tanti complessi d'inferirità; forse che la chitarra è veramente "inferiore"? Credo e spero di no.

 

Maestro gasgas, nell'esporre i miei pensieri e i miei concetti, sono libero - Suo malgrado - di servirmi degli argomenti che ritengo più validi e probanti: che cosa citare e che cosa lasciar perdere è scelta che spetta solo a me. Se Lei ha qualcosa da argomentare riguardo alla logica con la quale io ho fatto uso della mia esperienza di orchestratore, si serva delle partiture, e a quelle specificamente si riferisca: delle Sue esortazioni, francamente me ne infischio.

 

Ciò detto, in che cosa consisterebbe, rispetto a quanto è già stato affermato nei messaggi precedenti, il Suo sostanziale apporto alla discussione? Alla miliardesima riaffermazione del "de gustibus"?

 

dralig

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per non parlare di Aranjuez o del Concerto di Villa-Lobos che, senza amplificazione, è praticamente inascoltabile.

dralig

 

Non necessariamente. Ricordo bene un tale concerto. Era nella Boston Symphony sala (3000 posti) Seiji Ozawa direzione d'orchestra. Un concerto per chitarra e orchestra di Takemitsu (Hai dimenticato il titolo). Il solista è stato Manuel Barrueco. Per eseguire senza amplificazione, misero la solista su una piattaforma elevata, ben al di sopra dell'orchestra. Il "balance" con l'orchestra era perfetto.

 

Il principio fisico in questione è troppo complicato per me spiegare, ma mi sembra che se la sorgente fisica del suono è su un'altura diversi, c'è molto meno smorzamento della chitarra da strumenti che sono nel medesimo registro, come il violoncello e il fagotto. Chitarristi che hanno scelto di suonare in piedi, può ottenere lo stesso effetto.

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