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Uno dei capolavori del repertorio per chitarra della prima metà del Novecento è la "Fantasia-Sonata" scritta nel 1929 per Andrés Segovia dal compositore catalano Joan Manén. Finora, questo lavoro è stata disponibile soltanto nella revisione dello stesso Segovia, pubblicata dalle edizione Schott nel 1930.

Sono lieto di annunciare che molto presto sarà disponibile una nuova edizione. Si aggiungerà al catalogo - già ricco di 31 volumi - della collana "The Andrés Segovia Archive" pubblicata dalle edizioni Bèrben. La nuova edizione offrirà la riproduzione in facsimile del manoscritto originale, un testo musicale pronto per la lettura e un'introduzione storica.

La nuova versione farà luce su molti dubbi tuttora nutriti da quegli interpreti che hanno scavato a fondo il testo della composizione, soprattutto coloro che hanno confrontato la versione segoviana con la realizzazione che, della sua opera per chitarra, Joan Manén fece nel 1937, trascrivendola per orchestra con il titolo "Divertimiento".

Restituire il testo chitarristico alla sua forma primaria non è stato precisamente un "divertimiento", ma era un mio dovere etico-artistico, e mi sento sollevato nel poterne finalmente annunciare il compimento.

dralig

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Complimenti per il lavoro, averla è d'obbligo.

 

No, ma può essere un'esigenza per chi è in grado di distinguere, nel repertorio, la tela dalla seta.

 

dralig

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Già: è sempre la stessa... dubito che il lavoro di riedizione di Gilardino abbia, tra i suoi intenti, quello di screditare quanto mirabilmente fatto da Segovia: è un'altra versione, diversa, non più né meno valida. A più di cinque anni dalla pubblicazione dei manoscritti, c'è ancora chi esegue la sonata di Castelnuovo-Tedesco nell'edizione Schott revisionata da Segovia, e di ciò credo nessuno si lamenti. Rinunciare, senza averlo letto, all'esame del lavoro di riedizione mi sembra - è una mia opinione personale - un procedimento aprioristico un pò frettoloso, una chiusura pregiudiziale di fronte a nuovi punti di vista e, in ultima analisi, un limite.

 

EB

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Già: è sempre la stessa... dubito che il lavoro di riedizione di Gilardino abbia, tra i suoi intenti, quello di screditare quanto mirabilmente fatto da Segovia: è un'altra versione, diversa, non più né meno valida. A più di cinque anni dalla pubblicazione dei manoscritti, c'è ancora chi esegue la sonata di Castelnuovo-Tedesco nell'edizione Schott revisionata da Segovia, e di ciò credo nessuno si lamenti. Rinunciare, senza averlo letto, all'esame del lavoro di riedizione mi sembra - è una mia opinione personale - un procedimento aprioristico un pò frettoloso, una chiusura pregiudiziale di fronte a nuovi punti di vista e, in ultima analisi, un limite.

 

EB

 

Caro Ermanno, solo un imbecille malintenzionato potrebbe supporre che scopo del mio lavoro nella collezione "The Andrés Segovia Archive" sia quello di screditare quello che ha svolto, a suo tempo, Andrés Segovia. E' appena il caso di ricordare che io lavoro per designazione dello stesso maestro Segovia su materiali da lui destinati alla Fondazione che porta il suo nome, ai quali non avrei potuto avere accesso, nè, tanto meno, facoltà di operare, se lui stesso non ne avesse impartito disposizione in tal senso, e se i suoi eredi non avessero dato puntuale esecuzione della sua volontà.

 

"Nuovi punti di vista"? Un momento. Ti pare "nuovo", rispetto alla "Fantasia-Sonata" di Manén, il "punto di vista" di Manén? Io sto solo dissotterrando quello che lui ha scritto nel 1929, e lo sto mettendo in piena luce: con ciò, la revisione di Segovia potrà essere valorizzata nei suoi dettagli, non resa oggetto di devozione canina a prescindere dalla conoscenza di che cosa effettivamente abbia fatto e in che cosa sia consistito il suo intervento sul testo. La storia dell'interpretazione della musica per chitarra non può - è ovvio - fare a meno della conoscenza dei testi: ma chi potrà responsabilmente apprezzare quello che Segovia ha fatto sui testi delle musiche scritte per lui, se non avrà avuto la possibilità di effettuare una comparazione testuale tra gli originali e le sue revisioni?

 

Kirkpatrick ha rinunciato a ripubblicare le Sonate di Scarlatti perché alla maggioranza dei pianisti stupidi di 60 anni fa andava bene la versione di Longo? E l'edizione di Kirkpatrick ha segnato le colonne di Ercole dell'esegesi scarlattiana? Non sono forse in atto altre pubblicazioni delle Sonate?

 

Io, poi, non ho nemmeno una maggioranza di chitarristi avversi alla ripubblicazione del repertorio segoviano, contro i quali combattere: anzi, le nuove edizioni - nonostante il taglieggiamento della pirateria e delle fotocopie - sono ricercate da migliaia di esecutori e di studiosi: dunque, io lavoro per una committenza che vuole e si aspetta da me esattamente quello che sto facendo. E i primi nomi di questa committenza sono quelli della moglie e del figlio di Segovia.

 

A un reduce dell'armata Brancaleone del chitarrume parasegoviano che agitava l'edizione Schott-Segovia della Sonata di Castelnuovo-Tedesco proclamando che quella era la "vera" versione dell'opera, ho domandato: "Si? E allora come mai il primo a non usarla è stato Andrés Segovia che, nella sua registrazione del brano ha fatto tutt'altro che quello che ha pubblicato?".

 

Lo stesso vale per la Fantasia-Sonata di Manén.

 

Segovia era un uomo di genio, meritava seguaci meno stupidi.

 

dralig

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Guest Nicola Mazzon

Forse gli esempi più eclatanti si possono avere leggendo o facendo parte alle discussioni riguardanti i lavori di MCT, due a caso la Sonata e il famigerato Capriccio Diabolico...Quanti hanno detto di preferire l'edizione segoviana? sopratutto avendo letto solo quella??? :)

La mia vuol'essere una domanda innocente: versione e revisione hanno lo stesso significato? Quelle di segovia sono revisioni o versioni?

Oggi, nell'era della ragione (presunta), che senso ha interpretare una versione appartenente ad una poetica "passata" (passata in quanto sono passati quel tipo di interpreti)? Perchè, disponendo di un originale, non crearsi una propria versione(se proprio non si può suonare l'originale)?

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La discussione è sempre stessa: per me va bene il lavoro di Segovia.

 

A me, con tutto il rispetto per le scelte interpretative del Maestro spagnolo, piacerebbe vedere il lavoro di Manén.

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