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Raffaele Iervolino

Il triennio e il biennio,mah?!?

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Ho letto nel sito del conservatorio di torino e altri conservatori,i vari pdf sull'ammissione ai corsi dei trienni,e ho finalmente capito qualcosa. ll triennio , non è altro che il vecchio corso, che si svolgeva dal V al VII anno, e il Biennio successivo non è altro che il vecchio percorso dall'ottavo anno al diploma. Prima di questo ci sono i corsi pre-accademici di 7 anni ,che uno può fare anche "diciamo cosi" da soli(senza il conservatorio)e che in vari conservatori non vi sono limiti di età ,e si può partire con i corsi pre-accademici anche dai 9 anni,c'è l'aggiunta per il triennio del diploma scuola superiore.

Ma dico io, c'era bisogno di rivoluzionare e confondere tutto ,per poi rimanere più o meno come era prima? Quello che vedo in più è la musica d'insieme che con la chitarra non esisteva e questo è positivo.

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No. Il triennio corrisponde ai vecchi "ottavo, nono e decimo anno". Mentre il biennio è un ulteriore grado non contemplato dal vecchio diploma.

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Queste letture dei nuovi Trienni sono fuorvianti.

 

Un allievo che fa un Triennio al Conservatorio di Torino ha un carico di repertorio da studiare nel periodo tra l'ex compimento medio e l'ex compimento superiore che prevede, soltanto per lo strumento principale, tra un'ora e mezza e due ore di musica in più rispetto al vecchio ordinamento. Le prove dei tre esami Chitarra I, II e III sono molto diverse rispetto al vecchio ordinamento che prevedeva solo due esami. Oltre alla struttura generale suggerirei anche di dare un 'occhiata ai programmi specifici.

In sintesi la risposta per Raffaele è: sì, occorreva liberarsi della struttura del vecchio ordinamento perchè i chitarristi in Italia potessero occuparsi- credo quasi unici in Europa - del repertorio della chitarra e non di della musica per liuto, di Scarlatti, di Bach, di Albeniz etc ...

 

Segnalo un'altra particolarità: i nuovi Trienni non sono uguali da Conservatorio a Conservatorio, sia per il piano di studi generale che per i contenuti dei singoli corsi ed esami. Questa è la nuova autonomia prevista dalla riforma.

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Segnalo un'altra particolarità: i nuovi Trienni non sono uguali da Conservatorio a Conservatorio, sia per il piano di studi generale che per i contenuti dei singoli corsi ed esami. Questa è la nuova autonomia prevista dalla riforma.

Se verrà gestita come quella delle Università... Dio ce ne liberi!

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Queste letture dei nuovi Trienni sono fuorvianti.

 

Un allievo che fa un Triennio al Conservatorio di Torino ha un carico di repertorio da studiare nel periodo tra l'ex compimento medio e l'ex compimento superiore che prevede, soltanto per lo strumento principale, tra un'ora e mezza e due ore di musica in più rispetto al vecchio ordinamento. Le prove dei tre esami Chitarra I, II e III sono molto diverse rispetto al vecchio ordinamento che prevedeva solo due esami. Oltre alla struttura generale suggerirei anche di dare un 'occhiata ai programmi specifici.

In sintesi la risposta per Raffaele è: sì, occorreva liberarsi della struttura del vecchio ordinamento perchè i chitarristi in Italia potessero occuparsi- credo quasi unici in Europa - del repertorio della chitarra e non di della musica per liuto, di Scarlatti, di Bach, di Albeniz etc ...

 

Segnalo un'altra particolarità: i nuovi Trienni non sono uguali da Conservatorio a Conservatorio, sia per il piano di studi generale che per i contenuti dei singoli corsi ed esami. Questa è la nuova autonomia prevista dalla riforma.

 

Liberandosi della vecchio ordinamento, lo trovo positivo per le istituzioni musicali. Cosi i conservatori lavorando indipendentemente (perchè tutti non avranno l'obbligo di seguire percorsi uguali per tutti),potranno far uscire fuori fior fior di musicisti. Perchè il percorso lo si sceglie sulle basi gettate da singoli conservatori e suoi rispettivi docenti, e sulla preparazione del singolo chitarrista che sarà in grado di segure il percorso fatto dal conservatorio,e forse solo cosi si potra lavorare meglio. Il chitarrista non potra far altro che scegliere o farsi consigliare e questo sarà il suo primo dilemma,come scegliere quale conservatorio scegliere?Di chi mi posso fidare sulla scelta del conservatorio?.

Prima questo dilemma non c'era, erano tutti uguali i conservatori , con le stesse basi.

 

Alla fine dopo il percorso finito, non si dirà più mi sono diplomato/laureato in conservatorio, ma si specificherà anche il conservatorio. Questo aiuterà i docenti e le istituzioni del conservatorio a lavorare al meglio. Almeno io spero.

Grazie Frederic (e altri)per le tue risposte.

Raffaele

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