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Taltomar

Il solito dilemma della tutela

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Probabilmente ripropongo un tema già dibattuto ma sono davvero confuso ed ho moltissimi dubbi.

 

Avendo dovuto scrivere dei piccoli pezzi originali per un film prodotto da un'accademia di recitazione della mia città e che verrà proiettato e distribuito ufficialmente in febbraio, il regista (regolarmente associato alla SIAE) mi suggeriva di depositare i miei pezzi alla SIAE previa associazione.

Non avendo esperienza in merito ho cercato di capire, navigando in rete e leggendo vari forum tematici, cosa significasse una cosa del genere.

Aldilà del non trascurabile impatto economico (circa 220 € per l'associazione del primo anno con successivo canone annuale di circa 100€), mi sembra di aver capito che i benefici derivanti da tale associazione siano praticamente pari a zero: poca tutela, introiti derivati dai diritti d'autore ridotti ai minimi termini, altri soldi da versare in caso di pubblicazione di sito internet personale e via di questo passo.

Mi rivolgo quindi a chi in questo Forum ha sicuramente più esperienza di me su questo tema: i compositori qui presenti sono regolarmente associati alla SIAE oppure hanno optato per altre soluzioni alternative ? Eventualmente quali ?

Ringrazio anticipatamente chi avrà la cortesia di rispondermi.

 

Taltomar

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Iscriversi alla Siae,è sempre una cosa positiva. Se le musiche le scrivi tu, iscriviti a tuo nome solo,poi fai come vuoi(è solo un consiglio).Per quando riguarda i soldi che si pagano all'iscrizione,si in Italia è cosi,e la retta annuale la paghi si, ma solo se non ricavi i diritti, in Spagna è diverso,si paga molto meno,ma li c'è la lingua da capire e studiare(a meno che , conosci lo spagnolo),queste sono le poche cose che so. Ho tentato negli anni ottanta ad iscrivermi (problemi economici)e ci sono riuscito solo nel 91,ma da allora ad oggi,so che i miei brani sono protetti,senza la Siae italiana o straniera non hai nessuna protezione dei diritti di autore.

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Caro Jervolino,

la SIAE non tutela gran che ed i primi che non si autotutelano sono i musicisti. Esecuzioni pubbliche, private o istituzionali sono sempre (o quasi) in barba al diritto dell'autore.

La SIAE stessa è un calderone che si ispira al contrario dei principi di...Robin Hood, privilegiando chi incassa di più e chiedendo denaro a chi ne riceve meno.

Personalmente, sono iscritto alla SIAE anche come autore della parte letteraria ed ho dovuto fare l'esame ai bei tempi facendo il pezzo per pian.oforte (il diploma di chitarra ce lo siamo conquistato noi, ed io lo so bene, in quanto tra i più coinvolti nelle beghe di allora; diffidare quindi di quelli della mia generazione che fanno scrivere "diplomatosi in chitarra presso...").

Non si guadagna granché con il diritto d'autore, a meno che non si sia eseguiti come Morricone, Williams, Celentano e molti altri, pur bravi ma esageratamente ricompensati. Quando arrivano qualche centinaia di euro, tolta la quota, è festa grande

Lo sai che anche i testi che "passano" in TV incassano generalmente una "quota part e"?

Iscriviti pure se pensi che, nel tempo, potrai riufarti delle quote d'iscrizione, o se prevedi un boom, anche foraggiato da tante esecuzioni da due euro e venticinque l'una.

Tu parli di "associarti", ma fai attenzione perché non puoi: ti è concesso solo "iscriverti".

La Società stessa è in cattive acque (!!!)... figurati!

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Mi rivolgo quindi a chi in questo Forum ha sicuramente più esperienza di me su questo tema: i compositori qui presenti sono regolarmente associati alla SIAE oppure hanno optato per altre soluzioni alternative ? Eventualmente quali ?

 

Naturalmente.

http://www.sgae.es/

 

Quota associativa: 15,00 EUR (una tantum, a vita).

Registrazione opere, consultazione conto, modifiche e quant'altro tutto online. Invio documenti e risposta ai ticket in massimo 2/3 giorni lavorativi.

Per la SIAE è fantascienza.

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Naturalmente.

http://www.sgae.es/

 

Quota associativa: 15,00 EUR (una tantum, a vita).

Registrazione opere, consultazione conto, modifiche e quant'altro tutto online. Invio documenti e risposta ai ticket in massimo 2/3 giorni lavorativi.

Per la SIAE è fantascienza.

 

Mi sfugge però come faccia la SGAE ad erogare un eventuale compenso per il diritto d'autore di un'opera eseguita o utilizzata o riprodotta in un altro paese o a tutelare l'opera stessa depositata da eventuali plagi.

Voglio dire: la tutela e i servizi garantiti da queste associazioni è a livello mondiale o soltanto nazionale ?

 

Chiedo scusa per le domande banali che pongo ma conosco davvero poco della materia ed i vari siti tematici (compreso quello della SIAE stessa) aiutano pochissimo a capire.

 

Taltomar

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La SGAE tutela i diritti d'autore dei suoi iscritti in tutto il mondo, come altre società similari.

Attenzione, però, a un dettaglio non da poco: le musiche da associare ai video richiedono anche i diritti di sincronizzazione che, alla fine, sono quelli solitamente che rendono di più. Hanno una loro regolamentazione e una loro modulistica da compilare sia per l'autore che concede il diritto, sia all'utilizzatore che inserisce le musiche nel suo video.

Non so essere più dettagliato perché non è mai stato mio compito - finora - occuparmi della sincronizzazione, ma è bene informarsi in merito.

 

EB

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La SGAE tutela i diritti d'autore dei suoi iscritti in tutto il mondo, come altre società similari.

Attenzione, però, a un dettaglio non da poco: le musiche da associare ai video richiedono anche i diritti di sincronizzazione che, alla fine, sono quelli solitamente che rendono di più. Hanno una loro regolamentazione e una loro modulistica da compilare sia per l'autore che concede il diritto, sia all'utilizzatore che inserisce le musiche nel suo video.

Non so essere più dettagliato perché non è mai stato mio compito - finora - occuparmi della sincronizzazione, ma è bene informarsi in merito.

 

EB

 

Per prima cosa ringrazio tutti per le risposte. La faccenda però si complica.

 

Riporto di seguito un estratto dal sito della SIAE proprio relativo ai diritti di sincronizzazione :

 

"L’uso di composizioni musicali in supporti audiovisivi e multimediali

L’uso di composizioni come commento musicale in supporti audiovisivi e multimediali comporta per il produttore la necessità di munirsi di più autorizzazioni da richiedere a soggetti diversi: alla SIAE per la riproduzione di composizioni protette, all’editore musicale per la sincronizzazione (abbinamento delle composizioni alle immagini), al produttore discografico per l’eventuale uso di registrazioni di sua proprietà."

 

In questo caso specifico sembrerebbe quindi che i diritti derivanti dalla sincronizzazione non siano gestiti direttamente dalla SIAE ma che debbano essere riconosciuti tramite accordo o contratto tra chi ha scritto i pezzi e chi li ha utilizzati o pubblicati.

Davvero un ginepraio.

 

Taltomar

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Mi sfugge però come faccia la SGAE ad erogare un eventuale compenso per il diritto d'autore di un'opera eseguita o utilizzata o riprodotta in un altro paese o a tutelare l'opera stessa depositata da eventuali plagi.

Voglio dire: la tutela e i servizi garantiti da queste associazioni è a livello mondiale o soltanto nazionale ?

 

Chiedo scusa per le domande banali che pongo ma conosco davvero poco della materia ed i vari siti tematici (compreso quello della SIAE stessa) aiutano pochissimo a capire.

 

Taltomar

 

Ti ha già risposto Ermanno. La copertura dei diritti è globale.

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Caro Jervolino,

la SIAE non tutela gran che ed i primi che non si autotutelano sono i musicisti. Esecuzioni pubbliche, private o istituzionali sono sempre (o quasi) in barba al diritto dell'autore.

La SIAE stessa è un calderone che si ispira al contrario dei principi di...Robin Hood, privilegiando chi incassa di più e chiedendo denaro a chi ne riceve meno.

Personalmente, sono iscritto alla SIAE anche come autore della parte letteraria ed ho dovuto fare l'esame ai bei tempi facendo il pezzo per pian.oforte (il diploma di chitarra ce lo siamo conquistato noi, ed io lo so bene, in quanto tra i più coinvolti nelle beghe di allora; diffidare quindi di quelli della mia generazione che fanno scrivere "diplomatosi in chitarra presso...").

Non si guadagna granché con il diritto d'autore, a meno che non si sia eseguiti come Morricone, Williams, Celentano e molti altri, pur bravi ma esageratamente ricompensati. Quando arrivano qualche centinaia di euro, tolta la quota, è festa grande

Lo sai che anche i testi che "passano" in TV incassano generalmente una "quota part e"?

Iscriviti pure, T., se pensi che, nel tempo, potrai riufarti delle quote d'iscrizione, o se prevedi un boom, anche foraggiato da tante esecuzioni da due euro e venticinque l'una.

Tu parli di "associarti", ma fai attenzione perché non puoi: ti è concesso solo "iscriverti".

La Società stessa è in cattive acque (!!!)... figurati!

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Non so cancellare l'ultimo mio messaggio, eguale al precedente, che si è riproposto grazie alla mia poca perizia.

 

Colgo l'occasione per chiedere a Cristiano se personalmente pensa alla SGAE come affidabile (i miei amici sono divisi, in merito_), se la ritiene politicizzata, se sia in qualche modo semicompatibile (!) con la SIAE e se sa come agisce in pratica (tutele e modalità vecchie e nuove di esazione dagli Enti, che fine hanno fatto i cosiddetti "borderò" o quant'altro.). Non pretendo di volere sapere troppo ma, come giustamente qualcuno ha sottolineato, dai siti non tutto si evince, o perlomeno l' interpretazione di quanto scritto non è del tutto agevole.

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