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Trascrizioni accreditate della Danza Española No.5 di Enrique Granados

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C'è solo una cosa che non ho mai digerito della trascrizione: le acciaccature iniziali sulla cellula ritmica.

 

 

Piano

Granados05_Piano.jpg

 

Chitarra

 

Granados05_Guitar.jpg

 

O meglio, viene esattamente riportato che è scritto nella parte originale ma molti grandi interpreti (sullo strumento originale) usano il l.v. sul cromatismo che funziona meravigliosamente.

Io, quando interpretavo questa pagina (avevo 15-16 anni) cercavo disperatamente di riproporre quell'effetto eseguendo l'acciaccatura su due corde (negli esempi riportati qui sopra 6a e 5a) ma con gravi difficoltà - verosimilmente per qualche lacuna tecnica - in altre sezioni della composizione.

 

Arthur Rubinstein, adopera entrambe le soluzioni

http://www.youtube.com/watch?v=PMVkHQ4NLrs

 

Arturo Benedetti Michelangeli trasforma tutto (magistrale!)

http://www.youtube.com/watch?v=0Yj0fbjKA0Y

Llobet, come vedo qui, l'ha scritta come appoggiatura,e potrebbe trarre in inganno,ascoltando la versione originale del piano, si sente che predomina il Si,ma chitarristicamente , tutti sappiamo che la legatura tra l'acciaccatura La diesis e il si ,fa predominare il la diesis. So che ho detto cose ovvie che tutti sappiamo, volevo condividere appieno quello che dice Cristiano. E' un fastidio diciamo chitarristico,che naturalmente non toglie nulla al brano,e la leggera prevalenza del la diesis ,c'è.

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Credo che se si usa la trascrizione di Llobet, splendida e rivelatrice del suo stile, sia giusto suonare ciò che è scritto sullo spartito. Tuttavia, la soluzione del LA# SI su sesta e quinta corda è timbricamente interessante, forse la si potrebbe usare come sottile variazione armonica nella seconda battuta, o ancor meglio nella terza, dove il MI basso, nella trascrizione in oggetto, viene stoppato dall'esecuzione delle due note in sesta corda.

 

In quanto allo spostare le due note un'ottava sopra (magari col la# in quarta corda e si a vuoto) per intrecciarle col bicordo sol si, direi che si tratta, appunto, di un'invenzione. Interessante e foriera di ulteriori sviluppi. Forse Dralig già stava ragionando in questi termini...

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comunque vada, è una genialità la quarta aumentata(un po fantasma) che si appoggia al V° grado,che va subito al I° grado.Un entrata in scena (prima battuta)davvero esauriente.

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non avevo mai ascoltato l'originale pianistico , ma è curioso notare come nella versione chitarristica la cosa che resta più impressa di tutto il brano, a me almeno, è sempre quell'ossessivo ribattere la#si che nell'originale è invece molto di sottofondo, più piano e veloce

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non avevo mai ascoltato l'originale pianistico , ma è curioso notare come nella versione chitarristica la cosa che resta più impressa di tutto il brano, a me almeno, è sempre quell'ossessivo ribattere la#si che nell'originale è invece molto di sottofondo, più piano e veloce

 

Pianista sommo, Granados fu, come compositore, soprattutto un melodista - aveva il dono dell'invenzione melodica. La danza in questione è in realtà una melanconica canzone, una sorta di tonadilla (ne compose parecchie per voce e pianoforte) che egli immagina accompagnata dalla chitarra, e per questo la scrisse sì per pianoforte, ma con quegli effetti chitarristici che amava evocare e talvolta imitare scopertamente, come nelle "Seis piezas sobre el canto popular espanol":

 

http://www.youtube.com/watch?v=Z426MPxVtCA

 

 

Nell'esecuzione pianistica, è giusto tenere tale effetto sullo sfondo. Nella versione per chitarra, non c'è nulla da evocare - la chitarra evocata da Granados è lì in carne e ossa. La distanza tra le melodia e lo sfondo rimtico-armonico si riduce molto proprio perché lo spazio sonoro dello strumento è assai più piccolo di quello pianistico. Arturo Benedetti Michelangeli non soltanto separa i piani sonori, ma adopera scansioni ritmiche diverse per "la chitarra" e per "la voce". Grondona, all'opposto, fa un corpo unico dei due elementi - ed entrambe le versioni hanno il loro scopo preciso: quella di Michelangeli evoca, quella di Grondona incarna.

 

dralig

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