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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Heitor Villa-Lobos Prelude Nr.1 - Ida Presti


Raffaele Iervolino
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Ida Presti - Guitar Solo [Villa-Lobos] 빌라로보스

 

http://www.youtube.com/watch?v=DlKzjv_kI8o&NR=1

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Bello!!

 

Anzitutto per la originalità e vivacità della lettura personale della Presti, per me importantissima a qualsiasi livello (qui siamo ovviamente ad un livello altissimo, ma preferirei comunque un quinto anno personale ad un ipervirtuoso spersonalizzato). Il suono della Presti ha anche una particolare suggestione: a parte la sua personalità e sensibilità, usava una Gomez Ramirez?

 

Si potrebbe osservare che questo modo di suonare appartiene ad una epoca che non è più la nostra, ma a me interessa di più cogliere tutti gli stimoli positivi che una grande personalità artistica come quella della Presti comunica anche oggi- e sempre- al di là di spetti legati immancabilmente (ed è impossibile che non sia così, a ben pensare) al suo tempo.

 

(Impressionante, a proposito di cose "datate", come è facile accorgersi - più o meno come si fa con un oggetto di design, o con la carrozzeria di una automobile - di come certe cose, pur bellissime, appartengano ad un'altra epoca. Mentre quando si giudica un compositore contemporaneo, ad esempio, a volte si rischia di pretendere che egli sia non del nostro tempo ma addirittura di qualche secolo fa, per reputarlo degno del nostro interesse...).

 

Grazie a Raffaele Iervolino per la segnalazione.

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Bello!!

 

Anzitutto per la originalità e vivacità della lettura personale della Presti, per me importantissima a qualsiasi livello (qui siamo ovviamente ad un livello altissimo, ma preferirei comunque un quinto anno personale ad un ipervirtuoso spersonalizzato). Il suono della Presti ha anche una particolare suggestione: a parte la sua personalità e sensibilità, usava una Gomez Ramirez?

 

 

 

 

Si potrebbe osservare che questo modo di suonare appartiene ad una epoca che non è più la nostra, ma a me interessa di più cogliere tutti gli stimoli positivi che una grande personalità artistica come quella della Presti comunica anche oggi- e sempre- al di là di spetti legati immancabilmente (ed è impossibile che non sia così, a ben pensare) al suo tempo.

 

(Impressionante, a proposito di cose "datate", come è facile accorgersi - più o meno come si fa con un oggetto di design, o con la carrozzeria di una automobile - di come certe cose, pur bellissime, appartengano ad un'altra epoca. Mentre quando si giudica un compositore contemporaneo, ad esempio, a volte si rischia di pretendere che egli sia non del nostro tempo ma addirittura di qualche secolo fa, per reputarlo degno del nostro interesse...).

 

 

Ciao Piero, la Presti era un genio - nel senso compiuto del termine - e il suo modo di suonare porta con sé valori che trascendono ogni aspetto temporale.

 

Suonò una chitarra di Julian Gomez Ramirez fino al 1956, anno in cui il suo ex-allievo (ed ex-pittore) Robert Bouchet presentò, a lei e a suo marito Alexandre Lagoya, due strumenti che furono preferiti a quelli - fino ad allora adoperati - di Gomez Ramirez. La scelta fu il risultato di una prova che i coniugi effettuarono alla Salle Gaveau.

 

Da quel che si può vedere nel filmato, non c'è un aspetto che permetta di identificare con certezza la chitarra. L'ornamentazione della rosa potrebbe essere sia di Gomez Ramirez che di Bouchet (che si ispirò al maestro ispano-parigino). Tuttavia, osservando il poco che si può osservare nella figura della Presti, direi che siamo nella seconda metà degli anni Cinquanta, quando il duo era ormai costituito e il look della Presti appariva più sofisticato di quello giovanile. Senza prove, giocherei per una Bouchet.

 

ag

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Faccio notare la chiarezza del suono nonostante il punto di attacco sulle corde (a tratti in prossimità della tastiera!).

E, tanto per rimarcare l'amore per la pagina scritta, l'uso limitato per non dire quasi assente di arpeggioni (non scritti) nella musica di HVL.

 

Per me questa interpretazione non è inferiore a quella di Andrés Segovia.

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Bello!!

 

Anzitutto per la originalità e vivacità della lettura personale della Presti, per me importantissima a qualsiasi livello (qui siamo ovviamente ad un livello altissimo, ma preferirei comunque un quinto anno personale ad un ipervirtuoso spersonalizzato). Il suono della Presti ha anche una particolare suggestione: a parte la sua personalità e sensibilità, usava una Gomez Ramirez?

 

Si potrebbe osservare che questo modo di suonare appartiene ad una epoca che non è più la nostra, ma a me interessa di più cogliere tutti gli stimoli positivi che una grande personalità artistica come quella della Presti comunica anche oggi- e sempre- al di là di spetti legati immancabilmente (ed è impossibile che non sia così, a ben pensare) al suo tempo.

 

(Impressionante, a proposito di cose "datate", come è facile accorgersi - più o meno come si fa con un oggetto di design, o con la carrozzeria di una automobile - di come certe cose, pur bellissime, appartengano ad un'altra epoca. Mentre quando si giudica un compositore contemporaneo, ad esempio, a volte si rischia di pretendere che egli sia non del nostro tempo ma addirittura di qualche secolo fa, per reputarlo degno del nostro interesse...).

 

Grazie a Raffaele Iervolino per la segnalazione.

 

 

Grazie a te delle belle parole spese per quella che me per è una chitarrista come dici tu ad altissimo livello, nel campo dell'interpretazione.

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Il suo suono è per me molto familiare.

Oggi vari chitarristi nel mondo spendono il loro tempo a tracciare percorsi che non percorrono la strada della musica. Questa interpretazione della Ida, solo nell’ascoltarla spazza via per fortuna queste novizie ed emblematiche sonorità che non hanno nulla a che vedere con la musica sentita,sentita nell’animo. Visto che io mi sono quasi defilato dal concertismo per dedicarmi a scrivere; dico solo grazie a Cristiano P., Giulio T.,Lucio M., Rugolo A.,e pochi altri che al momento dimentico e me ne scuso,che con le loro performance restituiscono serenità alla nostra amata musica,proprio come faceva la “Immensa” Ida Presti.

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Qui troverete lo stesso video più completo e con una qualità migliore.

Non credo si tratti della chitarra di Robert Bouchet: essa aveva una decorazione sul ponte molto ricca con una cornice di avorio bianco che in questo video non si vede. La Julian Gomez Ramirez aveva invece una decorazione molto sobria (un solo filetto di un legno leggermente più chiaro rispetto al ponte) che non si può vedere in un video così poco definito.

 

Comunque credo che Ida Presti abbia suonato la sua Gomez Ramirez anche dopo essere passata, con il duo, alla chitarra di Bouchet.

 

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Non credo si tratti della chitarra di Robert Bouchet: essa aveva una decorazione sul ponte molto ricca con una cornice di avorio bianco che in questo video non si vede. La Julian Gomez Ramirez aveva invece una decorazione molto sobria (un solo filetto di un legno leggermente più chiaro rispetto al ponte) che non si può vedere in un video così poco definito.

 

Comunque credo che Ida Presti abbia suonato la sua Gomez Ramirez anche dopo essere passata, con il duo, alla chitarra di Bouchet.

 

Bello Frédéric, non solo si nota il suono espressivo e sentito, ma noto anche il modo di attaccarlo con questo video. Grazie Frédéric
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Questo di video con il preludio di Villa-lobos è una rarità . Come solista c'è solo un'altro video di Ida Presti.

Si tratta di un film de 1938, quando la Presti aveva 14 anni e aveva appena inciso i suoi primi dischi per La voix de Son Maitre ( la voce del padrone).

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Questo di video con il preludio di Villa-lobos è una rarità . Come solista c'è solo un'altro video di Ida Presti.

Si tratta di un film de 1938, quando la Presti aveva 14 anni e aveva appena inciso i suoi primi dischi per La voix de Son Maitre ( la voce del padrone).

L'energia che emanava era (ed è)davvero notevole. A 14 anni era cosi potente il suo suono che gli è rimasto (ma per molti enfant prodige da grande questo suono potente purtroppo scompare )per tutte la sua purtroppo breve esistenza. Si sente la forza delle dita che innocentemente producono calore ,nel vibrare le corde. Un calore che io sento e mi inchino.
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