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Fabio Boch

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  1. E' la spagnola Virginia LUQUE che se non sbaglio suona anche Flamenco.
  2. Mi viene in mente una tecnica (oggi desueta) impiegata da alcuni chitarristi tardo romantici per fare sfoggio dalla propria bravura che consisteva nello far scorrere rapidamente un dito della mano sinstra (il 3 solitamente) lungo tutta la tastiera, facendo percepire tutte le note intermedie (praticamente una scala cromatica) in maniera chiara. E' nato forse (o forse dico una stupidaggine) dall'imitazione del glissato pianistico che si ottiene facendo strisciare la mano sui tasti diatonici o cromatici. Vi era quindi la necessità di riprodurre sulla chitarra un glissé uniforme, difficilmente
  3. Non so quanto sia attendibile scientificamente quello che sto per scrivere, riporto solamente le mie impressioni scaturite dalla prova del metodo descritto da Cristiano, che purtroppo, nel mio caso non ha prodotto i risultati sperati Dopo aver incollato la carta con l’Attak l’unghia diviene troppo spessa e rigida ed il suono che ne ricavo non è dei migliori. Preferisco di gran lunga l’unghia naturale, che essendo più flessibile rilascia gradualmente la corda deformandola con un ampiezza maggiore, facendole compiere un’oscillazione più regolare, generando di conseguenza un suono più pieno
  4. Beh, visto che si parla de “La Catedral”, vorrei domandarvi: che diteggiatura impiegate per l’Allegro? Io adopero la seguente: p m i m i m i a i m.
  5. Grazie per l’esauriente spiegazione M° Garrone, in effetti, non potevo credere che nessun costruttore avesse esaminato questo procedimento o sperimentato modifiche sulla struttura del manico. Se non ho capito male (non sono un esperto di liuteria), l’aumento di emissione sonora sarebbe talmente debole da non giustificare la modifica del manico, anzi, sarebbe addirittura controproducente perché si verificherebbe una perdita di energia vibrante sulla tavola armonica, che è l’elemento principale della produzione del suono. Probabilmente si potrebbero avere dei vantaggi sostituendo la tradiz
  6. Hi all, Ricordo che su un vecchio numero del Fronimo apparve un curioso articolo di Fausto Ciurlo nel quale si proponeva di costruire una chitarra con il manico cavo(!). Lo scopo della ricerca non ricordo se doveva portare ad un aumento del “volume” del suono e della sua durata o più semplicemente ad un alleggerimento del manico. Presumo che i risultati furono irrilevanti dato che l’iniziativa fu abbandonata.
  7. Grazie per la segnalazione Matanya, ho ascoltato i brani messi a disposizione sul sito di Schneiderman e devo ammettere che il suono è più robusto e brillante di quanto mi aspettassi; il timbro invece è più somigliante ad un'arpa piuttosto che ad una chitarra. La mia era più che altro una curiosità, dato che - come la gran parte dei giovani chitarristi - non avevo mai sentito nessuno suonare senza unghie. Nel frattempo ne ho rintracciato un altro: ho comprato di recente un CD di un chitarrista russo di nome Oleg Timofeyev che suona su uno strumento a 7 corde. Si tratta, però in ent
  8. Ai giorni nostri il vantaggio di suonare con le unghie della mano destra è fuori discussione, ma in un tempo non troppo lontano era il tocco di polpastrello a dominare la scena chitarristica. Esistono a tutt’oggi dei chitarristi di fama internazionale che suonano senza l'ausilio delle unghie? Mi vengono in mente solo José Miguel Moreno e qualche allievo di Emilio Pujol. A dire il vero José Miguel Moreno è specializzato nel repertorio Rinascimentale e Barocco, attraverso l’uso di strumenti storici. Qualcuno saprebbe indicarmi delle registrazioni, di qualsiasi periodo, di chitarrist
  9. Grazie Matteo. Ad ogni modo prima dell’iscrizione non pensavo affatto al mio compleanno… è stato il Forum a ricordarmelo. Ci ha pensato lui per me. Da oggi mai più senza 8)
  10. Come e già stato scritto su queste pagine, la capacità di riconoscere l'altezza di una nota senza bisogno di alcun riferimento viene definito “Orecchio Assoluto” ed è determinato da fattori genetici. Si può acquisire col tempo invece la facoltà di riconoscere esattamente gli intervalli tra le note, ma non le note stesse (“Orecchio Relativo”). Purtroppo nei Conservatori italiani viene data poca importanza allo sviluppo dell’orecchio, basandosi sulla comoda affermazione che la recchia «o ce l’hai o non ce l’hai», infatti non esiste nessun esame dove si debbano dimostrare specifiche capacità
  11. Tnx per il benvenuto Simpatico il sistema della segnalazione dei compleanni, l'ho notato solo ora. Ne aprofitto per fare un pò di [shadow=red]pratica[/shadow] con gli STILI. .
  12. Hi all, sono di Genova, ho 'ntadue anni e di professione faccio il grafico. Un annetto fa ho ripreso in mano lo strumento dopo quattro(!) di completa inattività. E' stato veramente snervante ricominciare da capo, dover ri-iniziare da zero: scale, arpeggi, legature ecc... :/ Nonostante lo sconforto e smarrimento iniziale sto riscoperendo il grande piacere di suonare, e così mi sono iscritto in questo bellissimo Forum, dove sono sicuro di trovare nuovi stimoli grazie anche ai preziosissimi contributi di grandi personalità del mondo della chitarra, come Angelo Biliardino, Lucio Materass
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