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  1. Tra parentesi, ma non troppo: 14 anni per arrivare al secondo grado di giudizio...
  2. Quando parlo di 'utonto'

    mi pare anche particolarmente e gravemente sbagliata la forma verbale in se: scegliesse o avesse scelto casomai Temo che "sé" voglia l'accento...
  3. Purtroppo potrebbe non essere così facile. Una legge prevede che non si possano superare i 5db rispetto al rumore di fondo (lo scarto scende a 3db durante le ore notturne). Trattandosi di una legge, vanifica ogni regolamento di condominio eventualmente favorevole al musicista di turno. Sono felice per l'ottimismo del suo avvocato, ma tenga presente che se è stato citato in giudizio, anche i suoi vicini avranno consultato un avvocato, magari altrettanto ottimista... Per quanto riguarda il pianoforte, spulciando su vari siti di associazioni di condomini, è evidente come l'esperienza comune sia differente da quella della (fortunata) pianista citata da Rms. Tra l'altro, tristemente nota l'esperienza della pianista di Ravenna: http://archiviostorico.corriere.it/2003/giugno/30/Condannata_per_mio_pianoforte__co_7_030630015.shtml La chitarra non è un pianoforte, è vero, ma credo sia necessario verificare se la soglia diurna dei 5 decibel (o quella notturna dei 3), venga o meno superato. Se vogliamo, è triste che musica e rumore vengano equiparati. Io vivo in condominio e non sempre rispetto gli orari: se è vero che alle 22 smetto (o suono molto piano) è anche vero che spesso suono il sabato o la domenica nell'ora della "siesta". I miei vicini mi sentono ma, per loro ammissione, non sono infastiditi dal mio suonare. Immagino sopportino, come io talvolta sopporto i loro tacchi, ospiti vocianti, tv, stereo eccetera... Ciao
  4. Mozart (?): Requiem

    Ehm... insieme al testo di Wolff, ho preso anche la biografia di Bach di Buscaroli. Io giuro di aver cercato info sull'autore e sul testo, ed avevo letto solo opinioni positive. Poi oggi, quasi casualmente, ho letto un aneddoto su non so che onoreficenza che ha rifiutato. Della circostanza, Buscaroli informò il Giornale. Già il fatto che qualcuno, candidato ad una onoreficenza, la rifiuti e ne informi un giornale mi suona davvero di pessimo gusto. Ma poi... Il Giornale, non un altro. Allora ho cercato qualcosa di più preciso su Buscaroli e ho scoperto che il musicologo sta più a destra di Fini. Musicologo parafascista, è stato definito. Sono d'accordo, la musica è un'altra cosa, la musica non c'entra, può avere le sue idee, ma aver scritto comunque la più importante biografia di Bach della storia... eppure faccio tanta fatica. Ho bisogno che qualcuno mi dica che questo testo di Buscaroli è importante, serio, attendibile e merita la lettura. Ciao
  5. Mozart (?): Requiem

    La Hoepli mi ha appena recapitato il testo di Wolff Christoph: sembra davvero molto interessante e concreto, visto i numerosi stralci di partiture riportate. Lo leggerò quanto prima. Grazie.
  6. Tutto questo è interessantissimo, ma purtroppo non mi aiuta a riconoscere quei meccanismi che permettono di distinguere la musica "colta" dalla musica non-colta. Mi rendo conto di avere aperto un thread piuttosto inutile: dare una risposta è difficile. Ma anche tralasciando autori che potrebbero essere di più complessa collocazione, vedi Gershwin, ce ne sono altri (mi vengono in mente i più discussi, Einaudi e Allevi) che il mio orecchio non riconosce come classici, ma la mia testa non riesce a trovare una spiegazione soddisfacente. Recentemente un post legato ad una trascrizione di Fabbri di un brano di Allevi, è stato spostato negli "off-topic musicali": immagino fosse perché non si tratta di musica classica. Anche il mio orecchio mi dice che non è classica, ma mi piacerebbe capirne il motivo. La stessa cosa mi capita per Einaudi e diversa altra musica strumentale. Ma perché? Cosa sente il mio orecchio che il mio modesto cervello non riesce a spiegare? Perché quello che scrive Giorgio Signorile è "colto" e quello che scrive Einaudi (per quanto possa essere anche bello) non lo è? Ciao
  7. Qualche giorno fa, il mio nipote sedicenne, mi ha chiesto di individuare il titolo di una composizione di musica classica che aveva sentito in un film (anzi, un cartone animato). Mi ha dato un link dove trovare le scene del film e relativa colonna sonora, che si è però rivelata non essere musica classica. Lui l'aveva intesa come musica classica in quanto non eseguita con gli strumenti tipici della musica pop/rock, bensì fondamentalmente con archi, strumentale e non cantata eccetera... Gli dico che si trattava di una colonna sonora (presumibilmente) composta ad hoc per il film, ma soprattutto gli spiego che non si trattava di musica classica. Sollecitato dalle sue domande, mi sono accorto di non essere in grado di definire la musica classica. Mi sono arrampicato sugli specchi della mia ignoranza parlando vagamente di frasi, voci, struttura, sviluppo, armonizzazioni, ma parlando mi rendevo conto che non ero in grado di spiegarlo chiaramente. E per esperienza so che quando non si è in grado di spiegare chiramente un concetto, è perché non lo si ha ben chiaro in mente. E' possibile sintetizzare gli elementi che fanno di una composizione una composizione appartenente al genere "colto" e non ad altro? Perché se ascolto Einaudi o i mitici Rondò Veneziano mi accorgo subito che non è "classica", ma qualcos'altro? Grazie, ciao.
  8. Mozart (?): Requiem

    Hai ragione, tanta ragione! E provvederò, a partire dal testo che hai suggerito. Grazie.
  9. Mozart (?): Requiem

    Bisognerebbe sapere quanto è consistente il completamento. Stando a quello che ho letto, solo alcune delle "idee" sono di Mozart: alcune parti furono composte interamente da Sussmayr o Beyer o altri, temi compresi. Se oggi consideriamo il famoso Adagio in sol minore come opera di Giazotto e non di Albinoni, forse (se quello che ho letto è vero) altrettanto andrebbe fatto con il Requiem. Ma oltre all'attribuzione, mi piacerebbe sapere se effettivamente la scrittura del Requiem è così semplice, banalotta, da poter essere attribuita addirittura ad un compositore dilettante (il committente). Ciao
  10. Mozart (?): Requiem

    Ho appena finito di leggere una biografia di Mozart (WAM, di Piero Melograni, ed Laterza) e, in merito alla composizione del Requiem, ho letto qualcosa che mi ha sorpreso. Ho sempre saputo che si trattava di una composizione incompleta, terminata da altri (presumibilmente, secondo la tradizione, il suo allievo Sussmayr, già autore dell'orchestrazione di alcuni recitativi, pare). Stando a Melograni, invece, Mozart scrisse davvero molto, molto poco di questo Requiem, al punto che secondo lui andrebbe tolta dall'elenco delle sue composizioni. Se non ricordo male, del famoso Lacrimosa scrisse solo otto battute e di alcune altre parti non scrisse proprio nulla. I veri compositori furono, presumibilmente, Sussmayr ed altri due di cui non ricordo il nome, incaricati dal Mozart morente e/o dalla moglie, di scrivere la Messa a nome di Mozart al fine di rispettare un contratto, evitando penali che sarebbero ricadute sulla vedova, già in difficoltà. Inoltre, e questo mi ha ulteriormente colpito, lo stile compositivo pare sia volutamente semplice, banale, le armonizzazioni elementari, assolutamente lontane da quello che avrebbe potuto fare Mozart. Questo fu in parte voluto, in quanto l'opera all'epoca doveva apparire come la composizione del committente, scritta per la recente scomparsa della moglie: quindi non doveva essere un capolavoro, altrimenti nessuno ci avrebbe creduto. Non è chiaro se anche questi allievi di Mozart abbiano volutamente scritto in maniera semplicistica e ripetitiva o se la composizione è stata affidata a loro, ben sapendo che il risultato sarebbe stato buono, ma assolutamente non eccelso. Il Requiem è sempre stata la mia composizione preferita (di Mozart) e mi ha stupito leggere che si tratta di una composizione di scarso livello. Secondo voi è davvero così? Ciao
  11. Italiani: niente blog.

    Premessa: mi sto appassionando al thread con l'unico scopo di capire, senza preconcetti e senza alcuna vena polemica. La differenza sta esclusivamente nel mezzo con il quale una persona viene diffamata? La diffamazione a mezzo stampa comporta pene maggiori in quanto fatta mediante atto pubblico: perché è errato considerare un sito internet un atto pubblico? Grazie, ciao.
  12. Italiani: niente blog.

    E questo dove l'ha letto? Nel link riportato nel primo post, nell'esempio del blog di Beppe Grillo: "Il blog di Beppe Grillo ha una redazione, ha banner pubblicitari, vende prodotti. In parole povere: sia secondo il Codice Civile, sia secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa. Se il progetto di legge fosse approvato, perciò, Beppe Grillo avrebbe con tutta probabilità l'obbligo di iscriversi al ROC. Non solo: sarebbe in questo modo soggetto alle varie pene previste per i reati a mezzo stampa. Affari suoi, diranno forse alcuni. Eppure non è l'unico a doversi preoccupare. Nella stessa situazione si troverebbero decine, probabilmente centinaia di altri ignari blogger. Infatti: chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa. Il ragionamento è semplice. L'apposizione di banner è un'attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un'attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina (ricordiamo un caso recente). Per quanto in nostra conoscenza, manca ancora un pronunciamento strettamente ufficiale dell'Agenzia delle Entrate (interpello) se l'uso di qualche banner rientri nelle attività dell'impresa (ma l'orientamento è piuttosto chiaro: banner = attività lucrosa continuativa; attività lucrosa continuativa = impresa)." Quindi la legge, se approvata, si rivolgerebbe a chi, in qualche misura, mantiene dei blog che generano introiti. Se io apro un blog senza banner pubblicitari, non sono interessato da questa legge. Inoltre, non mi pare che i blogger vengano imbavagliati (ribadisco, che hanno un profitto nella loro attività di blogger -sulla quale per altro dovrebbero pagare delle tasse, o così mi aspetto-), ma semplicemente verrebbero chiamati a rispondere in caso di diffamazione. Io francamente pensavo che già fosse così: mi aspetto di poter denunciare un blogger che on line (potenzialmente, davanti a centinaia di milioni di individui) mi dia del ladro o del farabutto, senza poter dimostrare la veridicità di quel che dice. Continua a sfuggirmi qualcosa... Ciao
  13. Italiani: niente blog.

    Potreste farmi alcuni esempi che mi aiutino a comprendere perché la creazione del reato di "diffamazione a mezzo blog" sia così sbagliata? Forse c'è qualcosa che non capisco, perché non arrivo a comprendere tanto sdegno. Inoltre si fa riferimento solo a quei blog che, tramite banner pubblicitari, generano profitto, non ai blog personali degli utenti. O no? Grazie, ciao.
  14. La Siae ci prova ancora

    Da notare come le aziende che commercializzavano i cd-r della prima ora, distinguevano i prodotti in CD-R AUDIO e semplici CD-R. Inizialmente, la tassa era dovuta solo per i primi, in quanto prodotti proprio per la musica, mentra nulla era richiesto sui secondi. Ora la distinzione (chiaramente fittizia, introdotta per puri scopi commerciali e/o per limitare l'imposizione di tasse) non esiste più e come dice Akaros, la tassa (sostenuta dagli importatori e, ovviamente, riversata sul costo finale) incide universalmente su tutti i supporti. Ciao
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