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Marcello Rivelli

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  1. Dopo la SMIM,direttamente il Triennio?

    Il problema è un tantino complesso e riguarda più profondamente aspetti dell'educazione musicale generale non tanto la chitarra nello specifico. Studiare uno strumento musicale dovrebbe voler dire amare e studiare il suo repertorio. Come dire, non insegnare a "suonare" la chitarra ma insegnare il repertorio, la "letteratura" di un dato strumento che a sua volta richiede conoscenze "laterali" e da affiancare dalle diverse discipline musicali (se si è competenti da farlo, altrimenti esige collaborazione di altre figure professionali). Questo è un punto cruciale secondo me, dopo tanti anni di insegnamento credo di aver avuto pochissimi allievi che iniziavano il percorso conoscendo la "chitarra classica" (parlo di alunni della scuole secondaria) se non intesa come pezzo di legno, diversa dalle sorelle acustiche ed elettrica. Molto più spesso l'immagine generale si riferisce alla musica che ascoltano i ragazzi musica leggera e di consumo e quindi associano gli strumenti a quel tipo di musica. Da qui inizia l'avventura del far scoprire la "musica" attraverso lo strumento chitarra.. il percorso di cui tu parli riguarda persone che hanno "scelto" (secondo me). Quanti vogliono suonare una "canzone" sulla chitarra? e quanti vogliono suonare un preludio di Villa Lobos? è un po' come dire che nell'immaginario collettivo il pallone è associato al gioco del calcio quasi sempre se non nella stragrande maggioranza, ma esistono ovviamente altre discipline sportive che utilizzano il pallone, altrettanto valide. Quanti in Conservatorio studiano la chitarra classica per il suo repertorio?..figuriamoci nelle scuole secondarie..Raffaele, è l'allievo a scegliere secondo me se sarà in grado di farlo e se sarà stato aiutato a conoscere e ampliare gli orizzonti..poi se son rose.. m
  2. Dopo la SMIM,direttamente il Triennio?

    I Conservatori allo stato attuale sono Istituzioni di Alta cultura, giusto?..quindi il problema si pone nella fascia intermedia: scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e licei per dirla in parole povere). Il problema non è tanto forse il solo e unico esame di ammissione al Triennio, come purtroppo molti continuano a concepire. Lo studio della chitarra è un percorso (era un percorso che si attuava in non meno di dieci anni nei corsi ordinari in via d'estinzione) che si attua in un curriculum ben corposo di competenze da conseguire, l'esame di ammissione è solo la dimostrazione di aver raggiunto gli obiettivi incorporati in una lista di brani che formano l'esame di ammissione ma da non confondere assolutamente con il "solo" esame, ma dimostrare che "suonare" i soli brani compresi in quell'elenco sia invece indice di aver raggiunto una preparazione musicale e tecnica equivalente almeno ad un ex-settimo anno minimo (nei casi felici e seri). Purtroppo ho la sensazione che molti continuano a concepire lo studio di uo strumento musicale pensando esclusivamente al contenuto dell'esame, in questo caso, a quello di ammissione del Triennio, nei casi precedenti si ragionava con i programmi dei compimenti inferiori, medio e superiore..e tutto quello che esiste "in mezzo"?.. Allo stadio attuale le possibilità sembrano essere: 1) avere la fortuna di una buona base nelle scuole media ad indirizzo musicale 2) poter proseguire nei licei musicali e conseguire almeno una preparazione da "quasi" livello di periodo medio (almeno un buon sesto/settimo anno dei tempi andati.. 3) conseguire una preparazione con un buon ancor meglio ottimo insegnante..privato?.. vedremo... m
  3. Ligeti e la chitarra

    Interessante trascrizione. (per la comparazione, la versione originale) mr
  4. Utilità dello studio delle scale diatoniche

    Raffele è la mia filosofia didattica da..sempre. Non mi interessano i programmi se non per prepare nello specifico qualche allievo, ma se passa nelle mie mani, non studia "solo" quei pezzi.. Per questo ti dicevo prendi a caso una delle schede didattiche che sono su Dotguitar..quelle sono una parte delle "mie "lezioni".. per questo si chiamano schede didattiche e non analisi..sono le informazioni per studiare inizialmente il brano..poi viene il bello, che sia un semplice studio di Carulli o la Royal Winter Music di Henze..prima viene il contenuto..la rappresentazione mentale e infine per ultimo le dita sulla chitarra, come quando si studia una partitura d'orchestra..il direttore "non suona" apparentemente ma "suona" tutti e tutto nella sua mente ..altrimenti suonano a Lui.. (e si sente).. buona giornata.. m
  5. Utilità dello studio delle scale diatoniche

    Si, Cristiano. Forse un tempo, parlo di svariati anni fa, quando la chitarra era "giovane" (ai tempi dei corsi di Josè Tomas, dei primi concerti di M.Barrueco a Roma, Russell, Pierri,il duo Assad..) avevo 16/17 anni, la preoccupazione di molti era (solo) di suonare a quei livelli tecnici. Indubbiamente una crescita vi è stata negli anni, ma non sempre in entrambe le direzioni, cioè anche quella musicale. Ho avuto la fortuna di avere insegnanti (agli inizi) che umilmente mi hanno indirizzato anche verso le altre discipline che sono fondamentali nello studio della musica (e questo non ha bisogno necessariamente di pezzi di carta) anzi spesso poter studiare (come immagino sai benissimo) senza vincoli di programmi e altro, ti permette di approfondire e guardarti in "giro". Il problema, in effetti da un lato è migliorato notevolmente, indubbiamente ci sono molti validi interpreti che dimostrano finalmente di non abbassare solo i tasti ma..credo e ho sempre creduto che questa debba essere la regola e non l'eccezione. Insomma, tutti devono studiare "composizione" intendendo con questo non il pezzo di carta, ma ovviamente l'armonia, il contrappunto, la teoria delle forme ecc.. leggere una partitura, che sia per chitarra o qualsiasi strumento significa non leggere le diteggiature o fare le scale più veloci di.. Si quello che dici, purtroppo è vero, non so quanti siano davvero in grado di studiare da soli una partitura. L'autonomia (non la presunzione) dovrebbe essere l'obiettivo di ogni interprete e ancor più di ogni insegnante, lo studio incessante del repertorio specifico non può ovviamente interrompersi se si vuole soltanto restare a.. galla, figuriamoci per un insegnante. La musica è un linguaggio e bisogna avere la pazienza e l'umiltà di studiare non solo la chitarra nelle sue problematiche specifiche ma probabilmente come realizzarle sulla chitarra e questo riporta alla musica come è scritta (se è scritta bene, altro problema). L'interprete!! dovrebbe essere colui che il minimo, se fa un disco o un concerto, forse suona bene (dal punto di vista tecnico) ma se suona una Rossiniana o il Nocturnal di Britten, ci "aspettiamo" di ascoltare la "sua" versione", il suo "pensiero musicale su quella data opera, la sua meditazione, che poi sia avvenuta in quattro ore o in dieci anni sono sue caratteristiche..ma quando leggo recensioni che idolatrano il tale o il tizio..credimi..faccio davvero fatica..a capire cosa sentono!! I concorsi?., li ho fatti da ragazzo per mettermi alla prova e vedere/trovare se esisteva uno standard (pensavo). Il primo fu Mondovì..arrivai secondo con Desderi e Sor. (c'era R. Chiesa in commissione e il Magister, che si alzò prontamente dicendo che sarebbe fuoriuscito dalla commissione essendo suo allievo), io andai al bar dopo la mia prova soddisfatto di come avevo reso e questo mi bastava, poi vennero a dirmi che mi cercavano perché avevo vinto!? ..io?? (se ti dicessi quanti attuali "docenti" di conservatorio c'erano quel giorno che non passarono già da quel Sor.. ma questo ovviamente non significa nulla, il secondo fu Castel Sant'Angelo a Roma, non voglio tediarti, ma fu importante per me, perché era uno strano concorso, una selezione per giovani concerti aperta a tutti gli strumenti! quindi quartetto d'archi, pianisti, violinisti e anche noi umili chitarristi. Bene c'era il fior fiore dei chitarristi che vincevano i concorsi con le loro mitragliatrici: io vinsi con Ghedini e Desderi!! 1989 se non ricordo male..e i chitarristi mi dissero ma che pezzi sono questi?? penso di averti risposto sui concorsi, ne ho vinti altri sette, ma non vi ho dato mai importanza, perché ho capito da subito che la musica non può essere una "gara"..caso mai una rivelazione.. servono agli editori, perché devi suonare le pubblicazioni ad hoc, agli organizzatori, agli insegnanti per dire che i loro allievi hanno vinto..ecc..ecc.. insomma fa parte del gioco ma la musica è sempre la musica, sarebbe bello fare un concorso dando un pezzo e farlo studiare in due/tre ore e sentire cosa ne viene fuori dopo..carino no?.. temo che sto sconfinando dal post originario..ma tanto sempre scale sono..come diceva Alfredo chi sale e chi..scende.. buona giornata vado a studiare sto litigando con un pezzo da camera (un quintetto) e poi devo studiare la chitarra (programma inglese).. viva la musica.. se non ci fosse bisognerebbe inventarla.. Io sogno il giorno (da anni) di vedere la chitarra nelle stagioni concertistiche, da sempre, e per fare questo ci vogliono interpreti preparati musicalmente e "repertorio di qualità" altro anello debole del nostro strumento e non perché non esiste, anzi!! ma non gente che studia da youtube, la maggior parte di quei video andrebbero tolti per la bruttura del suono, fanno danni alla chitarra (è una delle cose più belle che ha se gli togliamo anche quello!) non parliamo poi di quelli che non distinguono una melodia da un armonia..e suonano tutto allo stesso modo (adesso divento ancor più antipatico di come sono)..pazienza.. m
  6. Utilità dello studio delle scale diatoniche

    Era solo un esempio Raffaele, il problema è appassionare gli eventuali allievi e fargli conoscere la musica per chitarra, poi se son rose.. Scale, arpeggi, legature...sono "categorie" che interesseranno l'allievo soltanto se capirà che sono mezzi per fare cose più importanti come: suonare e, per quello ci vuole innanzi tutto la capacità di far dire che uno studio di Carcassi è.. bello, fargli venire la voglia di studiarlo. Poi se sarà basato sulle scale (n. 1) o arpeggi (nn. 2, 7 ecc) si lavorerà con le dovute preparazioni adeguate. Al riguardo i testi di Storti, per quanto riguarda la progressione di esercizi tecnici li trovo sempre utili e funzionali per il percorso che adotto: tecnica meccanica e tecnica musicale, che deriva ovviamente dalla sequenza di brani e opere che adopero. Poi se continueranno dopo il ciclo della scuola secondaria, inizierà la vera avventura. Il repertorio, con tutto quello che "gira" intorno.. ma qui entrano in ballo necessariamente altre discipline. Non basta solfeggiare e non sbagliare le note per essere bravi, non trovi? Quando guardi uno spartito, di qualunque periodo storico, devi avere una sensazione familiare e sentirti a casa, poi le note (la tecnica) si studia/no, ma quello che mi preoccupa di solito non è fare le scale, ma capire cosa significano quelle note, questo è quello che mi ha sempre interessato e preoccupato. Se un insegnante per primo non capisce una partitura come fa a...? va su youtube alla ricerca e...la studia? per imitazione?.. buona serata.. m
  7. Utilità dello studio delle scale diatoniche

    Dimentichi le scale "mobili"..Alfredo.. ^__^ Scherzi a parte Raffaele, la questione delle scale riguarda gli stessi problemi delle altre categorie tecniche: arpeggi, legature, esercizi vari di estensioni, opposizioni ecc..ecc.. L'ideale sarebbe studiare la tecnica derivandola dalla musica, nello specifico dai modelli o vocaboli contenuti nel/nei brani che si studiano ma è indubbio che un percorso e una buone dosa di esercizi (a seconda dei vari livelli) ha la sua utilità .. (non stiamo scoprendo l'acqua calda). Questo riporta al problema della didattica e metodologia personale di ogni insegnante. Io le utilizzo con i miei allievi, e fino a un certo punto tutto ciò che è scritto nel repertorio della chitarra "passa" attraverso frammenti diatonici, cromatici, per terze, seste ottave, decime ecc.ecc.. poi ovviamente (ma neanche tanto poi)..arrivano le quarte, le seconde, l'atonalità, la serialità, il totale cromatico ecc..ecc.. e di conseguenza i vocaboli si moltiplicano e richiedono tecniche e modalità adeguate, ma.. prima viene sempre la conoscenza e il senso di quello che si fa. In merito alle scale ad esempio, dal punto di vista teorico, basterebbe una semplice ottava in prima posizione Do-Do eseguita pensandola come appartenente di volta in volta ad una tonalità diversa: da uno a sette diesis e da uno a sette bemolli, giochino divertente per valutare la conoscenza teorico-pratica degli allievi (e forse non solo) esempio: Do-re-mi-fa-sol-la-si-do (Do maggiore) Do-re-mi fa#-sol la -si do (Sol maggiore) Do#-re-mi-fa#-sol-la-si-do# (Re maggiore)... e così tanti altri "giochini interessanti.. prendere sei chitarre (sei alunni), la tipica classe di scuola secondaria (durante l'ora di musica d'insieme) e spiegare le armonie facendo suonare a due allievi alla volta la fondamentale/tera/quinta ecc..ecc..insomma fare tecnica meccanica e musicale.. m
  8. Bach e lo stile francese

    Esistono più stili nelle Suites barocche: inglesi, francesi e tedesche..e Bach, ovviamente ha scritto nelle diverse modalità: le suites inglesi e francesi adf esempio, per clavicembalo (famose), utili come riferimento per le "nostre" Suites per liuto, dallo stesso nome delle danze, si evince una prima informazione dell'eventuale stile. Non è una questione di suonare con il levare stretto oppure.. ma..le articolazioni puntate subiscono un'interpretazione che non sempre corrisponde alla reale scrittura notata dell'epoca. Esistono libri sugli abbellimenti in merito che possono aprire la mente, due su tutti, dal classico e sempre verde: "I segreti della musica antica", a cura di A. Geoffroy Dechaume, edito da Ricordi al più completo e interessante volume di Nunziata Bonaccorsi, L'ornamentazione ovvero l'arte d'abbellire in musica, edito da Armelin Musica, Padova. m
  9. A che cosa serve un pre-accademico?

    La chitarra (la sua musica) non si studia per .. punteggi.. il punteggio è: la preparazione con cui uno si presenta eventualmente all'esame di ammissione al Triennio. I corsi pre-accademici dovrebbero sostituire lo smembramento del corso ordinario del Conservatorio (che durava dieci anni) e che ora vede allievi diplomarsi (pardon) laurearsi in tre anni.. con una preparazione (salvo la buona fede dell'allievo, di un ex-settimo? ex-ottavo?ex-nono..? ecc..ecc.. studiate la chitarra come si deve e poi se proprio ci tenete prendetevi il pezzo di carta (triennio, biennio) quello che vi pare..ma il peso e la differenza la fa la conoscenza e competenza del repertorio che avete studiato..(e quante ore giornaliere) nel vostro percorso.. Io ho sempre creduto che il Triennio fosse l'equivalente di un percorso quale l'ex 8/9/10 del corso ordinario per poi proseguire con una vera specializzazione nel Biennio (e quindi un undicesimo? e dodicesimo anno?).. bene.. forse per qualcuno è così.. ma se confrontiamo gli ex compimenti inferiori-medi e superiori..con gli attuali esami di "prassi esecutiva".. 1. 2. 3 ? ..c'è ancora qualcuno che suona i 20 studi di Sor o tutti i dodici studi di Villa Lobos?..ah dimenticavo..per quelli ci sono le Master... Credo di essere uno dei pochi matti che ha portato allievi al compimento inferiore che avevano studiato tutte le scale diatoniche (semplici) a memoria e le scale doppie per terze seste ottave e decime in tutte le tonalità..adesso qualcuno dirà ma il programma ministeriale recita che bastano solo le tonalità più agevoli..certo..perchè la musica per chitarra non va oltre due diesis vero..? buono studio m
  10. Privatisti ai corsi preaccademici: non ci capisco più nulla.

    Il problema fondamentale, come del resto in ogni struttura per me, che sia scuola secondaria, corsi pre-accademici o Conservatorio resta l'insegnante. Se lei ha riscontrato quei problemi prof. Silva in merito alla declinazione di quelle essenziali voci del programma ministeriale, dipende esclusivamente dal "docente" in questione. Non mi è mai accaduto personalmente.. e i miei allievi non sono morti facendo gli studi di Sor, Giuliani Carcassi e altro..spesso muoiono gli insegnanti invece..prima ancora di insegnare..nel senso che gli è già passata la voglia e l'entusiasmo..l'unica cosa a cui spesso sono interessati (non tutti ovviamente, grazie al cielo) è quella cosa che accade ogni mese in un dato giorno..poi.. buona giornata m
  11. Privatisti ai corsi preaccademici: non ci capisco più nulla.

    Marcello hai colto nel punto del post. Dobbiamo noi docenti di strumento crearci un programma, proprio come stanno facendo i docenti dei corsi preaccademici e accademici,che porti i nostri discenti al conseguimento della consapevolezza chitarristica. E da qui che nasce la strada del chitarrista e resta a noi fargliela scegliere nel miglior modo possibile. Si Raffaele, questo si, ma attento, non siamo "ancora" in un Conservatorio.. (non mi fraintendere)..e comunque ogni bravo insegnante ha il suo "programma" modulato sulle indicazioni del decreto (e non). Tutti i miei allievi alla fine del triennio della mia scuola hanno ben chiaro cosa è la chitarra "classica" ti posso assicurare.. ma non è questo il punto..ancora!. Le indicazioni generali estrapolate dal decreto sono" chiarissime", poi se in una classe (e accade spesso) operando con qualità e stimolando gli alunni/allievi si riesce ad andare oltre valorizzando le "eccellenze" non credo sia un problema..ma.."tutti"..dico tutti, devono raggiungere un livello minimo che non è quello necessariamente di accedere ai corsi pre-accademici..sarebbe come se tutti , terminata la scuola secondaria si iscrivessero soltanto al liceo classico (uno a caso)..che non sarebbe male di questi tempi.. 1. Indicazioni generali. L'insegnamento strumentale costituisce integrazione interdisciplinare ed arricchimento dell'insegnamento obbligatorio dell'educazione musicale nel più ampio quadro delle finalità della scuola media e del progetto complessivo di formazione della persona. Esso concorre, pertanto, alla più consapevole appropriazione del linguaggio musicale, di cui fornisce all'alunno preadolescente una piena conoscenza, integrando i suoi aspetti tecnico pratici con quelli teorici, lessicali, storici e culturali che insieme costituiscono la complessiva valenza dell'educazione musicale; orienta quindi le finalità di quest'ultima anche in funzione di un più adeguato apporto alle specifiche finalità dell'insegnamento strumentale stesso. La musica e la sua evoluzione linguistica hanno avuto, e continuano ad avere, nel loro divenire, frequenti momenti di incontro con le discipline letterarie, scientifiche e storiche. L'indirizzo musicale richiede quindi che l'ambito in cui si realizza offra un'adeguata condizione metodologica di interdisciplinarità: l'educazione musicale e la pratica strumentale vengono così posti in costante rapporto con l'insieme dei campi del sapere. La musica viene in tal modo liberata da quell'aspetto di separatezza che l'ha spesso penalizzata e viene resa esplicita la dimensione sociale e culturale dell'evento musicale. Sviluppare l'insegnamento musicale significa fornire agli alunni, destinati a crescere in un mondo fortemente segnato dalla presenza della musica come veicolo di comunicazione, spesso soltanto subita, una maggiore capacità di lettura attiva e critica del reale, una ulteriore possibilità di conoscenza, espressione e coscienza, razionale ed emotiva, di sé. Obiettivo del corso triennale, quindi, una volta fornita una completa e consapevole alfabetizzazione musicale, è porre alcuni traguardi essenziali che dovranno essere da tutti raggiunti. Il rispetto delle finalità generali di carattere orientativo della scuola media non esclude la valorizzazione delle eccellenze. Adeguata attenzione viene riservata a quegli aspetti del far musica, come la pratica corale e strumentale di insieme, che pongono il preadolescente in relazione consapevole e fattiva con altri soggetti. L'autonomia scolastica potrà garantire ulteriori possibilità di approfondimento e sviluppo anche nella prospettiva di rendere l'esperienza musicale funzionale o propedeutica alla prosecuzione degli studi, nonché alla diffusione della cultura musicale nel territorio, in modo da rafforzare il ruolo della scuola come luogo di aggregazione e diffusione di saperi e competenze. per quanto mi riguarda manca una parola magica nel decreto: appassionare i ragazzi alla "musica".. quella è la mia fondamentale preoccupazione..insegnare a suonare soltanto è .. meno difficile.. m
  12. Privatisti ai corsi preaccademici: non ci capisco più nulla.

    Tutti i colleghi dell'indirizzo musicale non ne hanno sicuramente bisogno, ma queste sono le indicazioni ministeriali su cui, noi docenti di questo segmento, dobbiamo/possiamo compiere la "magia".. di costruire un percorso strumentale/musicale: Chitarra: • padronanza del tocco appoggiato e libero della mano destra e relative capacità di variarne gli aspetti dinamici e timbrici; • esecuzione d'arpeggi di vari tipi anche con posizioni accordali di mano sinistra; • utilizzo e controllo delle note simultanee con e senza il pollice; • conoscenza ed uso degli accordi nelle tonalità più agevoli anche con l'inserimento del barree; • conoscenza ed utilizzo consapevole delle posizioni dalla prima in avanti; • uso consapevole della diteggiatura di entrambe le mani; • esplorazione ed utilizzo delle possibilità timbriche e dinamiche dello strumento (pizzicati, glissandi, armonici, percussioni, suoni legatistaccati, ecc...). Alla fine del triennio gli allievi dovranno saper eseguire con consapevolezza brani solistici e d'insieme appartenenti a diversi generi, epoche, stili, di difficoltà tecnica adeguata al percorso compiuto. Il livello minimo che l'allievo dovrà aver acquisito prevede la capacità di eseguire brani solistici nelle tonalità più agevoli, almeno a due voci, anche con semplici cambi di posizioni, contenenti le principali figurazioni ritmiche. da quel che potete vedere le interpretazioni potrebbero essere molteplici se non fosse ovviamente che bisogna tenere conto delle altre (importanti) indicazioni generali che operano nel contesto del segmento specifico della scuola secondaria, di cui inserisco il solo link per chi ha voglia/interesse di leggerle. http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dmmusic.html buona giornata m
  13. Privatisti ai corsi preaccademici: non ci capisco più nulla.

    E' proprio questo il punto Maestro Bonaguri, centrato perfettamente. Io il prossimo anno, avendo in arrivo per la prima volta un dirigente laureato Dams e diplomato in pianoforte, proverò a proporre un corso formativo all'interno della mia scuola (corso) per gli ex allievi che hanno terminato il triennio della scuola secondaria che non possono entrare in Conservatorio e sono interessati a conseguire una preparazione per l'ammissione al Triennio di I livello mentre faranno la scuola superiore per conseguire la maturità. Visto che il Liceo a Isernia non lo abbiamo, il Conservatorio più vicino è Campobasso ma non può prendere di fatto tutti gli allievi che chiedono l'iscrizione e a questo punto..in attesa di Sua Santità il Governo ci..attrezziamo..e vedremo se..passeremo "dall'animazione"..al.."nuoto" vero e..proprio..e mi auguro che il contributo degli allievi più bravi ricada positivamente su quelli dei corsi primari. Tra l'altro, sempre senza voler toccare le esperienze delle varie orchestrine e simili con tutto il rispetto per la loro valenza educativa, sociale ecc..ecc..che tutti conosciamo (quando non servono a .. gratificare i docenti e metterli sul piedistallo nei confronti solo del dirigente e nient'altro)..si potrebbe benissimo pensare a delle mini rassegne-scambio tra le scuole della provincia/regione ad esempio per incentivare i ragazzi più bravi ma per creare dei circuiti dove anche i "genitori" (Raffaele sei in ascolto?) possano rendersi conto del repertorio che la chitarra (ma ovviamente anche gli altri strumenti) possiede e non solo..le "canzonette"..(sempre con tutto il rispetto, che fa già il docente di Musica al mattino e ogni tanto ci chiede qualche chitarrista ad esempio per suonare una canzone di De Andrè? previa mia trascrizione/adattamento per la chitarra degli accordi in formule d'arpeggio e simili)..ma come situazioni extra.. e se poi vogliono suonare anche i docenti e fare un concerto al mese..ad esempio e girare le scuole della provincia..beh..credo che un minimo di movimento debba crearsi non trovate?..mi direte hai scoperto l'acqua calda..si fa già.. si ma non mi riferisco ai raduni.."motociclistici".. ma al repertorio (vero) didattico per iniziare, magari eseguito anche dai docenti per mostrare agli impavidi genitori come si passa dal suonare al..."suonare". Buona serata con simpatia.. m
  14. Privatisti ai corsi preaccademici: non ci capisco più nulla.

    Mi dispiace Raffaele che i "genitori" considerino risultati solo la carta "ufficiale", dimostrano di non aver compreso bene molte cose. Nulla in contrario ad ottenere risultati concreti anche burocratici ma forse esistono varie possibilità di come si può ottenere una vera preparazione annessa anche ai "pezzi di carta". Bene, informali tu e spiega loro cosa significa "oggi" studiare musica e quali sono le modalità. Scusami ma qui, ti contraddici, prima dici che per i "genitori" esiste solo la carta ufficiale deiConservatori, e poi parli di Accademie e corsi x e y che sono in grado di far ottenere dati titoli, al che torniamo al punto di partenza, a questi genitori interessa sembra? solo il risultato cartaceo comunque si raggiunga, e questo forse dovrebbe essere il "tasto" su cui discutere e lavorare, non credi? La tua forza dovrebbe essere i contenuti che tu dai ai tuoi allievi e non soltanto il pezzo di carta, quello, dovrebbero conoscere i "genitori". Qui non è molto chiaro a cosa ti riferisci e quali sono le porte che ti vengono sbattute in faccia. Se può esserti utile, io mi comporterei così: l'importante è illustrare al "genitore" che voglia far studiare il proprio figlio /figlia (ma sarebbe più carino che sia lo stesso allievo/allieva a volerlo fare prima del genitore) che tu illustra tutte le strade e percorsi possibili, come dicevo prima. Una volta chiaro al genitore che la preparazione e lo studio si possono conseguire in varie modalità e qui ribadisco, benvenuta libertà e intelligenza delle persone se capiscono, fanno la scelta che loro ritengono migliore. Dal mio punto di vista, non esistono Accademie, Scuole private e/o Conservatori..ma insegnanti che vi operano che adottano percorsi e programmi a cui possiamo essere interessati o meno. Tutto questo dipende dalla formazione e informazione che viene data agli allievi e ai "genitori" e la qualità del lavoro che dovrebbero essere in grado di riconoscere ma questo riporta al nostro lavoro di insegnanti e altro. Io non mi sono mai preoccupato di genitori, dirigenti di scuole, accademie, scuole private che si inventano di tutto di più inseguendo chimere, ma ho lavorato e lavoro da anni sui ragazzi a iniziare dal primo giorno di scuola senza farlo in modo eclatante o con raduni campestri, festival con mille chitarre e chi più ne ha ne metta, mi basta il primo mese di scuola per vedermi un genitore a scuola che viene a dirmi che è contento e come suo figlio si sta appassionando alla musica, come frequenta le lezioni. Concludo con un episodio che mi ha dato molte soddisfazioni. Agli esami di terza media quest'anno l'alunno che ha suonato meglio è stato un ragazzino rom che spesso non frequentava le lezioni delle altre materie per vari motivi (se capisci cosa intendo) beh, non ha fatto una sola assenza alle mie lezioni e ha fatto oltre dieci studi di Carcassi, Brouwer, Giuliani, Sor, Diabelli ecc ecc..ed è stato l'allievo che agli esami orali quando li facciamo suonare ha preso dieci!.. mi sono offerto di fargli lezione il prossimo anno (gratis) ha patto che venga a trovarmi a scuola.. è il ragazzino che quando entrava in classe e mi trovava a suonare si sedeva in silenzio senza dire una parola e restava ad ascoltare..una di quelle volte suonavo la ciaccona e una volta conclusa disse a mezza voce: professò!... ma che è sta musica così bella!? .. io presi la partitura e gli dissi tieni.. è il pezzo che mi ha fatto decidere di suonare la chitarra ... classica! dopo l'esame mi ha detto: professò..ho iniziato a leggere le prime battute.. è difficile! ma..ci devo riuscì!! .. ci siamo capiti Raffaele?..questo è il mio lavoro e ne sono felicissimo... forse questo ragazzino non diventerà un "concertista".. ma avergli regalato quella luce che gli vedo ogni volta che suona per me vale più di qualsiasi pezzo di carta.. spiegaglielo ai genitori, soprattuto a quei genitori che non gliene frega niente della musica ma solo di poter dire che il figlio ha fatto l'esame x e magari non suonerà mai più per tutta la vita! i "mie genitori" in molti lo hanno capito in questi anni, degli altri non mi preoccupo più di tanto sono loro a cercarmi...dopo...ma spesso è tardi perché il posto è riservato alla .. qualità umana e.. buona giornata e viva la musica. p.s. guardati il film o leggi il libro "La musica del cuore" e regalane una copia a quei "genitori", forse sono ancora in tempo a capire la "differenza".. di chi insegna e di chi è abilitato con il pezzo di carta a compiere omicidi ufficializzati ...in nome della "musica".
  15. Privatisti ai corsi preaccademici: non ci capisco più nulla.

    Caro Raffaele, solo alcune precisazioni avendo tu tirato in ballo il Conservatorio di Avellino, nel quale insegno. Non considero affatto eccezionale il programma dei nostri corsi preaccademici, anzi... Come sai è stato fatto di gran fretta perché in un primo momento il C.A. - del quale facevo parte - aveva deciso di non far sostenere, per questo A.A., esami a candidati esterni, proprio per il fatto che si era ancora in alto mare nell'organizzazione generale dei corsi e dei relativi programmi. In seguito il C.A. - col mio voto contrario - ha deciso diversamente visto anche il fatto che alcuni conservatori viciniori avevano deciso in tal senso. Da qui i tempi ristrettissimi e le lacune nella presentazione dei programmi. Quanto alla discussione sui corsi preaccademici, è inutile ribadire che essi non hanno alcun fondamento giuridico (il sottoscritto infatti in sede di C.A. all'epoca votò contro la loro istituzione) e sono una palese invasione di campo relativamente a ciò che altre istituzioni fanno (Scuole Medie ad I. Musicale e Licei Musicali), in questo concordo col mio amico Eugenio Silva. Questo è stato già ampiamente definito dal parere (vedi sito Unams) espresso dall'Avvocatura Generale dello Stato. Purtroppo però, come sappiamo, siamo in Italia, e quindi aspettarsi che le istituzioni siano organizzate seguendo "fondamenti giuridici" è solo un sogno. Diciamo le cose come veramente stanno: i corsi preaccademici sono nati perché con l'attuazione della 508 e col passaggio dei corsi inferiori ai Licei Musicali, moltissimi Conservatori hanno visto venir meno una bella fetta di popolazione scolastica, che infoltiva soprattutto detti corsi, e in special modo i docenti di Teoria e Solfeggio (ma non solo loro) hanno avuto letteralmente paura di rimanere, nel giro di pochi anni, senza alunni. Non si è tenuto conto che con il parallelo stop agli esami degli esterni, le iscrizioni ai corsi di I e II Livello sarebbero incrementate (nel mio Conservatorio quasi quintuplicate), per cui i paventati problemi occupazionali non ci sarebbero stati. In questo poi il Ministero ci ha messo molto di suo: inutile ricordare che nelle S.M.I.M e nei Licei Musicali sono presenti solo pochi corsi di studio, per cui viene minato alla base di fatto il diritto allo studio di alcuni strumenti, e viene creato un vuoto che si ripercuote sulla possibilità, in seguito, di formare compagini orchestrali complete. In ultimo, tu lamenti il fatto che non vi sono programmi per i corsi di formazione corale: mi dovresti però spiegare come può fare un alunno (singolo) esterno a studiare e preparare un esame di "Formazione Corale" senza frequentare un coro..... Lucio, sono completamente daccordo su tutto quello che dici,e quando mi dici "come può fare un alunno (singolo) esterno a studiare e preparare un esame di "Formazione Corale" senza frequentare un coro.....",non fai altro che confermare ciò che dico. Infati i miei alunni, essendo preparati in chitarra e xe solfeggio, quando hanno visto la "Formazione Corale",mi hanno guardato e naturlamente chiesto spiegazioni. Io gli ho detto che ,avevo studiato formazione corale, quando andavo a Didattica,e mi sembrava particolare che bambini di 12-13 anni dovevano fare la stessa formazione corale(o cose simili). Cosi sono andato direttamente alla segreteria ,e ho chiesto spiegazioni,e come hanno detto ai ragazzi, non sapevano nulla. Cosi i miei alunni hanno trovato giusto per il momento non fare la domanda.Anche perchè per passare al livello B, devono superare la formazione corale prevista dai piani di studio,e se la segreteria non sa nulla su come devono svolgere la formazione corale da esterni,che dobbiamo fare noi? O meglio i giovani chitarristi di 12-13 anni,come la devono studiare?O cercato in altri programmi di altri conservatori, ma se tutti sono indipendenti, siamo o meglio i ragazzi di 12-13 anni sono ancora di più nella confusione. Ti ringrazio Lucio per avermi risposto,ciao Raffaele Scusa Raffaele non fai prima a preparare i ragazzi, i tuoi allievi, direttamente all'esame di ammissione del Triennio di I livello?.. bypassando la formazione pre-accademica (formalmente)..e divertendoti a fare tutto quello che ritieni necessario debba esserci in questo "periodo" di studi?.. perché tanta ansia?..prima i chitarristi studiavano (dicevo sempre io) per il Compimento Inf, Medio e Superiore, ma purtroppo intendendo spesso, questi livelli come programmi d'esame e non come periodi formativi che "portavano" agli esami. Ora, fatti una domanda.. un allievo come pensi debba suonare, essere preparato per un livello di studi che renda accessibile la fase del I livello?..un ottimo ex-settimo anno? del corso ordinario? con in più conoscenze e approfondimenti sulla teoria musicale, armonia, storia ecc..ecc..? credi siano proprio necessarie le "certificazioni" dei livelli dei corsi pre-accademici? per conseguire queste competenze? hai dimenticato che ai nostri tempi si studiava con il "maestro" che ci interessava, che poi fosse in Conservatorio o meno?, certo una volta c'erano gli esami da privatista.. ma io non vedo negativa questa cosa, studiare resta studiare, la qualità è importante. Preferisci un musicista che suona ed è preparato o una sfilza di "certificazioni" che serviranno nel migliore dei casi..a dover fare comunque l'esame di ammissione al triennio una volta conseguita la maturità?..e se malauguratamente la famiglia del ragazzo si sposta per motivi di lavoro e chiede il trasferimento ad un altro Conservatorio? rischia di non vedersi convalidate le certificazioni?..perchè giustamente diversi i programmi e... Allora, benvenuta libertà! La formazione di un musicista "completo" passa per tanti aspetti, immagino lo sai benissimo, ma perché preoccuparti di conseguire esattamente le "voci" delle certificazioni e non formare gli allievi e farli formare (per quelle che non sono le nostre competenze) nel modo più completo possibile..io personalmente non faccio fare le "certificazioni"..ma continuo la "mia" strada e preparo i miei allievi nel modo che ritengo più completo possibile e.. ti assicuro che le mie materie non sempre esistono nei corsi pre-accademici .. l'obiettivo è farli suonare e prepararli..non dargli "solo" dei pezzi di carta.. non fraintendere..quelli servono più alle famiglie che ai ragazzi.. tu preferisti essere un grande concertista o meglio, musicista senza diploma? o un diplomato che non fa grandi concerti? esistono anche persone che fanno gli architetti o gli ingegneri nella vita sai? e suonano la chitarra meglio di alcuni diplomati.. scusa la franchezza..ma non esiste tutto sommato questa confusione, i chitarristi devono studiare la musica! e la chitarra, pensaci, non è difficile..poi chiediti cosa tu puoi insegnare e vuoi insegnare e prepara nel migliore dei modi i tuoi ragazzi: certificazioni o non certificazioni non vedo questo limite. Ora come ora per conseguire il "vecchio" diploma si deve fare il Triennio ma..per me rimane sempre un finto problema..nel senso che bisogna decidere se quello che interessa è il pezzo di carta..io credo che molta gente abbia ...solo quello...e forse il problema rimane..io non incito i miei allievi a fare "esami" ma ad appassionarli a fare della musica poi se son rose..(libero pensiero)...sai i laureati in lettere che non scrivono mai nella loro vita neanche un verso?..non è obbligatorio certo...ma mi "suona" male..spesso chi fa passare la voglia di suonare ai ragazzi (non è il tuo caso per carità) sono proprio i "diplomati"..quelli che hanno la licenza di..."uccidere!... buone vacanze.. marcello p.s. una volta un mio ex-allievo (oggi ottimo chitarrista "amatoriale" perché fa l'architetto a ottimi livelli) mi disse che non gli piaceva Giuliani e Sor e io mi misi pazientemente a spiegargli la "musica" di Giuliani e Sor..con tanti "accessori", musica da camera, ascolti guidati, contrappunto, forma ecc. ecc.. e pian piano ha imparato ad amare quella musica, poi ha conseguito anche i pezzi di carta..ma..l'amore per la musica è rimasto..conosco tanta gente che ha le "certificazioni" Raffaele ma..non conosce una cadenza..d'inganno!...caso mai..la subisce..la..cadenza...(leggasi burocrazia) utilizza meglio il "tempo"..
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