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ciccio_matera

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  1. Un estratto di un mio concerto nella chiesa di S.Antonio da Padova a Matera. Un pò di errorini qua e là, ma spero vi piaccia ugualmente. http://www.youtube.com/watch?v=s42uRiNOMd4
  2. Se posso esporre il mio punto di vista, credo che il vero punto di snodo sia in quello che dice il M°Gilardino nel post di cui sopra, ovvero che chi non sa "sente", e "sente" più sensibilmente di chi sa. Questa è una affermazione che mi sento di sottoscrivere a pieno, in quanto mi è spesso stato detto questo, dal basso della mia posizione di allievo, da molti maestri, perchè cerco di conoscere la musica, a fondo, e nel mio piccolo cercare di studiare per produrre musica decente, sia dal punto di vista di interprete che da quello di compositore. E che un compositore venga fuori per quello che h
  3. Maestro, Lei per caso sa drmi com'è il suo manuale di composizione? Francesco
  4. Si, l'appellattivo Ciccio da noi è molto diffuso. Studiavo in Basilicata, a Matera, con il M°Cori; ora però per seguire il secondo livello di chitarra, mi sono trasferito a bari nella classe del M°Di Modugno, e nel frattempo studio nella classe del M°Andreoni per composizione. Rinnovo i complimenti! Francesco
  5. Lo spero, Maestro, ci sarebbe bisogno di una classe docente seriamente preparata sulla musica.
  6. Dal punto di vista compositivo, in effetti, l' "Homenaje" si può definire una riscrittura de "La soirée dans Grenade". Tuttavia, le poetiche dei due brani sono differenti: Falla era religioso, Debussy era ateo, Falla era un flagellante, Debussy un edonista, Falla non toccò mai una donna, Debussy ne toccò volentieri più d'una... dralig Maestro, l'ho analizzato in questo periodo di pausa, dato l'esame di composizione, e non potendo suonare ne il pianoforte ne la chitarra per via di una frattura al polso, e in effetti mi sono accorto analizzando che la citazione di De Falla è ben più che
  7. De falla non era assolutamente d'accordo...infatti pensava che la scrittura di debussy era fortemente chitarristica. Basta guardare l'homenaje, quel pezzo è praticamente di Debussy, il materiale su cui è costruito è tutto di Debussy.
  8. Invece credo che le eccezioni esistono, ad esempio Russell e Mela (che io ammiro, ma generalmente la nuova generazione di interpreti (ben rappresentata in questo forum). Ho avuto modo di ascoltare il demo del CD su Barrios di Cristiano, e devo dire che le sue interpretazioni sono bellissime e con un ottimo fraseggio, come quelle del M° Tampalini, di cui ammiro moltissimo l'interpretazione della tarantella. In generale i chitarristi di oggi entrano a contatto con altri strumentisti, nelle classi di musica da camera, e si scontrano molto spesso con l'illustre sconosciuta...la musica...La mia cri
  9. Concordo su Russell (che ha un bellissimo fraseggio, e che comunque viene dal violino) e Williams, il Bach di Barrueco invece lo trovo noioso, non un respiro. Io aggiungerei Matteo Mela; fraseggia come pochissimi chitarristi al mondo. Ma questi fanno scuola? No, nel mondo della chitarra non esistono riferimenti, o come dici tu, i capisaldi. Francesco
  10. hmm... Bisognerà presentare qualcosa di diverso dal Concierto de Aranjuez, credo. Perchè sempre con il buon Joaquin? Prendendo al balzo quello che ha detto Ermanno, i chitarristi sono molto indietro come scuola interpretativa, molti chitarristi ignorano l'esistenza di legature di frase, che pur non presenti sulle partiture per chitarra (cosa che davvero sfugge alla mia comprensione..), esistono. Manca molto spesso la coscienza di cosa vuol dire "portamento", staccato, staccato legato. Mi sono imbattuto con il pianoforte ormai tre anni or sono, e suonando le sonate di mozart ho comp
  11. Lei fa come il Barone di Rondò, di Calviniana memoria, che stando sugli alberi era più attento alle cose d'intorno che quelli che di sotto passavano per il bosco. Mi trova perfettamente d'accordo, Lei è un intellettuale d'altri tempi...vivaddio ce ne sono ancora. Sottoscrivo ogni parola, e accolgo l'invito. Francesco
  12. Quello che intendo non è la macchina che aiuta il liutaio a costruire una tavola perfetta al millimetro, oppure che analizzi lo spettro delle onde che fuoriescono dallo strumento che aiutano il liutaio a studiare e migliorare il proprio progetto. Qui si parla di vera e propria sostituzione del lavoro, cioè non è un aiuto, è un sostituto dell'artista, è come se la macchina facesse materialmente la chitarra. Tornando a noi, che poi tra le varie possibilità di sviluppo che il calcolatore pone al compositore, egli scelga tra le tante ipotesi che fuoriescono dal calcolo, quella che gli è più congen
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