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Alfredo Franco

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  1. Nel definire il paesaggio sonoro chitarristico di matrice russa ci si ritrova a fare i conti con un corpus musicale sostanzialmente sconosciuto allo sguardo occidentale, dalle ascendenze variegate ma fortemente legate ad un territorio culturale anch'esso sfaccettato e non riconducibile ai consueti parametri consoni al canone, ormai stabilmente sedimentato, della letteratura chitarristica conosciuta. Di un viaggio si tratta, attraverso stazioni spesso sorprendenti nella loro peculiarità stilistica, che illumina di un'inedita luce un patrimonio fino ad oggi relegato ai margini del già periferico mondo delle sei corde. Sarebbe tuttavia ingeneroso, ed al tempo stesso privo di fondamento, relegare il corpus presentato da Cristiano Porqueddu, al caratteristico o all'esotico, dove invece si ha spesso a che fare con pagine dalle qualità innegabili, quanto distanti dai percorsi già tracciati in un tempo coevo da altre testimonianze cha hanno avuto maggior diffusione. I poli, opposti, entro i quali si dipana la cifra stilistica di questi 4 dischi oscilla tra elementi fortemente caratterizzati ritmicamente e momenti profondamente lirici, questo in estrema sintesi. La magnifica Sonata di Denisov, le preziose miniature di Asafiev, i due brani della Gubaidulina mi sembrano quanto di meglio si possa chiedere ad un'idea di musica del XX secolo che scova le proprie ascendenze nel ricchissimo patrimonio musicale russo, e che alle nostre orecchie occidentali suona tutto sommato alieno, conscio com'è del proprio diritto a non rinnegare un'idea di bellezza traslata in musica. Accanto, spesso, brillano pagine di grande qualità, come quelle di Dzhaparidze, della Poplyanova, sorprendenti nel rivelare il loro peculiare frutto stilistico. In maniera scoperta o meno, legate ad un sapore melancolico che a tratti si rivela sardonico. @Cristiano Porqueddu si muove, lungo l'intera raccolta, con la consapevolezza ed il trasporto che queste pagine chiedono all'interprete. La ripresa audio, asciutta e priva di manierismi, permette di gustare la capace ed esaustiva tavolozza timbrica che Porqueddu cava dallo strumento. Consigliatissimo, ça va sans dire. Alfredo Franco Maggiori informazioni: https://www.amazon.it/Russian-Guitar-Music-Musica-Russa/dp/B06W2P495T Leggi la scheda di questo/a novità discografica
  2. Russian Guitar Music - Cristiano Porqueddu

    Nel definire il paesaggio sonoro chitarristico di matrice russa ci si ritrova a fare i conti con un corpus musicale sostanzialmente sconosciuto allo sguardo occidentale, dalle ascendenze variegate ma fortemente legate ad un territorio culturale anch'esso sfaccettato e non riconducibile ai consueti parametri consoni al canone, ormai stabilmente sedimentato, della letteratura chitarristica conosciuta. Di un viaggio si tratta, attraverso stazioni spesso sorprendenti nella loro peculiarità stilistica, che illumina di un'inedita luce un patrimonio fino ad oggi relegato ai margini del già periferico mondo delle sei corde. Sarebbe tuttavia ingeneroso, ed al tempo stesso privo di fondamento, relegare il corpus presentato da Cristiano Porqueddu, al caratteristico o all'esotico, dove invece si ha spesso a che fare con pagine dalle qualità innegabili, quanto distanti dai percorsi già tracciati in un tempo coevo da altre testimonianze cha hanno avuto maggior diffusione. I poli, opposti, entro i quali si dipana la cifra stilistica di questi 4 dischi oscilla tra elementi fortemente caratterizzati ritmicamente e momenti profondamente lirici, questo in estrema sintesi. La magnifica Sonata di Denisov, le preziose miniature di Asafiev, i due brani della Gubaidulina mi sembrano quanto di meglio si possa chiedere ad un'idea di musica del XX secolo che scova le proprie ascendenze nel ricchissimo patrimonio musicale russo, e che alle nostre orecchie occidentali suona tutto sommato alieno, conscio com'è del proprio diritto a non rinnegare un'idea di bellezza traslata in musica. Accanto, spesso, brillano pagine di grande qualità, come quelle di Dzhaparidze, della Poplyanova, sorprendenti nel rivelare il loro peculiare frutto stilistico. In maniera scoperta o meno, legate ad un sapore melancolico che a tratti si rivela sardonico. @Cristiano Porqueddu si muove, lungo l'intera raccolta, con la consapevolezza ed il trasporto che queste pagine chiedono all'interprete. La ripresa audio, asciutta e priva di manierismi, permette di gustare la capace ed esaustiva tavolozza timbrica che Porqueddu cava dallo strumento. Consigliatissimo, ça va sans dire. Alfredo Franco
  3. Trascrivere dal piano

    Certo, i manuali di armonia A. Schoenberg, W. Piston, D. de la Motte. Per il contrappunto T. Dubois, H.Owen (tr. Giacometti).
  4. Trascrivere dal piano

    Devi conoscere le regole dell'armonia e della condotta delle parti.
  5. 24 Preludi e Ricercari per chitarra (2017) Versione digitale in formato PDF su Sheetmusicplus. Maggiori informazioni: http://www.sheetmusicplus.com/title/24-preludi-e-ricercari-for-guitar-digital-sheet-music/20523106 Leggi la scheda di questo/a pubblicazione
  6. 24 Preludi e Ricercari per chitarra, Alfredo Franco

    24 Preludi e Ricercari per chitarra (2017) Versione digitale in formato PDF su Sheetmusicplus.
  7. Nuova interpretazione ad opera di Cristiano Porqueddu della composizione per chitarra sola, Novembrina - The Anatomy of Melancholy. Qui li link per l'ascolto: e qui il link relativo allo spartito pubblicato dalle Edizioni Berben: http://www.tfront.com/p-430128-novembrina-the-anatomy-of-melancholy-for-guitar-revised-and-fingered-by-cristiano-porqueddu.aspx
  8. No, ma a volte le reminiscenze sanno anche fare a meno della consapevolezza. Ho utilizzato un breve frammento al basso nella sezione in 6/8, modificandone i valori, prelevato da un brano del periodo berlinese, che con altri lavori sperimentali è il lato musicale che di Bowie mi interessa maggiormente. Quello che ho voluto fare, nello scrivere questo pezzo, ha a che fare con certe atmosfere scure e melancoliche da Mitteleuropa post industriale. Grazie per l'apprezzamento!
  9. Nella stupenda e fantasmatica lettura di Alberto Mesirca, il "Tombeau for David Jones", scritto qualche mese fa dal sempre vostro affezionatissimo e sottoscritto. Il brano sarà eseguito sabato 26 novembre al concerto che Mesirca terrà a Nuoro per la Stagione Concertistica 2016. Buon ascolto! Link | https://www.soundcloud.com/alfredo_franco/tombeau-for-david-jones
  10. C'è un'unica soluzione: studiarle. http://www.carisch.com/prodotto.asp?sku=MK19144
  11. Una musica che non rispetta le regole del sistema tonale tradizionale, rispetta però, necessariamente e nella semantica, regole di altro tipo. La musica priva di regole non è data, anche il basilare rock'n roll di Chuck Berry ha le sue regole. Certo, nasce il problema, davanti a certi linguaggi, della loro supposta incomprensibilità; mi limito però a far osservare come anche l'alfabeto che usiamo per scrivere,sia un sistema estremamente complesso su cui poggiano una grammatica ed una sintassi ancora più complesse. Tuttavia non abbiamo alcuna difficoltà ad utilizzarlo, correttamente o meno, nè a comprenderlo, grazie alle gravose quanto tediosissime ore di studio consumate negli anni della nostra beata incoscienza. Se si vuole comprendere almeno in parte la musica "contemporanea", diciamo quella da Debussy in poi (mi vengono i ghiaccioli alle ascelle nel pensare che musica scritta 100 anni fa, sia vista da molti con malcelato sospetto nel 2016, tanto da renderla, ontologicamente e suo malgrado, contemporanea), bisogna fare due cose: ascoltarne molta senza lasciarsi prendere dallo sconforto dopo 30 secondi, e leggere qualche testo che delinei l'estetica su cui poggia lo stile del compositore. L'estetica in musica. poi, cos'è? Molto più della branca speculativa filosofica che annaspa nel descrivere l'ineffabile, è armonia, contrappunto, forma, orchestrazione. E qui il discorso si complica, perchè non so quali siano le tue competenze nell'ambito della musica tonale, nè cosa ascolti, o per meglio dire, fin dove arrivano, storicamente, le tue esperienze d'ascolto.
  12. Bisogna prima capire cosa intendi per musica contemporanea, dato che il ventaglio di linguaggi e stili è decisamente ampio.
  13. Rondo n.2 di Aguado

    A quanto ne so, no. Quelli sono appunto i tre rondò dell op.2, il suo miglior lascito chitarristico. In quanto alla tecnica, è indubbiamente vero che si tratta di lavori altamente virtuosistici, che richiedono una perfetta padronanza di mezzi per potersi rivelare nella loro classica leggerezza.
  14. Suonare senza unghie

    E' possibile suonare senza unghie, dei piedi ovviamente. Battutacce a parte, mi riesce difficile immaginare come possa suonare gran parte della letteratura novecentesca senza unghie. Non si corre il rischio di livellare ulteriormente la tavolozza dinamica verso l'encefalogramma piatto?
  15. Senza chitarra

    C'è sempre il mandolino.
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