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Claudio Maccari

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    Novizio
  1. Suoniamo con le unghie. Il problema delle unghie è un non problema in realtà, le unghie non potevano essere che assenti o molto corte per due motivi: la distanza tra corde e tavola nelle chitarre dell'800 era molto ridotta (quindi un'unghia eccessivamente lunga avrebbe urtato la tavola); la corda in budello nudo attaccata da un'unghia lunga si consuma in pochi minuti.
  2. Come la maggior parte dei recensori -non solo di questa rivista- evidentemente non aveva nulla da dire, ovvero non aveva la minima idea di cosa dire.
  3. L'autore è François-Adrien Boïeldieu. Il titolo originale dell'opera (1816) è "Charles de France ou Amour et gloire"
  4. Segnalo questo interessante articolo di Baricco apparso su Repubblica Baricco su Repubblica Cosa ne pensate?
  5. Interessante, proverò. Devo dire però che le corde che usiamo funzionano molto bene, resistono nel tempo e non si spezzano quasi mai. Domanda: tu che hai vissuto dal vivo il cambiamento da budello a nailon, che memoria hai di ciò? Come è stato il passaggio all'era moderna? (La domanda è naturalmente rivolta a tutti coloro che hanno vissuto l'esperienza). Ho alcuni cataloghi di negozi musicali del primo '900 in cui sono presenti naturalmente le corde in budello, ma dove non si trova traccia per esempio dei calibri. Ricordi qualcosa al proposito? Claudio
  6. Intanto, complimenti vivissimi per essere il proprietario di uno strumento come quello che ci mostra la fotografia. Eviti di montare corde da chitarra acustica e si faccia istruire da un liutaio su come montare corde di budello sintetico con fissaggio a strozzatura. dralig Budello sintetico o possibilmente budello naturale (di qualità sonora infinitamente superiore). Il budello naturale porta con sé però maggiori problemi. Quale che sia la tua scelta, basta fare una serie di nodi semplici uno sopra l'altro (almeno 3-4 se la corda è fine), infilarlo nel foro e chiuderlo col piolo. Abbi cura di lasciare circa 3 cm alla destra del nodo. Migliorerai certamente con l'esperienza: quando le corde salteranno e ti sfregeranno la parte inferiore del viso appena a destra del mento, avrai cura di fare un nodo più grosso; in alternativa potrai farti crescere la barba per nascondere le cicatrici. Buon divertimento.
  7. Tratto da "Epistolario tra Domenico Artaria e il Sig.Angelo Gilardino, già eccellentissimo chitarrista in Vercelli" AD MMVIII
  8. Sei fantastico. E comunque c'è poco da ridere, visto che Adelita è morta.
  9. Nel periodo cui tu ti riferisci, l'arte dell'abbellire, dell'ornamentare, del variare, dei "changements", è una necessità. Puoi trovare spunti nella seconda parte del "Traité complet de l'art du chant" di Manuel Garcia (figlio) del 1847, o nel "Trattato di arte e fisiologia del canto" di Enrico delle Sedie del 1876. Puoi altresì imparare a variare leggendo la musica dei maestri del passato o da chi attualmente ha conoscenze specifiche nel campo. Se hai la pazienza di fare un lungo lavoro e di scartabellare molti e molti pezzi per trovare qualcosa di interessante ti consiglierei di cercare le trascrizioni e le variazioni e i pot-pourris per vari strumenti di musiche operistiche, a cominciare dalle Gems di Moscheles. Per un lavoro molto più rapido guarda i sette concerti di Mozart, specie i tempi lenti, trascritti per pianoforte solo da Hummel (si trovano nella biblioteca del conservatorio di Milano). Guarda anche - ci vogliono pochi minuti - il Souvenir de Paganini di Chopin, che varia il Carnevale di Venezia. La conoscenza della composizione è sempre auspicabile. Cordialmente Claudio Claudio, i corsi sull'800 che tenete in Accademia includono anche l'obiettivo di perfezionare la visone e l'uso di questa pratica? Certamente! Questi i contenuti del Biennio di II livello presso l'Accademia Internazionale della Musica di Milano: * Analisi, finalizzata all’esecuzione, degli elementi stilistici e interpretativi del periodo classico e romantico * Approfondimento delle tecniche strumentali * Studio delle tipologie e criteri di scelta delle montature di corde in budello per chitarra * Conoscenza dei principali trattati e metodi vocali e strumentali * Conoscenza dei principali trattati e metodi per chitarra * Pratica di ornamentazione e improvvisazione * Sviluppo della pratica d’esecuzione a memoria * Studio ed esecuzione in concerto di pezzi per chitarra e orchestra e in ensemble da camera * Studio approfondito dell’evoluzione storica e costruttiva dello strumento * Esame-concerto di fine corso da solista, in ensemble e da solista con orchestra Questo il sito dell'Accademia: Maggiori info sul nostro sito. Ciao, Claudio
  10. Nel periodo cui tu ti riferisci, l'arte dell'abbellire, dell'ornamentare, del variare, dei "changements", è una necessità. Puoi trovare spunti nella seconda parte del "Traité complet de l'art du chant" di Manuel Garcia (figlio) del 1847, o nel "Trattato di arte e fisiologia del canto" di Enrico delle Sedie del 1876. Puoi altresì imparare a variare leggendo la musica dei maestri del passato o da chi attualmente ha conoscenze specifiche nel campo. Se hai la pazienza di fare un lungo lavoro e di scartabellare molti e molti pezzi per trovare qualcosa di interessante ti consiglierei di cercare le trascrizioni e le variazioni e i pot-pourris per vari strumenti di musiche operistiche, a cominciare dalle Gems di Moscheles. Per un lavoro molto più rapido guarda i sette concerti di Mozart, specie i tempi lenti, trascritti per pianoforte solo da Hummel (si trovano nella biblioteca del conservatorio di Milano). Guarda anche - ci vogliono pochi minuti - il Souvenir de Paganini di Chopin, che varia il Carnevale di Venezia. La conoscenza della composizione è sempre auspicabile. Cordialmente Claudio
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