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Francion

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    Novizio
  1. Molto bello. Il tema è una reminiscenza di "Ashes to ashes"?
  2. Incontestabilmente ad archi chissà perché nel catalogo ufficiale del compositore hanno messo per "Guitare et onze instruments à vent" http://www.jeanfrancaix.com/index.php?option=com_items&itemid=218&Itemid=15 Restando dalle parti di Hétu c'è il Concertino pour Guitare et orchestre à cordes di Denis Gougeon
  3. Credo che il concerto di Jean Françaix sia per chitarra e strumenti a fiato. Aggiungo qualche altro concerto di compositori che mi sembrano meritevoli: Margola Concerto breve per chitarra e orchestra d’archi Secondo concerto per chitarra e orchestra d’archi Jacques Charpentier Concerto pour guitare et orchestra à cordes Jacques Hétu Concerto pour guitare et orchestre à cordes op. 56
  4. Sono ovviamente d'accordo, la mia era un formulazione ironica per esprimere una certa costernazione di fronte a certi vuoti interpretativi per quanto concerne il repertorio novecentesco.
  5. Rischia di essere un'impresa deprimente, visto che purtroppo vengono suonati sempre i soliti tre, e che concerti di compositori del calibro di Bruno Bettinelli è come se non esistessero. Parlando di cose più piacevoli, ho comprato proprio ieri il suo cd consacrato a Bogdanovic, era in bella mostra negli espositori di un noto negozio di musica classica parigino. Complimenti e grazie.
  6. Carulli sottovalutato

    Secondo quanto un chitarrista a suo modo illustre scrisse in una lettera privata, un certo giudizio mitigato sulle opere di Carulli era già diffuso all’epoca del compositore. In una lettera alla madre spedita da Londra nel 1841, Giuseppe Mazzini chiede alla madre di mandargli della musica di Giuliani, ma non di Carulli, “che scrive troppo facile”. Giudizio, a mio modo di vedere, da ascrivere alla lungimiranza di un vero padre della patria.
  7. Una gustosa testimonianza storica su ciò che significava un concerto di Segovia negli anni ‘50, scritta da uno dei maggiori critici letterari viventi, Gérard Genette, in un bel libro di ricordi e riflessioni concepito come un abbecedario, "Bardadrac". https://books.google.fr/books?id=hwgJAsY4_ksC&pg=PT8&lpg=PT8&dq=%22andres+segovia+%22+genette&source=bl&ots=0OPlWx7kRc&sig=AWpZkIRekiwTNikDFzlGYAvh8wQ&hl=fr&sa=X&ei=mMX4VO7OAtTVavn-gZgO&ved=0CCUQ6AEwAA#v=onepage&q=%22andres%20segovia%20%22%20genette&f=false
  8. Balzac e Regondi

    Temo che, all’epoca, la patria potestà potesse permettere simili trattamenti. Ma, effettivamente, questo aspetto del caso Regondi destò un certo scalpore a Parigi. Incuriosito dalla citazione di Balzac, ho cercato su internet le occorrenze del nome del compositore nella variante francesizzata «Jules Regondi». Un saggio di Ralph P. Locke e Malou Haine su «Les Saint-Simoniens et la musique» riporta che il quotidiano d’ispirazione saint-simoniana «Le Globe» prese spunto dai successi parigini di Regondi per deplorare che alcuni grandi talenti della musica venissero ridotti al ruolo di saltimbanchi per i ricchi nullafacenti. Un’altra testimonianza parigina di contenuto affine, e incentrata sul problema della giovanissima età del chitarrista, è citata in uno studio su Regondi di Alessandro Boris Amisich. Credo che attraverso questi esempi si capisca come una certa percezione romantica – post-rousseauiana – dell’infanzia potesse incidere sulla ricezione critica degli enfants prodiges. In ogni caso, si ha conferma del fatto che la fama del piccolo Regondi in Francia fu davvero molto grande.
  9. Balzac e Regondi

    Nel caso in cui non fosse ancora stata rilevata dai conoscitori di Regondi, volevo segnalare una curiosità storica, un testo di Balzac in cui è fatta menzione dell'allora enfant prodige. Si tratta di un articolo del 1830, intitolato "De la mode en littérature". Parlando della tendenza editoriale a proporre autori la cui giovane età esercita un certo fascino sul pubblico, Balzac scrive: "La littérature a ses Liszt, ses Jules Regondi, ses Léontine Fay, qui sont censés quitter polichinelle pour faire des chefs-d'oeuvre. Cette manie de jeunesse est peut-être un signe de décrépitude".
  10. Nel caso in cui non fosse ancora stata rilevata dai conoscitori di Regondi, volevo segnalare una curiosità storica, un testo di Balzac in cui è fatta menzione dell'allora enfant prodige. Si tratta di un articolo del 1830, intitolato "De la mode en littérature". Parlando della tendenza editoriale a proporre autori la cui giovane età esercita un certo fascino sul pubblico, Balzac scrive: "La littérature a ses Liszt, ses Jules Regondi, ses Léontine Fay, qui sont censés quitter polichinelle pour faire des chefs-d'oeuvre. Cette manie de jeunesse est peut-être un signe de décrépitude".
  11. Studi e Studi da Concerto

    Cosa ne pensate degli Studi semplici di Brouwer?
  12. Studi e Studi da Concerto

    Cosa ne pensate degli Studi semplici di Brouwer?
  13. Cosa ne pensate dell'astro nascente della musica contemporanea francese, il giovane compositore di origini italiane Bruno Mantovani? Ha un percorso davvero impressionante per la sua età. A 36 anni è direttore del Conservatorio Nazionale di Parigi. Pur essendo molto distante dall'ortodossia bouleziana, le sue opere hanno cominciato a essere eseguite dalll'Ensemble Intercontemporain già dieci anni fa. In un suo paio di composizioni ha già utilizzato la chitarra, qualche valente esecutore non potrebbe motivarlo a scrivere altre pagine per lo strumento...
  14. Chitarrume

    La ringrazio molto per l'indicazione del numero di Guitart, che non conoscevo. Tengo a precisare che non ho ancora avuto l'occasione di leggere il suo libro (mi sono riavvicinato da poco allo strumento). Ne leggero' dunque con piacere e interesse non solo le pagine su Paganini. Il primo libro che seppe darmi una visione culturale seria della chitarra fu quello scritto da lei, Ruggero Chiesa, Allorto e Dell'Ara. Mi sembra giusto ricordarlo in una discussione sul "chitarrume". Molto cordialmente. F.
  15. Chitarrume

    Sono un chitarrista amatore, che dopo una lunga latitanza ha ripreso a suonare con entusiasmo e impegno. Sto studiando alcune "sonate" di Paganini, in particolare la 33 in do minore, il cui "minuetto" ha un'espressività che mi sembra resa in modo molto riuscito dal timbro della chitarra. Proprio in questi giorni cercavo su internet eventuali indicazioni per approfondimenti di taglio musicologico, culturale, alla musica per chitarra di Paganini (sono un profano e sento il bisogno di essere guidato alla lettura dei brani che studio). Avendo grande stima per il Maestro Gilardino, sarei interessato, nel caso ovviamente ne avesse la voglia e soprattuto il tempo, a conoscere il suo punto di vista in modo più articolato rispetto alla citazione tratta dal suo libro. O le sarei molto grato, Maestro, se potesse consigliarmi qualche lettura l'argomento, qualora ve ne fossero. Cordiali saluti a tutti i lettori del forum.
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