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Rinnovo la domanda che altrove non è stata presa in considerazione:

- c'è qualcuno che conosce un testo (anteriore al 1985 e magari anche straniero) in cui compare la parola "tablatura"?

In alternativa:

- c'è qualcuno che conosce un testo  scritto in normale notazione su pentagramma e contemporaneamente riporta l'esagramma per chitarra (sempre anteriore a quella data) ?

Se si, quali sono, da quale autore e da quale editore sono statistampati?

 

Grazie

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Guest josquin

Mi sa che la parola "tablatura" non sia altro che un'italianizzazione dell'inglese "tablature", probabilmente un prodotto di internet...

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Mi sa che la parola "tablatura" non sia altro che un'italianizzazione dell'inglese "tablature", probabilmente un prodotto di internet...

 

Al contrario, è la parola inglese che deriva dal latino tabula, ove tale lemma assume significato traslato.

La lingua degli indigeni anglofoni (per loro fortuna senza assimilarne la complessità sintattica)  ebbe a evolversi facendo proprie le moltissime parole introdotte dagli amministratori romani al seguito di Giulio Cesare e Adriano; talché l'inglese, lingua non neolatina, ha conservato per lo più etimo e deverbalizzazioni risalenti al periodo imperiale.

L'evoluzione in area neolatina ha generato in seguito parole come tabulatura o tabolatura, ma nel Cinquecento i neolatini vihuelisti parlano di cifras, e la parola che interessa non viene esplicitamente nominata dopo dal secentesco Montesardo.

Gaspar Sanz, nello stesso Secolo, sfornò un primo trattatello nel quale  fece disegnare addirittura la posizione delle dita sulla tastiera;  penso che cos' racimolò almeno qualche soldino.

Senza che nessuno se ne scandalizzasse ed escludendo la classicità ottocentesca, continuarono a fiorire labirinti, alfabeti, tavolature lineari fino alla moderna ripresa.

Fu allora che pullularono i manualetti, semplicemente soprannominati "chitarra a numeretti" o "metodini", che venivano pubblicati sotto falso nome per la vergogna.

Sempre grande assente era la parola intavolatura, poi ricomparsa come  tavolatura e poi ancora tabolatura, rinominata ancora con la versione contratta di tablatura e poi abbreviata in tab, quasi fosse una malattia del midollo spinale. 

In epoca moderna (a partire dagli anni '50) la parola fu assente sino all'uscita delle prime pubblicazioni italiane che l'impiegarono (1985, per l'appunto) e che, tradotte o diffuse in ogni dove, lhanno generalizzato la casereccia traduzione.

 

 

Il mio interesse per la ricerca di testi musicali continua al fine di trovare  riscontro certo ad una certa mia osservazione.

 

Ringraziamenti.

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Guest josquin

Sì, vabbé... è chiaro che la parola inglese viene dal latino, e tablatura suona proprio come la parola neolatina passata per l'inglese o il francese (che si perdono una vocale...).

Consiglio vivamente di usare e insegnare la parola "intavolatura", italiano che rende benissimo l'idea di ciò che significa.

Con simpatia

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Sì, vabbé... è chiaro che la parola inglese viene dal latino, e tablatura suona proprio come la parola neolatina passata per l'inglese o il francese (che si perdono una vocale...).

Consiglio vivamente di usare e insegnare la parola "intavolatura", italiano che rende benissimo l'idea di ciò che significa.

Con simpatia

 

Si perdono una intera sillaba (consonante+vocale).

D'accordissimo con il consiglio, ma tutti pensano che "tablatura" è più fico, quindi...

 

Ricambio la simpatia.

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Al contrario, è la parola inglese che deriva dal latino tabula, ove tale lemma assume significato traslato.

La lingua degli indigeni anglofoni (per loro fortuna senza assimilarne la complessità sintattica)  ebbe a evolversi facendo proprie le moltissime parole introdotte dagli amministratori romani al seguito di Giulio Cesare e Adriano; talché l'inglese, lingua non neolatina, ha conservato per lo più etimo e deverbalizzazioni risalenti al periodo imperiale.

L'evoluzione in area neolatina ha generato in seguito parole come tabulatura o tabolatura, ma nel Cinquecento i neolatini vihuelisti parlano di cifras, e la parola che interessa non viene esplicitamente nominata dopo dal secentesco Montesardo.

Gaspar Sanz, nello stesso Secolo, sfornò un primo trattatello nel quale  fece disegnare addirittura la posizione delle dita sulla tastiera;  penso che cos' racimolò almeno qualche soldino.

Senza che nessuno se ne scandalizzasse ed escludendo la classicità ottocentesca, continuarono a fiorire labirinti, alfabeti, tavolature lineari fino alla moderna ripresa.

Fu allora che pullularono i manualetti, semplicemente soprannominati "chitarra a numeretti" o "metodini", che venivano pubblicati sotto falso nome per la vergogna.

Sempre grande assente era la parola intavolatura, poi ricomparsa come  tavolatura e poi ancora tabolatura, rinominata ancora con la versione contratta di tablatura e poi abbreviata in tab, quasi fosse una malattia del midollo spinale. 

In epoca moderna (a partire dagli anni '50) la parola fu assente sino all'uscita delle prime pubblicazioni italiane che l'impiegarono (1985, per l'appunto) e che, tradotte o diffuse in ogni dove, lhanno generalizzato la casereccia traduzione.

 

 

Il mio interesse per la ricerca di testi musicali continua al fine di trovare  riscontro certo ad una certa mia osservazione.

 

Ringraziamenti.

gentile Maestro

 

mi permetto di rispondere a questo suo interessante quesito

con la massima umiltà di uno studioso di paleografia musicale e di chitarra, consapevole della immensa voragine che separa il nostro piccolo sapere individuale dalla vastità dell'arte musicale in generale...

 

rispolverando i vecchi testi della mia biblioteca di casa ho ritrovato il testo "la chitarra fingerpicking di Stefan Grossman edito dalla Happy Grass Musica nel 1981.

mi pare sia il primo testo nel quale compare la parola "tablatura" in italiano, almeno di mia conoscenza diretta...

 

Il chitarrista americano Grossman è stato uno dei divulgatori della tecnica fingerpicking in Italia (avendo vissuto a Roma negli anni 80)

Egli traduce dall'inglese e scrive Tablatura, ponendo all'inizio del rigo musicale la sigla tab.

 

Il termine Tablatura deriva probabilmente dal tedesco Tabulatur (ricordo che la lingua tedesca medievale si forma e si struttura, anche nella grammatica, dalla traduzione di atti legali latini in germanico...)

Ma quello che è più interessante ai fini del nostro quesito è che l'inventore del primo sistema di intavolatura tedesco per strumenti a corda è stato storicamente l'organista (non vedente sic!) tedesco Conrad Paumann...(fonte Willie Apel - la notazione della musica polifonica) e quindi, a buon diritto, conferirei alla germania il titolo di terra originaria della "Tablatura".

 

Non condivido con lei l'uso del termine "trattatello" attribuito al libro (o meglio i tre libri) di Gaspar Sanz in quanto li ritengo una vera e propria pietra miliare nell'ambito dello sviluppo della tecnica chitarristica, lo dico col massimo rispetto e la invito cordialmente a leggere la mia umile ed imperfetta traduzione in italiano delle parti teoriche del suddetto lavoro seicentesco: https://www.academia.edu/attachments/41302446/download_file?st=MTQ2NDY4NDU3Miw3OS4zNS4xOTMuOA%3D%3D&s=swp-splash-paper-cover,

ancora meno credo l'abbia scritto per arricchirsi... chi pratica musica da onesto studioso raramente raggiunge grandi benefici economici... purtroppo.

Istruccion de musica sobre la guitarra espagnola è sicuramente da tenere distinto dai coevi metodi destinati alla "chitarriglia"( cioè chitarra per dilettanti) vedi Amat, Montesardo, Carbonchi ecc.. ecc..

 

nel ringraziarla per il grande lavoro da lei svolto nella diffusione dello studio e della pratica chitarristica in tutti questi anni la saluto con simpatia

 

Davide Bortolai

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