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Buongiorno a tutti. Nel mio studio della musica mi imbatto spesso in problemi connessi all'interpretazione specialmente nella musica del novecento. Volevo chiedere ai musicisti qui presenti come fanno a scegliere una strada invece di un'altra e quali sono gli studi da compiere in tal senso.

Ogni risposta sarebbe graditissima

Ciao

Roby

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È una domanda la cui risposta necessiterebbe di un intero corso @RobertoS. Puoi essere più specifico?

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Roberto,

Credo che Cristiano sia anche troppo ottimista nell'asserire che la tua domanda richieda un intero corso. Per quanto mi riguarda (e so di non essere il solo), in ogni scelta che opero si riversa il percorso di una vita. Non si tratta di "giusto o sbagliato", ma di ciò che, in quel momento, rispecchia il nostro pensiero. Personalmente, non conosco un interprete che, a distanza di qualche tempo, ristudiando uno stesso pezzo ne convalidi l'interpretazione elaborata anni prima. Un esempio piuttosto valido, restando nell'ambito della chitarra, sono le registrazioni delle opere di HVL ad opera di Frédéric Zigante.

Detto questo, in linea di principio, soprattutto se l'opera fa uso di una notazione tradizionale, è buona abitudine partire da un'attenta e meticolosa lettura del testo: ogni segno, tratto, linea, lettera e parola. Sembra niente, ma è già un eccellente inizio.

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Grazie per la risposta. Quello che mi chiedo è però come pensare ad ideare un fraseggio... cioè, il crescendo ed il diminuendo, il piano e il forte ok. Ma per fare un cd non mi sembra  sufficiente e i migliori chitarristi poi sono quelli che fanno della musica una cosa loro... non so se mi spiego bene

 

 

Il 11/2/2018 at 00:45, Cristiano Porqueddu dice:

È una domanda la cui risposta necessiterebbe di un intero corso @RobertoS. Puoi essere più specifico?

una parola... :):)

vediamo.... come hai preso la decisioe di suonare così lenta la limosna di Barrios? 

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Ciao Roberto,

mi piacerebbe capire perche' hai problemi proprio con il 900?

In linea di principio la tua sensibilita' (di uomo almeno nato e vissuto nel 900) dovrebbe essere piu' vicina a quella di un Villa Lobos che di un Francesco da Milano, giusto per fare due nomi. E a pensarci bene, non so voi, ma io ho suonato i preludi di Villa Lobos molto prima della musica antica. Ascolto il primo concerto di Castelnuovo-Tedesco per chitarra e orchestra, e mi ci trovo dentro "mani e piedi" dalla prima battuta. Ascolto lo Stabat Mater di Scarlatti padre e, a pensare di entrare in quella musica, devo fare uno sforzo.

A me piace sentire un certo rigore filologico nelle interpretazioni sulla chitarra, e sentire che l'interprete e' musicista prima, e chitarrista poi.

 

 

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3 ore fa, RobertoS dice:

e i migliori chitarristi poi sono quelli che fanno della musica una cosa loro... non so se mi spiego bene

Ti riferisci per caso alla possibilità di intervenire sull'impianto dinamico e interpretativo suggerito dal compositore?

3 ore fa, RobertoS dice:

come hai preso la decisioe di suonare così lenta la limosna di Barrios?

Non ne ho idea. Ma posso chiederti quale parametro usi per stabilire che quella particolare interpretazione è lenta?

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Il 12/2/2018 at 16:49, Cristiano Porqueddu dice:

Ti riferisci per caso alla possibilità di intervenire sull'impianto dinamico e interpretativo suggerito dal compositore?

si esatto!! Come si fa ad avere sicurezza in questo?

Il 12/2/2018 at 16:49, Cristiano Porqueddu dice:

Ma posso chiederti quale parametro usi per stabilire che quella particolare interpretazione è lenta?

Perchè non l'ho mai sentita così lenta... :)

Il 12/2/2018 at 15:36, alezocco dice:

mi piacerebbe capire perche' hai problemi proprio con il 900?

Perchè il modo di scrivere dei compositori si allontana spesso dalla tonalità ed è difficile per me capire come trovare la strada. 

Il 12/2/2018 at 13:05, Ermanno Brignolo dice:

ogni segno, tratto, linea, lettera e parola. Sembra niente, ma è già un eccellente inizio.

Grazie!!! lo faccio sempre ma volevo capire come si possono superare queste "imposizioni"

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Il 14/2/2018 at 12:30, RobertoS dice:

Perchè non l'ho mai sentita così lenta

@RobertoS, non è una gran giustificazione (per usare un eufemismo). Non puoi basare il tuo parametro sulle scelte altrui. Una composizione musicale, proprio come una poesia o una pièce teatrale è inchiostro su della carta.

Il lavoro dell'autore termina nel momento in cui l'opera viene pubblicata. Da questo punto in poi è compito dell'interprete - in possesso delle conoscenze adeguate - intervenire. Il consiglio di @Ermanno Brignolo è fondamentale: iniziare dalle indicazioni scritte è una buona base di partenza.

Il 14/2/2018 at 12:30, RobertoS dice:

Grazie!!! lo faccio sempre ma volevo capire come si possono superare queste "imposizioni"

Non sono affatto imposizioni. Sono indicazioni.
Nessun compositore in possesso di un minimo barlume di intelligenza riconoscerebbe nella dinamica o in qualsiasi altra indicazione al di fuori delle note sui pentagrammi delle imposizioni. Sarebbe limitativo e sciocco.

Credo di aver compreso la tua domanda: il limite di un intervento quando si parla di interpretazione è dettato dalla conoscenza che hai di quel determinato repertorio e di quel determinato autore. Conoscere la poetica e lo stile di un autore importante non è operazione da fare in pochi mesi. Occorre un lavoro approfondito di contestualizzazione storica, studio della biografia, ascolto (cosa facilissima oggi) di più opere possibili; fatto questo devi passare alla parte tecnica e quindi conoscere l'uso che l'autore fa dello strumento, analisi della composizione. Quindi fraseggio, timbrica, dinamica e agogica.

Questo a grandi linee. La maggior parte del lavoro va fatta senza strumento, ovvero, completamente libero dalla sua fisicità e quindi dai suoi limiti. Immagina soluzioni dettate dalla tua preparazione ma anche dalla tua fantasia di musicista, scrivi tutto, annota e prendi appunti su alternative. Una volta che tutto sarà scritto e dovrai passare alla parte esecutiva verificherai se è possibile realizzare le tue scelte e fin dove la tua tecnica è un limite per le tue scelte.

 

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Seguo con interesse la discussione. Grazie!

I suggerimenti che dai @Cristiano Porqueddu sono per me troppo complicati per chi non fa musica a livello professionale. Come fai ad insegnare cose di questa profondità ad un allievo? Non è facile.... 

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Da nessuna parte ho scritto che deve esserlo, Marina. Se si inizia da subito diventa una prassi ed un buon modo sia per cercare una soluzione interpretativa che per esplorare il repertorio. 

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