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Giorgio Signorile

Lorenzo Ferrero: Manuale di scrittura musicale, ediz EDT

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Magari lo conoscete già ma lo annoto ugualmente. A chi interessa avere informazioni e sicurezze su come editare la propria musica con un software musicale....

http://www.edt.it/shop/dettaglio.php?isbn=9788860400628

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Magari lo conoscete già ma lo annoto ugualmente. A chi interessa avere informazioni e sicurezze su come editare la propria musica con un software musicale....

http://www.edt.it/shop/dettaglio.php?isbn=9788860400628

 

Si Giorgio, ricordo che ci fu segnalato da Fabio Selvafiorita, testo interessante che svela molte curiosità. Se fai una ricerca, ricordo che anche AG segnalo una serie di libri fondamentali al riguardo o più propriamente dei link.

 

buon inizio d'anno (scolastico e artistico :D )

 

mr

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Magari lo conoscete già ma lo annoto ugualmente. A chi interessa avere informazioni e sicurezze su come editare la propria musica con un software musicale....

http://www.edt.it/shop/dettaglio.php?isbn=9788860400628

 

Si Giorgio, ricordo che ci fu segnalato da Fabio Selvafiorita, testo interessante che svela molte curiosità. Se fai una ricerca, ricordo che anche AG segnalo una serie di libri fondamentali al riguardo o più propriamente dei link.

 

buon inizio d'anno (scolastico e artistico :D )

 

mr

 

Gli americani hanno curato molto la notazione. I manuali che io avevo segnalato (Gardner Read e Ted Ross) però non furono scritti, come quello di Ferrero, per i software in uso oggi, ma astrattamente, come codici di regole auree per l'incisione. Alcune dei precetti di Ross possono oggi essere considerati come obsoleti. Faccio un esempio. Ross dedica moltissimo spazio all'inclinazione delle aste (o travi) che uniscono i gruppi di crome, semicrome, etc., e alla collocazione degli angoli che tali aste formano con gli steli delle note rispetto alle linee del rigo. C'era una ragione per tale cura un po' ossessiva: se l'angolo formato dall'asta e dallo stelo della nota, e la collocazione del medesimo rispetto a una determinata linea del pentagramma, era acuto, nella stampa l'inchiostro ne fuoriusciva, lasciando una macchia. Bisognava che gli angoli fossero abbastanza ampi, e per questo Ross tendeva a inclinare assai poco le aste, il meno possibile. Questa costrizione con il tempo divenne un canone di eleganza. Oggi, con i nuovi processi di stampa, il pericolo delle sbavature d'inchiostro non esiste più, e ci si accorge che le travi un po' più inclinate stanno benissimo...

 

dralig

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Mi sorge una domanda. Ma un editore quanto risparmia ora che il lavoro di scrittura e di impaginazione -va bè poi qualcosa si corregge- lo fa anche il compositore? Bisognerebbe adeguare i parametri sui compensi ecc? o no? :D

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