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Andrea Corongiu
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Paisaje de Burgos y retrato de Antonio José, 23 Agosto 1933.
Andrea Corongiu ha pubblicato una discussione in Articoli sul repertorio originale
Antonio JosĂ© Martinez Palacios (1902-1936), nato a Burgos, piccola cittadina della steppa castigliana, è stato un enfant prodige dalle grandi prospettive stroncate agli albori della Guerra civil. Antonio JosĂ©, questa la sua firma, iniziò la formazione musicale nella sua cittĂ natale, per poi trasferirsi a Madrid dove, con una sovvenzione della DiputaciĂłn de Burgos, proseguì gli studi sino al 1924. Nella capitale spagnola, il giovane Antonio JosĂ©, entrò a contatto con l’ambiente intellettuale madrileno della fiorente GeneraciĂłn del ’27, uno dei piĂą importanti movimenti avanguardisti spagnoli del '900 che abbarcava personaggi provenienti da tutte le discipline artistiche come Federico Garcia Lorca, Pedro Salinas, Salvador Dalì, Maria Zambrano, Regino Sainz de la Maza, o i membri del cosiddetto Grupo de Madrid, Ernesto e Rodolfo Halffter, Rosa Ascot, Salvador Bacarisse, Julián Bautista, Fernando Remacha, Juan Jose MantecĂłn, Gustavo Pittaluga. Con una seconda sovvenzione del comune di Burgos, Antonio JosĂ© si stabilì a Parigi per un breve periodo di studi che marcheranno profondamente la vita musicale del giovane compositore. RientrerĂ a Burgos nel 1929, per dedicarsi all’investigazione del folklore regionale. I quaderni di Antonio JosĂ© riportano nei piĂą minimi dettagli il contatto con piĂą di 150 testi musicali del canto popolare. Il risultato, pubblicato nei primi anni 30 nella ColecciĂłn de cantos populares burgales, mostra una gran varietĂ degna di attenzione di musiche omofoniche modali dell’EtĂ media e di canciones de ronda, de cuna, de siega, de esquileo, al agudo, a lo llano, etc. Considerando che il forte fenomeno regionalista della prima metĂ del 900 europeo basato sul determinismo geografico nel quale il rapporto fra ambiente e societĂ umana sarebbe regolato da vincoli di causalitĂ unidirezionale, dal primo al secondo elemento, è certamente viva in Antonio JosĂ© un’idea che rimonta al livello piĂą universale del nazionalismo che, attraverso l’assimilazione del repertorio folkloristico degli artisti di Burgos e della Castiglia e alla ricerca della massima purezza della musica popolare, andrĂ ad alimentare il fenomeno del castellanismo musicale e artistico che mirava alla ricerca di una supposta essenza del paesaje castellano costruito mediante topoi per raggiungere l’identitĂ e la psicologia delle sue genti. Ma l’importanza del lavoro investigativo di Antonio JosĂ© inteso come fenomeno regionalista di lascito e tramando di un’identitĂ specifica, non era fine a se stesso, bensì è da considerarsi come un fenomeno trasversale quindi complementare, che mirava a nutrire il processo creativo dell’identitĂ musicale di Antonio JosĂ©. L’anno 1933 è per la storia della chitarra un momento di grande fervore. I compositori, certamente incuriositi e spronati da un breve brano capace di sprigionare le potenzialitĂ timbriche dello strumento come Homaje pour le tombeau de Debussy di Manuel de Falla e da interpreti compromessi con le musiche del proprio tempo, primo fra tutti AndrĂ©s Segovia, iniziano a fare della chitarra un mezzo sul quale riversare la loro creativitĂ , nonostante le difficoltĂ della scrittura chitarristica e la sentenza di Hector Berlioz che nel suo Trattato di orchestrazione scoraggiava i giovani studenti a comporre per chitarra se non avessero avuto modo di studiarla e suonarla attentamente. La Toccata di Joaquin Rodrigo, le Quatre pièces brèves di Frank Martin e la Fantasia di Manuel Palau vennero composte nel 1933, così come la Sonata para guitarra di Antonio JosĂ©. Quattro brani esteticamente lontani, pietre miliari del repertorio per chitarra sola del novecento, che non hanno avuto vita facile: le esigenze tecniche della Toccata ne hanno fatto ritardare la diffusione, la ridondanza dei topoi della Fantasia ha relegato il brano ai movimenti della Spagna levantina, e la presenza di elementi dodecafonici delle Quatre pièces brèves non incoraggiava gli interpreti ad incorporarle ai programmi da concerto. Infine, la Sonata para guitarra, giovanile opera di Antonio JosĂ©, avvolta da un silenzio durato piĂą di mezzo secolo. Solo nel 1990 una prima edizione della Sonata venne pubblicata dalla Berben.
 Nel prologo della pubblicazione, il curatore dell’edizione, Angelo Gilardino, racconta alcune curiose vicissitudini riguardo il testo della Sonata. “[…] Nel mese di dicembre del 1989 ricevetti da Madrid una telefonata del noto chitarrista Gabriel Estarellas che mi chiedeva di esaminare, in vista di un’eventuale pubblicazione presso la Berben, una composizione inedita di un importante musicista castigliano morto durante la guerra civile: Antonio JosĂ©[…]” Così, con accorgimenti di ricostruzione e di lieve revisione dello spartito, Angelo Gilardino e Juan Jose Sainz Gallego curarono questa prima edizione della sonata nella quale venne riportato anche il facsimile del primo manoscritto. Nel 1993 però venne segnalata ai curatori la presenza di un altro testo della Sonata al quale Antonio JosĂ© aveva apportato alcune modifiche. Si trattava della bella copia stesa dallo stesso compositore per il chitarrista suo concittadino Regino Sainz de la Maza che nonostante avesse la possibilitĂ di pubblicarla presso il suo editoriale preferì lasciarla cadere nel silenzio. La pubblicazione e la divulgazione della Sonata attraverso l’inserimento dell’opera nei programmi da concerto del ventunesimo secolo, hanno reso omaggio al ricordo di Antonio JosĂ©. Gli influssi di Manuel de Falla e dell’alhambrismo, che Antonio JosĂ© intentò così dirigere verso il castillanismo, appaiono diafani su uno sfondo impressionista nel quale risuonano indelebili il PrĂ©lude Ă l’après-midi d’un faune e Daphnis et ChloĂ©. La musica di Antonio Jose è fondamentalmente motivico-tematica, ove lo sviluppo di brevi cellule danno forma alla musica stessa nella quale la ciclicitĂ tematica attribuisce coerenza e unitĂ all’intera struttura. L’irruente risultato sonoro su sfondo impressionista dell’Allegro moderato è generato dai metri trocheo e anapesto su scale modali esatonali e pentatoniche, da accordi estesi e sezioni arpeggiate nel secondo gruppo tematico e dalle modulazioni libere da gerarchizzazioni tonali prima di ricondurci alla trasformata ripresa e al dirompente episodio finale chiuso in cadenza piccarda. Tensioni non risolte e pennellata di colore vengono usate come ricerca timbrica nel Minuet dove il ritmo giambico scandisce la danza dal profumo francese. Attraverso peroranti evocazioni arcane nella parte centrale poi il quieto riemergere del tema iniziale in mi minore, risulterĂ ancor piĂą evidente l’ironico sguardo a Maurice Ravel e alla musica francese nel terzo tempo, la Pavana triste. I Rasgueados in semicrome su l’accordo EÆ/G e la melodia in Mi locrio saranno gli elementi generatori del ritornello del Finale sorretto da una forma rondò nella quale si prolessano in diverso ordine i temi principali del primo tempo. La prima approssimazione di Antonio JosĂ© alla scrittura chitarristica è riconducibile al brano Romancillo infantil, per poi concentrarsi sulla Sonata del 1933. In questa, l’uso di armonie estese, dei frequenti cambi di registro, l’uso della modulazione libera da legami gerarchici tonali, della melodia accompagnata, incuriosirebbe qualsiasi pianista alla lettura del brano. Ma solo l’idiomatica e il timbro della chitarra potranno rievocare lo spirito di quella musica, renderla viva come il ricordo di quel hombre bueno che ancora tanto avrebbe potuto arricchire il repertorio chitarrisitico. Nel 1935 Antonio JosĂ© fondò la rivista Burgos Grafico insieme all’intellettuale Antonio Pardo Casas. In questi anni d’incubazione della guerra civil si alternarono vari colpi di stato sia da parte di fazioni militari sia dei repubblicani; la tensione sociale era quanto meno alta, tanto che gli intellettuali erano esposti a regimi di censura e repressione che spesso ne provocava l’esilio. Il compositore burgalese era sì a stretto contatto con l’ambiente de izquierdas della GeneraciĂłn del ’27 e certamente ne subì l’influenza progressista, ma mai rivendicò alcuna appartenenza politica. Nei suoi scritti, Antonio JosĂ©, diffondeva principalmente notizie di cultura musicale tra le quali presenziano recensioni di eventi e concerti, brevi saggi di estetica, o articoli di carattere musicologico. A speculazione di alcuni biografi, la vita di Antonio JosĂ© si incrinò proprio a causa delle sue collaborazioni scritte; due di queste in concreto causarono l’incarcerazione e la fucilazione del compositore burgalese. Il primo pare sia un un articolo di accusa e condanna alla condotta di un sacerdote (pezzo che, a chi scrive queste linee, è stato impossibile riscontrare), il secondo, intitolato Coplas sefardies, tratta le canzoni ebraico-spagnole per canto e piano di Alberto Hemsi. Stentiamo quindi a credere che questi furono la causa della fucilazione di Antonio JosĂ©, avvenuta agli albori della guerra civil per mano della misoneista falange española nelle campagne di Burgos nell’ottobre 1936. Nello stesso nefasto anno e nelle stesse fatali circostanze, la tragica fine toccò ad un altro grande personaggio della cultura spagnola come Federico GarcĂa Lorca. Ma queste sono altre storie. Fonte: https://quinteparallele.net/2017/04/09/paisaje-de-burgos-y-retrato-de-antonio-jose-23-agosto-1933/ Leggi la scheda di questo/a articolo sul repertorio -
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Andrea Corongiu ha risposto a Andrea Corongiu nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Gentile Dralig, grazie per le informazioni apportate; ora che mi è stato detto chi altro ha scritto nella pubblicazione in questione sono ancora più curioso e convinto di trovarci del materiale interessante. Cercherò in qualche modo di contattare l'assessore di competenza del Comune per averne una copia o la possibilità di un consulto. Grazie Un saluto Andrea -
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Andrea Corongiu ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Buon pomeriggio ai membri del forum. Spero sia la sezione adatta a questa discussione. Ho trovato alcune citazioni tratte dalla pubblicazione di Enrico De Maria, "La scuola chitarristica vercellese" pubblicata nel 1990, che potrebbero essermi utili per la tesi. Qualcuno sa dove posso trovare la pubblicazione? Sul web non ho trovato nessun tipo di informazione a riguardo. Spero mi possiate dare qualche dritta. -
Finalmente nel forum
Andrea Corongiu ha pubblicato una discussione in Inizia da qui e presentati alla community
Buonasera a tutti i membri di questo forum. Sono Andrea, studio chitarra da un po' di anni e ho sempre sbirciato all'interno di questo forum, quindi è giunta l'ora di iscrivermi. Un saluto Andrea Corongiu
