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Giorgio Signorile

Doping per musicisti

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Nell'occasione degli esami di diploma un allievo bravo, studioso, ma con grande difficoltà nel presentarsi in pubblico (nonostante corsi e studi sulla concentrazione e il training mentale) mi ha detto che, d'accordo col medico, sarebbe ricorso all'uso di un betabloccante, per fermare l'ansia e i tremori che lo attanagliano prima di ogni esibizione. Non conoscendo bene questo prodotto mi sono informato sul web e ho scoperto che molti colleghi lo usano normalmente, in orchestra, solisti....e riescono così a rendere per ciò che valgono.

Bene, a questo punto, visto che conosco il valore e la passione del mio allievo, spero vivamente che riesca a trasmettere ciò che sa e su cui ha lavorato duramente nel modo migliore, ma mi resta il dubbio "etico" sulla validità morale dell'uso di questi farmaci, anche se in fondo non si tratta di vincere illecitamente una gara in salita ma semplicemente di dimostrare ciò che si vale, senza più ansie.

Avete avuto casi analoghi, conoscete situazioni simili? ciao grazie

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Studi sulla concentrazione? Training mentale? Betabloccante?

Ma parliamo sempre di musica?

 

Se si ha quest'ansia di suonare in pubblico la cosa migliore da fare - l'unica - è quella di non suonare in pubblico e aspettare che i tempi per farlo siano maturi.

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Non è così semplice purtroppo, ci sono persone che hanno tanto da esprimere, frutto di tanto studio e lavoro ma per svariate ragioni non riescono a farlo come vorrebbero. Il training mentale non è un'invenzione bizzarra, è un modo per concentrarsi prima di un evento importante, lo usano gli sportivi e molti concertisti, ma è un metodo assolutamente naturale, non c'entra con la medicina, che invece c'entra col discorso betabloccanti.

Parliamo di musica perchè per la resa in pubblico può essere condizionata pesantemente da fattori di ansia che generano tremori ed altro, e a volte i tempi per maturare non bastano, sono cose che si portano avanti da anni e per anni.

A volte detti problemi sono frutto di insegnamenti errati a livello mentale, altre volte sono generati da una sorta di maschera che tanti si mettono nella quotidianità ma che, una volta sul palco, cade miseramente....ma, ripeto, ci sono molte persone molto oneste e studiose che purtroppo non rendono per ciò che valgono....lì si può forse intervenire

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Non me ne volere, Giorgio, è che non riesco a comprendere come sia possibile che una persona che fa qualcosa che ama - data per scontata la preparazione di base - dovrebbe tremare.

Non stiamo parlando di allievi 'costretti' a suonare per la gioia di zii/genitori con la videocamera al saggio di fine anno, vero?

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No no Cristiano, si tratta di un ragazzo molto preparato, autonomo (tra l'altro studia anche psicologia il che è il massimo....). Ma informandomi fra colleghi concertisti e nel web ho scoperto che la cosa(prendere betabloccanti) è molto diffusa di quanto si dice. Forse anche questo è un segno dei tempi, il divario crescente tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere, o gli altri credono che tu sia....e che qualcuno non riesce a gestire correttamente pur avendo tutti i mezzi, almeno tecnici, per farlo...

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il divario crescente tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere

 

Hai già detto tutto con queste parole.

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:D:D:D si certo, ma come ti ho già detto non è solo così... ne riparleremo presto

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E' un tema interessante.....................

ci sono tanti psichiatri che per delle ansie hanno pensato di curarle con psicofarmaci, elettroschock e lobotomie che non vedo perchè non ci si possa dopare.

 

Scusate ma mi sembra che l'argomento stia prendendo una piega che non va nel verso giusto. Giorgio Signorile ha segnalato come un suo allievo e, per contatti presi informalmente, alcuni musicisti prendano un betabloccante per superare l'ansia da performance. A parte le obiezioni che in parte condivido di Cristiano Porqueddu, la cosa non deve stupire. Mi permetto di intervenire in quanto medico (oltre che appassionato di chitarra). I betabloccanti diminuiscono l'effetto della adrenalina sul sistema nervoso autonomo del nostro organismo, cioè su quella parte di sistema nervoso che non è sotto il controllo della volontà. L'adrenalina è un neurotrasmettitore che potenzia gli effetti della risposta nervosa nei momenti di bisogno (paura, stress, impegno fisico e mentale) e in questo senso ha un effetto positivo, ma ha anche degli effetti negativi quando è in eccesso e impedisce il controllo totale dei propri muscoli e, soprattutto della componente autonoma delle proprie emozioni. Degli effetti dell'adrenalina ce ne rendiamo conto per esempio quando siamo molto concentrati e tendiamo a sudare o a non controllare alcuni movimenti delle mani o alcuni "tic" che in altri momenti non avremmo. Come tutti i farmaci anche i betabloccanti hanno i loro effetti collaterali (ad es. tendono a ridurre il calibro dei bronchi e a ridurre la frequenza del battito cardiaco), ma in alcuni casi possono essere utili nel controllare l'emotività, tanto è vero che vengono utilizzati fra l'altro, nella ipertensione arteriosa e in alcune patologie cardiache dipendenti in misura notevole dallo stress. Per questo motivo vengono anche chiamati "farmaco del benessere". Personalmente tenderei a evitarne l'uso proprio perchè se non si è affetti da alcuna patologia non è consigliabile prendere un farmaco, oltrettutto con effetti collaterali non di poco conto, tuttavia capisco il collega che lo ha prescritto in un caso del genere poichè lungi dall'essere farmaco dopante (farmaci che hanno tutt'altri effetti sull'organismo e da cui fuggire) permette un aiuto nel controllo della emotività, essendo anche farmaci maneggevoli perchè terapeutici a basso dosaggio e generalmente ben tollerati. Ovviamente è assolutamente da sconsigliarne l'abuso e soprattutto l'abitudine. Come giustamente dice Cristiano Porqueddu bisogna trovare in altro modo il controllo del proprio corpo.

Vi ringrazio dell'attenzione

Filippo

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Scusate, mi son spiegato mal.

Ho letto su Internet che Muniz (psichiatra del passato) applicava la lobotomia anche a forme ansiose poco gravi e mi sono preso molto male e mi sono un po' accanito nel leggere di quelle persone che poverette venivano sottoposte ad un trattamento brutale.

Io sono contro la droga e contro ogni tipo di farmaco. Penso che una persona si dimostri forte con le proprie debolezze così con le proprie forze.

Ma uno psicofarmaco....non altera forse lo stato del cervello come lo alterebbe il doping ?

 

Mi piacerebbe un mondo senza droga e senza farmaci che alterano la testa.

 

NON DOPATEVI !

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Scusate, mi son spiegato mal.

Ho letto su Internet che Muniz applicava la lobotomia anche a forme ansiose poco gravi.

Io sono contro la droga e contro ogni tipo di farmaco. Penso che una persona si dimostri forte con le proprie debolezze così con le proprie forze.

Ma uno psicofarmaco....non altera forse lo stato del cervello come lo alterebbe il doping ?

 

Attenzione, il betabloccante non è uno psicofarmaco perchè non agisce sulle funzioni cerebrali, ma solo sulla componente autonoma del sistema nervoso che nulla c'entra con depressione o simili. Il betablocco (l'effetto dei farmaci betabloccanti) serve a modulare la funzione del sistema autonomo ( il cosiddetto sistema simpatico e parasimpatico) che non è sotto il controllo del cervello. Come ho detto prima può essere utile nel controllo delle emozioni perchè si contrappone all'adrenalina. Lo psicofarmaco è tutt'altra cosa. Il fatto che i betabloccanti siano usati in patologie che nulla hanno a che vedere con la psichiatria (i maggiori prescrittori di betabloccanti sono i cardiologi) ne rende ragione. Ribadisco che un suo uso nelle condizioni descritte da Giorgio Signorile va visto come possibile aiuto al controllo emotivo mediato dall'adrenalina e pertanto può essere usato in situazioni di emergenza quando veramente con altri mezzi non si riesce a controllare forme di tremore o l'effetto di paura tipico dell'adrenalina. Cercando poi di superare questi problemi in altro modo con forme di autocontrollo non farmacologico.

Grazie dell'attenzione

Filippo

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