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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Lavoro per mantenersi agli studi


Salvo
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Salve amici, volevo aprire un nuovo argomento per parlare di quali esperienze lavorative ognuno di noi\voi abbia fatto durante il corso di studi della chitarra... sempre ammesso che ne abbia fatto.

Oltre le solite lezioni private, mi domadavo se qualcuno abbia fatto lavori extra musicali, tipo me che sono occupato presso un agenzia di assicurazioni...ne sono contento perchè purtroppo qui al sud non si trova di meglio, e cosa non si fa per la musica!!

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Io pago i miei studi facendo il cameriere.

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Per chi studia all'università ci sono i contratti delle "150 ore" e il tutorato (anche per i corsi di e-learning).

Ci si può informare allo Sportello dello studente, da agosto.

Molte cooperative di servizi utilizzano gli studenti in attività di assistenza agli utenti in biblioteche e musei.

Superando un apposito esame presso la Regione (o il Comune) è possibile acquisire il brevetto di "Guida turistica": per chi vive in belle località è un'attività niente male e ben retribuita.

Per chi studia musica sconsiglierei qualunque lavoro che metta a rischio le mani...che ne pensate?

 

Ho lavorato per tutti gli anni di studio universitario, fin dall'estate della maturità.

Andavo a lezione al mattino, in archivio o al laboratorio di restauro nelle ore del pranzo, al pomeriggio lavoravo, alla sera studiavo.

Principalmente davo ripetizioni, poi ho iniziato a tradurre testi scientifici per i laureandi.

Un'estate ho lavorato in una agenzia di viaggio, un'altra come aiutante in una libreria. Poi sono iniziati i contrattini per collaborare all'allestimento di mostre d'arte e a degli scavi archeologici (strizzata come un limone: sotto al sole estraevo e catalogavo reperti ceramici scrivendoci il numero di inventario con un malefico pennino da intingere nell'inchiostro di china, oppure ossa di Longobardi che un antropologo veniva a guardare da dietro un paio di occhiali spessi così).

Gli studenti venivano reclutati spesso per la catalogazione O/A della Soprintendenza (non so se esiste piu').

La cosa piu' buffa che ho fatto è stata la modella per acconciature da sposa, avevo i capelli lunghissimi e una mia amica parrucchiera me li ha combinati in tutti i modi possibili e immaginabili :D

Il lavoro più "divertente" è stato istruire i bambini ad andare in barca a vela, vedendoli imparare le regole della lealtà che vigono sul mare.

 

Quando ho iniziato a lavorare "davvero", mi sono stupita di quanto tempo libero avessi all'improvviso ;)

Però sono riuscita a incasinarmi di nuovo con un po' di cose "volontarie" e, finalmente... la musica.

 

Alcune riflessioni: 1) la priorità è mantenere fede al proprio percorso di studi: dosate bene le forze; 2) i lavoretti da studenti presentano svantaggi ma anche lati positivi: anche fare cose lontane dal proprio futuro lavoro aiuta, in un certo senso, ad acquisire elasticità mentale e pratica.

Meno è il tempo a disposizione e piu' si impara ad organizzarlo e ne avanza sempre un po' per le cose che si amano, anzi si scopre che quel tempo sarà sempre il piu' prezioso per tutta la vita.

Spero di avervi fatto sorridere con la storia dei miei "tapulli" (a Genova si chiamano così) ;)

 

 

 

Butterfly

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Per chi studia all'università ci sono i contratti delle "150 ore" e il tutorato (anche per i corsi di e-learning).

Ci si può informare allo Sportello dello studente, da agosto.

Molte cooperative di servizi utilizzano gli studenti in attività di assistenza agli utenti in biblioteche e musei.

Superando un apposito esame presso la Regione (o il Comune) è possibile acquisire il brevetto di "Guida turistica": per chi vive in belle località è un'attività niente male e ben retribuita.

Per chi studia musica sconsiglierei qualunque lavoro che metta a rischio le mani...che ne pensate?

 

Ho lavorato per tutti gli anni di studio universitario, fin dall'estate della maturità.

Andavo a lezione al mattino, in archivio o al laboratorio di restauro nelle ore del pranzo, al pomeriggio lavoravo, alla sera studiavo.

Principalmente davo ripetizioni, poi ho iniziato a tradurre testi scientifici per i laureandi.

Un'estate ho lavorato in una agenzia di viaggio, un'altra come aiutante in una libreria. Poi sono iniziati i contrattini per collaborare all'allestimento di mostre d'arte e a degli scavi archeologici (strizzata come un limone: sotto al sole estraevo e catalogavo reperti ceramici scrivendoci il numero di inventario con un malefico pennino da intingere nell'inchiostro di china, oppure ossa di Longobardi che un antropologo veniva a guardare da dietro un paio di occhiali spessi così).

Gli studenti venivano reclutati spesso per la catalogazione O/A della Soprintendenza (non so se esiste piu').

La cosa piu' buffa che ho fatto è stata la modella per acconciature da sposa, avevo i capelli lunghissimi e una mia amica parrucchiera me li ha combinati in tutti i modi possibili e immaginabili :D

Il lavoro più "divertente" è stato istruire i bambini ad andare in barca a vela, vedendoli imparare le regole della lealtà che vigono sul mare.

 

Quando ho iniziato a lavorare "davvero", mi sono stupita di quanto tempo libero avessi all'improvviso ;)

Però sono riuscita a incasinarmi di nuovo con un po' di cose "volontarie" e, finalmente... la musica.

 

Alcune riflessioni: 1) la priorità è mantenere fede al proprio percorso di studi: dosate bene le forze; 2) i lavoretti da studenti presentano svantaggi ma anche lati positivi: anche fare cose lontane dal proprio futuro lavoro aiuta, in un certo senso, ad acquisire elasticità mentale e pratica.

Meno è il tempo a disposizione e piu' si impara ad organizzarlo e ne avanza sempre un po' per le cose che si amano, anzi si scopre che quel tempo sarà sempre il piu' prezioso per tutta la vita.

Spero di avervi fatto sorridere con la storia dei miei "tapulli" (a Genova si chiamano così) ;)

 

 

 

Butterfly

 

Cara Butty,

sembra la storia infinita la tua....

Piu che sorridere mi hai fatto pensare a quante cose hai fatto e a come ti riducevi a studiare la sera.... Non te lo domando, ma non ti nascondo che l ho pensato : ma quanti anni hai? Non devi rispondere a questa mia domanda non mi permetterei mai, ma giuro che l ho pensato!!

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Per chi studia all'università ci sono i contratti delle "150 ore" e il tutorato (anche per i corsi di e-learning).

Ci si può informare allo Sportello dello studente, da agosto.

Molte cooperative di servizi utilizzano gli studenti in attività di assistenza agli utenti in biblioteche e musei.

Superando un apposito esame presso la Regione (o il Comune) è possibile acquisire il brevetto di "Guida turistica": per chi vive in belle località è un'attività niente male e ben retribuita.

Per chi studia musica sconsiglierei qualunque lavoro che metta a rischio le mani...che ne pensate?

 

Ho lavorato per tutti gli anni di studio universitario, fin dall'estate della maturità.

Andavo a lezione al mattino, in archivio o al laboratorio di restauro nelle ore del pranzo, al pomeriggio lavoravo, alla sera studiavo.

Principalmente davo ripetizioni, poi ho iniziato a tradurre testi scientifici per i laureandi.

Un'estate ho lavorato in una agenzia di viaggio, un'altra come aiutante in una libreria. Poi sono iniziati i contrattini per collaborare all'allestimento di mostre d'arte e a degli scavi archeologici (strizzata come un limone: sotto al sole estraevo e catalogavo reperti ceramici scrivendoci il numero di inventario con un malefico pennino da intingere nell'inchiostro di china, oppure ossa di Longobardi che un antropologo veniva a guardare da dietro un paio di occhiali spessi così).

Gli studenti venivano reclutati spesso per la catalogazione O/A della Soprintendenza (non so se esiste piu').

La cosa piu' buffa che ho fatto è stata la modella per acconciature da sposa, avevo i capelli lunghissimi e una mia amica parrucchiera me li ha combinati in tutti i modi possibili e immaginabili :D

Il lavoro più "divertente" è stato istruire i bambini ad andare in barca a vela, vedendoli imparare le regole della lealtà che vigono sul mare.

 

Quando ho iniziato a lavorare "davvero", mi sono stupita di quanto tempo libero avessi all'improvviso ;)

Però sono riuscita a incasinarmi di nuovo con un po' di cose "volontarie" e, finalmente... la musica.

 

Alcune riflessioni: 1) la priorità è mantenere fede al proprio percorso di studi: dosate bene le forze; 2) i lavoretti da studenti presentano svantaggi ma anche lati positivi: anche fare cose lontane dal proprio futuro lavoro aiuta, in un certo senso, ad acquisire elasticità mentale e pratica.

Meno è il tempo a disposizione e piu' si impara ad organizzarlo e ne avanza sempre un po' per le cose che si amano, anzi si scopre che quel tempo sarà sempre il piu' prezioso per tutta la vita.

Spero di avervi fatto sorridere con la storia dei miei "tapulli" (a Genova si chiamano così) ;)

 

 

 

Butterfly

 

Ammirvole Butterfly! Sono senza parole.

 

Magic Guitar

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Cara Butty,

sembra la storia infinita la tua....

Piu che sorridere mi hai fatto pensare a quante cose hai fatto e a come ti riducevi a studiare la sera.... Non te lo domando, ma non ti nascondo che l ho pensato : ma quanti anni hai? Non devi rispondere a questa mia domanda non mi permetterei mai, ma giuro che l ho pensato!!

 

:lol::lol: Pochissimi Salvo, perchè quando si fanno tante cose, il tempo subisce una compressione entropica, come in Star Trek ;)

Scherzi a parte, tutti quei lavoretti li ho fatti in quattro anni, anche con varie pause (un poco di piu', ho terminato gli studi sette mesi fuori corso).

Non c'è nulla di particolarmente ammirevole nel fare qualche sforzo per mantenersi agli studi, la cosa migliore è fare magari poche cose ma bene, dedicando il gisto tempo. Mi spiace invece quando sento in tv che chi è già laureato da un pezzo sbarca ancora il lunario facendo "tapulli".

 

Non so se la situazione sia sovrapponibile a quella degli aspiranti musicisti, però temo che con la trasformazione dei corsi in 3+2 le tasse leviteranno abbastanza...

 

 

 

Butterfly

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Non so se la situazione sia sovrapponibile a quella degli aspiranti musicisti, però temo che con la trasformazione dei corsi in 3+2 le tasse leviteranno abbastanza...

 

 

 

Butterfly

 

Sempre per chi supera la fascia del reddito!!

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....

postato per errore, sorry.

 

 

Butterfly

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Un crescendo:

 

Rottamaio

Magazziniere part-time

Magazziniere full-time

Educatore presso un CRM

 

Ora insegnante di chitarra e basta..nel senso che ho sempre insegnato

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