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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Lo vogliamo chiarire una volta per tutte?


Gaetano Balzano
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Rimango sempre sinceramente sbigottito quando leggo che la chitarra è uno strumento così oscuro.

 

Attenzione: non voglio discutere con voi della solita trita e ritrita minestra, questo thread non concerne l'argomentazione della chitarra come strumento popolare, come povertà o meno di repertorio, come strumento prettamente solista, etc ... , tutti argomenti già iperaffrontati in passato, ma su due asserzioni in particolare vorrei discutere con voi.

 

H. Berlioz: è impossibile comporre bene per la chitarra senza saperla suonare.

 

M. Castelnuovo-Tedesco: per quanto la chitarra sia un misterioso strumento, di cui non si può mai esser sicuri.

 

Orbene, ma cos'ha di tanto "strano" la chitarra? Lo vogliamo chiarire una volta per tutte?

Io non riesco ad accettare frasi del genere per quanto possa adorare i due compositori testè menzionati.

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Rimango sempre sinceramente sbigottito quando leggo che la chitarra è uno strumento così oscuro.

 

Attenzione: non voglio discutere con voi della solita trita e ritrita minestra, questo thread non concerne l'argomentazione della chitarra come strumento popolare, come povertà o meno di repertorio, come strumento prettamente solista, etc ... , tutti argomenti già iperaffrontati in passato, ma su due asserzioni in particolare vorrei discutere con voi.

 

H. Berlioz: è impossibile comporre bene per la chitarra senza saperla suonare.

 

M. Castelnuovo-Tedesco: per quanto la chitarra sia un misterioso strumento, di cui non si può mai esser sicuri.

 

Orbene, ma cos'ha di tanto "strano" la chitarra? Lo vogliamo chiarire una volta per tutte?

Io non riesco ad accettare frasi del genere per quanto possa adorare i due compositori testè menzionati.

 

La chitarra non ha nulla di strano, ma indubbiamente è complessa, e la sua complessità non si svela tanto facilmente a chi non se ne impratichisce almeno un po': in questo senso aveva ragione Berlioz, anche se quello che scrisse non deve essere preso au pied de la lettre. Sommariamente, la complessità della chitarra si può descrivere così: non potendo essere ridotta a strumento monodico, dev'essere trattata polifonicamente, e la polifonia chitarristica si presenta come un quadro di combinazioni e di probabilità che è impossibile racchiudere in un complesso di regole. Infatti, la descrizione delle possibilità della chitarra attraverso una serie di diagrammi che rappresentano la tastiera risulta molto rozza, vaga e imprecisa: può rappresentare una serie di diteggiature possibili, ma lo fa staticamente, perché non può rappresentare i collegamenti e soprattutto non può rispondere degli effetti sonori che ne risultano. Storicamente, è stata tentata (Aguado, Pujol), ma non ha mai funzionato. Più sbrigativa la "didattica" di Segovia, che forniva ai compositori dei modelli (Sor, Ponce), affidandosi all'intuito di quei lettori, indubbiamente molto speciali. Ha dato frutti migliori, ma con il rischio dell'approssimazione, un rischio evidente nelle pagine dei vari Castelnuovo-Tedesco, Tansman, etc.

 

Nello spiegare la chitarra ai compositori che non la suonano, io ho attaccato il problema da un altro lato. Una volta descritta la tastiera con una rappresentazione grafica particolare, invece di entrare nella selva infinita e oscura dei diagrammi delle posizioni, ho spiegato accuratamente le possibilità delle due mani in rapporto al reticolo corde-tastiera, partendo dall'origine (le mani) anziché dalla destinazione (la tastiera). Così facendo, il compositore ha un doppio controllo: capisce da sé che cosa si può fare e che cosa è impossibile osservando le mani e le combinazioni digitali. Pare che funzioni.

 

dralig

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il problema, contrariamente allo strumento ad arco, è la grande capacità polifonica non però del tutto inquadrabile e riconducibile all'interno del sistema armonico/contrappuntistico pianistico, che è il principale strumento di verifica per il compositore..

 

Angelo grazie per la risposta chiarificatrice.

 

Riflettevo poi su quanto quotato sopra, riguardo le parole di Fabio .... non del tutto inquadrabile e riconducibile all'interno del sistema armonico/contrappuntistico pianistico

Ti riferisci specificatamente al fatto che nel pianoforte mettendo 2 mani sulla tastiera invece di una come sulla chitarra, c'è maggiore capacità polifonica?

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Guest Neuland

Permettete un pensiero meno tecnico-compositivo, ma economico: Il compositore non è solo artista che cerca i mezzi e gli strumenti con cui meglio esprimere il suo pensiero, ma anche un professionista che vuole/deve guadagnare per vivere. Non credete anche voi che ci sarebbero più composizioni dei grandi compositori di tutte le epoche, se ci fossero stato possibilità di guadagno (soldi e fama che siano) scrivendo per chitarra? Ai vari Ponce, Britten, Martin sono stati chiesti pezzi da Segovia e Bream rispettivamente, che promettevano naturalmente un ritorno professionale interessante.

 

La tecnica chitarrististica per un compositore, che non la conosce, sarà un ostacolo superabile, se il lavoro sembra valere la fatica.

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non credo di aver capito bene

ma da quel che ho compreso ti posso dire che la cosa è reciproca...nel senso...la Musica è in crisi...la figura del compositore in estinzione...e per dirla alla Allen, anche l'interprete non è che se la passi tanto bene...

:lol:

 

D'accordo, agonizziamo pure, però, in attesa che arrivi l'olio santo, 10mila euro per scrivere un pezzo si possono accettare senza riserve morali, non hanno controindicazioni e presentano una straordinaria varietà di impieghi.

 

dralig

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Permettete un pensiero meno tecnico-compositivo, ma economico: Il compositore non è solo artista che cerca i mezzi e gli strumenti con cui meglio esprimere il suo pensiero, ma anche un professionista che vuole/deve guadagnare per vivere. Non credete anche voi che ci sarebbero più composizioni dei grandi compositori di tutte le epoche, se ci fossero stato possibilità di guadagno (soldi e fama che siano) scrivendo per chitarra? Ai vari Ponce, Britten, Martin sono stati chiesti pezzi da Segovia e Bream rispettivamente, che promettevano naturalmente un ritorno professionale interessante.

 

La tecnica chitarrististica per un compositore, che non la conosce, sarà un ostacolo superabile, se il lavoro sembra valere la fatica.

 

No. Il compositore o l'interprete son già ripagati nel momento in cui suonano bene..................non ha prezzo saper suonare come si deve (per dirla alla VISA :lol::lol::lol: ).............. Il lavoro vale la soddisfazione........semmai !!! ;)

 

Io penso che gli sbocchi siano derivati dal talento e dalla fortuna e dall'intelligenza. Uno aiuta l'altro........

 

Non sono neanche daccordo sul fatto sulla frase "il lavoro sembra valere la fatica"....... si sa per un chitarrista che ha studiato che man mano che studia farà sempre meno fatica per l'aquisizione di automatismi.

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