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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Obra completa para guitarra de Manuel M. Ponce


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Possiedo della Suite in re- di M. M. Ponce nella revisione di Manuel Lopes Ramos. Sentendo l'incisione di Segovia del Preludio mi sono dato alla ricerca di spartiti, in una discussione precedente mi era stato consigliato l'acquisto di "Obra completa para guitarra de Manuel M. Ponce". Ma aimè è più facile a dirsi che a trovarsi. Ho provato a cercare ma non si trova nulla.

 

Un povero chitarrista desideroso di riportare alla luce questo meraviglioso pezzo deve per forza assumere un investigatore privato con licenza di uccidere per avere una fonte decente?

 

Chiedo lumi, aiuto e conforto!

 

In caso estremo nessuno possiede una partitura della suite in re- da prestarmi o vendermi?

 

Grazie a tutti

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Il volume in oggetto è stato curato da Miguel Alcàzar e pubblicato nel 2000 da Ediciones Etoile - Conaculta, in Messico.

Credo che al momento sia esaurito e difficilmente reperibile; io ne ho una copia regalatami un paio di anni fa durante un viaggio in Messico, dove ebbi tra l'altro la gioia di vedere i manoscritti originali per chitarra di Ponce - scritti a matita su un librone rilegato in verde!- custoditi presso la biblioteca dell'Università Autonoma di Città del Messico. Allora mi fu detto che sarebbe stata fatta una nuova edizione del libro. La Suite di cui si parla è in re maggiore.

C'è qualche punto in particolare che desidera controllare?

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Innanzitutto grazie per la gentile risposta. I punti che vorrei controllare in realtà sono davvero moltissimi. Come lei saprà sicuramente meglio di me, la suite è stata composta come "eccezzionale falso storico" da Ponce in re+ ovviamente, (mi scuso per l'errore di tastiera che devo condividere con una in finlandese) ed è una suite ricca ed interessantissima, ma aimè come si diceva è stata soggetta a molte manipolazioni, spesso, come nel caso della partitura che posseggo, fatte in maniera approssimativa o per meglio dire, trascritte con un contrappunto improbabile e con poca attenzione forse all'idea originaria. Entrare nello specifico del lavoro che stò svolgendo sul brano qui sul forum credo sia davvero impossibile, ma solo per farle capire che sono in buona fede e che vorrei seriamente svolgere un buon lavoro sulla suite citata, le posso dire che per es. nel preludio, nella seconda parte (6/8 allegro vivo) Segovia nella sua registrazione ha adottato soluzioni che trovo non solo interessanti ma estremamente in linea con il lavoro di articolazione delle voci che ero intento a fare. Trasporta una parte del basso di un'ottava così da dividere in 2 parti la frase, aggiunge delle note (di seconda voce) e toglie invece alcuni accordi, toglie intere parti di basso per far emergere il canto, insomma davvero moltissime cose. Ovviamente tutto quello che le stò dicendo si basa sullo studio dell'unica partitura che ho in mio possesso e sulla registrazione Segoviana (che tralatro non comprende nemmeno tutti i movimenti) . Molte scelte effettutate da Segovia le condivido altre meno, l'importante però e che mi sono reso conto che non sarei in pace con me stesso se non posso confrontare più partiture e in particolar modo quella che lei possiede, che dovrebbe essere la più affidabile a detta del M° Gilardino, prima di effetture le mie scelte interpretative.

 

Esiste la possibilità di poter visionare la partitura in suo possesso, di averla in prestito o altro (credo che mi ci vogliano al massimo 2 settimane). Se il libro fosse reperibile ovviamente lo acquisterei subito, ma purtroppo non lo è.

Ha ovviamente la mia parola che non ne farò copia alcuna e che il mio unico scopo è suonare al meglio una suite di cui mi sono innamorato.

 

Se invece ha gentilmente altre soluzioni mi dica.

Cordialmente.

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Intanto ho dato una controllata veloce alla seconda parte del Preambule e ho visto che non ci sono molte differenze tra la versione di Lopez Ramos e quella della Obra Completa: le più rilevanti, come note, sono il mi ribattuto e non legato a battuta 32, il do bequadro alla fine di battuta 61 e a battuta 63 (tutti e due i do di quella battuta sono bequadro), il sol naturale e non diesis come seconda nota di battuta 114.

 

Comunque certamente è possibile visionare il volume che ho; me ne separo malvolentieri perché a quanto pare è proprio abbastanza raro, ma posso portarmelo a Bologna appena ci vado per qualche giorno (ai primi di settembre) oppure ad Alessandria al convegno di fine settembre.

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Innanzitutto grazie per la gentile risposta. I punti che vorrei controllare in realtà sono davvero moltissimi. Come lei saprà sicuramente meglio di me, la suite è stata composta come "eccezzionale falso storico" da Ponce in re+ ovviamente, (mi scuso per l'errore di tastiera che devo condividere con una in finlandese) ed è una suite ricca ed interessantissima, ma aimè come si diceva è stata soggetta a molte manipolazioni, spesso, come nel caso della partitura che posseggo, fatte in maniera approssimativa o per meglio dire, trascritte con un contrappunto improbabile e con poca attenzione forse all'idea originaria.

 

 

Entrare nello specifico del lavoro che stò svolgendo sul brano qui sul forum credo sia davvero impossibile, ma solo per farle capire che sono in buona fede e che vorrei seriamente svolgere un buon lavoro sulla suite citata, le posso dire che per es. nel preludio, nella seconda parte (6/8 allegro vivo) Segovia nella sua registrazione ha adottato soluzioni che trovo non solo interessanti ma estremamente in linea con il lavoro di articolazione delle voci che ero intento a fare. Trasporta una parte del basso di un'ottava così da dividere in 2 parti la frase, aggiunge delle note (di seconda voce) e toglie invece alcuni accordi, toglie intere parti di basso per far emergere il canto, insomma davvero moltissime cose. Ovviamente tutto quello che le stò dicendo si basa sullo studio dell'unica partitura che ho in mio possesso e sulla registrazione Segoviana (che tralatro non comprende nemmeno tutti i movimenti) . Molte scelte effettutate da Segovia le condivido altre meno, l'importante però e che mi sono reso conto che non sarei in pace con me stesso se non posso confrontare più partiture e in particolar modo quella che lei possiede, che dovrebbe essere la più affidabile a detta del M° Gilardino, prima di effetture le mie scelte interpretative.

 

Esiste la possibilità di poter visionare la partitura in suo possesso, di averla in prestito o altro (credo che mi ci vogliano al massimo 2 settimane). Se il libro fosse reperibile ovviamente lo acquisterei subito, ma purtroppo non lo è.

Ha ovviamente la mia parola che non ne farò copia alcuna e che il mio unico scopo è suonare al meglio una suite di cui mi sono innamorato.

 

Se invece ha gentilmente altre soluzioni mi dica.

Cordialmente.

 

La Suite in re, scritta nel 1931, non fu concepita come "falso storico", ma semplicemente come composizione in stile barocco. Segovia ne attribuì i movimenti che scelse di eseguire ad Alessandro Scarlatti (attribuzione assai impropria), ma questa fu idea sua, non di Ponce.

 

Riguardo il manoscritto originale, la situazione non è del tutto chiara. Nella sua edizione dell'opera completa per chitarra di Ponce, Miguel Alcazar fa riferimento a un autografo, del quale però non precisa la collocazione, cioè non dice che si trova nell'archivio Ponce, o altrove. Infatti, il catalogo dei manoscritti esistenti nell'archivio Ponce, oggi costituito in "Fondo reservado de la Biblioteca Cuicamatini, Escuela Nacional de Musica" di Città del Messico, non include il manoscritto della Suite.

 

Da quel che si può arguire ragionevolmente, Alcazar è in possesso del manoscritto autografo recuperato fuori dall'archivio Ponce (che contiene soltanto l'edizione Peer). Infatti, l'edizione Peer, curata da Manuel Lopez Ramos, deve essere per forza basata su una fonte scritta. Alcazar ha quindi riproposto l'urtext, mentre l'edizione Peer-Ramos contiene qualche modifica apportata dal revisore.

 

dralig

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Capisco. Devo quindi dedurre che Segovia, come spesso faceva, sceglieva quello che "gli piaceva" (quando uso le virgolette sono sempre mezzo serio e mezzo faceto, come nel caso del falso storico), eseguendo solo 2 dei movimenti della suite e tralasciando il resto, attribuendo a Scarlatti questi movimenti per prendersi gioco dei critici (è corretto?) e modificando (o per meglio dire adattando) la partitura originale per la propria esecuzione senza pubblicare però nulla. Peccato non abbia inciso tutta la suite, sarebbe stato davvero interessante ascoltarla.

 

Allora non mi resta altro da fare che studiare ancora più approfonditamente ciò che possiedo che a questo punto come partenza non è affatto male, visionare l'Alcazar, modificando ciò che è davvero improbabile suonare come è scritto (ma che invece sembra passare inosservato a quasi tutti gli esecutori che hanno inciso la suite) come ad es. la quart'ultima battuta del preludio, ed infine fare le mie scelte interpretative senza paura, anche perchè per fortuna come è vero che questa suite è adombrata dall'incertezza, tanto è vero che più la studio e più mi rendo conto che dentro di me si è rafforzata invece la certezza di cosa voglio fare e come suonarla e anzi che in tutta coscienza, non potrei, dopo aver scoperto (grazie ovviamente anche all'insegnante che mi segue) tutte le meraviglie "nascoste" che la suite contiene, suonarla in maniera diversa.

 

Sig. Bonaguri, spero quindi di poter visionare la partitura che possiede, se in uno slancio di fiducia verso il prossimo volesse spedirmela (ovviamente tutto a spese mie) ne sarei ovviamente felice, altrimenti come si diceva speriamo forse di incontrarci a Bologna.

 

Se altri utenti del forum posseggono tale partitura e volessero contribuire ne sarei ovviamente molto grato.

 

Grazie

Massimo Montresor

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Capisco. Devo quindi dedurre che Segovia, come spesso faceva, sceglieva quello che "gli piaceva" (quando uso le virgolette sono sempre mezzo serio e mezzo faceto, come nel caso del falso storico), eseguendo solo 2 dei movimenti della suite e tralasciando il resto, attribuendo a Scarlatti questi movimenti per prendersi gioco dei critici (è corretto?) e modificando (o per meglio dire adattando) la partitura originale per la propria esecuzione senza pubblicare però nulla. Peccato non abbia inciso tutta la suite, sarebbe stato davvero interessante ascoltarla.

 

Allora non mi resta altro da fare che studiare ancora più approfonditamente ciò che possiedo che a questo punto come partenza non è affatto male, visionare l'Alcazar, modificando ciò che è davvero improbabile suonare come è scritto (ma che invece sembra passare inosservato a quasi tutti gli esecutori che hanno inciso la suite) come ad es. la quart'ultima battuta del preludio, ed infine fare le mie scelte interpretative senza paura, anche perchè per fortuna come è vero che questa suite è adombrata dall'incertezza, tanto è vero che più la studio e più mi rendo conto che dentro di me si è rafforzata invece la certezza di cosa voglio fare e come suonarla e anzi che in tutta coscienza, non potrei, dopo aver scoperto (grazie ovviamente anche all'insegnante che mi segue) tutte le meraviglie "nascoste" che la suite contiene, suonarla in maniera diversa.

 

Sig. Bonaguri, spero quindi di poter visionare la partitura che possiede, se in uno slancio di fiducia verso il prossimo volesse spedirmela (ovviamente tutto a spese mie) ne sarei ovviamente felice, altrimenti come si diceva speriamo forse di incontrarci a Bologna.

 

Se altri utenti del forum posseggono tale partitura e volessero contribuire ne sarei ovviamente molto grato.

 

Grazie

Massimo Montresor

 

Prossimamente, "Guitart" pubblicherà un saggio di AG su Ponce: è un profilo biografico del compositore, tracciato con particolare riguardo alle vicende che lo portarono a scrivere per Segovia. I rapporti che legarono i due musicisti, il modus operandi segoviano nei riguardi della musica di Ponce, le travagliate vicende dei testi trafugati nella casa di Segovia a Barcelona nel 1936, sono raccontati nel saggio in modo che il lettore possa finalmente rendersi conto di ciò che avvenne e anche orientarsi nella scelta dei testi.

 

dralig

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Spedirla proprio non me la sento: dovrei estendere la fiducia anche al sistema postale... e poi per me queste cose sono strumenti di lavoro di cui potrei aver bisogno in qualsiasi momento, spero capisca...

Però me la posso portare dietro in qualsiasi occasione, volentieri.

 

E' interessante anche la introduzione scritta da Alcàzar ad ogni brano compreso nel volume; da essa si evince che Segovia suonò tutti i movimenti della Suite tranne la Gigue.

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Spedirla proprio non me la sento: dovrei estendere la fiducia anche al sistema postale... e poi per me queste cose sono strumenti di lavoro di cui potrei aver bisogno in qualsiasi momento, spero capisca...

Però me la posso portare dietro in qualsiasi occasione, volentieri.

 

E' interessante anche la introduzione scritta da Alcàzar ad ogni brano compreso nel volume; da essa si evince che Segovia suonò tutti i movimenti della Suite tranne la Gigue.

 

Segovia usava cambiare, nei suoi programmi da concerto, i titoli: abbiamo casi dello stesso pezzo programmato in diverse occasioni con una mezza dozzina di titoli differenti; casi di brani intitolati da lui dove il compositore non aveva scritto nessun titolo (Sonata Mexicana) e casi di movimenti di una composizione come una Sonata o una Suite inseriti in un'altra composizione in luogo di un movimento proprio. Quindi, non me la sentirei di affermare con certezza che cosa esattamente suonò Segovia sulla base del solo programma di sala (a meno che non si tratti di composizioni come la Ciaccona). Alcazar, poi, è tutt'altro che una bibbia, al riguardo: nel titolo del suo volume ponciano scrive "de acuerdo a los manuscritos originales", ma poi pubblica il primo tempo della "Sonata romantica" nella versione segoviana (senza darne credito a Segovia), benché l'originale gli sia del tutto accessibile, e riproduce tal quale, nella cadenza finale della "Sonata clasica", un macroscopico errore dell'edizione Segovia-Schott. Non parliamo poi della notazione polifonica della "Suite in la". Quindi, nelle fonti dei testi ponciani, finora, Alcazar è lungi dal rappresentare la parola definitiva.

 

dralig

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