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Aprono i conservatori, la musica è la stessa


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Aprono i conservatori, la musica è la stessa

di Filippo Michelangeli

 

 

A quasi 10 anni dal varo della Riforma del 1999 sono stati equiparati al rango universitario. Per ora si è trattato di modifiche formali. Sono cambiate le parole, in parte i piani di studio, ma la struttura e l’efficienza sono rimaste quelle di una volta

 

 

Questo mese riaprono i conservatori. A quasi dieci anni dal varo della Riforma del 1999 (legge 508), che cosa è davvero cambiato nelle scuole di alta formazione musicale italiana?

Partiamo dalle parole che a volte vogliono dire tanto e, più spesso, servono solo come paravento.

L’anno scolastico non esiste più. Il testo di Riforma equipara i conservatori a rango universitario. E così l’anno è diventato “accademico”. Di fatto, le lezioni – sciaguratamente – un tempo iniziavano a novembre, oggi – sempre sciaguratamente – continuano ad iniziare a novembre.

Le denominazione “Conservatori” e “Istituti musicali pareggiati” sono andati in soffitta. Adesso dovremmo chiamarli “Istituti superiori di studi musicali”. Stessa cosa vale per i titoli “maestro” e “diploma”. Dopo la riforma si dice “dottore” e “laurea”. Sulla porta di casa i docenti più anziani continuano a salutare la moglie: «Ciao cara, vado ad insegnare in conservatorio». I più giovani si sforzano di dire che «sono docenti negli Istituti alta cultura» e sui biglietti da visita scrivono trionfanti «professore ordinario di clavicembalo».

Quanto ai titoli di studio, laurea di primo livello (triennale) e laurea di secondo livello, o specialistica, (biennale) non sono nemmeno riusciti a scalfire l’antico fascino di “maestro”. E così, per giornalisti e opinione pubblica, Pollini, Abbado e Muti, quando escono sul palcoscenico sono sempre “maestri”. In un quotidiano di provincia un cronista ha provato a scrivere che ha suonato il “dottor Lucchesini” e a momenti in redazione chiamano il 118.

Scherzi a parte, hanno cambiato le parole, ma l’organico dei conservatori e – perché no? – lo stipendio dei professori sono rimasti gli stessi.

Vi immaginate di promuovere in un’azienda un impiegato alla qualifica di dirigente negandogli anche solo un simbolico aumento? Di fatto i docenti di conservatorio vengono ancora remunerati come professori di scuola media superiore.

Stanno cambiando, almeno sulla carta, i piani di studi. Accanto al “vecchio ordinamento”, per intenderci quello che prevedeva 10 anni per diplomarsi in violino, si sta sostituendo il “nuovo ordinamento” con i crediti e gli esami, come all’università. In ogni ateneo musicale c’è stato un gran fermento per riscrivere i programmi e farseli autorizzare dal ministero. Sarà, ma per diventare virtuosi dell’archetto la tecnica è una sola. E se Pagani-ni non ripete, i suoi capricci richiedono sempre migliaia di ore di studio.

Chi sperava che almeno cambiasse il principio di nomina dei (di)rettori è rimasto deluso. Vengono ancora scelti e votati dai colleghi. Un criterio che finisce per condizionarne l’operato e rende meno incisiva la loro azione. Ammettiamolo: come si fa a controllare, ed eventualmente sanzionare, un proprio elettore?

Sono cambiate le tasse. A Milano un privatista per laurearsi in direzione d’orchestra sborsa mille euro. Ma questa è un’altra storia.

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Io aggiungo che Michelangeli è mitico...

 

Per chi non è abbonato a questa rivista, l'editoriale è tratto dall'ultimo numero di "Suonare", un mensile che non dovrebbe mancare, secondo me, in nessuna casa di un musicista

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Io aggiungo che Michelangeli è mitico...

 

Per chi non è abbonato a questa rivista, l'editoriale è tratto dall'ultimo numero di "Suonare", un mensile che non dovrebbe mancare, secondo me, in nessuna casa di un musicista.

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Qual è lo stipendio di un insegnante di conservatorio?

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Credo 40 euro l'ora...

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Beh, ti pare poco?

 

A me era sembrato di capire così, però non so se netti o lordi. Comunque non credo sia questo il punto della situazione, non credo che il problema dei conservatori sia da ricercarsi nello stipendio dei docenti. L'intervento di Michelangeli credo voglia andare un pò più lontano delle banali liti del tipo "guadagnamo poco" - "no, guadagnate troppo e la maggioranza di voi nemmeno se li meritano". I conservatori sono messi male come è messa male la scuola pubblica, in Italia tante cose vanno male, la cultura, in prospettiva, va malissimo.

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vengono pagati cinquanta euro lorde per le ore aggiuntive come da contratto collettivo, ma non so lo stipendio di quanto sia

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vengono pagati cinquanta euro lorde per le ore aggiuntive come da contratto collettivo, ma non so lo stipendio di quanto sia

 

A seconda dell'anzianità di servizio, tra i 1500 e i 2000 euro netti. No comment.

 

dralig

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