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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Mentre noi diamo la caccia alle malattie immaginarie...


Cristiano Porqueddu
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Mentre noi occidentali diamo la caccia a malattie immaginarie e ci preoccupiamo di un pollo o di uno struzzo morto per ragioni sconosciute, ecco cosa accade veramente nel mondo:

 

Rapporto Unicef: migliaia i bambini morti di sete, malaria e Aids

Guerre, fame, malattie infettive (soprattutto Aids), cattive condizioni igieniche: per questi motivi migliaia di bambini continuano a morire in Africa e Asia. In 26 mila hanno perso la vita, avevano meno di 5 anni, erano nati in Africa e in Asia. Questo dramma quotidiano è segnalato dall'Unicef, che ha presentato il rapporto sulla condizione dell'infanzia nel mondo, dedicato al diritto alla salute ("Nascere e crescere sani"). Per la prima volta nel 2006 - ribadisce l'Agenzia dell'Onu per l'Infanzia - le morti dei bambini sono scese sotto i 10 milioni (erano 20 milioni nel 1960). Tuttavia, sono ancora tanti i decessi dei più piccoli, 9,7 milioni.

Nel 2006, il tasso globale di mortalità infantile sotto i cinque anni era di 72 morti ogni mille nati vivi, il 23% in meno rispetto al 1990. Per che cosa si muore? Per guerre, disastri naturali, Aids, miseria e scarse strutture medico sanitarie. Alcuni paesi in via di sviluppo come Cuba (7 morti ogni mille nati vivi), Sri Lanka (13) e Siria (14) hanno ottenuto i massimi risultati nella riduzione della mortalità infantile. Al contrario, Sierra Leone (270), Angola (260) ed Afghanistan (257) continuano ad avere i tassi più alti al mondo. All'ultimo ed ambito posto della classifica per tasso di mortalità infantile ci sono la Svezia e Singapore (189/o posto). Anche l'Italia si colloca in fondo, è al 175/o posto. La mortalità infantile risente delle condizioni di vita delle madri ed anche in questo caso le informazioni non sono incoraggianti. Mezzo milione di donne muore ogni anno per motivi legati al parto o alla gravidanza. Nei paesi in via di sviluppo un quarto delle donne incinte non riceve nemmeno una visita medica prima del parto.

 

I MOTIVI. Le principali cause di morte sono le complicazioni neonatali (36%), la polmonite (19%), la diarrea (17%), la malaria (8%), il morbillo (4%), l'Aids (3%). Di diarrea, ad esempio, muoiono circa 2 milioni di bambini l'anno. Rilevante anche la malnutrizione che è il principale fattore della metà delle morti di bambini. Ancora: 2,3 milioni di bambini sotto i 15 anni vivono con l'Hiv. Nel 2006, ci sono stati 530 mila nuovi contagi, per lo più trasmesso da madre a figlio. Entro il 2010, soltanto nell'Africa sub-sahariana saranno 15,7 milioni i bambini rimasti orfani a causa dell'Aids.

 

LA SETE. La mancanza di acqua potabile e servizi igienico-sanitari adeguati sono all'origine dell'88% dei decessi dovuti a malattie diarroiche, ossia a oltre 1,5 milione di morti l'anno. Se si migliorasse l'accesso ai servizi, si ridurrebbe di un terzo la morbilità associata alla diarrea. Il dossier segnala anche le ricadute che i conflitti producono nella qualità della vita delle persone, bambini compresi. Attualmente oltre 40 paesi, il 90% dei quali a basso reddito, sono coinvolti in conflitti. L'Unicef sollecita alleanze comunitarie per combattere le morti dei bambini e ribadisce l'obiettivo prefissato entro il 2015 che prevede la riduzione di due terzi della mortalità infantile ricorrendo a politiche mirate, in particolare, contro le infezioni e per l'assistenza al parto.

 

Altro che l'influenza dei polli e dei gabbiani e dei tacchini.

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  • 3 weeks later...

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Salve,

 

Ecco i dati dell' ISU

 

Islanda 0,968

Norvegia 0,968

Australia 0,962

Canada 0,961

Irlanda 0,959

 

Svezia 0,956

Svizzera 0,955

Giappone 0,953

Paesi Bassi 0,953

Francia 0,952

Finlandia 0,952

Stati Uniti d'America 0,951

Spagna 0,949

Danimarca 0,949

Austria 0,948

Regno Unito 0,946

Belgio 0,946

Lussemburgo 0,944

Nuova Zelanda 0,943

Italia 0,941

 

 

 

Ultimi 10 Paesi

Rep. Dem. del Congo 0,411

Etiopia 0,406

Ciad 0,388

Repubblica Centrafricana 0,384

Mozambico 0,384

Mali 0,380

Niger 0,374

Guinea-Bissau 0,374

Burkina Faso 0,370

Sierra Leone 0,336

 

 

 

I 3 migliori/peggiori Paesi di ogni continente

Africa

 

050. Seychelles 0,843

056. Libia 0,818

065. Mauritius 0,804

...

175. Guinea-Bissau 0,374

176. Burkina Faso 0,370

177. Sierra Leone 0,336

Asia

 

008. Giappone 0,953

021. Hong Kong (Cina) 0,937

023. Israele 0,932

...

142. Nepal 0,534

150. Timor Est 0,514

153. Yemen 0,508

Europa

 

001. Islanda 0,968

002. Norvegia 0,968

005. Irlanda 0,959

...

069. Macedonia 0,801

076. Ucraina 0,788

111. Moldavia 0,708

 

Nord America

 

004. Canada 0,961

012. Stati Uniti d'America 0,951

031. Barbados 0,892

...

115. Honduras 0,700

118. Guatemala 0,689

146. Haiti 0,529

Sud America

 

038. Argentina 0,869

040. Cile 0,867

046. Uruguay 0,852

...

095. Paraguay 0,755

097. Guyana 0,750

117. Bolivia 0,695

Oceania

 

003. Australia 0,962

019. Nuova Zelanda 0,943

055. Tonga 0,819

...

120. Vanuatu 0,674

129. Isole Salomone 0,602

145. Papua Nuova Guinea 0,530

 

A mio parere sono le conseguenze delle colonizzazioni. Oggi i paesi che sono stati colonizzati subiscono un dominio economico incredibile e non riesscono a risollevarsi per i debiti con l'occidente.

 

Altro che polli malati...

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Mentre noi occidentali diamo la caccia a malattie immaginarie e ci preoccupiamo di un pollo o di uno struzzo morto per ragioni sconosciute, ecco cosa accade veramente nel mondo:

 

Rapporto Unicef: migliaia i bambini morti di sete, malaria e Aids

Guerre, fame, malattie infettive (soprattutto Aids), cattive condizioni igieniche: per questi motivi migliaia di bambini continuano a morire in Africa e Asia. In 26 mila hanno perso la vita, avevano meno di 5 anni, erano nati in Africa e in Asia. Questo dramma quotidiano è segnalato dall'Unicef, che ha presentato il rapporto sulla condizione dell'infanzia nel mondo, dedicato al diritto alla salute ("Nascere e crescere sani"). Per la prima volta nel 2006 - ribadisce l'Agenzia dell'Onu per l'Infanzia - le morti dei bambini sono scese sotto i 10 milioni (erano 20 milioni nel 1960). Tuttavia, sono ancora tanti i decessi dei più piccoli, 9,7 milioni.

Nel 2006, il tasso globale di mortalità infantile sotto i cinque anni era di 72 morti ogni mille nati vivi, il 23% in meno rispetto al 1990. Per che cosa si muore? Per guerre, disastri naturali, Aids, miseria e scarse strutture medico sanitarie. Alcuni paesi in via di sviluppo come Cuba (7 morti ogni mille nati vivi), Sri Lanka (13) e Siria (14) hanno ottenuto i massimi risultati nella riduzione della mortalità infantile. Al contrario, Sierra Leone (270), Angola (260) ed Afghanistan (257) continuano ad avere i tassi più alti al mondo. All'ultimo ed ambito posto della classifica per tasso di mortalità infantile ci sono la Svezia e Singapore (189/o posto). Anche l'Italia si colloca in fondo, è al 175/o posto. La mortalità infantile risente delle condizioni di vita delle madri ed anche in questo caso le informazioni non sono incoraggianti. Mezzo milione di donne muore ogni anno per motivi legati al parto o alla gravidanza. Nei paesi in via di sviluppo un quarto delle donne incinte non riceve nemmeno una visita medica prima del parto.

 

I MOTIVI. Le principali cause di morte sono le complicazioni neonatali (36%), la polmonite (19%), la diarrea (17%), la malaria (8%), il morbillo (4%), l'Aids (3%). Di diarrea, ad esempio, muoiono circa 2 milioni di bambini l'anno. Rilevante anche la malnutrizione che è il principale fattore della metà delle morti di bambini. Ancora: 2,3 milioni di bambini sotto i 15 anni vivono con l'Hiv. Nel 2006, ci sono stati 530 mila nuovi contagi, per lo più trasmesso da madre a figlio. Entro il 2010, soltanto nell'Africa sub-sahariana saranno 15,7 milioni i bambini rimasti orfani a causa dell'Aids.

 

LA SETE. La mancanza di acqua potabile e servizi igienico-sanitari adeguati sono all'origine dell'88% dei decessi dovuti a malattie diarroiche, ossia a oltre 1,5 milione di morti l'anno. Se si migliorasse l'accesso ai servizi, si ridurrebbe di un terzo la morbilità associata alla diarrea. Il dossier segnala anche le ricadute che i conflitti producono nella qualità della vita delle persone, bambini compresi. Attualmente oltre 40 paesi, il 90% dei quali a basso reddito, sono coinvolti in conflitti. L'Unicef sollecita alleanze comunitarie per combattere le morti dei bambini e ribadisce l'obiettivo prefissato entro il 2015 che prevede la riduzione di due terzi della mortalità infantile ricorrendo a politiche mirate, in particolare, contro le infezioni e per l'assistenza al parto.

 

Altro che l'influenza dei polli e dei gabbiani e dei tacchini.

 

 

La pensavo anch'io cosi'...poi la storia della ''mucca pazza''(ormai anni fa') mi ha fatto cambiare idea.

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