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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Nuovo editore musicale


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Un nuovo editore si affaccia a settembre sul mercato musicale italiano.

Si chiama Volonté & Co srl, ha sede a Milano ed è stato fondato da Marco Volonté, milanese, 43 anni, una lunga esperienza in campo editoriale e discografico in Emi, Warner e in Carisch dove è stato direttore generale e amministratore delegato.

Volonté viene affiancato da Beppe Andreetto, già consulente editoriale Carisch e direttore editoriale in Bmg Ricordi.

 

La Volonté & Co. opererà su più territori, con un’attività rivolta alla pubblicazione di spartiti e manuali di didattica. La società si presenta al mercato con importanti accordi editoriali siglati con Faber Music per l’utilizzo in esclusiva del repertorio Emi internazionale, con Alfred Publishing per la rappresentanza in Italia, Francia e Spagna delle sue pubblicazioni, con la Fondazione De André, con Antonello Venditti per la rappresentanza in esclusiva dei suoi cataloghi e con Alessandro Colombini per i cataloghi Wiz e Muvicom (che contengono succcessi di Ron, Edoardo Bennato, Michele Zarrillo). Volonté ha inoltre firmato con Carisch un accordo di collaborazione nell’ambito della distribuzione e realizzazione di prodotti in co-produzione, che prevede il lancio di nuovi autori di didattica musicale.

 

Per informazioni, http://www.volonte-co.com, tel. 02-45473285.

 

Notizia presa da http://www.suonare.it

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secondo voi, in sostanza, e mi rivolgo agli addetti ai lavori, è indispensabile oggi il supporto di un editore per la propria attività compositiva?

 

Non è indispensabile ma aiuta nella distribuzione attraverso i canali dei singoli rivenditori.

 

A parte il discorso ecologista che metto da parte per questioni di manifesto (ma non si possono nascondere centinaia di tonnellate di carta stampate e tenute in magazzino quando invece è possibile distribuire lo stesso identico prodotto in formato elettronico e lasciare che l'utente a sua discrezione stampi o meno con abnormi risparmi su trasporti e semplificazioni inimmaginabili a livello di logistica) trovo che sia un sistema che prima di quanto immaginiamo si affiancherà all'autonomia dello scrittore/compositore/saggista (fai tu) che, capace di creare dei semplici documenti elettronici (peraltro con possibilità di interazione che tutti conosciamo) potrà con poche centianaia di euro distribuire il suo prodotto su scala davvero globale.

 

Vantaggi?

Svantaggi?

 

Ci si potrebbe scrivere un libro.

E magari distribuirlo in formato .lit (eBook) o .pdf

 

Tu che ne pensi?

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Un mese?

E' sufficiente un minuto per capire che è un sistema al tracollo. Diventerà una valida alternativa: l'adeguamento è d'obbligo.

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Mi trattenevo dall'intervenire non essendo un compositore, ma visto che per lavoro ho molto a che fare con i compositori credo di poter dire qualcosa in merito.

 

Credo anch'io che la situazione sia fluida ed in veloce cambiamento.

E' molto vero che un editore può mettere in catalogo un lavoro, stamparlo - magari male, come si è detto - e poi non promuoverlo (avrei qualche esempio in proposito al limite del ridicolo).

A tutt'oggi, però, se il grosso editore decide - per motivi tra l'altro che possono non aver nulla a che vedere con la stima artistica del prodotto - di investire su un autore può procurargli certamente una certa visibilità; comunque credo che l'editore sia ben lieto se il compositore, dal canto suo, si aiuta autopromuovendosi.

 

Quindi in sostanza direi che al momento una strada non esclude l'altra e, potendolo, è meglio seguirle entrambe - per esempio dando qualche pezzo all'editore e promuovendone altri solo con mezzi propri - vedendo poi cosa succede. Certo consiglio di evitare, a maggior ragione adesso, contratti di esclusiva, a meno che contengano garanzie tali per il compositore da renderli appetibili.

 

Ho appena messo su MySpace la mia registrazione di un pezzo recente per chitarra di Adriano Guarnieri; pezzo che, pur essendo stato acquisito da un importante editore già da un po', non è stato ancora pubblicato. Prima di postare la registrazione ho chiesto il permesso al compositore e all'editore, che me lo hanno volentieri accordato. E' un esempio della collaborazione di cui dicevo prima.

 

Piero Bonaguri

bonaguri@bonaguri.com

http://www.myspace.com/pierobonaguri

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  • 5 months later...

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Qual'è il valore aggiunto che un editore può dare oggi al compositore? l'esperienza? il che si traduce in: Distribuzione? contatti con l'industria discografica? con quella festivaliera? con il mondo editoriale a 360°? il fatto di essere parte integrante (se non probabilmente fondante) del Sistema Musica (almeno di quello pre-marketing-informatico, il più diffuso nell'ambito musicale)? insomma, cosa fa un editore :roll: ????

secondo voi, in sostanza, e mi rivolgo agli addetti ai lavori, è indispensabile oggi il supporto di un editore per la propria attività compositiva?

l'alternativa di una autopromozione studiata a tavolino, la maggior parte della quale studiata utilizzando le risorse internet-informatiche, come la vedete?

 

La discussione è molto interessante e sento particolarmente questo argomento poiché ho fatto la mia scelta decidendo di far parte integrante di una nuova Casa Editrice (che per correttezza non nomino) che potesse provare a risolvere appunto tutti i problemi che normalmente si incontrano sia come compositori che come ricecatori o studiosi che vogliano diffondere il proprio pensiero.

 

In qualche modo non rientro nella categoria di coloro che decidono di autopromuoversi ma l'idea è decisamente più ampia, cioè quella di estendere le possibilità di diffusione del proprio lavoro a tutti coloro che seriamente e con professionalità hanno qualcosa da dire, e quindi fare in modo di promuovere anche gli altri.

 

A questo punto è giusto porsi la domanda a cosa serve un editore?

 

Innanzitutto resto dell'idea che chiunque scarichi un file da internet comunque lo debba stamapare: personalmente trovo molto fastidioso suonare usando lo schermo del computer come leggio virtuale ed ho l'impressione che la visione fisica del brano sia in qualche modo limitata.

 

Il problema dei costi del prodotto finale (costo dello spartito) lo sto affrontando cercando di mantenere una politica che possa "calmierare" il prezzo pur aumentando la qualità della stampa (carta utilizzata, impaginazione, copertina a colori personalizzata per ogni spartito, ecc...). In questo modo dovrebbe diminuire l'esigenza di fotocopiare anziché acquistare lo spartito poiché spesso il costo al pubblico è addirittura inferiore ad un eventuale riproduzione pirata in copisteria.

Sto incontrando un buon apprezzamento da parte dei revisori e dei compositori che vedono valorizzare il loro lavoro da una cornice adeguata ed elegante e decisamente più pratica nel suo utilizzo finale rispetto a fogli sciolti stampati liberamnte.

 

Una Casa Editrice non è una tipografia!

 

Proprio per questo la mia convinzione è che il vero apporto della Casa Editrice consiste, oltre ad una giusta politica di qualità-costo, soprattutto ad un'opera di diffusione concreta del lavoro diventando quasi manager dei propri autori proponendoli attraverso concerti, presentazioni , pubblicazioni di CD, recensioni.

Molto spesso il compositore non è un organizzatore né necessariamente un concertista né avere necessariamente il tempo per distribuire e valorizzare la sua opera.

 

Unendo perciò le due strade: quella dell'autore e dell'editore sono sicuro che si possa andare molto più lontano.

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